{"id":20580,"date":"2015-05-19T18:10:46","date_gmt":"2015-05-19T16:10:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20580"},"modified":"2015-06-01T00:58:36","modified_gmt":"2015-05-31T22:58:36","slug":"romero-e-riconosciuto-da-tutti-come-una-figura-dal-valore-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/romero-e-riconosciuto-da-tutti-come-una-figura-dal-valore-universale.html","title":{"rendered":"Romero \u00e8 riconosciuto da tutti come una figura dal valore universale"},"content":{"rendered":"<p>Intervista di <strong><a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/interview.pdf\">MARIE CZERNIN<\/a><\/strong>\u00a0&#8211; versione italiana<\/p>\n<p>Mons. Paglia, Postulatore della causa di Beatificazione di Oscar Romero, dal 1996<\/p>\n<p><strong>Lei ha conosciuto Oscar Romero personalmente?<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo no. Ma Papa Giovanni Paolo II\u00a0aveva incontrato Oscar Romero due volte prima della morte. Romero diventa Archivescovo nel 1977 e il Papa viene eletto nel 1978. Lo riceve una volta e poi una seconda volta in febraio 1980, quindi due mesi prima della morte. Alla notizia della morte di Oscar Romero\u00a0 il Papa aveva compreso con maggiore evidenza chi era stato Oscar Romero. Papa Giovanni Paolo II\u00a0aveva ricevuto notizie sempre molto allarmanti di Mons. Romero. Il giudizio che giungeva a Roma su Romero non era favorevole. C\u2019era stato un conflitto intorno alla figura di Romero, sopratutto di coloro che potevano raggiungere Roma o inviare notizie a Roma, cio\u00e8 il Nunzio, che non era a favore di Romero. Romero era stato accusato a volte di marxismo, e di essere poco equilibrato. L\u2019episcopato era molto diviso, in El Salvador i vescovi erano contro di lui per motivi politici\u2013 ed era vero. Lui vedeva uccidere preti, uccidere catechisti, opprimere il popolo, schiavizzare gli operai e contadini e Romero reag\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Certamente il 24 marzo 1980, quando il Papa Giovanni Paolo II aveva appreso dell\u2019assassinio di Romero, certamente era rimasto colpito. Anche perch\u00e9 il primo vescovo ucciso sull\u2019altare \u00e8 stato San Stanislao, Arcivescovo di Cracovia.<\/strong><\/p>\n<p>Io ho poi parlato con Giovanni Paolo II di Romero. Il 24 marzo del 1982 dopo la messa durante la prima colazione, insieme al segretario di Romero Jesus Delgado \u00a0parlammo a lungo di\u00a0Romero e il Papa \u00a0gi\u00e0 in quell\u2019occasione cap\u00ec e me lo disse: \u201eRomero \u00e8 nostro, \u00e8 della Chiesa.\u201c Quindi, non puoteva essere lasciato alla sinistra. Aveva gi\u00e0 capito tutto. L\u2019anno successivo, nel 1983 decise il viaggio in El Salvador. Voleva andare alla tomba di Romero, ma il governo non era d\u2019accordo. Tutti hanno timore, durante quel viaggio. Ma lui, la prima cosa che fa, quando arriva in El Salvador, \u00e8 la visita alla tomba cambiando tutto il programma. Non era prevvisto. Aspetta un\u2019quarto d\u2019ora davanti alla basilica (era chiusa e tutti stavano da un\u2019altra parte). Questo \u00e8 il segno come se il Papa\u00a0volesse dare il suo segno su Romero. Durante gli anni successivi io ho parlato molte volte con il Papa di Romero e lui \u00a0ha sempre ripetuto che Romero \u00e8 della Chiesa.<\/p>\n<p>Nel 1996 l\u2019Arcivescovo di El Salvador mi affidava la causa di beatificazione. In realt\u00e0 era tutto accaduto\u00a0per caso, perch\u00e9 il postulatore doveva essere \u00a0Delgado. Quando abbiamo portato\u00a0tutte le carte\u00a0della causa alla Congregazione dei Santi ci avevano chiesto\u00a0il nome del postulatore e noi avevamo detto\u00a0&#8220;padre Delgado&#8221;\u00a0che era venuto con me. Quando gli chiesero dove abitava, lui rispose\u00a0El Salvador. Ma il postulatore doveva abitare a Roma. Allora abbiamo chiamato Mons. Lacalle e gli abbiamo detto\u00a0che bisognava scegliere come postulatore uno che stava a Roma. Allora l\u2019Arcivescovo mi disse: \u201eMons., perch\u00e9 non lo fa Lei?