{"id":20792,"date":"2023-07-15T12:00:49","date_gmt":"2023-07-15T10:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20792"},"modified":"2023-06-14T14:45:42","modified_gmt":"2023-06-14T12:45:42","slug":"xv-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xv-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo d<strong>i Marco<\/strong> 6,7-13<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Chiam\u00f2 a s\u00e9 i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordin\u00f2 loro di non prendere per il viaggio nient&#8217;altro che un bastone: n\u00e9 pane, n\u00e9 sacca, n\u00e9 denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: &#8220;Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finch\u00e9 non sarete partiti di l\u00ec. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro&#8221;. Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti dem\u00f2ni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Chiam\u00f2 a s\u00e9 i Dodici e prese a mandarli a due a due&#8221;. Cos\u00ec inizia il brano del Vangelo di Marco che ascoltiamo in questa domenica. Ges\u00f9 li chiam\u00f2 e li mand\u00f2. In questi due verbi (chiamare e mandare) si pu\u00f2 dire che \u00e8 racchiusa tutta l&#8217;identit\u00e0 del discepolo e di ogni comunit\u00e0 cristiana. Queste parole, infatti, con quel che esse significano, non sono riservate a gruppi particolari o a persone privilegiate. Tutti i cristiani sono chiamati a stare con Ges\u00f9 e ad essere inviati per comunicare il Vangelo al mondo. Il Concilio Vaticano II richiama con estrema chiarezza questa missione affidata a tutta la Chiesa: &#8220;La Chiesa peregrinante \u00e8 per sua natura missionaria&#8230; e ad ogni discepolo di Cristo incombe il dovere di diffondere, per quanto gli \u00e8 possibile, la fede&#8221;. Il cristiano pertanto \u00e8 anzitutto un chiamato, un convocato da Dio. Propriamente parlando, non si diviene cristiani per autonoma scelta; lo si diventa in risposta (ovviamente libera) ad una chiamata che ci precede. S\u00ec, c&#8217;\u00e8 un amore che sta prima della nostra risposta. Paolo, nello splendido inizio della Lettera agli Efesini, ce lo ricorda: &#8220;In Cristo (il Padre) ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carit\u00e0, predestinandoci ad essere per lui figli adottivi mediante Ges\u00f9 Cristo, secondo il disegno d&#8217;amore della sua volont\u00e0&#8221; (Ef 1,4-6).<br \/>\nTutta la tradizione dell&#8217;Antico Testamento, da Abramo in poi, pone Dio all&#8217;origine di ogni chiamata; l&#8217;iniziativa di avviare la storia della salvezza del popolo d&#8217;Israele \u00e8 tutta del Signore. &#8220;Abramo, chiamato da Dio, obbed\u00ec&#8221;, scrive l&#8217;autore della Lettera agli Ebrei (11,8), indicando ad ogni cristiano il paradigma della fede. Nelle narrazioni delle vocazioni profetiche emerge sempre il primato della chiamata divina. Emblematica \u00e8 la vicenda di Amos. Non fu lui a scegliere. E neppure fu lui ad andare. Il Signore lo prese (&#8220;Il Signore mi chiam\u00f2 mentre seguivo il gregge&#8221;) e lo scaravent\u00f2 in un aspro confronto con le ingiustizie del potere politico. Dovette scontrarsi persino con le fredde considerazioni del &#8220;cappellano di corte&#8221;, il sacerdote Amasia, che lo esortava, come spesso accade, ad un&#8217;egoistica prudenza. Amos ribatte al sacerdote che alla radice delle sue parole non c&#8217;\u00e8 una scelta personale legata a particolari prospettive. \u00c8 Dio stesso che lo ha costretto alla missione profetica: &#8220;Non ero profeta, n\u00e9 figlio di profeta; ero un mandriano e coltivavo piante di sicomoro; il Signore mi prese, mi chiam\u00f2 mentre seguivo il gregge e il Signore mi disse: \u0091Va&#8217;, profetizza al mio popolo Israele &#8221; (Am 7,14-15). Potremmo dire che ognuno di noi era (e spesso lo siamo ancora) raccoglitore di sicomori. E non di rado, nonostante la chiamata che Dio ci fa ogni giorno, ogni domenica, noi restiamo a coltivare i nostri personali sicomori.