{"id":20203,"date":"2024-02-23T19:37:35","date_gmt":"2024-02-23T18:37:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20203"},"modified":"2024-01-15T12:45:16","modified_gmt":"2024-01-15T11:45:16","slug":"seconda-domenica-di-quaresima-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/seconda-domenica-di-quaresima-2.html","title":{"rendered":"Seconda Domenica di Quaresima"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\"><b>+ <\/b><\/span>Dal <strong>Vangelo secondo Marco<\/strong><\/p>\n<p><em>In quel tempo, Ges\u00f9 prese con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. <\/em><br \/>\n<em>Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle cos\u00ec bianche. E apparve loro Elia con Mos\u00e8 e conversavano con Ges\u00f9. Prendendo la parola, Pietro disse a Ges\u00f9: \u00abRabb\u00ec, \u00e8 bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mos\u00e8 e una per Elia\u00bb. Non sapeva infatti che cosa dire, perch\u00e9 erano spaventati. Venne una nube che li copr\u00ec con la sua ombra e dalla nube usc\u00ec una voce: \u00abQuesti \u00e8 il Figlio mio, l\u2019amato: ascoltatelo!\u00bb. E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro pi\u00f9 nessuno, se non Ges\u00f9 solo, con loro. \u00a0<\/em><em>Mentre scendevano dal monte, ordin\u00f2 loro di non raccontare ad alcuno ci\u00f2 che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell\u2019uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.<\/em><!--more--><br \/>\n\u00c8 la seconda domenica di questo cammino della Quaresima, iniziato con l?invito personale e insieme rivolto all?intera assemblea: &#8220;Ritornate a me con tutto il cuore&#8221;. Il cristiano deve prendere sul serio la Quaresima. \u00c8 il Signore che chiama ad una rottura profonda con i nostri pensieri e con il nostro stile di vita. Il ritorno inizia con il rientrare in se stessi, vera umilt\u00e0 per gente deformata dall?euforia dell?abbondanza e dall?orgoglio dell?io. \u00c8 tempo per presentarsi alla casa del padre come servi, finalmente come lavoratori e con un cuore in pace e non come figli presuntuosi ed irrequieti, stolidamente sicuri di un amore che si pensa acquisito, che si riduce a propriet\u00e0, che si conserva. Tornare per essere perdonati, vecchi e segnati dal peccato come siamo, cercando la gioia di essere abbracciati dal padre i cui pensieri non sono i nostri pensieri. Tornare perch\u00e9 solo un cuore libero dal male si dissocia dalla guerra, trasmette pace e la sa chiedere per un mondo che troppo si \u00e8 abituato alla violenza, che si illude di potere convivere con l?odio, che non sa cercare la giustizia e la pace. Tornare per essere rivestiti della dignit\u00e0 persa dietro al consumismo pratico, che non si contrappone apertamente, ed a cui lasciamo un cos\u00ec grande spazio. \u00c8 facile pensare come il fratello maggiore, da dignitari, sicuri; sentendosi a posto; affermando, anche a costo di umiliare il padre, il proprio sentire e la propria giustizia; credendo di non avere mai smesso di fare quanto era chiesto. Anche il fratello maggiore deve tornare, potrebbe tornare, proprio iniziando ad abbandonarsi alla gioia ed al perdono, accogliendo il fratello, liberandosi dai giudizi e dalla sua memoria triste. In realt\u00e0 \u00e8 lontano dai sentimenti del padre: vive nella sua casa, ma in maniera individualista, attento al mio ed al tuo. Non torna quando crede pi\u00f9 alla sua giustizia che all?amore. La sua infedelt\u00e0 si rivela proprio di fronte alla misericordia. Egli parla contrapponendosi; sa usare solo l?io, &#8220;quello che io ho fatto&#8221;, che &#8220;io ho provato&#8221;, &#8220;che io penso&#8221;; mentre il padre non smette, accorato, di difendere il noi di una familiarit\u00e0 che \u00e8 salvezza per quella casa ed anche per quei due figli che continua ad amare. Il fratello maggiore non \u00e8 felice, perch\u00e9 non c?