\u201c Quindi \u00e8 stato per caso.<\/p>\n<p><strong>Dopo che la Congregazione dei\u00a0Santi aveva approvato il processo diocesano, alcuni Cardinali dal Vaticano e dell\u2019America Latina lo bloccarono e chiesero\u00a0che il caso venisse\u00a0portato al Sant&#8217;Uffizio.<\/strong><\/p>\n<p>E qui comincia l\u2019iter difficile. Comunque Papa Giovanni Paolo II \u00e8 sempre stato \u00a0convinto della bont\u00e0 di Romero. Infatti nell\u20192000, quando decise di fare la celebrazione per i nuovi martiri\u00a0 al Colosseo, lui chiese\u00a0di vedere le bozze del libretto liturgico per i martiri dall\u2019ufficio delle cerimonie. E glielo port\u00f2 il Cardinale Cassidy, allora era coinvolto nel Consiglio Ecumenico. Il Papa apre\u00a0e sfoglia il libretto e chiede a Cassidy: \u201ePerch\u00e9 non c\u2019\u00e8 scritto Romero, qui?\u201c Cassidy aveva conosciuto Romero subito dopo il Concilio, a quell\u2019epoca era Segretario di Nunziatura\u00a0in El Salvador. Erano grandi amici, tanto che IL Papa\u00a0mi disse una volta: \u201eChiedi informazioni anche a Cassidy su Romero\u201c. Cassidy era un difensore di Romero. Il Papa vedendo che non era scritto il nome di Romero sul libretto die nuovi martiri, prese la penna e aggiunse all\u2019<em>oremus<\/em> conclusivo la frase: \u201eRiccordiamo oggi tutti i nuovi martiri come l\u2019Arcivescovo Oscar Romero che \u00e8 stato ucciso sull\u2019altare.\u201c Quindi questa frase \u00e8 stata aggiunta alla fine nel libretto. Giovanni Paolo II\u00a0voleva che la causa di Romero andasse a conclusione.<\/p>\n<p><strong>E che ne pensava Papa Benedetto XVI?<\/strong><\/p>\n<p>Devo dire che anche Papa Benedetto XVI era d\u2019accordo, ma poi \u00e8 stato frenato da alcuni. Il 20 dicembre 2012 nella mia prima udienza mi disse: \u201e\u00c8 giunto il momento che la causa vada avanti.\u201c Poi un mese e 20 giorni dopo lui si \u00e8 dimesso. Papa Benedetto non conosceva Romero personalmente, ma mi esortava,\u00a0da Cardinale, a far studiare la figura di Romero. Lui era fondalmentalmente favorevole. Credo che il blocco della causa era sulla opportunit\u00e0 o meno, non sul contenuto. Ratzinger era convinto che Romero non fosse\u00a0un teologo della liberazione nel senso marxista. Ho parlato molte volte col Cardinale Ratzinger. Lui ha letto ed ha detto che non era vero, conosceva benissimo i suoi scritti.<\/p>\n<p><strong>Come reag\u00ec la Chiesa del Salvador?<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni gli misero timore dicendo che era meglio aspettare per motivi politici, perch\u00e9 ancora ci sono forti divisioni nella Chiesa locale del Salvador, ma credo che oggi questa beatificazione abbia fatto ricredere molti. Romero \u00e8 diventato una figura universale che unisce il popolo salvadoriano.<\/p>\n<p><strong>Cosa intende quando dice che Romero \u00e8 stato \u201eil primo Martire del Concilio Vaticano II\u201c?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 lui era stato ucciso non in \u201eodium fidelium\u201c, ma in odio contro una Chiesa del Vaticano II, perch\u00e9 era per una Chiesa che doveva essere vicina ai poveri. Questo concetto di Chiesa era gi\u00e0 presente nella <em>Gaudium et Spes<\/em>, poi negli scritti di Medellin, Puebla. Questa imagine di \u201eChiesa in cammino tra la gente\u201c era odiata dalla estrema destra del El Salvador. Quindi uccidevano tutti quelli che vivevano in questo modo. Era\u00a0 una lotta contro la Chiesa vicino alla gente. Questo \u00e8 il senso di Romero martire.