{"id":20382,"date":"2024-03-30T14:22:54","date_gmt":"2024-03-30T13:22:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20382"},"modified":"2024-01-15T12:47:19","modified_gmt":"2024-01-15T11:47:19","slug":"seconda-domenica-di-pasqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/seconda-domenica-di-pasqua.html","title":{"rendered":"Seconda domenica di Pasqua"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di Giovanni 20,19-31<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: &#8220;Pace a voi!&#8221;. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Ges\u00f9 disse loro di nuovo: &#8220;Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi&#8221;. Detto questo, soffi\u00f2 e disse loro: &#8220;Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9. Gli dicevano gli altri discepoli: &#8220;Abbiamo visto il Signore!&#8221;. Ma egli disse loro: &#8220;Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c&#8217;era con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: &#8220;Pace a voi!&#8221;. Poi disse a Tommaso: &#8220;Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!&#8221;. Gli rispose Tommaso: &#8220;Mio Signore e mio Dio!&#8221;. Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Perch\u00e9 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Ges\u00f9, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio, e perch\u00e9, credendo, abbiate la vita nel suo nome.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">\u00c8 &#8220;la sera di quel giorno, il primo della settimana&#8221;. \u00c8 la domenica, il giorno della resurrezione, in cui passiamo dalla morte alla vita, dall&#8217;amore per noi stessi all&#8217;amore per gli altri, dal peccato al perdono, dall&#8217;aridit\u00e0 del cuore ai sentimenti dell&#8217;amore. Abbiamo bisogno di fermarci; di ascoltare; di lasciarci guidare; di non essere noi al centro; di guardare lui, invece di studiarci sempre; di chiedere e trovare perdono; di fare silenzio, di pregare ed imparare a pregare; di nutrirci del suo pane di amore concreto e gratuito, che non si compra. \u00c8 il momento di godere dei fratelli e delle sorelle che si ritrovano insieme. Curiamo la domenica. Viviamola con gioia, arricchiamola con il nostro cuore, difendiamola dai nostri affanni. La domenica realizza oggi quello che \u00e8 scritto della prima comunit\u00e0 cristiana: avevano &#8220;un cuore solo ed un anima sola&#8221;. Il cristiano non pu\u00f2 essere un individualista; la sua vita ha senso solo se unita agli altri. Avere &#8220;un cuore solo&#8221; toglie forse qualcosa al nostro? Ci limita? Perch\u00e9 il compimento della nostra vita deve essere l&#8217;affermazione di s\u00e9? Non seguiamo ciecamente la triste legge dell&#8217;individualismo, che ci rende diffidenti, poco capaci di vivere con gli altri e ci lascia nella disperata ricerca di amicizia! L&#8217;amore unisce, rende pieno il nostro io, ma non senza gli altri o, peggio, contro gli altri, bens\u00ec insieme a tutti. La domenica \u00e8 l&#8217;inizio di quel giorno in cui l&#8217;amore non conoscer\u00e0 tramonto, giorno nel quale avremo un cuore solo ed un&#8217;anima sola perch\u00e9 sapremo amarci tanto, davvero molto e per sempre, perch\u00e9 ci lasceremo finalmente amare pienamente da Dio. Quel giorno inizia oggi.<br \/>\nI discepoli avevano paura e chiudono le porte. Pensano di trovare pace e sicurezza alzando barriere, proteggendosi, chiudendosi. Lo facciamo tutti di fronte al male, al pericolo. Ma questa non \u00e8 pace. Chiudere le porte, anzi, aumenta la paura e rende facilmente l&#8217;altro un nemico. Le prime parole di Ges\u00f9 ai suoi sono: &#8220;Pace a voi&#8221;. Ges\u00f9 \u00e8 la pace: mette pace tra cielo e terra; dona la pace del cuore; libera dalla paura e dal demone dell&#8217;inimicizia, riconcilia. Ges\u00f9 la dona a ciascuno ed a tutti insieme: &#8220;Pace a voi&#8221;. &#8220;Vi lascio la pace, vi do la mia pace&#8221;, aveva detto, come recitiamo prima di scambiarcela tra noi. La pace la riceviamo e dobbiamo viverla con gli altri, spenderla per chi non l&#8217;ha, comunicarla per non perderla. Apriamo le porte del cuore ed impariamo l&#8217;arte dell&#8217;incontro e del vivere insieme. &#8220;Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi&#8221;, continua a dirci il Signore. Quello che riceviamo dobbiamo comunicarlo da cuore a cuore in un mondo tanto segnato dalla paura.