{"id":20761,"date":"2015-03-24T13:24:58","date_gmt":"2015-03-24T12:24:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20761"},"modified":"2015-06-25T13:49:25","modified_gmt":"2015-06-25T11:49:25","slug":"veglia-di-preghiera-a-santa-maria-maggiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/veglia-di-preghiera-a-santa-maria-maggiore.html","title":{"rendered":"Veglia di preghiera a Santa Maria Maggiore"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,<br \/>\nabbiamo ascoltato il Vangelo dell\u2019Annunciazione. Un angelo si reca a Nazaret, nella lontana periferia dell\u2019Impero Romano, a una ragazza di uno sperduto villaggio. Tutto pass\u00f2 inosservato allora, eppure da quel giorno iniziava una storia nuova per l\u2019intera umanit\u00e0, e iniziava da una periferia, da una casetta di un lontano villaggio, e iniziava con un bambino. \u00c8 il mistero custodito da questa memoria evangelica, e in qualche modo anche da questa basilica di Santa Maria Maggiore, che venera le reliquie di Betlemme.<br \/>\nQuest\u2019anno, in occasione dei vent\u2019anni dell\u2019enciclica Evangelium vitae di san Giovanni Paolo II, tutti noi del Pontificio consiglio, congiuntamente all\u2019Accademia per la vita, abbiamo voluto che si tenesse qui, a Santa Maria Maggiore, con tutti voi, in questa basilica, che come sapete \u00e8 la prima chiesa del mondo dedicata a Maria, questo momento di preghiera della Giornata per la vita. Come sapete, fu proprio l\u2019esortazione dell\u2019enciclica Evangelium vitae a promuovere in tutte le diocesi una giornata mondiale, appunto per la vita, e siccome san Giovanni Paolo II ne motivava il senso con queste parole che vorrei ricordare a tutti noi, quello di questa giornata \u00e8 di suscitare nelle coscienze, nelle famiglie, nella Chiesa e nella societ\u00e0 civile, il riconoscimento del senso e del valore della vita umana in ogni momento, punto e condizione, ponendo particolarmente al centro dell\u2019attenzione la gravit\u00e0 dell\u2019aborto e dell\u2019eutanasia, senza tuttavia trascurare in altri momenti gli aspetti della vita.<br \/>\nSorelle e fratelli miei, quel s\u00ec di Maria all\u2019Angelo, ricordiamo che le cost\u00f2 molto: non fu un s\u00ec da piet\u00e0 mariana, fu un s\u00ec laborioso, fu un s\u00ec di fronte a un turbamento, a un\u2019angoscia che tanto spesso dimentichiamo, perch\u00e9 il Vangelo, o crea turbamento, o non \u00e8 una buona notizia. Noi, quando leggiamo il Vangelo, subito ci sediamo. Due minuti. E l\u2019angoscia? E il turbamento? Maria accett\u00f2 questo turbamento e decise di lasciarsi travolgere dal sogno dell\u2019Angelo, il grande sogno di Dio, rinunciando al suo piccolo e ristretto sogno di ragazza ormai fidanzata. Aveva scelto pure il ristorante, non so, con Giuseppe. Ma in quel s\u00ec ci fu il cambiamento totale. Non un sacrificio, intendiamoci: ci fu la scelta tra il mio piccolo sogno e il grande sogno di Dio.<br \/>\nE questa scelta, care sorelle e cari fratelli, dobbiamo farla ogni volta anche stasera. Anche stasera noi siamo chiamati a imitare Maria a scegliere tra i nostri piccoli sogni, quelli magari abituali, quelli che magari sono diventati impegno, e il grande sogno di Dio.