<\/p>\n<p><strong>Quindi Romero era fortemente ispirato dalla spiritualit\u00e0 del Concilio?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente! Cassidy mi racconta che lui stesso chiedeva a Romero di spiegare il Concilio ai vescovi e agli altri preti in Salvador negli anni 70 e lo fece.<\/p>\n<p><strong>Quindi gi\u00e0 in quel momento arrivavano reazioni negative contro Romero?<\/strong><\/p>\n<p>No. Il problema comincia quando lui prende la guida dell\u2019Arcidiocesi e comincia anche a denunciare l\u2019ingiustizia. Prima parlava della giustizia ma dopo ne parlava e denunciava le ingiustizie. Questo era troppo. Doveva tacere.<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 dire che Papa Francesco non \u00e8 soltanto un forte sostenitore di Romero \u00a0\u00e8 anche ispirato da lui?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che Romero sia uno dei punti pi\u00f9 alti della pastorale del CELAM (Conferenza Episcopale del Latino America), una delle figure che ha meglio interpretato la scelta prioritaria per i poveri. Romero, che adesso \u00e8 in paradiso, sta convincendo tutti gli oppositori, perch\u00e9 devono appoggiare Papa Francesco. Per questo nulla \u00e8 per caso!<\/p>\n<p>Abbiamo parlato di Romero proprio il giorno dell\u2019inizio del pontificato di Papa Francesco: Il 19 marzo 2013, ore 13.30, finisce la messa dell\u2019apertura, il Papa sta rientrando in Vaticano con la macchina\u00a0 e mi vede che sto davanti alla porta del Collegio Teutonico, vede e gira la macchina e si ferma. Mi saluta e dice: \u201eAndiamo a vedere che cosa c\u2019\u00e8 qua dentro\u201c e quindi abbiamo fatto il giro del cimitero tedesco, siamo entrati dentro la chiesa e poi durante il tragitto abbiamo parlato di Romero. E lui ha detto: \u201eBisogna andare avanti.\u201c Quindi nel giro di due mesi, la causa \u00e8 passata dalla mano di Papa Benedetto nella mano di Francesco. Certamente questo \u00e8 stato provvidenziale. Non solo la causa poi \u00e8 andata veloce, ma la cosa sorprendente, secondo me miracolosa, \u00e8 questa: Credo che la stragrande maggioranza fosse\u00a0contro Romero. Nel 2015, l\u20198 gennaio c\u2019\u00e8 stata la riunione dei teologi che hanno esaminato la <em>positio<\/em>, l\u2019atto finale. Abbiamo dovuto lavorare velocemente per produrre la <em>positio<\/em> per la Congregazione dei Santi. Questo testo viene esaminato prima da un gruppo di teologi, poi da un gruppo di Cardinali. Bene, i giudizi adesso sono stati di un\u2019unanimit\u00e0. \u00c8 cambiato tutto, e quindi per questo \u00e8 stato possibile in poco tempo superare ostacoli che prima sembravano impossibili. E lo erano. Io sono convinto che ci voleva\u00a0un\u2019intervento divino. Quando sono andato il 18 marzo ad annunciare la data della beatificazione ho notato quel entusiasmo della gente nel Salvador. Il\u00a019 marzo 2015 per la prima volta abbiamo celebrato la messa con i vescovi del Salvador. Ormai \u00e8 diventato una figura della Chiesa universale e non soltanto del loro paese.<\/p>\n<p><b>Quale importanza ha avuto padre Rutilio Grande nella vita di Romero?