{"id":20397,"date":"2014-05-01T11:18:10","date_gmt":"2014-05-01T09:18:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20397"},"modified":"2015-04-16T12:18:45","modified_gmt":"2015-04-16T10:18:45","slug":"maria-madre-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/maria-madre-di-dio.html","title":{"rendered":"Maria, madre di Dio"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 una bella tradizione dedicare a Maria il mese di maggio. Oggi, direi, che \u00e8 anche una necessit\u00e0. Le nostre societ\u00e0, infatti, sembrano diventare sempre pi\u00f9 piene di orfani, come se fossimo una grande folla di gente fatta per\u00f2 di persone sole, ciascuna slegata dall\u2019altra e interessata solo delle proprie cose. Le societ\u00e0 non sono materne. Spesso sono matrigne. Lo sanno bene soprattutto i pi\u00f9 deboli, i pi\u00f9 poveri, che vengono lasciati soli e abbandonati. Emerge sempre pi\u00f9 il bisogno di avere una Madre, ossia di essere amati, di essere protetti, di essere considerati per come si \u00e8, di essere aiutati senza essere condannati. Tutti abbiamo bisogno di una \u201cMadre\u201d. Lo comprese bene Ges\u00f9 che dall\u2019alto della croce affid\u00f2 il giovane discepolo a sua Madre. E la Chiesa ha sentito presto il bisogno di riconoscere a Maria il titolo di Madre di Dio. Era il 22 giugno del 431. Ad Efeso, circa duecento vescovi, si radunarono per celebrare il Concilio ecumenico pi\u00f9 breve della storia. Dur\u00f2 un solo giorno. Alla sera Maria fu chiamata \u201cMadre di Dio\u201d. Questo titolo fu dato a Maria per non dividere la persona di Ges\u00f9: l\u2019uomo da una parte e Dio dall\u2019altra. In Maria si trov\u00f2, potremmo dire, la garanzia della comunione profonda e indivisibile tra il cielo e la terra. E\u2019 qui la grandezza di questa donna, divenuta collaboratrice della pi\u00f9 grande impresa di tutti i tempi: la salvezza dell\u2019umanit\u00e0. I primi sapienti cristiani dicevano: \u201cCome il genere umano \u00e8 stato assoggettato alla morte da Eva, \u00e8 per mezzo di un\u2019altra Eva ch\u2019\u00e8 stato salvato\u201d. E lo ha fatto nel modo pi\u00f9 normale: quella giovane ragazza di Nazareth \u00e8 sprovvista di opere miracolose, come anche di fenomeni mistici. Nulla di straordinario si legge di lei nei Vangeli. E\u2019 ragazza, donna, madre come tante; gli uomini non la riconoscono n\u00e9 la respingono. La sua glorificazione \u00e8 postuma. Per gli uomini, ovviamente. Per Dio accadde ben altro. Si potrebbe dire che all\u2019incrocio delle strade che vanno dall\u2019Antico Testamento al Nuovo vi \u00e8 l\u2019esperienza mariana di Dio; un\u2019esperienza cos\u00ec ricca e nascosta che appena si pu\u00f2 descrivere. Dio la riemp\u00ec della sua grazia. E la Parola, che era sin dall\u2019inizio creazione, divenne carne della carne di quella ragazza. Maria \u00e8 divenuta la porta per comprendere quel Figlio. Ges\u00f9 \u00e8 incomprensibile senza Maria, e viceversa. Se Maria scompare dalla teologia, questa diviene fredda concettualit\u00e0 maschile; e la stessa fede resta schiacciata nelle maglie dell\u2019astrazione. Le parole ispirate del Magnificat: \u201ctutte le generazioni ti chiameranno beata\u201d, stanno a dire lo sguardo dei credenti di tutti i tempi su Maria. E\u2019 lo sguardo dei figli che hanno trovato una Madre. E\u2019 cos\u00ec da venti secoli! Se guardiamo la geografia della piet\u00e0 mariana, vediamo che tutte le nazioni cristiane sono state segnate dalla forza e della tenerezza di questa Madre. Per questo un teologo contemporaneo pu\u00f2 dire: \u201cLa figura di Maria \u00e8 inattaccabile; per gli stessi increduli essa ha il valore di una bellezza intangibile\u201d. In questo mese piccoli e grandi, uomini e donne possono alzare gli occhi verso di lei accorgersi di essere protetti. Non siamo orfani: abbiamo Dio per Padre, ed accanto anche la Madre del Figlio, che \u00e8 anche nostra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 una bella tradizione dedicare a Maria il mese di maggio. Oggi, direi, che \u00e8 anche una necessit\u00e0. Le nostre societ\u00e0, infatti, sembrano diventare sempre pi\u00f9 piene di orfani, come se fossimo una grande folla di gente fatta per\u00f2 di persone sole, ciascuna slegata dall\u2019altra e interessata solo delle proprie cose. 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