<br \/>\nMa il Signore continua a chiamarci, e non una volta sola, strappandoci da un destino triste e scialbo. La chiamata \u00e8 sempre per svolgere il servizio di comunicare, con le parole e con la vita, il Vangelo di Ges\u00f9 sino agli estremi confini della terra. E qui ciascuno pu\u00f2 trovare la propria santit\u00e0. Tutte le chiamate del Signore sono un invito ad accogliere la missione che fa sempre andare oltre se stessi, oltre i confini che ciascuno si traccia per la propria vita. \u00c8 anzi naturale per ciascuno di noi tracciare limiti, possibilmente chiari e definitivi, tra s\u00e9 e gli altri, tra quello che riteniamo possibile fare e quello che pensiamo non lo sia. Tale istinto a tracciare confini nasce dalla paura: vogliamo essere tranquilli e certi, evitando l&#8217;ignoto e ci\u00f2 che non ci \u00e8 familiare. Si rinsaldano cos\u00ec i confini che dividono gli uomini tra loro: quelli della cultura e delle affinit\u00e0, dell&#8217;et\u00e0 e della classe sociale, della nazione e della appartenenza. E altri ancora. Sono tutti confini che separano gli uni dagli altri e spesso con violenza, ingiustizia e talora anche con la guerra. E comunque portano sempre a sentire l&#8217;altro come un avversario, come un nemico. Ciascuno cerca di stare solo con i propri simili, ossia con se stesso.<br \/>\nPer Ges\u00f9 non \u00e8 cos\u00ec. Egli ha lasciato persino il cielo per venire in mezzo a noi, e non perch\u00e9 fossimo giusti, ma perch\u00e9 peccatori. Per questa ragione Ges\u00f9 non pu\u00f2 accettare n\u00e9 limiti n\u00e9 particolarismi. Del resto, anche il Padre che sta nei cieli &#8220;fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti&#8221; (Mt 5,45). L&#8217;orizzonte di Ges\u00f9 \u00e8 il mondo intero. Nessuno \u00e8 estraneo alle sue preoccupazioni, neppure il peggiore dei nemici. Per il Signore tutti sono da amare e tutti da salvare. Egli per primo \u00e8 stato mandato, ed ha obbedito: &#8220;Ges\u00f9 percorreva tutte le citt\u00e0 e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del regno e guarendo ogni malattia e infermit\u00e0&#8221;, scrive Matteo (9,35). Ancora oggi Ges\u00f9 non cessa di commuoversi sulle folle stanche e sfinite di questo mondo, in particolare quelle pi\u00f9 povere che vagano come pecore senza pastore. E manda i suoi, &#8220;due a due&#8221;, perch\u00e9 continuino la sua opera di comunicazione del Vangelo. I discepoli di Ges\u00f9 debbono essere liberi nello spirito e universali nel cuore, particolarmente oggi mentre le distanze tra le persone e i paesi si sono accorciate come non mai e tuttavia crescono a grande velocit\u00e0 nuovi muri e nuovi confini, reclamati dall&#8217;individualismo e dal particolarismo di singoli e di gruppi, di etnie e di nazioni. Come Ges\u00f9 non \u00e8 venuto a salvare se stesso, cos\u00ec i cristiani non vivono per se stessi ma per salvare gli altri.<br \/>\nGes\u00f9 invita i suoi discepoli, di ieri e di oggi, a non prendere nulla con s\u00e9, n\u00e9 pane n\u00e9 bisaccia n\u00e9 denaro (e ciascuno deve interrogarsi su cosa sono oggi per noi il pane, la bisaccia e il denaro). Essi, muniti solamente del bastone del Vangelo e dei sandali della misericordia, debbono percorrere le vie degli uomini predicando la conversione del cuore e guarendo malattie e infermit\u00e0. Per entrare nelle case degli uomini, ossia nella dimora pi\u00f9 intima e delicata che \u00e8 il loro cuore, non occorrono armi particolari. I discepoli, indifesi e poveri, debbono andare due a due perch\u00e9 la loro prima predicazione sia l&#8217;esempio del vicendevole amore. Del resto Ges\u00f9 aveva detto: &#8220;Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri&#8221;. Ricchi pertanto solo della misericordia di Dio e del Vangelo, i cristiani potranno abbattere i muri di divisione e liberare il cuore degli uomini dai limiti e dai pesi che li opprimono. Davanti a tale compito, affascinante e terribile, non possiamo tirarci indietro. E assieme ai discepoli santi, diciamo: &#8220;Eccomi, manda me!&#8221; (Is 6,8).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 6,7-13 Chiam\u00f2 a s\u00e9 i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 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