<br \/>\nOggi ci viene riproposto il grande sogno di Dio, e permettetemi allora di iniziare una breve riflessione su questo grande sogno di Dio commentando il mistero della maternit\u00e0 di Maria con poche parole dell\u2019arcivescovo \u00d3scar Arnulfo Romero, che proprio oggi, un po\u2019 prima di quest\u2019ora, venne ucciso sull\u2019altare. \u00c8 un testimone che vedremo presto salire agli altari come martire della Chiesa universale. Romero un giorno, in un\u2019omelia del 1977, era diventato da poco arcivescovo di San Salvador, disse ai suoi fedeli che lo ascoltavano: il Concilio Vaticano II chiede a tutti i cristiani di essere martiri, a tutti cio\u00e8 di dare la vita. Ad alcuni lo chiede fino al sangue &#8211; come capit\u00f2 anche a lui &#8211; ma a tutti i cristiani chiede oggi di essere martiri, cio\u00e8 di dare la vita. E fece un esempio che a me pare davvero stupendo: come quella mamma, quella mamma che concepisce un bambino nel grembo, lo custodisce per nove mesi, lo fa nascere, lo allatta, lo fa crescere, lo accudisce, lo difende. Questa mamma \u00e8 una martire, perch\u00e9 sta dando la vita.<br \/>\nCare sorelle e cari fratelli, questo \u00e8 il messaggio di oggi. Io farei a tutte le mamme del mondo un grande applauso: se lo meritano, sono le martiri quotidiane, come diceva monsignor Romero. Dare la vita, dare la vita: questo \u00e8 il martirio di cui oggi noi abbiamo bisogno, e se lo chiede il Concilio, certo lo chiede al Vangelo, lo chiese a Maria che diede la sua vita per quel figlio che cambi\u00f2 la storia del mondo. E a noi in qualche modo chiede, sorelle e fratelli, di ricomprendere che cosa vuol dire oggi vivere con uno spirito di martirio, con uno spirito di credenti che sanno dare la vita per gli altri e non per se stessi. \u00c8 una pagina evangelica che dobbiamo ricomprendere con profondit\u00e0 e credo che anche l\u2019enciclica Evangelium vitae vada letta e riletta e ricompresa con maggiore profondit\u00e0. Penso in particolare alla quarta parte di questa enciclica straordinaria, dove potremmo dire che papa Giovanni Paolo delinea la pastorale della vita dove delinea la volont\u00e0 di Dio. Ecco, io vengo a fare la tua volont\u00e0, abbiamo ascoltato. E la volont\u00e0 del Padre, Ges\u00f9 la comprese con chiarezza: e che abbiano la vita, che l\u2019abbiano in abbondanza, questa \u00e8 la volont\u00e0 del Padre. Che nel mondo ci sia la vita e sia in abbondanza.<br \/>\nEcco perch\u00e9 credo che in questo tempo, in questo ventesimo anniversario, il legame di questa data con la celebrazione del Sinodo sulla famiglia sia provvidenziale. Mi verrebbe quasi da dire sia un po\u2019 quel segno di cui abbiamo ascoltato nella prima lettura. S\u00ec, il Sinodo \u00e8 un segno, \u00e8 un segno per tutti noi, per ricomprendere la vocazione e la missione che la famiglia ha, e per ogni credente di far crescere la vita per tutti e farla crescere in abbondanza. \u00c8 questo il segno, \u00e8 questa la vocazione e la missione che noi oggi dobbiamo riscoprire. Abbiamo ascoltato che il papa san Giovanni Paolo esortava a curare, a difendere e a custodire l\u2019intera vita, nominata dall\u2019aborto all\u2019eutanasia. Papa Francesco parla dell\u2019inizio e della fine di queste due et\u00e0 che in qualche modo circondano l\u2019intera esistenza umana. \u00c8 questo il mistero che Dio ha affidato alla famiglia all\u2019inizio della Creazione, \u00e8 questo il mistero che si \u00e8 come ingigantito in quel s\u00ec di Maria. Anche Ges\u00f9 ha avuto bisogno della sua famiglia, ed \u00e8 questo il mistero che oggi il Papa chiede a tutti noi di ricomprendere e di riproporre.