{"id":20248,"date":"2024-03-09T13:35:36","date_gmt":"2024-03-09T12:35:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20248"},"modified":"2024-01-15T12:46:30","modified_gmt":"2024-01-15T11:46:30","slug":"quinta-settimana-di-quaresima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quinta-settimana-di-quaresima.html","title":{"rendered":"Quinta Settimana di Quaresima"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di Giovanni 12,20-33<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c&#8217;erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Bets\u00e0ida di Galilea, e gli domandarono: &#8220;Signore, vogliamo vedere Ges\u00f9&#8221;. Filippo and\u00f2 a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Ges\u00f9. Ges\u00f9 rispose loro: &#8220;\u00c8 venuta l&#8217;ora che il Figlio dell&#8217;uomo sia glorificato. In verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserver\u00e0 per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, l\u00e0 sar\u00e0 anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorer\u00e0. Adesso l&#8217;anima mia \u00e8 turbata; che cosa dir\u00f2? Padre, salvami da quest&#8217;ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest&#8217;ora! Padre, glorifica il tuo nome&#8221;. Venne allora una voce dal cielo: &#8220;L&#8217;ho glorificato e lo glorificher\u00f2 ancora!&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: &#8220;Un angelo gli ha parlato&#8221;. Disse Ges\u00f9: &#8220;Questa voce non \u00e8 venuta per me, ma per voi. Ora \u00e8 il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sar\u00e0 gettato fuori. E io, quando sar\u00f2 innalzato da terra, attirer\u00f2 tutti a me&#8221;. Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Vogliamo vedere Ges\u00f9&#8221;. Questa \u00e8 la richiesta di alcuni greci saliti al culto durante la festa. &#8220;Vogliamo vedere&#8221; quel maestro che parla come mai nessun uomo aveva fatto. &#8220;Vogliamo vedere&#8221; uno che ha compassione, che spiega tutto, che va incontro agli altri, che piange per un suo amico che era morto. &#8220;Vogliamo vedere&#8221; colui che ha misericordia dei peccatori, che rende possibile la via della salvezza, che non \u00e8 venuto a giudicare ma a salvare il mondo. &#8220;Vogliamo vedere Ges\u00f9&#8221;. \u00c8 la richiesta del nostro mondo smarrito, confuso, segnato dalla violenza e dalla guerra, travolto dalle ragioni del conflitto che induriscono i cuori, che seminano largamente inimicizia, che armano le mani e le menti di tanti. &#8220;Vogliamo vedere Ges\u00f9&#8221; per sperare quello che oggi sembra impossibile sperare. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci spieghi cosa fare e che ci faccia comprendere che le uniche ragioni valide sono quelle dell&#8217;amore. &#8220;Vogliamo vedere Ges\u00f9&#8221; per non accettare la logica della violenza, perch\u00e9 abbiamo bisogno di guardare avanti, di ascoltare parole di cuore, vere, credibili, umane, disinteressate. &#8220;Vogliamo vedere Ges\u00f9&#8221;, perch\u00e9 cerchiamo di essere diversi e non sappiamo come fare; perch\u00e9 non ci possiamo perdonare da soli ed abbiamo bisogno di colui che rende nuovo ci\u00f2 che \u00e8 vecchio e scioglie dai legami del male.<br \/>\n&#8220;Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto&#8221;, dice Ges\u00f9. Per lui non era bastato venire sulla terra, anche se gi\u00e0 questo mostrava il suo incredibile amore per gli uomini. Voleva donare tutta la sua vita sino alla fine, sino all&#8217;ultima ora, all&#8217;ultimo istante. Non che Ges\u00f9 cercasse la morte. Al contrario, aveva paura di morire. Nella Lettera agli Ebrei che leggiamo come seconda lettura \u00e8 scritto: Cristo &#8220;nei giorni della sua vita terrena offr\u00ec preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a Dio che poteva salvarlo da morte e per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito&#8221;. Tuttavia \u0096 ed \u00e8 qui il grande mistero della croce \u0096 l&#8217;obbedienza al Vangelo e l&#8217;amore per gli uomini sono stati per Ges\u00f9 pi\u00f9 preziosi della sua stessa vita.