{"id":20595,"date":"2015-05-27T13:14:20","date_gmt":"2015-05-27T11:14:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20595"},"modified":"2015-05-27T13:14:20","modified_gmt":"2015-05-27T11:14:20","slug":"romero-diventa-per-volere-di-bergoglio-il-primo-della-lunga-schiera-dei-nuovi-martiri-contemporanei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/romero-diventa-per-volere-di-bergoglio-il-primo-della-lunga-schiera-dei-nuovi-martiri-contemporanei.html","title":{"rendered":"Romero diventa per volere di Bergoglio, \u00abil primo della lunga schiera dei nuovi martiri contemporanei\u00bb"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"subtitle\">Domani a San Salvador la messa di beatificazione davanti a 250mila fedeli. Romero diventa per volere di Bergoglio, \u00abil primo della lunga schiera dei nuovi martiri contemporanei\u00bb<\/h2>\n<div>\n<p>\u00abNon \u00e8 tanto il giorno di guardare al passato, ma soprattutto il giorno di cogliere una profezia: dovevamo aspettare il primo papa latinoamericano per la beatificazione di Romero\u00bb. Con queste parole monsignor Vincenzo Paglia, postulatore della causa di beatificazione, ha riassunto ai giornalisti la parabola di questi 35 anni che ci separano dalla morte di Oscar Arnulfo Romero, l&#8217;arcivescovo di san Salvador assassinato sull&#8217;altare dagli squadroni della morte il 24 marzo del 1980, che presto entro l&#8217;anno, nella capitale salvadoregna &#8211; diventer\u00e0 beato in quanto martire ucciso \u00abin odio alla fede\u00bb.<\/p>\n<p>Tra il martirio di Romero e il papato di Bergoglio, ha detto mons. Paglia, esiste una \u201csimilitudine\u201d che pu\u00f2 essere riassunta nella frase che fin dall&#8217;inizio Francesco ha scelto come programmatica del suo pontificato. \u00abIl mondo \u00e8 molto cambiato da quel lontano 1980, ma <strong>quel pastore di un piccolo paese dell&#8217;America Centrale parla pi\u00f9 forte\u00bb<\/strong>, le parole del postulatore, secondo il quale \u00abnon \u00e8 senza significato che la sua beatificazione avvenga proprio mentre sulla cattedra di Pietro vi \u00e8, per la prima volta nella sua storia, un Papa latinoamericano che vuole una Chiesa povera per i poveri\u00bb.<\/p>\n<p>Romero diventa cos\u00ec, per volere di Bergoglio, \u00abil primo della lunga schiera dei nuovi martiri contemtemporanei\u00bb, e la sua beatificazione non \u00e8 l&#8217;unica a provenire da quell&#8217;angolo di mondo che per primo ha recepito il Concilio Vaticano II attualizzandone le istanze di fondo. Gi\u00e0 da tre mesi, ha annunciato infatti mons. Paglia, l&#8217;arcidiocesi di El Salvador ha dato l&#8217;avvio alla causa di beatificazione per padre Rutilio Grande &#8211; gesuita come Bergoglio &#8211; il \u201cbraccio destro\u201d di Romero che venne ucciso tre anni prima di lui, il 12 marzo del 1977, e del quale l&#8217;amico scelse di prendere il posto, ben consapevole del destino a cui sarebbe andato incontro.<\/p>\n<p>La \u201cgratitudine\u201d di monsignor Paglia, oltre che a Papa Francesco, \u00e8 andata anche ai suoi predecessori: a Benedetto XVI, che ha seguito la causa fin dall&#8217;inizio e che il 20 dicembre 2012 &#8211; a poco pi\u00f9 di un mese dalla sua rinuncia &#8211; ne ha deciso lo sblocco perch\u00e9 proseguisse il suo itinerario ordinario, e a Giovanni Paolo TI, che volle ricordare Romero nella celebrazione dei Nuovi Martiri durante il Giubileo del 2000, inserendone il nome, assente nel testo, nella preghiera finale. Perch\u00e9, allora, tanti indugi, blocchi e ritardi nella causa di beatificazione? A questa domanda, tornata a pi\u00f9 riprese e in diverse forme nel corso della conferenza stampa, mons. Paglia ha risposto spiegando che \u00abla figura di Romero ha richiesto del tempo per salire agli onori degli altari, perch\u00e9 chi non era d&#8217;accordo e aveva pregiudizi robusti doveva essere aiutato a capire che aveva torto. C&#8217;\u00e8 stato chi era molto, decisamente contro: <strong>spostare un sassolino \u00e8 semplice, spostare una roccia \u00e8 pi\u00f9 difficile, ma alla fine la verit\u00e0 ha avuto la sua vittoria\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Certo, con Giovanni Paolo II \u00abci sono state incomprensioni nei\u00a0 primi incontri, anche perch\u00e9 le informazioni che gli arrivavano erano solo di un certo tipo. Ma ad un certo punto cap\u00ec: nel suo primo viaggio in Salvador, cambi\u00f2 programma e volle come prima cosa andare nella cattedrale. A me personalmente, pi\u00f9 volte, ha detto: Romero \u00e8 nella Chiesa\u00bb. Quanto a Benedetto XVI, mons. Paglia ha reso noto di avere avuto in lui \u00abun interlocutore straordinario, gi\u00e0 da cardinale. Nel suo primo viaggio in Brasile, nel 2007, mi aveva detto: per me Romero \u00e8 beato\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMa nella Chiesa esistono varie istanze che devono fare il loro cammino\u00bb, ha chiosato mons. Paglia. Fino a Papa Francesco, che ha elogiato il \u201cmartirio materno\u201d di Romero: \u00abDare la vita &#8211; spieg\u00f2 quest&#8217;ultimo ai funerali di un suo prete assassinato &#8211; <strong>non significa solo essere uccisi; dare la vita, \u00e8 dare la vita poco a poco, nel silenzio della vita quotidiana<\/strong>, come la d\u00e0 la madre che senza timore, con la semplicit\u00e0 d\u00e0 alla luce, allatta, fa crescere e accudisce con affetto suo figlio\u00bb.<\/p>\n<p>(da Santegidio.org)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domani a San Salvador la messa di beatificazione davanti a 250mila fedeli. 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