{"id":20317,"date":"2015-03-24T11:52:05","date_gmt":"2015-03-24T10:52:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20317"},"modified":"2015-03-24T13:23:21","modified_gmt":"2015-03-24T12:23:21","slug":"rivedo-romeroin-bergoglio-stesso-amore-per-i-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/rivedo-romeroin-bergoglio-stesso-amore-per-i-poveri.html","title":{"rendered":"&#8220;Rivedo Romero in Bergoglio, stesso amore per i poveri&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Piero Schiavazzi<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa passione non \u00e8 mai una linea senza sbalzi\u201d e Monsignor \u00d3scar Romero era spinto \u201cda un amore squilibrato verso i poveri, gli oppressi, i violentati\u201d. Con una chiave di lettura a doppia mandata, psicanalitica e geopolitica, il vescovo <a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/\" target=\"_hplink\">Vincenzo Paglia<\/a>, postulatore della causa di beatificazione, risponde alle domande dell\u2019Huffington Post e rende omaggio alla figura storica del martire salvadoregno, esplorandone la complessit\u00e0 e l\u2019attualit\u00e0, nel trentacinquesimo anniversario della morte, avvenuta il 24 marzo 1980.<\/p>\n<p>Precursore del pontificato di Francesco, se fosse vissuto oggi Romero sarebbe probabilmente cardinale. Invece in luogo della berretta rossa si accinge a ricevere l\u2019aureola della santit\u00e0. Evento destinato comunque a segnare un passaggio epocale nel cammino delle leadership latinoamericane, dalla stagione dei comandanti massimi a quella dei santi rivoluzionari, ascetici e pragmatici. Sulla scia trascinante del Papa argentino.<\/p>\n<p>Ma \u00d3scar Romero &#8211; \u00e8 questo il tratto pi\u00f9 originale dell\u2019intervista &#8211; non rappresenta soltanto un simbolo dell\u2019Occidente, nel momento in cui le Americhe ritrovano la propria unit\u00e0 con la pace tra Cuba e Stati Uniti. La parabola della sua stella volge piuttosto a Oriente, dove il terrorismo fondamentalista si fa stato e diventa \u201cdi stato\u201d, esportatore di squadre della morte, come quella che la mattina di trentacinque anni fa insanguin\u00f2 la cattedrale di San Salvador.<\/p>\n<p>Dall\u2019icona della ormai prossima beatificazione, il vescovo assassinato sull\u2019altare alza l\u2019ostia come un emblema della sacralit\u00e0 del corpo, di fronte all\u2019efferatezza dei nuovi carnefici. Un \u201chabeas corpus\u201d per il millennio, affidato alla testimonianza di un moderno eroe, che vive per il suo Dio e convive con le proprie paure. Fragile e forte, combattente e combattuto, come si evince dalle parole di Monsignor Paglia, che ci riportano alle atmosfere degli anni \u201880 e ci proiettano, al tempo stesso, nel ritorno al futuro della chiesa di Bergoglio.<\/p>\n<p><strong>Alla vigilia del martirio, Romero mostra lo stesso presentimento di Ges\u00f9 nel Getsemani. La visita del giorno prima, in casa di amici, evoca un\u2019atmosfera da ultima cena. Insieme all\u2019eroismo anche la paura \u00e8 una prerogativa dei santi?<\/strong><\/p>\n<p>Romero non era un eroe ma un pastore che \u2013 sull\u2019esempio di Ges\u00f9 \u2013 ha scelto di essere accanto al suo popolo anche a costo della vita. Quattro settimane prima di essere ucciso scrive nel Diario:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cHo paura per la violenza verso la mia persona. Sono stato avvertito di serie minacce esattamente in questa settimana. Temo per la debolezza della carne ma chiedo al Signore che mi dia serenit\u00e0 e perseveranza. \u2026 Il padre (spirituale) mi ha dato coraggio dicendomi che la mia disposizione deve essere dare la vita per Dio, qualunque sia lo scopo della mia vita&#8230; Ges\u00f9 Cristo assistette i martiri e, se necessario, lo sentir\u00f2 pi\u00f9 vicino nell\u2019affidargli il mio ultimo respiro\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 difficile comprendere la sua scelta, come quella dei martiri cristiani, senza la fede che riempie di forza la debolezza umana.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p><strong>Bergoglio interpreta in chiave realistica, non solo cromatica, il legame tra porpora e sangue. Nei suoi primi concistori ha dato la berretta a due prelati che riconducono alla biografia di Romero. L\u2019arcivescovo di Cotabato nelle Filippine, oggetto di un attentato dinamitardo mentre celebrava messa. E quello di Morelia in Messico, \u201cel cardenal insurgente\u201d, che si batte con il popolo contro i narcos. Se fosse vissuto oggi, ai tempi di Francesco, secondo Lei Romero sarebbe gi\u00e0 cardinale?<\/strong><\/p>\n<p>Risponderei che senza dubbio ci sarebbe una comprensione profonda tra Romero e Francesco. Anzi, aggiungo che non \u00e8 a caso che la beatificazione di Romero avvenga proprio sotto il pontificato di papa Francesco, primo papa latino americano e grande sostenitore di una \u201cChiesa povera e per i poveri\u201d. Tante parole e tanti gesti di Francesco sono stati gi\u00e0 di Romero, un pastore che ha scelto di vivere in mezzo al popolo di Dio. E si potrebbero applicare benissimo le parole che papa Francesco ha rivolto ai nuovi cardinali: non lasciarsi dominare alla paura di perdere i salvati; piuttosto accogliere l\u2019audacia di salvare i perduti.