{"id":20314,"date":"2024-03-16T11:40:02","date_gmt":"2024-03-16T10:40:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20314"},"modified":"2024-01-15T12:46:53","modified_gmt":"2024-01-15T11:46:53","slug":"domenica-delle-palme-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/domenica-delle-palme-3.html","title":{"rendered":"Domenica delle Palme"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Marco 14,1-15,47<\/strong><\/p>\n<p class=\"brano\">Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturarlo con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: &#8220;Non durante la festa, perch\u00e9 non vi sia una rivolta del popolo&#8221;.<br \/>\nGes\u00f9 si trovava a Bet\u00e0nia, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e vers\u00f2 il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: &#8220;Perch\u00e9 questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per pi\u00f9 di trecento denari e darli ai poveri!&#8221;. Ed erano infuriati contro di lei.<\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\nAllora Ges\u00f9 disse: &#8220;Lasciatela stare; perch\u00e9 la infastidite? Ha compiuto un&#8217;azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ci\u00f2 che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verit\u00e0 io vi dico: dovunque sar\u00e0 proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dir\u00e0 anche quello che ha fatto&#8221;.<\/p>\n<p class=\"brano\">Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si rec\u00f2 dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Ges\u00f9. Quelli, all&#8217;udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.<br \/>\nIl primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: &#8220;Dove vuoi che andiamo a preparare, perch\u00e9 tu possa mangiare la Pasqua?&#8221;. Allora mand\u00f2 due dei suoi discepoli, dicendo loro: &#8220;Andate in citt\u00e0 e vi verr\u00e0 incontro un uomo con una brocca d&#8217;acqua; seguitelo. L\u00e0 dove entrer\u00e0, dite al padrone di casa: &#8220;Il Maestro dice: Dov&#8217;\u00e8 la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?&#8221;. Egli vi mostrer\u00e0 al piano superiore una grande sala, arredata e gi\u00e0 pronta; l\u00ec preparate la cena per noi&#8221;. I discepoli andarono e, entrati in citt\u00e0, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.<br \/>\nVenuta la sera, egli arriv\u00f2 con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Ges\u00f9 disse: &#8220;In verit\u00e0 io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradir\u00e0&#8221;. Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l&#8217;altro: &#8220;Sono forse io?&#8221;. Egli disse loro: &#8220;Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell&#8217;uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell&#8217;uomo, dal quale il Figlio dell&#8217;uomo viene tradito! Meglio per quell&#8217;uomo se non fosse mai nato!&#8221;.<br \/>\nE, mentre mangiavano, prese il pane e recit\u00f2 la benedizione, lo spezz\u00f2 e lo diede loro, dicendo: &#8220;Prendete, questo \u00e8 il mio corpo&#8221;. Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: &#8220;Questo \u00e8 il mio sangue dell&#8217;alleanza, che \u00e8 versato per molti. In verit\u00e0 io vi dico che non berr\u00f2 mai pi\u00f9 del frutto della vite fino al giorno in cui lo berr\u00f2 nuovo, nel regno di Dio&#8221;.<br \/>\nDopo aver cantato l&#8217;inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Ges\u00f9 disse loro: &#8220;Tutti rimarrete scandalizzati, perch\u00e9 sta scritto:<\/p>\n<p><i>Percuoter\u00f2 il pastore e le pecore saranno disperse<\/i>.<i><br \/>\n<\/i><i><br \/>\n<\/i>Ma, dopo che sar\u00f2 risorto, vi preceder\u00f2 in Galilea&#8221;. Pietro gli disse: &#8220;Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!&#8221;. Ges\u00f9 gli disse: &#8220;In verit\u00e0 io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai&#8221;. Ma egli, con grande insistenza, diceva: &#8220;Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegher\u00f2&#8221;. Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.<br \/>\nGiunsero a un podere chiamato Gets\u00e8mani ed egli disse ai suoi discepoli: &#8220;Sedetevi qui, mentre io prego&#8221;. Prese con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni e cominci\u00f2 a sentire paura e angoscia. Disse loro: &#8220;<i>La mia anima \u00e8 triste<\/i> fino alla morte. Restate qui e vegliate&#8221;. Poi, andato un po&#8217; innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell&#8217;ora. E diceva: &#8220;Abb\u00e0! Padre! Tutto \u00e8 possibile a te: allontana da me questo calice! Per\u00f2 non ci\u00f2 che voglio io, ma ci\u00f2 che vuoi tu&#8221;. Poi venne, li trov\u00f2 addormentati e disse a Pietro: &#8220;Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito \u00e8 pronto, ma la carne \u00e8 debole&#8221;. Si allontan\u00f2 di nuovo e preg\u00f2 dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trov\u00f2 addormentati, perch\u00e9 i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: &#8220;Dormite pure e riposatevi! Basta! \u00c8 venuta l&#8217;ora: ecco, il Figlio dell&#8217;uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce \u00e8 vicino&#8221;.