<br \/>\nCare sorelle e cari fratelli, il Papa ci chiede di avere una visione ancora pi\u00f9 ampia, ancora pi\u00f9 grande. Dobbiamo curare tutti come una madre, dobbiamo essere attenti a tutti, ai figli che devono nascere, ai figli appena nati, ai bambini, agli adolescenti. E non mi fermo a sottolineare a ogni et\u00e0 il dramma del male che si abbatte inesorabile. Agli adolescenti, ai giovani, agli adulti, alle persone pi\u00f9 avanti in et\u00e0, a coloro che sono verso la fine della vita, \u00e8 un compito immane e nello stesso tempo affascinante che solo la Chiesa pu\u00f2 capire fino in fondo, perch\u00e9 solo la Chiesa, guardando a Maria, pu\u00f2 capire fino in fondo quella maternit\u00e0 che l\u2019ha trovata con il s\u00ec al momento dell\u2019Annunciazione e con lo stabat sotto la Croce. E anche dopo, nella piet\u00e0 cristiana che accoglie il Figlio morto, una piet\u00e0 che ammiriamo e che oggi \u00e8 difficile con una morte abolita, scansata, abbandonata, \u00e8 davvero difficile che quella Piet\u00e0 di Michelangelo possa oggi essere un\u2019icona della bellezza, tanto l\u2019accanimento contro la vita fa abbrutire gli uomini. Ecco perch\u00e9 una vocazione alta ci vien data.<br \/>\nIo vorrei che tutti noi, anche in questo giorno riscoprissimo e ridecidessimo un amore per l\u2019intera vita di tutti gli uomini, di tutte le donne, di tutte le et\u00e0. Abbiamo bisogno d\u2019una pastorale articolata, creativa, generosa, l\u2019ho sentito prima in una testimonianza durante la Veglia.<br \/>\nCare sorelle e cari fratelli, non basta pi\u00f9 quello che abbiamo fatto finora, non perch\u00e9 non sia stato importante, anzi ringraziamo Iddio. Evviva l\u2019enciclica che ci ha ancora spinti, ma oggi abbiamo bisogno d\u2019uno scatto di profezia: ce n\u2019\u00e8 bisogno, e la Chiesa spesso \u00e8 sola. Per questo la profezia dell\u2019amore per la vita deve trovare nuove prospettive, nuove strade, nuove creativit\u00e0, perch\u00e9 davvero, sorelle e fratelli, il Signore ha affidato alla Chiesa questo compito: un compito affascinante e straordinario.<br \/>\nOggi spesso siamo soli a combattere per tutti, siamo soli a far sognare per tutti, ma abbiamo ascoltato alla fine del Vangelo: nulla \u00e8 impossibile a Dio, nulla \u00e8 impossibile a quei credenti che accolgono quell\u2019amore \u2018martiriale\u2019 che fa dimenticare l\u2019amore per s\u00e9 per far crescere l\u2019amore per gli altri.<br \/>\nBuon lavoro, buona visita domani col Santo Padre che vi saluter\u00e0, buon Sinodo. S\u00ec, il Sinodo dobbiamo farlo tutti gi\u00e0 da ora, parlando, colloquiando, impegnandoci, pregando, perch\u00e9 davvero quel cammino comune che papa Francesco auspica avvenga in tutta la Chiesa, nei vescovi, nei sacerdoti, in tutti i religiosi, le religiose e soprattutto nelle famiglie. \u00c8 compito delle famiglie dare un impulso creativo anche a questo Sinodo che stiamo celebrando.<br \/>\nE il Signore ci benedica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, abbiamo ascoltato il Vangelo dell\u2019Annunciazione. Un angelo si reca a Nazaret, nella lontana periferia dell\u2019Impero Romano, a una ragazza di uno sperduto villaggio. 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