{"id":20534,"date":"2024-04-30T00:02:23","date_gmt":"2024-04-29T22:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20534"},"modified":"2024-04-30T12:01:16","modified_gmt":"2024-04-30T10:01:16","slug":"sesta-domenica-di-pasqua-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/sesta-domenica-di-pasqua-2.html","title":{"rendered":"Sesta Domenica di Pasqua"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Giovanni 15,9-17<\/strong><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perch\u00e9 la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.<\/em><br \/>\n<em>Questo \u00e8 il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ci\u00f2 che io vi comando. Non vi chiamo pi\u00f9 servi, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ho udito dal Padre mio l&#8217;ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perch\u00e9 andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perch\u00e9 tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Amiamoci gli uni gli altri&#8221;. \u00c8 l&#8217;imperativo che l&#8217;apostolo Giovanni non si stanca di rivolgere alla sua comunit\u00e0. Egli sa bene quanto l&#8217;amore sia centrale nella vita di ogni comunit\u00e0 cristiana. Lo ha appreso direttamente da Ges\u00f9. E ne ha fatto esperienza personale. Ne ha gustato la tenerezza, ne ha visto la radicalit\u00e0 e l&#8217;ampiezza che giungeva sino all&#8217;amore per i nemici, anzi sino al dono della stessa vita. Di questo amore Giovanni \u00e8 stato un testimone privilegiato, un custode attento e un predicatore instancabile. Nella sua prima lettera ne svela la natura e ne indica la fonte: &#8220;Amiamoci gli uni gli altri, perch\u00e9 l&#8217;amore \u00e8 da Dio; chiunque ama \u00e8 generato da Dio e conosce Dio&#8221; (1 Gv 4,7). L&#8217;apostolo parla qui di un amore diverso da quello che normalmente noi intendiamo con questo termine. L&#8217;amore, per noi, \u00e8 quel complesso di sentimenti che nasce spontaneo dal cuore, fatto di attrazione, simpatia, desiderio, passione, compiacimento e soddisfazione di s\u00e9. Nel linguaggio del Nuovo Testamento per parlare non di questo amore ma di quello di Dio si usa la parola agape. \u00c8 questo l&#8217;amore che deve presiedere i rapporti tra i discepoli.<br \/>\nPer comprendere l&#8217;amore di Dio (l&#8217;agape), pertanto, non bisogna partire dai nostri sentimenti o dalla nostra psicologia ma, appunto, da Dio. Le Sacre Scritture sono il documento privilegiato per comprendere tale amore; esse infatti non sono altro che la narrazione della storia dell&#8217;amore di Dio per gli uomini. Pagina dopo pagina, nelle Sacre Scritture scorgiamo un Dio che sembra non darsi pace finche non trova riposo nel cuore dell&#8217;uomo. Potremmo parafrasare per il Signore la nota affermazione che sant&#8217;Agostino applicava all&#8217;uomo: Inquietum est cor meum&#8230; Davide Maria Turoldo ha parlato del &#8220;cuore inquieto di Dio&#8221;, sceso sulla terra per cercare e salvare ci\u00f2 che era perduto, per dare la vita a ci\u00f2 che non l&#8217;aveva pi\u00f9. \u00c8 un Dio che si fa mendicante, mendicante di amore. In verit\u00e0, mentre Egli stende la mano per chiedere amore, lo offre agli uomini. Egli \u00e8 lo spirito che scende nella materia, \u00e8 la luce che penetra nelle tenebre, per dare vita, per spiritualizzare, per elevare e salvare.<br \/>\nQuesto \u00e8 l&#8217;amore cristiano: Dio che scende, gratuitamente, nel basso della vita degli uomini per raggiungere l&#8217;amato. S\u00ec, Dio \u00e8 inquieto finch\u00e9 non trova l&#8217;uomo, finch\u00e9 non gli tocca il cuore. Ed \u00e8 a tal punto inquieto &#8220;da dare il suo figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna&#8221; (Gv 3,16). L&#8217;amore di Dio, potremmo dire, \u00e8 tutto &#8220;in discesa&#8221;, si abbassa fino a giungere nel pi\u00f9 profondo della vita degli uomini, e con una dedizione totale, &#8220;sino a dare la vita per i propri amici&#8221;, come Ges\u00f9 stesso dice. Medita ancora Giovanni nella sua prima Lettera: &#8220;In questo sta l&#8217;amore (cristiano): non siamo stati noi ad amare Dio, ma \u00e8 lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati&#8221; (1 Gv 4,10). \u00c8 Dio che ama per primo e ama perfino gli esseri immeritevoli del suo amore. \u00c8, in effetti, un