<br \/>\nE subito, mentre ancora egli parlava, arriv\u00f2 Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: &#8220;Quello che bacer\u00f2, \u00e8 lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta&#8221;. Appena giunto, gli si avvicin\u00f2 e disse: &#8220;Rabb\u00ec&#8221; e lo baci\u00f2. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli stacc\u00f2 l&#8217;orecchio. Allora Ges\u00f9 disse loro: &#8220;Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!&#8221;.<br \/>\nAllora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva per\u00f2 un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fugg\u00ec via nudo.<br \/>\nCondussero Ges\u00f9 dal sommo sacerdote, e l\u00e0 si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco.<br \/>\nI capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Ges\u00f9 per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: &#8220;Lo abbiamo udito mentre diceva: &#8220;Io distrugger\u00f2 questo tempio, fatto da mani d&#8217;uomo, e in tre giorni ne costruir\u00f2 un altro, non fatto da mani d&#8217;uomo&#8221;&#8221;. Ma nemmeno cos\u00ec la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all&#8217;assemblea, interrog\u00f2 Ges\u00f9 dicendo: &#8220;Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?&#8221;. Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrog\u00f2 dicendogli: &#8220;Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?&#8221;. Ges\u00f9 rispose: &#8220;Io lo sono!<\/p>\n<p>E vedrete il<i>Figlio dell&#8217;uomo<br \/>\n<\/i>seduto alla destra della Potenza<i><br \/>\n<\/i>e<i>venire con le nubi del cielo<\/i>&#8220;.<i><br \/>\n<\/i><i><br \/>\n<\/i>Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: &#8220;Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?&#8221;. Tutti sentenziarono che era reo di morte.<br \/>\nAlcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: &#8220;Fa&#8217; il profeta!&#8221;. E i servi lo schiaffeggiavano.<br \/>\nMentre Pietro era gi\u00f9 nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guard\u00f2 in faccia e gli disse: &#8220;Anche tu eri con il Nazareno, con Ges\u00f9&#8221;. Ma egli neg\u00f2, dicendo: &#8220;Non so e non capisco che cosa dici&#8221;. Poi usc\u00ec fuori verso l&#8217;ingresso e un gallo cant\u00f2. E la serva, vedendolo, ricominci\u00f2 a dire ai presenti: &#8220;Costui \u00e8 uno di loro&#8221;. Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: &#8220;\u00c8 vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo&#8221;. Ma egli cominci\u00f2 a imprecare e a giurare: &#8220;Non conosco quest&#8217;uomo di cui parlate&#8221;. E subito, per la seconda volta, un gallo cant\u00f2. E Pietro si ricord\u00f2 della parola che Ges\u00f9 gli aveva detto: &#8220;Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai&#8221;. E scoppi\u00f2 in pianto.<\/p>\n<p>E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Ges\u00f9, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domand\u00f2: &#8220;Tu sei il re dei Giudei?&#8221;. Ed egli rispose: &#8220;Tu lo dici&#8221;. I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrog\u00f2 di nuovo dicendo: &#8220;Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!&#8221;. Ma Ges\u00f9 non rispose pi\u00f9 nulla, tanto che Pilato rimase stupito.<br \/>\nA ogni festa, egli era solito rimettere in libert\u00e0 per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominci\u00f2 a chiedere ci\u00f2 che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: &#8220;Volete che io rimetta in libert\u00e0 per voi il re dei Giudei?&#8221;. Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perch\u00e9, piuttosto, egli rimettesse in libert\u00e0 per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: &#8220;Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?&#8221;. Ed essi di nuovo gridarono: &#8220;Crocifiggilo!&#8221;. Pilato diceva loro: &#8220;Che male ha fatto?&#8221;. Ma essi gridarono pi\u00f9 forte: &#8220;Crocifiggilo!&#8221;. Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libert\u00e0 per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges\u00f9, lo consegn\u00f2 perch\u00e9 fosse crocifisso.