<br \/>\nNon era venuto sulla terra infatti per &#8220;rimanere solo&#8221;, bens\u00ec per portare &#8220;molto frutto&#8221;. E la via per portare frutto la indica con le seguenti parole: &#8220;Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserver\u00e0 per la vita eterna&#8221;. \u00c8 una frase che sembra incomprensibile e per certi versi lo \u00e8, perch\u00e9 totalmente estranea al comune sentire. Tutti amiamo conservare la vita, custodirla, preservarla, risparmiarla dalla fatica e dalla generosit\u00e0. Nessuno \u00e8 portato ad &#8220;odiarla&#8221;, come sembra invece suggerire il testo evangelico. Basti pensare alle cure che tutti abbiamo per il nostro corpo e alle sofisticate attenzioni che gli riserviamo. Il Vangelo parla un altro linguaggio, che appare duro, invece \u00e8 realistico, vero. Il senso dei due termini (amare e odiare) \u00e8 da intendersi sulla scia della stessa vita di Ges\u00f9, del suo modo di comportarsi, di voler bene, di impegnarsi, di pensare, di preoccuparsi. Insomma, Ges\u00f9 ha vissuto tutta la vita amando gli uomini pi\u00f9 di se stesso. E la croce \u00e8 l&#8217;ora in cui questo amore si manifesta nella chiarezza pi\u00f9 alta.<br \/>\nLa vita di ognuno di noi \u00e8 come un chicco che pu\u00f2 dare frutti straordinari, anche al di l\u00e0 della nostra esistenza cos\u00ec breve e delle nostre capacit\u00e0 cos\u00ec limitate. La scelta di Ges\u00f9 non \u00e8 indolore. Il suo amore non \u00e8 un sentimento vuoto o una sensazione, ma una scelta forte, appassionata, che affronta il male perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 forte del male! &#8220;Adesso l&#8217;anima mia \u00e8 turbata&#8221;, confida Ges\u00f9. Il verbo significa &#8220;pieno di spavento&#8221;, &#8220;triste fino a morire&#8221;. Povero Ges\u00f9! Di fronte al male resta turbato, come ogni uomo. Ma non scappa lontano cercando una situazione nuova; non si rifugia nelle cose da fare; non scarica la responsabilit\u00e0 su altri; non smette di pensare; non viene a patti con il nemico; non maledice; non si illude con la forza della spada. Ges\u00f9 si affida al Padre del cielo che gli ha affidato la missione di salvare gli uomini dalla morte. La vittoria sul turbamento non \u00e8 il fatalismo o il coraggio, ma la fiducia nell&#8217;amore del Padre che dona gloria, cio\u00e8 la pienezza di quello che ognuno \u00e8. Ges\u00f9 dice: &#8220;Che cosa dir\u00f2: Padre, salvami da quest&#8217;ora?&#8221;. No, si affida al Padre. Possiamo anche noi fare cos\u00ec nell&#8217;ora del dolore, della tristezza, delle tenebre, perch\u00e9 nella nostra debolezza si veda la gloria di Dio, cio\u00e8 si manifesti la forza straordinaria dell&#8217;amore.<br \/>\nEd il Padre non fece mancare la sua voce, che venne dal cielo: &#8220;L&#8217;ho glorificato e lo glorificher\u00f2&#8221;. Ges\u00f9 spiega alla gente che quella voce \u00e8 venuta per loro e non per s\u00e9. \u00c8 la voce del Vangelo, che ci spinge ad aprire gli occhi, a non rimandare al domani, ma a capire oggi il segreto di quel chicco di grano che muore per dare frutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 12,20-33 Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c&#8217;erano anche alcuni Greci. 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