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019altra notizia importante \u00e8 che \u00e8 iniziata anche la causa di beatificazione di P. Rutilio Grande, di questo Gesuita che \u00e8 stato ucciso avendo scelto di stare in mezzo al popolo\u00a0 in un piccolo villaggio del El Salvador. \u00c8 stato ucciso il 12 marzo del 1978, quindi pochi mesi dopo che Romero era diventato Arcivescovo. Rutilio era il suo amico, perch\u00e9 P. Rutilio aveva organizzato la celebrazione per l\u2019ordinazione di Romero. Romero aveva una grande stima per P. Rutilio. E quella notte vegliando il corpo di questo suo prete ucciso, decise che doveva prendere il suo posto, anche a costo della morte. Non doveva abbandonare le sue pecore.<\/p>\n<p>Il giorno della sua morte, il 24 marzo \u00e8 stato proclamato gi\u00e0 alcuni anni fa \u201eGiornata dei nuovi martiri\u201c della Conferenza Episcopale Italiana. Nella sensibilit\u00e0 del popolo Romero era gi\u00e0 una figura che rappresentava una nuova figura della Chiesa. Non \u00e8 mai mancato questo \u201esensum fidelium\u201c. Come anche gli Anglicani hanno messo la sua statua davanti alla Cattedrale di Canterbury. E anche le Nazioni Unite hanno scelto il 24 marzo come International Day for the Right to the Truth Concerning Gross Human Rights Violations and for the Dignity of Victims\u201d pensando proprio a Romero.<\/p>\n<p><strong>Quindi ormai Romero \u00e8 accettato come figura universale da tutti?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente! In questo senso c\u2019\u00e8 una providenzialit\u00e0 nell\u2019unione tra il primo Papa latino americana e il primo martire della Chiesa del Vaticano II che \u00e8 Romero. Romero oggi conferma il pontificato di Papa Francesco. Le critiche che oggi si sente gi\u00e0 rivolti contro Papa Francesco sono identiche! \u00c8 la stessa identica accusa. Ma sono sufficentemente consapevole che vinceremo anche le sfide del Sinodo sulla Famiglia.<\/p>\n<p>L\u2019attegiamento \u00e8 quello di una Chiesa che riesce a capire ad essere misericordioso. La verit\u00e0 \u00e8 misericordia. Non c\u2019\u00e8 contradizione. (Anch\u2019io ho ricevuto minacce!) Dividere la misericordia dalla verit\u00e0 vuol dire<b>\u00a0<\/b>non capire ne l\u2019una ne l\u2019altra. Ed \u00e8 frutto di una fede astratta. \u00c8 possibile dividere in Gesu la misericordia? Faccio un esempio: La Samaritana. Gesu svela alla Samaritana il suo peccato. Lei viveva da adultera. Per\u00f2 non gli ha chiesto: \u201eRisolvi prima la tua situazione e poi\u00a0dammi da bere\u201c. Verit\u00e0 e misericordia sono talmente unite da essere impossibile separarle. L\u2019unica cosa che \u00e8 inseparabile l\u2019accompagnamento. Ges\u00f9 dice alla Samaritana: \u201eIo ti sto accanto e ti accompagno.\u201c Quello che \u00e8 importante \u00e8 non mentire sulla situazione e non disinteressarsi dell\u2019accompagnamento. Verit\u00e0 e misericordia sono inscindibili. Un medico non \u00e8 che nasconde la malattia, ma la cura e accompagna il malato. In questo senso, la visione della Chiesa di oggi \u00e8 la visione di voler includere tutti. Nessuno \u00e8 escluso, dicendo a tutti la diversa situazione in cui si trovano, ma dando a tutti l\u2019amore indissolubile. Non \u00e8 possibile sciogliere l\u2019amore di Gesu con le sue pecore. Alla pecora che \u00e8 uscita, Ges\u00f9 non dice: \u201eMeno male che sei andata via\u201c. No, lui gli dice: Io ti voglio bene, ti prendo e ti accompagno, fino a riportarti dentro. L\u2019imagine che riassume nel modo migliore tutto questo \u00e8 quella del Buon Samaritano che non a caso Paolo VI us\u00f2 alla chiusura del Concilio. Il Vaticano II \u00e8 stato come il Buon Samaritano che si piega sulle ferite del uomo contemporaneo per aiutarlo a guarire ed accompagnarlo. Il Buon Samaritano non \u00e8 che si ferma, resta li e loda, neppure condanna, neppure continua la sua strada, ma si ferma e lo cura con l&#8217;olio, forse si deve strappare le bende, lo prende e lo porta nella locanda. Questo \u00e8 verit\u00e0 e misericordia. Quindi verit\u00e0 e misericordia sono concettualmente indivisibili. Se le dividiamo concettualmente, perch\u00e9 vogliamo salvare la verit\u00e0, allora \u00e8 platonica e non pi\u00f9 evangelica e secondo me neppure storica. Il problema di oggi \u00e8 l\u2019assenza e di verit\u00e0 e di misericordia. Questo \u00e8 il nodo pastorale di fondo.