<br \/>\nGes\u00f9 torna a comunicarci la pace. Ma Tommaso, che ha sentito l&#8217;annuncio della resurrezione da apostoli gioiosi di quel che hanno visto e udito, \u00e8 convinto che si tratti solo di un discorso, bello ma inutile. E risponde loro con il suo scetticismo: &#8220;Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo&#8221;. \u00c8 il credo di un uomo non cattivo, anzi generoso. \u00c8 il credo di tante persone che sono pi\u00f9 egocentriche che razionaliste, prigioniere delle proprie convinzioni e delle proprie sensazioni. \u00c8 il credo di chi pensa sia vero solo quello che si tocca, anche se falso, o di chi crede sia falso quello che non si riesce a toccare, sebbene sappia che \u00e8 vero. \u00c8, insomma, il &#8220;non credo&#8221; di un mondo di egocentrici, che facilmente diventa un mondo pigro, ingiusto e violento. L&#8217;egocentrismo porta sempre ad essere increduli, perch\u00e9 si resta comunque prigionieri delle proprie sensazioni, di quello che si vede e di ci\u00f2 che si tocca. Non si d\u00e0 fiducia a null&#8217;altro.<br \/>\nGes\u00f9 per\u00f2 accetta la sfida di Tommaso. La domenica seguente \u0096 sono le nostre domeniche \u0096 torna di nuovo in mezzo ai discepoli. Questa volta c&#8217;\u00e8 anche Tommaso. Ges\u00f9 entra ancora una volta, a porte chiuse, e si rivolge subito a Tommaso invitandolo a toccare con le mani le sue ferite. E aggiunge: &#8220;Non essere incredulo, ma credente!&#8221;. L&#8217;evangelista sembra suggerire che Tommaso in realt\u00e0 non abbia poi toccato le ferite di Ges\u00f9 come aveva chiesto. Gli bastano quelle parole. Esse lo colgono nella sua verit\u00e0 di incredulo, come accadde al pozzo di Giacobbe quando Ges\u00f9 con le sue parole svel\u00f2 alla samaritana la verit\u00e0 della sua vita. La Parola del Signore, il Vangelo, distrugge la presunzione, l&#8217;orgoglio e la fiducia smisurata che ha \u0096 ad esempio \u0096 Tommaso in se stesso e con lui anche noi. Oggi il Vangelo chiede di umiliarsi un poco, di guardare oltre se stessi. S\u00ec, assieme a Tommaso dobbiamo inginocchiarci davanti al risorto ed esclamare: &#8220;Mio Signore e mio Dio!&#8221;.<br \/>\nGes\u00f9 a Tommaso incredulo non propone una lezione o un ragionamento: gli mostra i segni che il male ha lasciato sul suo corpo, perch\u00e9 si commuova per le sue ferite e per quelle dei suoi fratelli pi\u00f9 piccoli. Siamo credenti quando ci commuoviamo, quando riconosciamo e confidiamo nell&#8217;energia della resurrezione e dell&#8217;amore che viene dal Vangelo, energia che guarisce e libera dal male, dalla divisione, dalla solitudine, dall&#8217;amarezza, dall&#8217;inimicizia, dall&#8217;estraneit\u00e0, dall&#8217;abbandono, dall&#8217;odio, dalla malattia. Beati non sono quelli che hanno chiaro tutto, che non sbagliano mai, che non hanno dubbi. Beati sono coloro che nonostante le paure, la rassegnazione e l&#8217;incertezza credono nella forza del Vangelo e dell&#8217;amore che nasce dalla parola. Quanto c&#8217;\u00e8 bisogno di uomini e di donne credenti, che vadano al di l\u00e0 delle analisi, che non diventino schiavi della realt\u00e0, ma la amino e la cambino, si commuovano di fronte alle ferite del male, cerchino la resurrezione! Signore, io credo, aiuta la mia poca fede! Mio Signore e mio Dio! Apriamo le porte del cuore! Cristo \u00e8 risorto e non muore pi\u00f9. Alleluia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 20,19-31 La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: &#8220;Pace a voi!&#8221;. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. 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