{"id":20446,"date":"2024-04-13T10:53:33","date_gmt":"2024-04-13T08:53:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20446"},"modified":"2024-01-15T12:48:25","modified_gmt":"2024-01-15T11:48:25","slug":"quarta-domenica-di-pasqua-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quarta-domenica-di-pasqua-2.html","title":{"rendered":"Quarta Domenica di Pasqua"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di Giovanni 10,11-18<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Io sono il buon pastore. Il buon pastore d\u00e0 la propria vita per le pecore. Il mercenario &#8211; che non \u00e8 pastore e al quale le pecore non appartengono &#8211; vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perch\u00e9 \u00e8 un mercenario e non gli importa delle pecore. <\/em><br \/>\n<em>Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, cos\u00ec come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare.\u00a0<\/em><em>Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perch\u00e9 io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">\n<p class=\"brano\"><em>Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo \u00e8 il comando che ho ricevuto dal Padre mio&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">La Chiesa dedica questa domenica, chiamata del Buon Pastore, alla riflessione e alla preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose. Al centro della liturgia della Parola c&#8217;\u00e8 l&#8217;appassionato discorso con il quale Ges\u00f9, in piena polemica con la classe dirigente d&#8217;Israele, si presenta come il &#8220;buon pastore&#8221;, ossia come colui che raccoglie e guida le pecore sino ad offrire la sua stessa vita per la loro salvezza. E aggiunge: &#8220;Chi non offre la vita per le pecore non \u00e8 pastore bens\u00ec mercenario&#8221;. In effetti, l&#8217;opposizione tra il pastore e il mercenario nasce proprio da questa motivazione: il pastore svolge la sua opera per amore, rinunciando al proprio interesse anche a costo della vita, mentre il mercenario agisce per interesse personale e per denaro, ed \u00e8 quindi logico che nel momento del pericolo abbandoni le pecore al loro destino. L&#8217;evangelista, per indicare il pericolo, usa l&#8217;immagine del lupo che &#8220;rapisce e disperde&#8221; le pecore. \u00c8 una sferzata durissima ai farisei, accusati di &#8220;pascere se stessi&#8230; e non il gregge&#8221; (Ez 34,2), mentre egli \u00e8 venuto &#8220;per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi&#8221; (Gv 11,52).<br \/>\nA guardare bene, l&#8217;opera del lupo \u00e8 congeniale all&#8217;atteggiamento del mercenario. Ad ambedue, infatti, interessa solo il proprio tornaconto, la propria soddisfazione, il proprio guadagno e non quello delle pecore. Si realizza cos\u00ec un&#8217;alleanza di fatto tra l&#8217;interesse per s\u00e9 e il disinteresse per gli altri. Ne viene fuori una sorta di diabolica congiura degli indifferenti e degli egoisti contro i pi\u00f9 deboli e gli indifesi. Se pensiamo all&#8217;enorme numero di persone che hanno smarrito il senso della vita e vagano senza m\u00e8ta alcuna, se guardiamo i milioni di profughi che abbandonano le loro terre e i loro affetti in cerca di una vita migliore senza che nessuno se ne preoccupi, se osserviamo lo sbandamento dei giovani in cerca della felicit\u00e0 senza che ci sia chi gli indichi la strada, dobbiamo purtroppo constatare la triste e crudele alleanza tra i lupi e i mercenari, tra gli indifferenti e coloro che cercano solo di trarre vantaggi personali da tali sbandamenti. Scrive il profeta Ezechiele: &#8220;le mie pecore si disperdono su tutto il territorio del paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura&#8221; (Ez 34,6).<br \/>\nViene il Signore Ges\u00f9 e con autorit\u00e0 afferma: &#8220;Io sono il buon pastore, offro la vita per le mie pecore&#8221;. Non solo lo ha detto. Lo ha anche mostrato con i fatti, particolarmente nei giorni della Passione, quando ha amato i suoi fino alla fine, sino all&#8217;effusione del sangue. S\u00ec, finalmente \u00e8 arrivato in mezzo agli uomini chi spezza la triste e amara alleanza tra il lupo e il mercenario, tra l&#8217;interesse per s\u00e9 e il disinteresse per gli altri. Chi ha bisogno di conforto e di aiuto ora sa dove rivolgersi, sa dove bussare, sa dove muovere i suoi occhi e il suo cuore. Ges\u00f9 stesso lo aveva detto: &#8220;Quando sar\u00f2 elevato da terra, attrarr\u00f2 tutti a me&#8221; (Gv 12,32). Tutto il Vangelo, in fondo, non parla d&#8217;altro che di questo legame tra le folle disperate, abbandonate, sfinite e senza pastore e Ges\u00f9 che si commuove per loro. &#8220;Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finch\u00e9 non la trova?