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La beatificazione di Romero porta sugli altari l\u2019istmo centroamericano, regione sottile e nevralgica. Una miccia che si allunga su quel grande barile di speranze \u201ca pressione\u201d che \u00e8 l\u2019America Latina. Dopo la stagione dei comandanti massimi, il testimone della rivoluzione passa ai santi?<\/strong><\/p>\n<p>In effetti mi ha sempre impressionato la fama di santo difensore dei diritti dei poveri che mons. Romero ha goduto e conservato nel corso di questi anni sia presso i credenti sia presso gli uomini di buona volont\u00e0. In quel piccolo paese si concentravano al tempo di Romero una serie di forti tensioni politiche, sociali, culturali e anche teologiche. Romero oggi \u00e8 testimone per l\u2019intera America Latina di un cristianesimo conciliare che riesce a dare una speranza nuova non solo per quel continente ma per la Chiesa universale.<\/p>\n<p><strong>Lei ha raccontato che a Romero furono imputati problemi caratteriali e di squilibrio. Una certa dose di stranezza, per\u00f2, non \u00e8 in fondo un ingrediente della santit\u00e0? Come se essere toccati da Dio sconvolgesse oltre all\u2019anima pure la psiche\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Ho sempre sostenuto la causa dei beatificazione di Romero per il suo martirio. Egli ha avuto un carattere non semplice, aveva le sue paure e anche i suoi problemi di natura psicologica, per di pi\u00f9 si \u00e8 trovato in un contesto complesso che non era sempre facile analizzare. Ma la sua passione per il popolo e la Chiesa \u2013 e la passione non \u00e8 mai una linea senza sbalzi \u2013 lo portava ad un amore \u201csquilibrato\u201d verso i poveri, gli oppressi, i violentati.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 stato molto vicino a Giovanni Paolo II: che spiegazione si \u00e8 dato, nel profondo, al di l\u00e0 dell\u2019aneddotica congiunturale, della distanza tra due uomini che avevano tutto per entrare in empatia?<\/strong><\/p>\n<p>Ricordo la prima volta che parlai di Romero a papa Giovanni Paolo II: era il 23 marzo del 1982. Mi ascolt\u00f2 con grande attenzione, stavo assieme a padre Jesus Delgado, gi\u00e0 segretario di Romero. L\u2019arcivescovo non godeva di buona fama a Roma\u2026 tutte le carte che arrivavano erano contro di lui. In certo senso si potrebbe dire che veniva a Roma solo contro tutti. Papa Giovanni Paolo II comprese e cambi\u00f2, immediatamente, il suo giudizio. E ricordo le sue parole: \u201cRomero \u00e8 nostro, \u00e8 della Chiesa\u201d. Il resto \u00e8 noto: giunto in Salvador, cambi\u00f2 il programma per andare subito a visitare la tomba di Romero e nella celebrazione per i nuovi martiri volle scrivere di suo pugno il ricordo di Romero che non era stato neppure nominato.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un messaggio che travalica la cornice storico &#8211; geografica e appare attualissimo. Romero reclamava il ripristino della democrazia \u201csostanziale\u201d, sequestrata dai poteri forti e intimidita dalla minaccia terrorista. Francesco non perde occasione per ricordare che questo oggi \u00e8 diventato un problema universale&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Credo che la beatificazione di Romero risponda a due grandi prospettive della storia contemporanea. La prima riguarda la Chiesa e il pontificato di papa Francesco. La beatificazione di Romero porta sugli altari il \u201cprimo martire\u201d del Concilio Vaticano II. Con la sua morte gli assassini volevano far tacere la Chiesa del Vaticano II e in particolare quella interpretata dalla Chiesa latino americana con la scelta prioritaria dei poveri.<\/p>\n<p>Romero beato significa confermare la profezia del Vaticano II, il Concilio che Paolo VI ha riassunto con l\u2019immagine evangelica del Buon Samaritano che si china sull\u2019uomo mezzo morto della societ\u00e0 contemporanea. In questa linea si staglia anche la prospettiva che riguarda l\u2019attuale situazione internazionale. La crescita di una violenza diffusa che ha nel terrorismo il suo culmine \u00e8 contrastata in maniera alta dal martirio di Romero: la vita \u2013 dice al mondo il martirio di Romero \u2013 non va mai tolta a nessuno ma solo donata per il bene degli altri. Insomma la violenza terroristica trova in Romero la contestazione pi\u00f9 radicale.<\/p>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/03\/24\/oscar-romero_n_6929486.html\"><em>da <strong>Huffington Post<\/strong><\/em><\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Piero Schiavazzi \u201cLa passione non \u00e8 mai una linea senza sbalzi\u201d e Monsignor \u00d3scar Romero era spinto \u201cda un amore squilibrato verso i poveri, gli oppressi, i violentati\u201d. Con una chiave di lettura a doppia mandata, psicanalitica e geopolitica, il vescovo Vincenzo Paglia, postulatore della causa di beatificazione, risponde alle domande dell\u2019Huffington Post e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":20318,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,11,7],"tags":[],"class_list":["post-20317","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-interviste","category-rassegna"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/romerohuffington.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20317"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20317\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20318"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}