{"id":20586,"date":"2015-05-27T12:54:31","date_gmt":"2015-05-27T10:54:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20586"},"modified":"2015-05-27T13:19:51","modified_gmt":"2015-05-27T11:19:51","slug":"romero-primo-martire-del-concilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/romero-primo-martire-del-concilio.html","title":{"rendered":"Romero, primo martire del Concilio"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Lucia Capuzzi<\/strong><\/p>\n<p>Durante la sua ultima visita a El Salvador, la gente gli si accalcava intorno: tutti volevano salutarlo, toccarlo e, soprattutto, dirgli il loro<em>gracias<\/em>. Era l\u201911 marzo e l\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia era volato nel Paese pi\u00f9 piccolo dell\u2019America Latina per annunciare, come postulatore presso la Congregazione delle cause dei santi, la data della beatificazione di \u00d3scar Arnulfo Romero, arcivescovo martire di San Salvador, assassinato dagli squadroni della morte mentre celebrava la Messa il 24 marzo 1980. Quasi due mesi dopo, l\u2019atteso giorno \u00e8 arrivato. Il presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, dunque, \u00e8 tornato nella nazione per la storica celebrazione, in programma domani, sabato 23 maggio.<\/p>\n<p><strong>Eccellenza, \u00e8 emozionato?<\/strong><\/p>\n<p>Direi proprio\u2026 Monsignor Romero non ha terminato la Messa il fatidico 24 marzo di 35 anni fa. Anche il funerale \u00e8 rimasto incompiuto a causa di un attentato. Il 23 maggio ci sar\u00e0 la conclusione di quelle due Messe interrotte sulla terra, che troveranno il loro compimento nel cielo.<\/p>\n<p><strong>Con il riconoscimento del martirio in \u00abodium fidei\u00bb di Romero, il 3 febbraio, il Vaticano ha, in qualche modo, &#8220;ampliato&#8221; il concetto stesso del termine: l\u2019arcivescovo \u00e8 stato ucciso da persone che si consideravano formalmente cristiane\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Il martirio di monsignor Romero \u00e8 il compimento di una fede vissuta nella sua pienezza. Quella fede che emerge con forza nei testi del Concilio Vaticano II. In questo senso, possiamo dire che Romero \u00e8 il primo martire del Concilio, il primo testimone di una Chiesa che si mescola con la storia del popolo con il quale vivere la speranza del Regno. Una speranza di giustizia, di amore, di pace. In tal senso Romero \u00e8 un frutto bello del Concilio. Un frutto maturato attraverso l\u2019esperienza della Chiesa latinoamericana che, tra le prime nel mondo, ha cercato di tradurre gli insegnamenti conciliari nella storia concreta del Continente, avendo il coraggio di formulare l\u2019opzione preferenziale per i poveri e di testimoniare, in una realt\u00e0 segnata da profonde ingiustizie, la via del dialogo e della pace. La Chiesa latinoamericana ha regalato al mondo grandi figure. Per questo mi procura una grande gioia l\u2019inizio della causa di beatificazione di un altro salvadoregno e amico di Romero, padre Rutilio Grande, e del brasiliano Helder C\u00e2mara.<\/p>\n<p><strong>Romero martire del Regno e della sua giustizia\u2026<\/strong><\/p>\n<p>La figura dell\u2019arcivescovo, e in generale dei martiri, ci ricorda Ges\u00f9 Buon Pastore che d\u00e0 la vita per le sue pecore. In Romero tale somiglianza arriva fino al punto di ricordare la scansione temporale della vita di Cristo. Romero, come Ges\u00f9, ha vissuto gli ultimi tre anni del suo ministero predicando il Regno e stando vicino ai deboli e ai poveri. Come Ges\u00f9 \u00e8 giunto a offrire la sua vita sulla croce, cos\u00ec Romero \u00e8 giunto a offrirla sin sull\u2019altare. E, come il Signore, Romero ha avuto il cuore trafitto, nel suo caso da un pallottola.<\/p>\n<p><strong>L\u2019annuncio della beatificazione, a marzo, \u00e8 stato accolto con una travolgente esplosione di gioia dal popolo salvadoregno. Pi\u00f9 volte hanno interrotto i suoi discorsi con grida di gioia e canti spontanei. Che cosa l\u2019ha colpita in quell\u2019occasione?<\/strong><\/p>\n<p>Mi ha profondamente commosso vedere i contadini salvadoregni recarsi ancora oggi sulla tomba del loro arcivescovo, nella cripta della Cattedrale, e parlare con lui come se fosse presente fisicamente. \u00c8 stata bellissima l\u2019ondata di entusiasmo generale dell\u2019intero Paese. Romero sembra oggi unirli tutti.<\/p>\n<p><strong>Che cosa rappresenta per i salvadoregni la beatificazione di monsignor Romero?<\/strong><\/p>\n<p>Romero, come il Buon Pastore, non solo raduna le pecore, ma insegna loro ad abbandonare la violenza. Mi riferisco, in particolare, ai giovani delle\u00a0<em>maras<\/em> (gang criminali attuali protagoniste dell\u2019attuale mattanza, <em>ndr<\/em>) con cui l\u2019arcivescovo, se esercitasse adesso il suo ministero episcopale, cercherebbe di trovare un canale di dialogo per convincerli ad abbandonare la violenza e a impegnarsi per una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e solidale.<\/p>\n<p>(da <strong><em>Avvenire<\/em><\/strong>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lucia Capuzzi Durante la sua ultima visita a El Salvador, la gente gli si accalcava intorno: tutti volevano salutarlo, toccarlo e, soprattutto, dirgli il lorogracias. 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