<br \/>\nAllora i soldati lo condussero dentro il cortile, cio\u00e8 nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: &#8220;Salve, re dei Giudei!&#8221;. E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.<br \/>\nCostrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.<br \/>\nCondussero Ges\u00f9 al luogo del G\u00f2lgota, che significa &#8220;Luogo del cranio&#8221;, e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e <i>si divisero le sue<\/i><i>vesti,<\/i> <i>tirando a sorte su di esse<\/i> ci\u00f2 che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: &#8220;Il re dei Giudei&#8221;. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.<br \/>\nQuelli che passavano di l\u00e0 lo insultavano, scuotendo il capo<i><\/i>e dicendo: &#8220;Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!&#8221;. Cos\u00ec anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: &#8220;Ha salvato altri e non pu\u00f2 salvare se stesso! Il Cristo, il re d&#8217;Israele, scenda ora dalla croce, perch\u00e9 vediamo e crediamo!&#8221;. E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.<br \/>\nQuando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Ges\u00f9 grid\u00f2 a gran voce: &#8220;<i>Elo\u00ec, Elo\u00ec, lem\u00e0 sabact\u00e0ni?<\/i>&#8220;<i>,<\/i> che significa: &#8220;<i>Dio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?<\/i>&#8220;. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: &#8220;Ecco, chiama Elia!&#8221;. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fiss\u00f2 su una canna e gli dava da bere<i>,<\/i> dicendo: &#8220;Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere&#8221;. Ma Ges\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2.<br \/>\nIl velo del tempio si squarci\u00f2 in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: &#8220;Davvero quest&#8217;uomo era Figlio di Dio!&#8221;.<br \/>\nVi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di M\u00e0gdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.<br \/>\nVenuta ormai la sera, poich\u00e9 era la Parasceve, cio\u00e8 la vigilia del sabato, Giuseppe d&#8217;Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch&#8217;egli il regno di Dio, con coraggio and\u00f2 da Pilato e chiese il corpo di Ges\u00f9. Pilato si meravigli\u00f2 che fosse gi\u00e0 morto e, chiamato il centurione, gli domand\u00f2 se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all&#8217;entrata del sepolcro. Maria di M\u00e0gdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.<\/p>\n<p><em>Oggi inizia la Settimana Santa o della passione. \u00c8 santa perch\u00e9 al centro c&#8217;\u00e8 il Signore. Ed \u00e8 di passione perch\u00e9 contempliamo Ges\u00f9 pieno di passione e ricco di misericordia. L&#8217;apostolo Paolo lo scrive ai Filippesi: &#8220;Umili\u00f2 se stesso facendosi obbediente fino alla morte ed alla morte in croce&#8221;. Come restare neutrali di fronte a quello che vedremo? La passione di Ges\u00f9, come la debolezza e il dolore degli uomini, non \u00e8 uno spettacolo da osservare con distacco. E purtroppo \u00e8 facile rimanere spettatori, preoccupati solo di non essere coinvolti direttamente oppure provando piet\u00e0 ma restando distanti. Quella di Ges\u00f9 \u00e8 passione di amore. E rivela la freddezza e la meschinit\u00e0 delle tante piccole e distorte passioni che agitano il nostro cuore. Ges\u00f9 non ci cambia con una legge, ma con un amore grande. Se ci chiediamo perch\u00e9 Ges\u00f9 viene condannato, si potrebbero portare varie ragioni: perch\u00e9 si preferiscono i sacrifici della legge alla misericordia; per il fastidio e per la paura di un amore senza confini; per la malizia dei furbi; per l&#8217;idolatria del denaro; per la diffidenza di chi si sente giusto; per le abitudini e le tradizioni dell&#8217;amore per noi stessi pi\u00f9 forti anche dell&#8217;umanit\u00e0. In verit\u00e0, Ges\u00f9 \u00e8 l&#8217;uomo da difendere, da proteggere, da amare. Non basta non fare il male, avere le mani pulite, non decidere: bisogna amare quell&#8217;uomo. Chi non sceglie l&#8217;amore finisce per essere complice del male.<\/em><br \/>\n<em>Ges\u00f9 entra in Gerusalemme come re. La gente sembra intuirlo e si mette a stendere i mantelli lungo la strada com&#8217;era uso in Oriente al passaggio del sovrano. Nel secondo libro dei Re si legge che per festeggiare l&#8217;elezione di Ieu a re d&#8217;Israele &#8220;presero ciascuno il proprio mantello e lo stesero sui gradini sotto di lui&#8221; (9,13). Anche i ramoscelli di ulivo, presi dai campi e cosparsi lungo il percorso di Ges\u00f9, fan da tappeto. Il grido Osanna (in ebraico vuol dire &#8220;Aiuta!