&#8221; (Lc 15,4), dice il Signore. Si attribuisce a san Carlo Borromeo la frase: &#8220;Per salvare un&#8217;anima, anche una sola, andrei sino all&#8217;inferno&#8221;. Questo \u00e8 l&#8217;animo del pastore: andare sino all&#8217;inferno, ossia sino al limite pi\u00f9 basso per salvare una persona. Si pu\u00f2 comprendere anche in questa prospettiva la &#8220;discesa agli inferi&#8221; di Ges\u00f9 nel Sabato santo. Neppure da morto, potremmo dire, Ges\u00f9 si \u00e8 fermato a pensare a se stesso. Come buon pastore \u00e8 andato a cercare chi era perduto, chi era ed \u00e8 dimenticato, chi era ed \u00e8 negli inferni di questo mondo che il male e gli uomini hanno creato.<br \/>\nIl Vangelo sembra dire: o si \u00e8 pastori in questo modo o non si pu\u00f2 essere che mercenari. \u00c8 vero, solo Ges\u00f9 \u00e8 &#8220;buon pastore&#8221;: o si somiglia a lui o si tradisce la sua stessa missione. Sappiamo bene di essere inadeguati ed \u00e8 il suo Spirito effuso nei nostri cuori a trasformarci per avere &#8220;in noi gli stessi sentimenti di Cristo Ges\u00f9&#8221; (Fil 2,5). L&#8217;odierna pagina evangelica si applica certo a coloro che hanno responsabilit\u00e0 &#8220;pastorali&#8221; nella Chiesa, in particolare ai vescovi e ai sacerdoti. Ed \u00e8 opportuno, anzi doveroso pregare, e non solo oggi, perch\u00e9 i &#8220;pastori&#8221; somiglino sempre pi\u00f9 a Ges\u00f9, vero ed unico &#8220;buon pastore&#8221;. Papa Francesco insiste perch\u00e9 i pastori abbiano in se stessi &#8220;l&#8217;odore&#8221; delle pecore. E dobbiamo intensificare la preghiera perch\u00e9 il Signore doni alla sua Chiesa giovani che ascoltino l&#8217;invito ad essere &#8220;pastori&#8221; secondo il suo cuore, secondo la sua stessa passione d&#8217;amore.<br \/>\nOgni comunit\u00e0 cristiana \u00e8 chiamata tuttavia a guardare l&#8217;abbondanza della &#8220;messe&#8221; e la scarsit\u00e0 degli &#8220;operai&#8221;. Potremmo dire che c&#8217;\u00e8 una responsabilit\u00e0 &#8220;pastorale&#8221; che appartiene a tutti i credenti, non solo ai sacerdoti. Ogni cristiano, infatti, \u00e8 nello stesso tempo membro del gregge del Signore e, a suo modo, anche &#8220;pastore&#8221;, ossia responsabile dei fratelli, delle sorelle e del prossimo. In tante altre pagine della Scrittura emerge questa responsabilit\u00e0 &#8220;pastorale&#8221; diffusa di ogni credente. A partire dalle origini dell&#8217;umanit\u00e0 quando Dio chiese conto a Caino di suo fratello. E non fu certo esemplare, la risposta di Caino: &#8220;Sono forse io custode di mio fratello?&#8221;. S\u00ec, Caino aveva la responsabilit\u00e0 del fratello Abele (in questo senso si pu\u00f2 dire che ne era il &#8220;pastore&#8221;). E ogni credente deve esserlo per il suo prossimo. Pregare perch\u00e9 nella comunit\u00e0 cristiana ci siano coloro che ascoltino la chiamata del Signore a servire la Chiesa nel ministero ordinato \u00e8 parte della spiritualit\u00e0 di ogni credente. Ma \u00e8 da un terreno pieno di attenzione &#8220;pastorale&#8221;, ossia una comunit\u00e0 di credenti che sanno preoccuparsi degli altri, che possono nascere &#8220;pastori&#8221; per l&#8217;oggi. Una comunit\u00e0 appassionata del prossimo genera pastori. Il buon pastore, infatti, non \u00e8 un eroe, ma \u00e8 una persona che ama e l&#8217;amore porta l\u00e0 dove neppure sogneremmo di arrivare.<br \/>\nAmare gli altri vuol dire avere sentimenti larghi come quelli che aveva Ges\u00f9: &#8220;Ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore&#8221;. L&#8217;amore di Dio intenerisce il cuore: fa commuovere su coloro che vagano nelle nostre citt\u00e0 in cerca di un approdo, su quelli che non sanno ove trovare conforto, sui milioni di disperati che coprono la faccia della terra, su quell&#8217;uomo o quella donna vicina o lontana che aspetta consolazione e non la trova. Scrive Matteo: Ges\u00f9 &#8220;vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore&#8221;. E aggiunge immediatamente l&#8217;evangelista: &#8220;Allora disse ai suoi discepoli: \u0091La messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perch\u00e9 mandi operai nella sua messe&#8221; (Mt 9,36-37). Tutta la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 unita al Signore Ges\u00f9 che si commuove ancora sulle folle di questo mondo. E con lui prega perch\u00e9 non manchino gli operai per la vigna del Signore. Ma nello stesso tempo, ogni credente, davanti a Dio e davanti &#8220;ai campi che gi\u00e0 biondeggiano per la mietitura&#8221; (Gv 4,35), deve dire con il profeta: &#8220;Ecco, Signore, manda me!&#8221; (Is 6,8).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 10,11-18 Io sono il buon pastore. Il buon pastore d\u00e0 la propria vita per le pecore. 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