<\/p>\n<p><strong>La Chiesa ha quindi mancato in questo prima del Concilio?<\/strong><\/p>\n<p>Ma anche adesso! I Cristiani oggi spesso sono lontani. Non c\u2019\u00e8 dubbio. Di fronte agli Immigrati che muoiono nel Mediteraneo non siamo forse lontani? Va recuperata una prospettiva che \u00e8 proprio quella che Papa Francesco ci sta dimostrando. La Chiesa deve dare questo esempio, se no, non \u00e8 pi\u00f9 Chiesa. Non esiste l\u2019una senza l\u2019altra.<\/p>\n<p><strong>Romero parlava di \u201edue teologie di liberazione\u201c. Che cosa intendeva?<\/strong><\/p>\n<p>Il Papa che pi\u00f9 aveva colpito Romero era Paolo VI. Era il Papa di Romero. Il Papa del Concilio, il Papa di Medelin, il Papa della <em>Popolorum Progressio<\/em>, il Papa della <em>Evangeli Nuntiandi.<\/em> Quindi per lui la teologia della liberazione era quella integrale di cui parlava Paolo VI. Per questo disse che \u201eper me la teologia di liberazione \u00e8 quella di Paolo VI.\u201c Il Papa parlava di \u201eliberazione integrale\u201c. La \u201ePopolorum progressio\u201c \u00e8 una cosa straodrinaria. Alcuni teologi usavano le categorie marxiste per interpretare la teologia di liberazione, che era un discorso tecnico ed ideologico, mentre Paolo VI. intendeva la liberazione totale, che cominciava da se stesso.\u00a0 Era una teologia ispirata dal vangelo, dalla salvezza dell\u2019uomo totale, integrale, non solo politica, anche quella ma non solo.<\/p>\n<p><strong>Quindi anche politica?<\/strong><\/p>\n<p>Come Paolo VI chiedeva: Bisogna anche togliere le cause che provocano la poverta e la ingiustizia. Non c\u2019\u00e8 dubbio che lui intendeva anche di cambiare le strutture politiche. Parlava di \u201estrutture di peccato\u201c.<\/p>\n<p><strong>Quindi non basta fare soltanto elemosina?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 ovvio! Romero le diceva tante volte. Bisogna anche cambiare le strutture che provocano poverta e ingiustizia. Per questo chiedeva un cambiamento profondo. Ma questo cambiamento profondo &#8211;\u00a0 lo diceva tante volte Romero ed anche Paolo VI. &#8211;\u00a0non pu\u00f2 avvenire con la violenza, perch\u00e9 la violenza genera sempre violenza.<\/p>\n<p><strong>La tentazione era di prendere il fucile in mano per lottare per la giustizia?<\/strong><\/p>\n<p>Esattamente. Come capitava persino a qualche prete. Romero e Paolo VI condannavano la violenza ma volevano il cambiamento delle strutture per una dimensione pacifica della vita. Questo cambio delle strutture inizia cambiando da se stessi, lo dicevano Romero e Paolo VI, e non pensando di essere fuori e che devono cambiare gli altri. Questo \u00e8 anche la differenza di una politica politicante ed una politica profonda. La rivoluzione da s\u00e9 implica che non posso ammazzare l\u2019altro per provocare una giustizia perch\u00e9 il male porta sempre il male. Questa \u00e8 la teologia di liberazione di Paolo VI e quindi anche di Romero e in molte omelie di Romero si ripete questo.<\/p>\n<p><strong>Qual\u2019\u00e8 stato allora l\u2019errore di alcuni teologi di liberazione?