{"id":20640,"date":"2024-06-01T13:48:33","date_gmt":"2024-06-01T11:48:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20640"},"modified":"2024-04-30T14:39:46","modified_gmt":"2024-04-30T12:39:46","slug":"festa-del-corpo-e-del-sangue-di-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/festa-del-corpo-e-del-sangue-di-cristo.html","title":{"rendered":"Festa del Corpo e del Sangue di Cristo"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di Marco 14,12-16.22-26<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: &#8220;Dove vuoi che andiamo a preparare, perch\u00e9 tu possa mangiare la Pasqua?&#8221;. Allora mand\u00f2 due dei suoi discepoli, dicendo loro: &#8220;Andate in citt\u00e0 e vi verr\u00e0 incontro un uomo con una brocca d&#8217;acqua; seguitelo. L\u00e0 dove entrer\u00e0, dite al padrone di casa: &#8220;Il Maestro dice: Dov&#8217;\u00e8 la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?&#8221;. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Egli vi mostrer\u00e0 al piano superiore una grande sala, arredata e gi\u00e0 pronta; l\u00ec preparate la cena per noi&#8221;. I discepoli andarono e, entrati in citt\u00e0, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>E, mentre mangiavano, prese il pane e recit\u00f2 la benedizione, lo spezz\u00f2 e lo diede loro, dicendo: &#8220;Prendete, questo \u00e8 il mio corpo&#8221;. Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: &#8220;Questo \u00e8 il mio sangue dell&#8217;alleanza, che \u00e8 versato per molti. In verit\u00e0 io vi dico che non berr\u00f2 mai pi\u00f9 del frutto della vite fino al giorno in cui lo berr\u00f2 nuovo, nel regno di Dio&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Dopo aver cantato l&#8217;inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini. Conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo nella gioia dei santi&#8221;. Cos\u00ec prega la liturgia del Corpus Domini, festa nella quale si celebra la presenza di Ges\u00f9 nell&#8217;Eucarestia. Dio non \u00e8 un&#8217;idea astratta, una filosofia vaga e senza tempo, inafferrabile, lontana. Ges\u00f9 non \u00e8 mai un fantasma: \u00e8 un corpo, concreto, che si presenta nell&#8217;oggi, pellegrino che affianca i nostri passi e resta con noi quando si fa sera. Non si pu\u00f2 amare Dio senza amare il suo corpo, la sua concretezza, senza ascoltare la sua parola, voce di quel corpo. Il corpo del Signore non \u00e8 muto, inerte come un idolo, da interpretare a piacimento. Parla, si spiega, diviene seme, consegna tutto se stesso a chi vuole accoglierlo, a chi non disprezza l&#8217;amore, a chi non scappa, a chi non si crede giusto. Quel corpo continua a comunicare il suo Vangelo di amore nella confusione, nell&#8217;incertezza della nostra vita e di questo mondo, parola di liberazione e di gioia: &#8220;Dio \u00e8 con te, si dona a te, il male non vince, impara da me a volere bene!&#8221;.<br \/>\nQuel corpo \u00e8 presente nell&#8217;Eucarestia. Per questo la Chiesa si ferma a contemplare l&#8217;Ostia consacrata. In quell&#8217;Ostia vi \u00e8 il corpo di Ges\u00f9 trasfigurato, crocifisso e risorto, un corpo che ci accompagna nelle diverse stagioni della nostra vita, fin da quando, con emozione, lo abbiamo ricevuto la prima volta. Ed ogni volta che ci nutriamo di lui deve essere come la prima volta, sempre stupiti davanti ad un amore cos\u00ec grande tanto da prendere dimora in noi. Questo Pane non diventa mai un diritto: non si compra, non ha prezzo, per noi calcolatori, che pensiamo non si faccia niente per niente; per noi che rendiamo tutto una convenienza, un interesse, anche la vita stessa. \u00c8 un Corpo che ci insegna a volere bene gratuitamente: \u00e8 il Corpo d&#8217;amore di Dio. L&#8217;amore \u00e8 sempre un dono. La vita \u00e8 solo dono. Il Corpus Domini \u00e8 corpo del cielo e della terra. L&#8217;altare dell&#8217;Eucarestia rende presente quel tavolo della Pasqua, quando Ges\u00f9 prese il pane, lo spezz\u00f2 e lo diede ai suoi dicendo: &#8220;Questo \u00e8 il mio corpo&#8221; e poi il calice dicendo: &#8220;Questo \u00e8 il mio sangue&#8221;. Quel pane e quel vino, secondo le parole stesse di Ges\u00f9, sono veramente il Corpus Domini, il corpo di Ges\u00f9. \u00c8 un corpo che si dona totalmente, che non conosce avarizia, calcolo, risparmio.<br \/>\nQuesto Corpo consacrata rimanda ad un altro corpo di Cristo, quello dei poveri, dei deboli, dei malati. Anche in essi vi \u00e8 la carne di Cristo. Giovanni Crisostomo, padre della Chiesa, vescovo di Costantinopoli, amava dire: &#8220;Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando \u00e8 ignudo. Non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest&#8217;altro Cristo che \u00e8 afflitto dal freddo e dalla nudit\u00e0&#8221;. &#8220;Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l&#8217;avete fatto a me&#8221;, disse Ges\u00f9. Non si pu\u00f2 onorare il Corpus Domini sulla mensa e poi disprezzare lo stesso Corpus Domini nei poveri e nei fratelli. Non amiamo un&#8217;idea!<br \/>\nIl Vangelo ci aiuta ad amare la concretezza, tutta umana, della carne, del corpo, del corpo umano e concreto come il mio. \u00c8 quel corpo segnato dalla vita, con quelle mani grandi, consumate e belle di un anziano. Quello \u00e8 il corpo di Cristo: quel vecchio che non pu\u00f2 alzarsi, che non chiede nemmeno pi\u00f9, che si vergogna, che aspetta qualcuno con cui parlare, che non ha chi lo sorregga o, peggio, lo visiti. Il corpo di Cristo \u00e8 quello di poveri emigranti: di donne piene di sogni e di paure, di bambini sperduti, di uomini che cercano con disperazione il futuro, costretti ad affidarsi a trafficanti, trattati come cose. Sono corpi di cui gli uomini non hanno saputo e voluto conoscere la storia, il volto, il nome, inghiottiti come sono dal mare. Dio conosce il nome di quei poveri corpi. Conosce quello di ognuno. Li scalda lui, li accoglie, li protegge, li capisce, li ascolta, li accarezza, ci perde il tempo lui. Il loro corpo \u00e8 il suo. Come esorta papa Francesco, beato colui che ama il corpo di Cristo nel corpo sofferente dei poveri.<br \/>\nAmiamo il corpo di Ges\u00f9 nella sua Eucarestia. Amiamo il corpo del Signore nel corpo dei poveri e dei fratelli. La debolezza dell&#8217;altro \u00e8 quella di Dio. Andiamo a visitare i soli, onoriamo il Corpus Domini fermandoci davanti a chi chiede e rendiamolo bello con l&#8217;amore. Venerare il corpo spezzato e versato sull&#8217;altare ci far\u00e0 amare la debolezza del corpo di Cristo nei suoi fratelli pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 14,12-16.22-26 Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: &#8220;Dove vuoi che andiamo a preparare, perch\u00e9 tu possa mangiare la Pasqua?&#8221;. Allora mand\u00f2 due dei suoi discepoli, dicendo loro: &#8220;Andate in citt\u00e0 e vi verr\u00e0 incontro un uomo con una brocca d&#8217;acqua; seguitelo. 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