{"id":20470,"date":"2011-10-04T11:50:44","date_gmt":"2011-10-04T09:50:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20470"},"modified":"2015-04-21T11:52:56","modified_gmt":"2015-04-21T09:52:56","slug":"la-memoria-di-san-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-memoria-di-san-francesco.html","title":{"rendered":"San Francesco e la povert\u00e0 nella Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>La memoria di san Francesco\u00a0 segna questo mese di ottobre. Per tanti motivi, compresa la preghiera per la pace che Benedetto XVI far\u00e0 il 27 ottobre ad Assisi. Quale il segreto di Francesco? Una vita aderente al Vangelo. Avvicinarsi a lui vuol dire incontrare un fratello &#8220;pi\u00f9 grande&#8221; e &#8220;pi\u00f9 vicino&#8221; al Vangelo. Francesco era un giovane ricco e promettente, figlio di Bernardone, un mercante di stoffe di Assisi. Sogn\u00f2 inizialmente il successo divenendo cavaliere. Ma un incontro lo sconvolse. Lo racconta nel testamento, scritto poco prima della morte: &#8220;Il Signore concesse a me, frate Francesco, di cominciare cos\u00ec a far penitenza, poich\u00e9, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara di vedere i lebbrosi. E il Signore mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ci\u00f2 che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo&#8221;. L\u2019incontro con il lebbroso segna l\u2019inizio di una vita nuova per Francesco. Appena vide il lebbroso istintivamente voleva evitare l\u2019incontro, vinse per\u00f2 la paura, scese da cavallo, fece l&#8217;elemosina al lebbroso e poi lo baci\u00f2. L&#8217;elemosina non era sufficiente, bisognava compiere un gesto d&#8217;a\u00admore, un gesto d&#8217;affetto personale. Questo gesto compiuto nei confronti di un uomo cos\u00ec malato e cos\u00ec disprezzato segn\u00f2 un cambiamento radicale dei suoi gusti di vita. Francesco in quell\u2019incontro con il lebbroso cambi\u00f2 il \u201cgusto\u201d, il \u201csapore\u201d della vita. Comin\u00adci\u00f2 a stare con loro non per sacrificio ma perch\u00e9 gli piaceva. La povert\u00e0 non signific\u00f2 per lui un sacrificio, ma una condivisione di vita con loro che venivano esclusi dalla vita civile. Quell\u2019abbraccio gli fece scoprire che stare con amore accanto ai poveri gli donava una gioia assolutamente straordinaria. Ges\u00f9, del resto, lo aveva detto: \u201cC\u2019\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere\u201d. In effetti, l\u2019incontro con i poveri allarga il cuore, affina gli occhi e rende pi\u00f9 attente le orecchie e pi\u00f9 gioiosa la vita, fa gustare un\u2019esistenza piena di senso. Anche sul piano religioso. Francesco infatti da allora vide in\u00a0 modo nuovo anche il Crocifisso. Non lo guard\u00f2 pi\u00f9 come lo guardava prima. Incontrando i lebbrosi vide che i loro tratti erano gli stessi del Crocifisso. Per questo, entrando nella piccola chiesa di San Damiano vide il Crocifisso e ne ascolt\u00f2 la voce. E in Francesco si comp\u00ec la conversione del giovane ricco: vendette i beni ai poveri e inzi\u00f2 a seguire Ges\u00f9. E\u2019 la via della povert\u00e0 che Francesco continua a indicare ancora oggi. Ma si badi bene, non si tratta di un gesto ascetico, di una rinuncia ai beni per guadagnarsi dei meriti. No, la scelta della povert\u00e0 significa rinunciare a porre se stressi al centro della vita per mettervi Ges\u00f9 e i poveri. E si fece \u201cminore\u201d, ossia povero. E\u2019 questo il senso della povert\u00e0 anche nella stessa Chiesa e in ogni comunit\u00e0 cristiana. Non si tratta di rinunciare ai beni per una pratica ascetica, quanto di mettere al centro delle scelte non il denaro o il potere, ma il Vangelo e i poveri. Ges\u00f9 pi\u00f9 volte avverte a non porre la propria fiducia nel denaro e nelle ricchezze. Quello che si possiede non \u00e8 solo per se stessi, ma per tutti. San Lorenzo, all\u2019imperatore che gli chiedeva di portargli le ricchezze della Chiesa, condusse i poveri che la comunit\u00e0 cristiana di Roma aiutava. E disse: \u201cquesti sono la ricchezza della Chiesa!\u201d. Credo che sia ancora questa la strada che si deve seguire per vivere il Vangelo e per testimoniare il primato dell\u2019amore e della gioia di essere cristiani. Scrivono gli Atti degli Aposotoli, infatti, scrivono che tra i credenti non c\u2019era pi\u00f9 nessun povero perch\u00e9 chi possedeva beni pensava a sostenere anche chi non aveva nulla. Si racconta in una delle vite di San Francesco: &#8220;Si rec\u00f2 una volta in pellegrinaggio a Roma, e, deposti, per amore di povert\u00e0, i suoi abiti fini, si ricopr\u00ec con gli stracci di un povero. Si sedette quindi pieno di gioia tra i poveri, che sostavano numerosi nell&#8217;atrio, davanti alla chiesa di San Pietro e, ritenendosi uno di essi, mangi\u00f2 con loro avi\u00addamente. Avrebbe ripetuto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte azioni simili, se non gli avessero incusso vergogna i conoscenti. Si accost\u00f2 poi all&#8217;altare del Principe degli Apostoli e, stupito delle mise\u00adre offerte dei pellegrini, gett\u00f2 l\u00e0 denaro a piene mani&#8221;. San Francesco resta ancora oggi una luce a cui guardare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La memoria di san Francesco\u00a0 segna questo mese di ottobre. Per tanti motivi, compresa la preghiera per la pace che Benedetto XVI far\u00e0 il 27 ottobre ad Assisi. Quale il segreto di Francesco? Una vita aderente al Vangelo. Avvicinarsi a lui vuol dire incontrare un fratello &#8220;pi\u00f9 grande&#8221; e &#8220;pi\u00f9 vicino&#8221; al Vangelo. 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