{"id":20532,"date":"2021-05-02T00:00:13","date_gmt":"2021-05-01T22:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20532"},"modified":"2021-05-10T20:23:17","modified_gmt":"2021-05-10T18:23:17","slug":"quinta-domenica-di-pasqua-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quinta-domenica-di-pasqua-3.html","title":{"rendered":"Quinta Domenica di Pasqua"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di<em> Giovanni 15,1-8<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>&#8220;Io sono la vite vera e il Padre mio \u00e8 l&#8217;agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto. Voi siete gi\u00e0 puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sar\u00e0 fatto. In questo \u00e8 glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli<\/em>.<\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">\u00c8 la quinta domenica &#8220;di&#8221; Pasqua, la quinta volta che torna lo stesso ed unico giorno della resurrezione. Ed \u00e8 cos\u00ec per tutte le domeniche. Esse tornano fedelmente, segno della fedelt\u00e0 di Dio. Tornano anche se tante volte siamo noi ad essere assenti. Tornano perch\u00e9 tutti possiamo restare nella Pasqua e incontrare Ges\u00f9 risorto. Per questo gli antichi cristiani ripetevano: &#8220;Non possiamo vivere senza la domenica&#8221;, ossia &#8220;non possiamo vivere senza incontrare Ges\u00f9 risorto&#8221;. Potremmo applicare anche alla domenica la parabola odierna della vite e dei tralci, somigliando la vite alla domenica e i tralci agli altri giorni della settimana. I giorni feriali restano senza frutto se non sono vivificati dallo spirito che riceviamo nella santa liturgia della domenica. Restare nella domenica, ossia conservare nel cuore quello che vediamo, ascoltiamo e viviamo nella santa liturgia, vuol dire rendere pi\u00f9 fruttuosi i giorni che seguiranno.<br \/>\nLa Parola di Dio sottolinea la necessit\u00e0 di &#8220;rimanere&#8221; in Ges\u00f9, un tema particolarmente caro all&#8217;apostolo Giovanni. Nella sua prima Lettera Giovanni afferma: &#8220;Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui&#8221;. E, nella parabola della vite e dei tralci, i termini &#8220;rimanere&#8221; e &#8220;dimorare&#8221; ne sono il cuore. L&#8217;immagine della vigna, nel suo simbolismo religioso, era ben nota ai discepoli. Uno degli ornamenti pi\u00f9 vistosi del Tempio eretto a Gerusalemme da Erode e che Ges\u00f9 vide era appunto una vite d&#8217;oro con grappoli alti come un uomo che era fissata sulla facciata principale del Tempio. Ma soprattutto nelle Scritture il tema della vigna era tra i pi\u00f9 significativi per esprimere il rapporto tra Dio e il suo popolo: &#8220;Dio degli eserciti, ritorna! Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato, il figlio dell&#8217;uomo che per te hai reso forte!&#8221;, invoca il salmista (Sal 80). E Isaia, nel mirabile &#8220;Canto della vigna&#8221;, descrive la delusione di Dio nei confronti di Israele, sua vigna che aveva curato, piantato, vangato, difeso, ma dalla quale non ha avuto altro che frutti amari. Geremia rimprovera il popolo d&#8217;Israele: &#8220;Io ti avevo piantato come vigna pregiata, tutta di vitigni genuini; come mai ti sei mutata in tralci degeneri di vigna bastarda?&#8221; (2,21).<br \/>\nNelle parole di Ges\u00f9 vi \u00e8 per\u00f2 un cambiamento piuttosto singolare. La vite non \u00e8 pi\u00f9 Israele, ma lui stesso: &#8220;Io sono la vera vite&#8221;. Nessuno l&#8217;aveva mai detto prima. Per comprendere appieno queste parole \u00e8 necessario collocarle nel contesto dell&#8217;ultima cena, quando Ges\u00f9 le pronunci\u00f2. Quella sera il discorso ai discepoli fu lungo, complesso e con i toni di gravit\u00e0 propri degli ultimi momenti della vita: un vero e proprio testamento. Nel primo discorso Ges\u00f9 chiarisce chi \u00e8 la vera guida del popolo di Dio. E dice loro: &#8220;Io sono il buon pastore&#8221;. Subito dopo, iniziando un secondo discorso, afferma: &#8220;Io sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 l&#8217;agricoltore&#8221;. Ges\u00f9 si identifica con la vite, specificando che \u00e8 la &#8220;vera&#8221; vite, ovviamente per distinguersi da quella &#8220;falsa&#8221;. Non \u00e8 per\u00f2 una vite isolata. Ges\u00f9 aggiunge: &#8220;Io sono la vite, voi i tralci&#8221;. I discepoli sono legati al Maestro e sono parte integrante della vite: non c&#8217;\u00e8 vite senza tralci e viceversa. Potremmo dire che il legame dei discepoli con Ges\u00f9 \u00e8 appunto come quello della vite con i tralci, essenziale e forte. \u00c8 un legame che va ben oltre i nostri alti e bassi psicologici, le nostre buone o cattive condizioni.