<\/strong><\/p>\n<p>Che sono stati troppo strutturalisti, come se bastasse un\u2019analisi scientifica con le categorie del materialismo storico dialettico per avere la giustizia e la pace. Di fatto, nei regimi marxisti abbiamo visto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto. Anche teologia di liberazione intesa in questo modo diventa ideologica. Questo era il problema e lo \u00e8 ancora. Ma anche nelle nostre discussioni del Sinodo: se si diventa ideologia, noi rischiamo di polarizzare e di distruggere e non costruire. L\u2019ideologia \u00e8 separare la verit\u00e0 dal suo abito, dalla storia, dalla vita concreta, quindi diventa parziale e violenta, sempre esclusiva.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ideologia pu\u00f2 nascere sia nella sinistra sia nella destra?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente. Pu\u00f2 nascere sia nella teologia, che nella politica, sia nell\u2019economia \u2013 una finanza che non si lega alla storia e alla vita diventa totalitaria, quindi disumana!<\/p>\n<p>Per questo ripartire dai deboli e dagli esclusi \u00e8 la prova che siamo in un cammino non ideologico. Perch\u00e8 l\u2019escusione viene bandita e diventi vicino a chi \u00e8 stato escluso. Sono i poveri a darci la sicurezza a non essere ideologici. E non a caso alla fine della vita saremo giudicati proprio su quello. Questa \u00e8 la grande profezia di oggi, cio\u00e8 i veri profeti che ci fanno toccare con la mano Dio, sono quelli che abbiamo allontanato. Perch\u00e9 ci dicono la nostra verit\u00e0. C\u2019\u00e8 una profezia nei poveri perch\u00e9 loro ci dicono che cosa siamo tutti noi, dei poveracci, bisognosi di Dio. Sono l\u2019antidoto pi\u00f9 forte ad ogni totalitarismo di destra, di sinistra, di centro, fondamentalismo religioso o finanziario o scientifico. Questo \u00e8 il cuore dei problemi contemporanei. I poveri sono il limbo del mistero della vita. Chi li tocca, tocca il mistero. \u00c8 la presenza di Dio sulla terra, perci\u00f2 il limbo del mistero. Dio nessuno l\u2019ha mai visto. Gesu c\u2019\u00e8 l\u2019ha rivelato, questo pu\u00f2 essere tradotto: Dio, nessuno l\u2019ha mai visto, ma i poveri c\u2019\u00e8 lo rivelano.<\/p>\n<p><strong>Allora perch\u00e9 cos\u00ec tanta povert\u00e0 nel mondo?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 siamo tutti figli di \u201ebuona donna\u201c. Ognuno pensa agli affari suoi. In questo Papa Francesco ha toccato il cuore del problema di oggi, compreso con l\u2019Expo sulla Fame di Milano.<\/p>\n<p><b>Si pu\u00f2 dire che Romero ha avuto una conversione?<\/b><\/p>\n<p>Io parlerei piuttosto di \u201econversione pastorale\u201c. Romero gi\u00e0 credeva in Ges\u00f9 e gi\u00e0 amava i pi\u00f9 poveri. In un diario suo del 1937 scrive: \u201eSono passato al Lungotevere. Ho visto un povero che mi chiedeva una cosa. Io glielo data. Sono andato pi\u00f9 avanti e ho visto un\u2019altro. Mi sono comosso perch\u00e9 i poveri puzzano e chiedono ma in loro c\u2019\u00e8 Gesu.\u201c Aveva 18 anni quando scriveva questo. 1977 muore Rutilio Grande e Romero chiede giustizia al governo ma non glielo danno. Romero vede il popolo assasinato. Romero quindi cambia attegiamento pastorale. \u00c8 una conversione pastorale che Papa Francesco sta chiedendo oggi alla Chiesa. Questo Romero lo ha vissuto. Non ha pi\u00f9 paura. Dice: \u201eIn quella notte Dio mi diede una grande fortaleza (forza!).\u201c Romero decise da quella notte di difendere i poveri in maniera pi\u00f9 pubblica, denunciando quello che veniva fatto contro di loro. La nuova responsabilit\u00e0 di vescovo gli chiedeva un cambiamento pastorale. Lui disse al Presidente: \u201eFinche non fate luce su questo assasinio (di P. Rutilio), io non verr\u00f2 alle vostre cerimonie.\u201c Loro non facevano indagini contro gli assassini, allora lui non ci \u00e8 mai pi\u00f9 andato. Non faceva pi\u00f9 compromessi con il governo.