&#8221;) esprime il bisogno di salvezza che la gente sentiva. Finalmente stava arrivando il salvatore. Ges\u00f9 entra in Gerusalemme \u0096 come anche nelle nostre citt\u00e0 di oggi \u0096 come colui che pu\u00f2 far uscire dalla schiavit\u00f9 e rendere partecipi di una vita pi\u00f9 umana e solidale. Il suo volto per\u00f2 non \u00e8 quello di un potente o di un forte, ma di un mite ed umile.<\/em><br \/>\n<em>Passano solo sei giorni dall&#8217;ingresso trionfale e il suo volto diviene quello di un crocifisso. \u00c8 il paradosso della domenica delle Palme che ci fa vivere assieme il trionfo e la passione di Ges\u00f9. La liturgia, infatti, con la narrazione del Vangelo della Passione dopo la lettura di quello dell&#8217;ingresso in Gerusalemme, quasi a sottolineare la brevit\u00e0 dello spazio che separa l&#8217;Osanna dal Crucifige, mostra subito questo volto che diviene un volto crocifisso. L&#8217;ingresso di Ges\u00f9 nella citt\u00e0 santa \u00e8 certo l&#8217;entrata di un re, ma l&#8217;unica corona che nelle prossime ore gli verr\u00e0 posta sul capo sar\u00e0 quella di spine, lo scettro sar\u00e0 una canna e il manto sar\u00e0 un drappo scarlatto da burla. Quei rami di ulivo che oggi sono il segno della festa, fra qualche giorno, nell&#8217;orto ove era solito ritirarsi per la preghiera, lo vedranno sudare sangue per l&#8217;angoscia della morte.<\/em><br \/>\n<em>Ges\u00f9 non fugge. Prende la sua croce e con essa giunge sul Golgota, ove viene crocifisso. Quella morte che agli occhi dei pi\u00f9 sembr\u00f2 una sconfitta, fu in realt\u00e0 una vittoria: era la logica conclusione di una vita spesa per il Signore. Davvero solo Dio poteva vivere e morire in quel modo, ossia dimenticando se stesso per donarsi totalmente agli altri. E se ne accorge un militare pagano. L&#8217;evangelista Marco scrive: &#8220;Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: Davvero quest&#8217;uomo era Figlio di Dio!&#8221; (Mc 15,39).<\/em><br \/>\n<em>Chi comprende Ges\u00f9? I bambini. Sono loro ad accoglierlo mentre entra a Gerusalemme. &#8220;Se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli&#8221;, aveva detto Ges\u00f9. \u00c8 quello che accade a Pietro. Quando si mette a piangere come un bambino, inizia a capire se stesso. E noi siamo come lui. Quando Ges\u00f9 confid\u00f2 a Pietro che sarebbe stato messo a morte, l&#8217;apostolo si adir\u00f2. Voleva vincere, non perdere. Per questo non accettava la sua debolezza. La scelta di Ges\u00f9 di essere un servo scandalizza un uomo adulto, convinto della necessit\u00e0 della forza, sicuro che solo questa possa risolvere i problemi, che non sa credere all&#8217;ingenuit\u00e0 dell&#8217;amore. Pietro confida nel suo orgoglio. &#8220;Io non mi scandalizzer\u00f2 mai&#8221;, ribatte a Ges\u00f9. Crede di essere buono. Ma dorme quando Ges\u00f9 gli chiede di vegliare, anche un&#8217;ora sola: \u00e8 come abbrutito, insoddisfatto, triste, svogliato. In realt\u00e0, non sa pregare. Dorme e lascia solo Ges\u00f9. Poi, forse, \u00e8 lui a prendere in mano la spada, credendo di difendere con la violenza il suo amico. Sonno e violenza si alternano. Pietro cerca solo di salvarsi. Lascia solo e resta solo. Tradisce l&#8217;amore, ma ne ha bisogno. Si vergogna di Ges\u00f9, un debole, uno sconfitto. Ha paura e nega l&#8217;amicizia. Sono i nostri tradimenti. Ma, alla fine, guardando le conseguenze del male, Pietro piange. Rientra in se stesso. Ricorda, capisce, scioglie il suo orgoglio, si pente.<\/em><br \/>\n<em>In questa settimana diventiamo uomini veri, come Pietro. Piangiamo come bambini, chiedendo perdono del nostro peccato. Commuoviamoci di fronte al dramma dei tanti poveri cristi che con la loro croce ci ricordano la sofferenza e la via crucis che fu di Ges\u00f9. Scegliamo di non scappare pi\u00f9, di non seguire pi\u00f9 da lontano, ma di stargli vicino e di volergli bene. Prendiamo in mano il Vangelo e facciamo compagnia a Ges\u00f9. Preghiamo con fiducia. L&#8217;ulivo che abbiamo tra le mani \u00e8 segno di pace: ci ricorda che il Signore vuole la pace, dona la pace. Quell&#8217;ulivo ci accompagner\u00e0 nelle nostre case per ricordarci quanto Dio ci vuole bene. Lui \u00e8 la nostra pace, perch\u00e9 non ha nemici e non salva se stesso. L&#8217;amore vince il male. Vogliamo anche noi imparare un amore cos\u00ec? Vogliamo essere uomini e donne di pace come Ges\u00f9? La passione \u00e8 via della gioia. Percorriamola con Ges\u00f9, per risorgere con lui.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 14,1-15,47 Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturarlo con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: &#8220;Non durante la festa, perch\u00e9 non vi sia una rivolta del popolo&#8221;. 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