{"id":20217,"date":"2024-03-02T17:38:42","date_gmt":"2024-03-02T16:38:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20217"},"modified":"2024-01-15T12:45:56","modified_gmt":"2024-01-15T11:45:56","slug":"quarta-domenica-di-quaresima-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quarta-domenica-di-quaresima-2.html","title":{"rendered":"Quarta Domenica di Quaresima"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Giovanni 3,14-21<\/strong><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>E come Mos\u00e8 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, perch\u00e9 chiunque crede in lui abbia la vita eterna.<\/em><br \/>\n<em>Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non \u00e8 condannato; ma chi non crede \u00e8 gi\u00e0 stato condannato, perch\u00e9 non ha creduto nel nome dell&#8217;unigenito Figlio di Dio. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>E il giudizio \u00e8 questo: la luce \u00e8 venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato pi\u00f9 le tenebre che la luce, perch\u00e9 le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perch\u00e9 le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verit\u00e0 viene verso la luce, perch\u00e9 appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Siamo oltre la met\u00e0 del pellegrinaggio quaresimale e la liturgia della Chiesa, interrompendo per un momento l&#8217;austerit\u00e0 di questo tempo, ci invita a &#8220;rallegrarci&#8221;. In passato, persino il colore dei paramenti liturgici si attenuava, dal viola passava al &#8220;rosaceo&#8221;, per sottolineare questo stacco di letizia. In verit\u00e0, tale esortazione sembra non aver pi\u00f9 senso da quando la quaresima non \u00e8 pi\u00f9 avvertita nella sua severit\u00e0 e il digiuno \u00e8 quasi totalmente disatteso. In effetti, questi quaranta giorni scorrono per lo pi\u00f9 come tutti gli altri, senza una particolare urgenza del richiamo a rallegrarsi. L&#8217;invito liturgico, se in passato comportava la sospensione dell&#8217;austerit\u00e0, non voleva comunque spingere verso un senso di spensieratezza o di superficiale e ottimistico senso della vita. Al contrario, la liturgia conoscendo bene le difficolt\u00e0 e i problemi dei giorni degli uomini, \u00e8 consapevole del bisogno che abbiamo di un annuncio di letizia vera. Ed ecco, nel mezzo del cammino quaresimale, l&#8217;esortazione a rallegrarsi; il motivo \u00e8 l&#8217;avvicinarsi della Pasqua, ossia la vittoria del bene sul male, della vita sulla morte.<br \/>\nQuesto \u00e8 il vero annuncio di gioia che la liturgia ci porta. Motivi oggettivi che mostrano la permanenza del male non mancano. E d&#8217;altro verso, \u00e8 indispensabile sperare in un mondo che sia diverso da come lo viviamo. La vittoria della Pasqua, che sconfigge il male e il peccato, deve rifrangersi ovunque e in particolare su quei popoli straziati ancora dalla guerra e dalla violenza, come anche sui poveri che continuano a crescere nelle nostre citt\u00e0. \u00c8 urgente ridare speranza l\u00e0 dove prevale un clima di violenza e di aggressivit\u00e0. Va scardinata in radice quella mentalit\u00e0 consumista che porta a centrare tutto su se stessi e sulla propria immediata soddisfazione e che, come sbocco inevitabile, porta verso uno stile di vita concorrenziale e violento. L&#8217;uomo e la donna consumisti, costretti a vivere in una perenne corsa a consumare e a soddisfare qualsiasi desiderio, sono travolti dalla spirale inarrestabile dell&#8217;amore per se stessi, radice di ogni violenza. Il bisogno di ritrovare una dimensione religiosa ed etica, che interrompa in qualche modo questo circolo vizioso e che dia senso alla vita, si fa sempre pi\u00f9 urgente, per la salvezza non solo personale ma della stessa societ\u00e0.<br \/>\nIl secondo libro delle Cronache ci aiuta a leggere l&#8217;odierna nostra situazione. L&#8217;autore sacro lega la caduta di Gerusalemme e il susseguente periodo di schiavit\u00f9 in Babilonia all&#8217;infedelt\u00e0 del popolo ai comandi del Signore: &#8220;In quei giorni tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedelt\u00e0&#8230;si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l&#8217;ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il suo culmine, senza pi\u00f9 rimedio&#8221;. I nemici incendiarono il Tempio, demolirono le mura di Gerusalemme e gli scampati alla morte furono deportati. Con il tipico linguaggio veterotestamentario la Scrittura sottolinea lo stretto rapporto tra l&#8217;attutirsi della tensione morale dell&#8217;intero popolo (non solo di qualcuno additato al ludibrio comune e condannato quasi vittima espiatoria) con la conseguente degenerazione e fine della stessa convivenza civile. Per questo torna ogni anno opportuno il tempo quaresimale: ci aiuta a tornare al Signore, a riprendere in mano le Scritture e a riflettere sul senso vero della vita, del proprio agire e del proprio operare.<br \/>\nIl Vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato ci dice che la risposta alla domanda sul senso della vita \u00e8 Ges\u00f9, morto e risorto. Anche Nicodemo si sent\u00ec rispondere in questo modo con il richiamo all&#8217;episodio del serpente innalzato da Mos\u00e9 nel deserto che salv\u00f2 la vita degli israeliti morsi dai serpenti velenosi: &#8220;Come Mos\u00e9 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, perch\u00e9 chiunque crede in lui abbia la vita eterna&#8221;. Gi\u00e0 il libro della Sapienza aveva intuito in quell&#8217;episodio un segno della salvezza e dell&#8217;amore di Dio quando aveva cantato il serpente di bronzo definendolo &#8220;un simbolo della salvezza per ricordare i decreti della legge divina: infatti, chi si volgeva a guardarlo era salvato non da quel che vedeva ma solo da te, salvatore di tutti&#8221; (16, 6-7). Quel serpente posto sull&#8217;asta diventa per Giovanni il segno della croce di Cristo &#8220;innalzata&#8221; in mezzo all&#8217;umanit\u00e0. Per l&#8217;evangelista, Ges\u00f9 &#8220;innalzato&#8221; non \u00e8 una immagine che deve suscitare commiserazione o compassione; quella croce \u00e8 la fonte della vita; una fonte generosa e senza limiti, gratuita e abbondante: &#8220;Dio ha tanto amato il mondo \u0096 continua l&#8217;evangelista \u0096 da dare il suo figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna&#8221;.<br \/>\nChiunque \u00e8 colpito dai morsi velenosi dei serpenti di oggi, \u00e8 sufficiente che rivolga gli occhi verso quell&#8217;uomo &#8220;innalzato&#8221; e trova guarigione. Ges\u00f9 stesso dir\u00e0 pi\u00f9 avanti: &#8220;Quando sar\u00f2 elevato da terra, attrarr\u00f2 tutti a me&#8221; (12,32). La salvezza, come anche il senso della vita, non viene da noi o dalle nostre tradizioni umane. La salvezza ci \u00e8 donata. Nella Lettera agli Efesini Paolo scrive: &#8220;Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati&#8221; (2,4). Torna il motivo del &#8220;rallegrarsi&#8221; a cui la liturgia di questa domenica ci richiama; possiamo gioire come il figlio prodigo il quale, al ritorno a casa, scopre quanto l&#8217;amore del Padre sia enormemente pi\u00f9 grande del suo peccato e della sua cattiveria.<\/p>\n<p class=\"brano\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 3,14-21 E come Mos\u00e8 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, perch\u00e9 chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-20217","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-testo"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-5g5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20217"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20217\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23807,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20217\/revisions\/23807"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}