<\/p>\n<p><strong>Romero aveva capito il governo della Chiesa in senso dialogale e non tanto gerarchico?<\/strong><\/p>\n<p>Si, lui stava sempre in mezzo alla gente. Era il pastore che dava la vita, che conosceva le sue pecore. La gerarchia nella Chiesa ci vuole.\u00a0 Questo ci vuole anche in una famiglia. Se il padre diventa solo fratello i figli cresceranno male, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessuno che con una autorevolezza (non autorit\u00e0) gli aiuta a crescere. Quello che dobbiamo riscoprire \u00e8 l\u2019autorevolezza dell\u2019amore. Una gerarchia senza l\u2019amore \u00e8 terribile. (L\u2019autorit\u00e0 deve nascere dall\u2019amore e non dal potere). Attenzione a dire che non ci vuole la gerarchia! Se\u00a0 non c\u2019\u00e8 la gerarchia nella famiglia, o nella societ\u00e0 e nella Chiesa, alla fine c\u2019\u00e8 il caos totale. Perche se questo accade, alla fine viene la gente richiede il fascismo, democraticamente! Hitler, Stalin o Mussolini non sono nati per caso. Sono stati un frutto del chaos. Per questo l\u2019amore come servizio \u00e8 il motore vero della storia.<\/p>\n<p><b>Che cosa si intende per \u2018martirio della giustizia\u2019?<\/b><\/p>\n<p>Proprio a motivo di\u00a0questi nuovi martiri, Romero compreso, il concetto di martirio ha acquisito una dimensione pi\u00f9 larga, pi\u00f9 profonda rispetto alle precedenti concezioni. In passato il martirio era inteso come uccisione di qualcuno che non rinnegava la fede. Era il concetto antico della Chiesa, ma oggi fa parte della verit\u00e0 della fede della Chiesa anche la dimensione della pace, della giustizia, della vita solidale e fraterna, proprio perch\u00e9 la fede non sono formule ma la fede \u00e8 un servizio di amore per cambiare il mondo. Questo \u00e8 il Vaticano II. Pero quando Romero disse: \u201eIo sono qui come il Buon Pastore che da la vita per le sue pecore\u201c, allora questo \u00e8 perfetto. Agli uccisori andava pure bene che Romero predicava che Ges\u00f9 era Figlio di Dio purch\u00e9 questo non significasse di dover cambiare vita! Quando hanno ammazzato Massimiliano Kolbe, \u00e8 stato ucciso per un gesto di amore (che aveva fatto per una famiglia), non perch\u00e9 non aveva rinnegato Ges\u00f9. Quindi il martirio acquisisce\u00a0un senso in rapporto ad una fede che si mescola con la vita della gente, che difende\u00a0\u00a0i poveri, che difende la pace, che difende la giustizia, perch\u00e9 questo fa proprio parte della fede. Questo \u00e8 la fede incarnata. Giovanni Paolo II\u00a0lo disse: \u201eNell\u2019amore siamo gi\u00e0 tutti uniti. Non importa se ebrei, protestanti, ortodossi o cattolici o gli uomini di buona volont\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><em>Versione integrale della rivista realizzata per la rivista\u00a0\u201cAlle welt\u201d delle Pontificie Opere Missionarie in Austria &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.missio.at\/\" target=\"_blank\">www.missio.at<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wir-wollen-niemals-christus-verleugnen-egal-um-welchen-preis.html\">LEGGI L&#8217;INTERVISTA IN TEDESCO<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista di MARIE CZERNIN\u00a0&#8211; versione italiana Mons. Paglia, Postulatore della causa di Beatificazione di Oscar Romero, dal 1996 Lei ha conosciuto Oscar Romero personalmente? Purtroppo no. Ma Papa Giovanni Paolo II\u00a0aveva incontrato Oscar Romero due volte prima della morte. Romero diventa Archivescovo nel 1977 e il Papa viene eletto nel 1978. 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