\u00e8 felicit\u00e0 senza amore. Non si pu\u00f2 essere felici da soli; non si pu\u00f2 essere felici senza gli altri; non si pu\u00f2 essere felici contro gli altri. &#8220;Ritornate a me con tutto il cuore&#8221; Sul monte sale Ges\u00f9. In realt\u00e0 \u00e8 lui stesso il sacrificio: lui sceglie di non salvare se stesso, di non risparmiarsi. \u00c8 un uomo segnato dalla sofferenza, cosciente che avrebbe dovuto salire un altro monte, quello del Golgota. Non c?\u00e8 gioia evitando il male, fuggendo dalla sofferenza.<br \/>\nLa quaresima \u00e8 salire sul monte, \u00e8 questa ascesi. Non si arriva subito: occorre pazienza, fiducia, cuore, per uomini poco interiori, incostanti e volubili come siamo noi, cos\u00ec condizionati dal presente. \u00c8 ascesi per limitare la schiavit\u00f9 dell?amore per s\u00e9, per allargare il cuore che si restringe quando non lo curiamo o restiamo fermi; ascesi per trovare la felicit\u00e0. Occorre salire per potere contemplare le cose del cielo e quindi il senso ed il futuro delle nostre povere persone. Sul monte la presenza ordinaria del Signore, che spesso abbiamo trattato con sufficienza, ridotto ad una compagnia abituale, rivela pienamente la luce che contiene. Senza salire sul monte dell?ascolto, della preghiera la sera, della santa liturgia nel giorno del Signore; senza salire andando al fondo di s\u00e9 seguendo lui, la vita si riduce a quello che vedo, che mi serve, che tocco, che possiedo, che mi conviene. Si riduce a me.<br \/>\nGes\u00f9 prende con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni. Insegna loro ad esser concordi, perch\u00e9 siano liberi dal sonno dell?individualismo e della tristezza. Ges\u00f9 vorr\u00e0 di nuovo accanto a s\u00e9 proprio questi tre discepoli per potere salire con loro l?altro monte, quando sar\u00e0 spogliato di ogni felicit\u00e0. E dormiranno. Se non si mette a centro Lui si finisce per discutere su chi \u00e8 il pi\u00f9 grande o, semplicemente, per addormentarsi.<br \/>\nPietro non sa bene che dire. Si lascia andare ed esclama: &#8220;\u00c8 bello per noi restare qui! Facciamo tre tende!&#8221;. Pensa che la felicit\u00e0 sia una situazione da prolungare il pi\u00f9 possibile, come un benessere da conservare. No. La felicit\u00e0 si vive e diviene interiore. Le tende bisogna costruirle nel mondo, nei cuori induriti degli uomini, nella vita ordinaria. Bisogna costruire tende dove risuoni la parola di beatitudine del Figlio prediletto, che tutti possiamo ascoltare e vivere. \u00c8 bello per noi godere di questa luce. \u00c8 bello che i fratelli stiano assieme. \u00c8 bello perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 impadronirsene, perch\u00e9 la felicit\u00e0 \u00e8 contagiosa, perch\u00e9 cresce comunicandosi. Questa santa liturgia \u00e8 sua; \u00e8 bella perch\u00e9 riflette, nella nostra povera debolezza, la forza luminosa dell?amore di Dio, forza che sar\u00e0 piena in cielo. La stessa luce, luce del cielo, la contempliamo nella gioia dei poveri amati; degli anziani consolati; dei malati che riprendono a sperare, di chi \u00e8 reso luminoso dalla compagnia di un estraneo diventato prossimo. \u00c8 la stessa luce di quel monte, anticipo della luce del mattino di Pasqua. I tre discepoli vengono raggiunti da una voce: &#8220;Questi \u00e8 il mio figlio prediletto. Ascoltatelo!&#8221;. S\u00ec, la luce dell?amore non \u00e8 una magia ma un uomo, quello di sempre, che continua a camminare con noi. Resta lui solo, non videro pi\u00f9 nessuno. \u00c8 lo stesso Signore che rimane nella vita ordinaria, continuando a comunicare quell?energia di pienezza, di luce, di pace che trasfigura la vita del mondo. Luce che ci viene affidata per la gioia di coloro che sono nelle tenebre e nell?ombra di morte, per liberare il mondo dal buio, per illuminare la notte del dolore.<br \/>\n<!--more--><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>+ Dal Vangelo secondo Marco In quel tempo, Ges\u00f9 prese con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle cos\u00ec bianche. 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