{"id":20062,"date":"2015-01-02T13:24:38","date_gmt":"2015-01-02T12:24:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20062"},"modified":"2015-01-29T13:28:35","modified_gmt":"2015-01-29T12:28:35","slug":"lasciamo-che-la-pace-parli-con-la-voce-della-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/lasciamo-che-la-pace-parli-con-la-voce-della-famiglia.html","title":{"rendered":"Lasciamo che la pace parli con la voce della famiglia"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ttQrWKnC8xU\" width=\"480\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Alqosh \u00e8 una cittadina irachena a nord di Mossul, nella piana di Ninive, dove le campane, segno della presenza coraggiosa dei cristiani, hanno ripreso a suonare dopo una breve parentesi di silenzio imposta dall&#8217;Isis. Questo suono \u00e8 il messaggio di pace che due anziani coniugi, Mubarak e Aneesa Hano, che lo scorso settembre hanno raccontato la drammatica esperienza di profughi cristiani a papa Francesco durante l&#8217;incontro a piazza S. Pietro dei nonni e degli anziani, inviano al resto del mondo.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>video<\/strong>\u00a0\u00e8 stato realizzato dal\u00a0<strong>Pontificio Consiglio della famiglia<\/strong>\u00a0ed \u00e8 disponibile in quattro lingue (<strong>arabo, italiano, inglese e spagnolo<\/strong>) sul sito del dicastero.<\/p>\n<p><strong>Mubarak e Anisa Hano sono sposati da 51 anni e hanno 10 figli e 12 nipoti<\/strong>: insieme a tante altre famiglie cristiane, sono scappati tutti dalle loro case della citt\u00e0 di Qaraqosh a causa dell&#8217;avanzata delle forze del cosidetto Stato islamico. Hanno visto le\u00a0<strong>case distrutte, le famiglie disperse, intere vite cancellate improvvisamente dalla violenza insieme ai segni della millenaria presenza cristiana in quelle terre<\/strong>.<\/p>\n<p>Eppure\u00a0<strong>la risposta alla violenza non pu\u00f2 essere cercata in altra violenza<\/strong>. &#8220;<strong>Noi cristiani preghiamo per la pace<\/strong>\u00a0\u2013 dicono i due anziani coniugi \u2013 perch\u00e9 il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo ci ha insegnato che dobbiamo essere portatori di Pace. Preghiamo tutti i popoli che lavorino anche loro per la pace nel mondo.\u00a0<strong>Preghiamo tutte le persone di buona volont\u00e0 nel mondo perch\u00e9 lavorino per la pace e si aiutino l\u2019un l\u2019altro<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>A sottolineare le loro parole c&#8217;\u00e8 il suono delle\u00a0<strong>campane della Chiesa di Alqosh<\/strong>: zittito lo scorso 6 agosto dai terroristi, ha\u00a0<strong>ripreso a risuonare<\/strong>\u00a0il successivo 15 agosto quando i<strong>\u00a0parrocchiani, sfidando la paura, hanno riportato la Croce laddove sventolava la bandiera nera del califfato.<\/strong><\/p>\n<p>Il video appello, tratto dal video le Campane di Alqosh realizzato per il Pontificio Consiglio per la\u00a0Famiglia, da Federico Fazzuoli e Elisa Greco, \u00e8 stato messo a disposizione dei media cattolici di\u00a0tutto il mondo in occasione della Giornata mondiale della pace come testimonianza dell&#8217;educazione alla pace e al dialogo che si apprende in famiglia.<\/p>\n<p>\u201cLe famiglie \u2013 ha affermato\u00a0<strong>mons. Vincenzo Paglia, presidente del dicastero della famiglia\u00a0<\/strong>\u2013 sono fondamentali laboratori di pace. \u00c8 all&#8217;interno della casa che si impara la convivenza tra le differenze di genere e di generazione, anche nelle fatiche della vita quotidiana.\u00a0<strong>In famiglia si apprende la grammatica della pace, fatta di fraternit\u00e0, condivisione, perdono\u201d.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alqosh \u00e8 una cittadina irachena a nord di Mossul, nella piana di Ninive, dove le campane, segno della presenza coraggiosa dei cristiani, hanno ripreso a suonare dopo una breve parentesi di silenzio imposta dall&#8217;Isis. 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