<br \/>\nL&#8217;antico segno biblico della vigna riappare qui in tutta la sua forza. Con Ges\u00f9 nasce una vigna pi\u00f9 larga e pi\u00f9 estesa della precedente e soprattutto percorsa da una nuova linfa, l&#8217;agape, l&#8217;amore stesso di Dio. La forza di questo amore \u00e8 dirompente: permette di produrre molto frutto. Dice Ges\u00f9: &#8220;In questo \u00e8 glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto&#8221;. Sono belle le parole di commento a questa pagina evangelica che fece Papia, un vescovo del secondo secolo che aveva conosciuto gli apostoli: &#8220;Verranno giorni in cui nasceranno vigne, con diecimila viti ciascuna. Ogni vite avr\u00e0 diecimila tralci ed ogni tralcio avr\u00e0 diecimila pampini e ogni pampino diecimila grappoli. Ogni grappolo avr\u00e0 diecimila acini, ed ogni acino spremuto dar\u00e0 una misura abbondante di vino&#8221;.<br \/>\nIl Vangelo prosegue: &#8220;Ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto&#8221;. S\u00ec, proprio quelli che &#8220;portano frutto&#8221; conoscono anche il momento della potatura. Sono quei tagli che, di tempo in tempo, appunto come accade nella vita naturale, \u00e8 necessario operare perch\u00e9 possiamo essere &#8220;senza macchia&#8221; (Ef 5,27). Il testo evangelico non vuol dire che Dio manda dolori e sofferenze ai suoi figli migliori per provarli o purificarli. No, non \u00e8 in questo senso che va intesa la potatura. Il Signore non ha bisogno di intervenire con le sofferenze per migliorare i suoi figli. La verit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 piana. La vita spirituale \u00e8 sempre un itinerario o, se si vuole, una crescita. Ma non \u00e8 mai n\u00e9 scontata n\u00e9 naturale, e non \u00e8 un progresso lineare. Ognuno di noi ha l&#8217;esperienza della crescita in se stesso di frutti buoni assieme a sentimenti cattivi, ad abitudini egoistiche, ad atteggiamenti freddi e violenti, a pensieri malevoli, a spinte di invidia e di orgoglio&#8230; \u00c8 qui che si deve potare, e non una volta sola, perch\u00e9 questi sentimenti si ripresentano sempre, seppure in modi diversi. Non c&#8217;\u00e8 et\u00e0 della vita che non esiga cambiamenti e correzioni, appunto, potature.<br \/>\nQuesti tagli, talora anche molto dolorosi, purificano la nostra vita e fanno scorrere con maggior freschezza la linfa dell&#8217;amore del Signore. Per sei volte, in otto righe, Ges\u00f9 ripete: &#8220;Rimanete in me&#8221;, &#8220;rimanete nella vite&#8221;. \u00c8 la condizione per portare frutto, per non seccarsi ed essere quindi tagliati e bruciati. Forse quella sera i discepoli non capirono. Magari, si saranno chiesti: &#8220;Ma che vuol dire rimanere con lui se sta per andarsene?&#8221;. In verit\u00e0, Ges\u00f9 indicava una via semplice per restare con lui: si rimane in lui se le &#8220;sue parole rimangono in noi&#8221;, come Ges\u00f9 stesso sottolinea. \u00c8 la via che intraprese Maria, sua madre, la quale &#8220;custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore&#8221;. \u00c8 la via che scelse Maria, la sorella di Lazzaro, che restava ai piedi di Ges\u00f9 ad ascoltarlo. \u00c8 la via tracciata per ogni discepolo. Nella tradizione bizantina c&#8217;\u00e8 una splendida icona che riproduce plasticamente questa parabola evangelica. Al centro dell&#8217;icona \u00e8 dipinto il tronco della vite su cui \u00e8 seduto Ges\u00f9 con la Scrittura aperta. Dal tronco partono dodici rami su ognuno dei quali \u00e8 seduto un apostolo, con la Scrittura aperta tra le mani. \u00c8 l&#8217;immagine della nuova vigna, l&#8217;immagine della nuova comunit\u00e0 che ha origine da Ges\u00f9, vera vite. Quel libro aperto che sta nelle mani di Ges\u00f9 \u00e8 lo stesso che hanno gli apostoli: \u00e8 la vera linfa che permette di non amare a parole n\u00e9 con la lingua, ma coi fatti e nella verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 15,1-8 &#8220;Io sono la vite vera e il Padre mio \u00e8 l&#8217;agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto. Voi siete gi\u00e0 puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 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