{"id":20698,"date":"2023-06-17T14:40:17","date_gmt":"2023-06-17T12:40:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20698"},"modified":"2023-06-14T14:42:49","modified_gmt":"2023-06-14T12:42:49","slug":"undicesima-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/undicesima-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"Undicesima Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Marco 4,26-34<\/strong><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Diceva: &#8220;Cos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto \u00e8 maturo, subito egli manda la falce, perch\u00e9 \u00e8 arrivata la mietitura&#8221;.\u00a0<\/em><em>Diceva: &#8220;A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? \u00c8 come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, \u00e8 il pi\u00f9 piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa pi\u00f9 grande di tutte le piante dell&#8217;orto e fa rami cos\u00ec grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Leggendo i Vangeli, ci si rende conto immediatamente di quanto sia centrale nella predicazione di Ges\u00f9 il tema del &#8220;regno di Dio&#8221;. Marco caratterizza in questo senso la predicazione di Ges\u00f9 fin dall&#8217;inizio: &#8220;Il tempo \u00e8 compiuto e il regno di Dio \u00e8 vicino; convertitevi e credete al Vangelo&#8221; (1,15), annuncia il giovane profeta di Nazareth a coloro che incontra per le strade e sulle piazze della Galilea. Non proclama semplicemente l&#8217;esistenza del Regno \u0096 verit\u00e0 ben nota ai suoi ascoltatori \u0096 ma che quel regno si \u00e8 avvicinato agli uomini. Non c&#8217;\u00e8 quindi pi\u00f9 tempo da perdere: \u00e8 necessario e urgente decidersi. Chi non si lascia coinvolgere mette in pericolo la sua stessa salvezza. Il Regno non \u00e8, come qualcuno potrebbe pensare, di l\u00e0 da venire, un evento futuro che non riguarda personalmente gli ascoltatori. Al contrario, \u00e8 ormai vicino, anzi in mezzo agli uomini. Insomma, la salvezza c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 da ora. Per questo il male e il suo potere sono sconfitti alla radice. Il tempo del loro trionfo \u00e8 finito e ne \u00e8 iniziata la rovina definitiva. Questa \u00e8 la buona notizia \u0096 il &#8220;Vangelo&#8221; \u0096 che Ges\u00f9 \u00e8 venuto a portare agli uomini e chiede di decidersi ad accoglierla. La decisivit\u00e0 di tale annuncio spinge Ges\u00f9 ad usare ogni mezzo, compreso il genere letterario delle parabole, perch\u00e9 gli ascoltatori comprendano l&#8217;arrivo del Regno e la sua opera nella vita degli uomini. Ges\u00f9 sa bene che dalla comprensione del Vangelo del Regno dipende la salvezza dei suoi ascoltatori. Non \u00e8 una tra le tante verit\u00e0 da apprendere, \u00e8 il cuore del messaggio. Le parabole, perci\u00f2, non vogliono nascondere il mistero del regno. Al contrario, cercano di coinvolgere pi\u00f9 efficacemente gli uditori nella realt\u00e0 che significano attraverso immagini evidenti. La concretezza delle immagini spinge come a toccare con mano il mistero che esse nascondono.<br \/>\nIl brano evangelico riporta due parabole del Regno. La prima racconta un fatto che gli ascoltatori conoscono bene: la semina. &#8220;Cos\u00ec \u00e8 il regno di Dio \u0096 comincia a dire Ges\u00f9 \u0096 come un uomo che getta il seme sul terreno&#8221;; terminata la seminagione, il contadino attende pazientemente e senza troppe preoccupazioni il tempo del raccolto. La terra spontaneamente (&#8220;automaticamente&#8221;, dice il testo greco) porta i suoi frutti. Verr\u00e0 quindi il tempo della mietitura e allora il contadino potr\u00e0 ammassare il raccolto dei suoi campi. Ges\u00f9 richiama l&#8217;attenzione degli ascoltatori al &#8220;lavoro&#8221; che il seme compie, per sua energia interna, dal periodo della semina sino alla maturazione della pianta. