{"id":20135,"date":"2024-02-03T17:08:15","date_gmt":"2024-02-03T16:08:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20135"},"modified":"2024-01-15T12:43:04","modified_gmt":"2024-01-15T11:43:04","slug":"quinta-domenica-del-tempo-ordinario-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quinta-domenica-del-tempo-ordinario-2.html","title":{"rendered":"Quinta Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Marco (1,29-39)<\/strong><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicin\u00f2 e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasci\u00f2 ed ella li serviva.<\/em><br \/>\n<em>Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la citt\u00e0 era riunita davanti alla porta. Guar\u00ec molti che erano affetti da varie malattie e scacci\u00f2 molti dem\u00f2ni; ma non permetteva ai dem\u00f2ni di parlare, perch\u00e9 lo conoscevano.<\/em><br \/>\n<em>Al mattino presto si alz\u00f2 quando ancora era buio e, uscito, si ritir\u00f2 in un luogo deserto, e l\u00e0 pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: &#8220;Tutti ti cercano!&#8221;. \u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Egli disse loro: &#8220;Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perch\u00e9 io predichi anche l\u00e0; per questo infatti sono venuto!&#8221;. E and\u00f2 per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i dem\u00f2ni.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Il brano evangelico narra la prima giornata di Ges\u00f9 a Cafarnao. Si presenta come una giornata tipo. E ci appare subito molto diversa dalle nostre giornate, segnate spesso dalla monotonia, dalla tristezza, dalla banalit\u00e0. Altre volte invece sono la durezza e la drammaticit\u00e0 della vita che prendono il sopravvento nelle nostre giornate. E possiamo sentire vere anche per noi le parole scritte nel libro di Giobbe che abbiamo ascoltato nella prima lettura: &#8220;L&#8217;uomo non compie forse un duro servizio sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli di un mercenario?&#8221;. Se poi il nostro sguardo si allarga verso coloro che sono pi\u00f9 direttamente toccati dalla violenza, dall&#8217;ingiustizia e dalla guerra (di quelle note e delle non poche altre magari pi\u00f9 limitate ma di cui nessuno parla), il lamento di Giobbe assume un valore ancor pi\u00f9 tragico: &#8220;A me sono toccati mesi di illusione e notti di affanno mi sono state assegnate. Se mi corico dico: quando mi alzer\u00f2? La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all&#8217;alba&#8230; Ricordati che un soffio \u00e8 la mia vita; il mio occhio non rivedr\u00e0 pi\u00f9 il bene&#8221;. La vita degli uomini \u00e8 davvero dura, ci dice questo brano della Scrittura.<br \/>\nLa &#8220;giornata di Cafarnao&#8221;, che oggi il Vangelo ci ha annunciato, entra dentro le nostre giornate per infondervi forza ed energia, quasi come il lievito che messo nella pasta la fermenta tutta. L&#8217;evangelista narra che Ges\u00f9, dopo aver scacciato uno spirito immondo da un poveretto mentre si trovava nella sinagoga, si reca nella casa di Simone e Andrea. Forse cerca un po&#8217; di tranquillit\u00e0. Ma non fa in tempo ad entrare in casa che subito gli dicono che la suocera di Simone \u00e8 febbricitante. Senza frapporre tempo Ges\u00f9 la guarisce; non dice nessuna parola, neppure una preghiera. La prende per mano e la fa alzare. \u00c8 una narrazione semplice che contiene per\u00f2 la forza vittoriosa di Ges\u00f9 contro il male (non \u00e8 solo un caso che l&#8217;evangelista per indicare la guarigione della donna usi lo stesso verbo che usa per la resurrezione di Ges\u00f9). La risposta della donna \u0096 &#8220;ed ella li serviva&#8221; \u0096 non \u00e8 un semplice gesto di grata cortesia, ma la &#8220;diaconia&#8221; (questo \u00e8 il verbo usato per indicare quello che la donna si \u00e8 messa a fare), ossia il servizio al Signore e ai fratelli.<br \/>\nIn questa guarigione sono in certo modo presenti tutte le altre, sia quelle che Ges\u00f9 far\u00e0 nel corso della sua vita terrena sia quelle dei discepoli di allora e di ogni tempo. Subito infatti l&#8217;evangelista allarga la scena e passa dalla guarigione di una singola persona alle guarigioni di tanti. Come a dire che Ges\u00f9 \u00e8 venuto a lottare contro il male, contro ogni tipo di male, sia fisico che mentale o psichico. Emerge gi\u00e0 qui \u0096 siamo alla prima pagina del Vangelo di Marco e cos\u00ec deve essere nella vita della Chiesa \u0096 quella &#8220;compassione&#8221; per i deboli, per i malati, per i poveri, per le folle stanche e sfinite di cui spesso sentiremo parlare nei Vangeli nelle prossime domeniche. Questa compassione riassume tutta la missione di Ges\u00f9. Era ancora lo stesso giorno \u0096 nota l&#8217;evangelista \u0096 e &#8220;venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la citt\u00e0 era riunita davanti alla porta&#8221;. Era tramontato il sole e il mondo non dava pi\u00f9 luce n\u00e9 speranza; ma tutta la citt\u00e0 si era radunata davanti a quella porta, alla porta della casa ove stava Ges\u00f9, dove era l&#8217;unica luce non tramontata. Viene spontaneo pensare ai milioni di persone colpite dalla guerra e dalla fame che vagano cercando una porta a cui bussare. E come non pensare anche alle porte delle nostre comunit\u00e0 ecclesiali spesso approdo per poveri e disperati? Sanno, queste porte, aprirsi per consolare e guarire? L&#8217;evangelista dice che Ges\u00f9 ne guar\u00ec molti.<br \/>\nQuando tutti erano andati via, guariti e rincuorati, Ges\u00f9 usc\u00ec e si rec\u00f2 in un luogo appartato, per pregare. Questo momento \u00e8, in verit\u00e0, il culmine e la fonte di tutte le sue giornate, di tutto ci\u00f2 che fa. \u00c8 la sua prima e fondamentale opera. S\u00ec, la preghiera \u00e8 la prima opera di Ges\u00f9. E cos\u00ec dev&#8217;essere per i suoi discepoli. Immaginiamo allora la preghiera notturna di Ges\u00f9 dopo che, per un giorno intero, ha toccato con mano le angosce e le speranze di tanta gente. L&#8217;intimit\u00e0 con il Padre non \u00e8 una fuga dal mondo e dalla vita per godersi finalmente un po&#8217; di tranquillit\u00e0, che pure sarebbe ben meritata. Molto pi\u00f9 verosimilmente tali incontri sono colloqui appassionati (magari anche drammatici, basti pensare alla notte nel Getsemani!) tra il Figlio e il Padre sulla missione che ha ricevuto, sulle condizioni del mondo, sulla salvezza di tutti coloro che Ges\u00f9 incontra e su quella degli altri che deve incontrare ancora. Questo pu\u00f2 spiegare la sua reazione quando i discepoli, dopo averlo raggiunto, gli dicono che tutti lo cercano: &#8220;Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perch\u00e9 io predichi anche l\u00e0&#8221;. Ges\u00f9 non si ferma in una sola casa, in un solo gruppo, in una sola nazione, in una sola civilt\u00e0; e non esce da una sola porta. Egli vuole visitare tutte le case, perch\u00e9 ovunque c&#8217;\u00e8 bisogno del Vangelo. A partire dalle periferie pi\u00f9 lontane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco (1,29-39) E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 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