amore totalmente gratuito, anzi immotivato. Dio, infatti, non ama i giusti ma i peccatori, i quali non sono degni di essere amati. Paolo dice che Dio ha scelto le cose che non contano perch\u00e9 contassero; ha scelto le cose che sono abominevoli di fronte agli uomini, per farne oggetto della sua grazia (1 Cor 1,28). Questo \u00e8 il Dio dei Vangeli. \u00c8 un Dio mosso da un amore che sembra attratto proprio dalla mancanza di vita, dalla negazione dell&#8217;amore. Dio \u00e8 un amore che si annienta pur di raggiungere il pi\u00f9 disgraziato degli uomini e arricchirlo della sua amicizia. La storia stessa di Ges\u00f9 \u00e8 tutta racchiusa in tale amore. Dio, infatti, non \u00e8 l&#8217;Essere in s\u00e9, alla maniera del pensiero aristotelico, ma \u00e8 l&#8217;Essere per noi, \u00e8 apertura infinita, \u00e8 amore appassionato per noi.<br \/>\nSe l&#8217;intera Scrittura \u00e8 la storia dell&#8217;amore di Dio sulla terra, i Vangeli ne mostrano il culmine. Perci\u00f2, se vogliamo balbettare qualcosa dell&#8217;amore di Dio, se vogliamo dargli un volto e un nome, possiamo dire che l&#8217;amore \u00e8 Ges\u00f9. L&#8217;amore \u00e8 tutto ci\u00f2 che Ges\u00f9 ha detto, vissuto, fatto, amato, patito&#8230; L&#8217;amore \u00e8 cercare i malati, \u00e8 avere come amici noti peccatori e peccatrici, samaritani e samaritane, gente lontana, nemica e rifiutata. L&#8217;amore \u00e8 dare la propria vita per tutti, \u00e8 restare soli per non tradire il Vangelo, \u00e8 avere come primo compagno in paradiso un condannato a morte, il ladro pentito&#8230; Questo \u00e8 l&#8217;amore di Dio. Davvero \u00e8 altra cosa dall&#8217;amore per se stessi, impastato degli sbalzi della nostra psicologia, dei nostri umori. I legami di affetto tra gli uomini basati sull&#8217;attrazione &#8220;naturale&#8221; sono labili, basta poco per rovesciarli e distruggerli. \u00c8 diventato raro legarsi per la vita e difficile sentire la definitivit\u00e0 nei rapporti. L&#8217;amore per s\u00e9, che ha nella soddisfazione personale pi\u00f9 che nella felicit\u00e0 altrui la sua ragione d&#8217;essere, non \u00e8 cos\u00ec forte da resistere alle tempeste e ai problemi della vita. Tante, tantissime sono le vittime che cadono su questo fragile e sdrucciolevole terreno. Solo l&#8217;amore di Dio \u00e8 come la roccia salda che ci risparmia dalla distruzione, perch\u00e9 prima dell&#8217;io c&#8217;\u00e8 l&#8217;altro. Ges\u00f9 ce ne ha dato l&#8217;esempio anzitutto con la sua stessa vita. Pu\u00f2 dunque dire ai discepoli: &#8220;Come il Padre ha amato me, anch&#8217;io ho amato voi. Rimanete nel mio amore&#8221; (Gv 15,9).<br \/>\nIl rapporto esistente tra il Padre e il Figlio \u00e8 posto come modello e fonte dell&#8217;amore cristiano. Certo, non pu\u00f2 nascere da noi un tale amore; possiamo per\u00f2 riceverlo da Dio. Se \u00e8 accolto, genera una fraternit\u00e0 ampia, universale, che non conosce nemici. Genera insomma una nuova comunit\u00e0 di uomini e donne, ove l&#8217;amore di Dio si incrocia, quasi sino all&#8217;identificazione, con l&#8217;amore vicendevole. L&#8217;uno infatti \u00e8 causa dell&#8217;altro. Un noto teologo russo amava dire: &#8220;Non permettere che la tua anima dimentichi questo motto degli antichi maestri dello spirito: dopo Dio considera ogni uomo come Dio!&#8221;. Questo tipo di amore \u00e8 il segno distintivo di chi \u00e8 generato da Dio. Ma non \u00e8 propriet\u00e0 acquisita una volta per tutte, n\u00e9 appartiene di diritto a questo o a quel gruppo. L&#8217;amore di Dio non conosce limiti e confini di nessun genere; supera il tempo e lo spazio; infrange ogni barriera di etnia, di cultura, di nazione, persino di fede, come si legge negli Atti degli Apostoli quando lo Spirito riemp\u00ec anche la casa del pagano Cornelio. L&#8217;agape \u00e8 eterna. Tutto passa, persino la fede e la speranza, ma l&#8217;amore resta per sempre. Neppure la morte lo infrange, anzi \u00e8 pi\u00f9 forte di essa. A ragione Ges\u00f9 pu\u00f2 concludere: &#8220;Vi ho detto queste cose perch\u00e9 la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena&#8221; (Gv 15,11).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 15,9-17 Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 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