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che voglia portare conforto agli ascoltatori. Dobbiamo forse pensare alla comunit\u00e0 cristiana cui si rivolgeva Marco, la quale viveva momenti molto difficili di persecuzione. E senza dubbio i credenti si chiedevano dove fosse la forza del Vangelo, e perch\u00e9 il male e le difficolt\u00e0 sembravano vincere su tutto. Ges\u00f9 era forse morto e risorto invano? Talora anche noi, sebbene in condizioni diverse da quelle della comunit\u00e0 di Marco, pensiamo cose analoghe. Quante volte, ad esempio, sentiamo ripetere frasi come queste: &#8220;Dopo tanti anni di predicazione evangelica, come mai il mondo \u00e8 ancora cos\u00ec pieno di cattiveria?&#8221;, oppure: &#8220;Dov&#8217;\u00e8 il regno di Dio e la sua forza?&#8221;. Ebbene \u0096 risponde Ges\u00f9 \u0096 come il seme, una volta gettato a terra, spunta e produce frutto, cos\u00ec \u00e8 per il Regno di Dio. I credenti debbono sapere che il Signore stesso \u00e8 all&#8217;opera nella nostra vita e nella storia degli uomini e in lui dobbiamo riporre tutta la nostra fiducia. Il male non prevarr\u00e0, assicura il Signore. Il Regno \u00e8 iniziato perch\u00e9 il Signore ci \u00e8 vicino. Il Regno agisce perch\u00e9 il Signore \u00e8 all&#8217;opera. Ovviamente Ges\u00f9 non vuole sminuire il nostro impegno, n\u00e9 invitare a dormire e ad adagiarsi nella convinzione che il Regno cresca e si sviluppi comunque. Il testo evangelico sottolinea unicamente che la sovranit\u00e0 di Dio sul male \u00e8 ormai definitiva.<br \/>\nLa parabola seguente continua a paragonare il Regno di Dio ad un piccolo seme, anzi al pi\u00f9 piccolo di tutti: quello della senape. Ovviamente non \u00e8 casuale l&#8217;insistenza sulla piccolezza del seme. Non si fanno cose grandi perch\u00e9 si \u00e8 potenti o perch\u00e9 si \u00e8 grandi. Nel Regno di Dio avviene esattamente il contrario di quanto accade tra gli uomini. &#8220;Chi vuole essere il primo tra voi sar\u00e0 schiavo di tutti&#8221;, dice Ges\u00f9 ai discepoli. Colui che si fa piccolo e umile produce molto frutto. Il piccolo seme di senape quando cresce diviene un arbusto alto anche tre metri e gli uccelli riescono a posarsi e talora anche a nidificare su di esso. Ges\u00f9 dice che il Regno di Dio ripercorre la stessa vicenda di questo piccolo seme. Il Regno perci\u00f2 non si impone per la sua potenza esteriore e per la sua grandiosit\u00e0. Al contrario segue una logica diversa da quella del mondo: sceglie la via della debolezza per affermare l&#8217;energia dirompente dell&#8217;amore e privilegia i piccoli, i deboli, i malati e gli esclusi per manifestare la forza straordinaria della misericordia. Dove il Regno arriva, gli affamati vengono saziati, gli afflitti consolati, i poveri accolti, i malati guariti, i soli confortati, i carcerati visitati, i nemici amati. Il Regno \u00e8 l\u00e0 dov&#8217;\u00e8 l&#8217;amore. Questo cambia molte cose. Si potrebbe dire che non si va in Paradiso con le opere di carit\u00e0; piuttosto si sta gi\u00e0 in Paradiso quando si vive la carit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;aspetto nuovo di questa predicazione evangelica consiste nello stretto rapporto che Ges\u00f9 pone tra s\u00e9, la sua opera e il Regno. Ges\u00f9 \u00e8 il Regno; egli si identifica in esso. Ges\u00f9 \u00e8 il seme gettato nella terra degli uomini, un seme piccolo, debole, maltrattato, ingiuriato, scartato, anzi cacciato fuori. Eppure questo seme gettato a terra, una volta morto, \u00e8 risorto e attraverso i discepoli, suo corpo mistico, ha esteso i suoi rami sino ai confini della terra. Gi\u00e0 il profeta Ezechiele, mentre si trovava esule in Babilonia, aveva preannunciato che un fragile ramo, come \u00e8 la punta del cedro, sarebbe divenuto un albero robusto e ristoratore. &#8220;Un ramoscello io prender\u00f2 dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglier\u00f2 e lo pianter\u00f2 sopra un monte alto, imponente lo pianter\u00f2 sul monte alto d&#8217;Israele. Metter\u00e0 rami e far\u00e0 frutti e diventer\u00e0 un cedro magnifico&#8221; (Ez 17,22-23). I discepoli, nella misura in cui si lasciano coinvolgere, anzi travolgere dal piccolo libro dei Vangeli, possono entrare a far parte del Regno di Dio e divenirne gli umili servitori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 4,26-34 Diceva: &#8220;Cos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 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