{"id":20053,"date":"2015-01-20T12:59:29","date_gmt":"2015-01-20T11:59:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20053"},"modified":"2015-01-29T13:19:40","modified_gmt":"2015-01-29T12:19:40","slug":"riconosciuto-il-martirio-di-romero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/riconosciuto-il-martirio-di-romero.html","title":{"rendered":"Riconosciuto il martirio di Romero"},"content":{"rendered":"<p>Romero \u00e8 martire. \u00c8 stato ucciso in odium fidei. Lo ripeteva con voce fioca Giovanni Paolo II gi\u00e0 nel novembre 2003, parlando con alcuni vescovi salvadoregni venuti a Roma in visita ad limina. Lo hanno attestato ieri con voto unanime anche i membri del Congresso dei teologi della Congregazione per le cause dei Santi, riconoscendo il martirio formale e materiale dell\u2019arcivescovo ammazzato sull\u2019altare mentre celebrava messa, il 24 marzo 1980. Lo rivela Stefania Falasca su Avvenire,\u00a0 aggiungendo che \u00abora, secondo la prassi canonica, non resta che il giudizio del Congresso dei vescovi e dei cardinali e infine l\u2019approvazione del Papa\u00a0 per la conclusione dell\u2019 iter che lo porter\u00e0 presto alla beatificazione\u00bb.<\/p>\n<p>Ripercorrendo tutti i passi del processo, l\u2019autrice dell\u2019articolo sottolinea che Il pronunciamento sul martirio di Romero \u00absegna certamente l\u2019apice di una causa travagliata\u00bb. Dove le obiezioni e i tentativi di rallentare o insabbiare il cammino del vescovo martire verso la beatificazione si erano spesso rivestiti di argomentazioni teologiche e dottrinali. Per questo il pronunciamento dei teologi che collaborano con il Dicastero vaticano per i Santi appare dirimente e cruciale.<\/p>\n<p>Il riconoscimento del martirio Romero conferma in maniera definitiva che l\u2019arcivescovo salvadoregno \u00e8 stato ucciso in odium fidei. A spingere i carnefici non fu la semplice brama di far fuori un nemico politico, ma l\u2019odio scatenato dall\u2019amore per la giustizia e dalla predilezione dei poveri che Romero manifestava come riverbero diretto della sua fede in Cristo e della sua fedelt\u00e0 al magistero della Chiesa. Nel delirio sanguinario che martoriava il Salvador in quegli anni atroci, Romero fu il buon pastore disposto a offrire la vita per seguire la predilezione per i poveri propria del Vangelo. La fede hanno riconosciuto i teologi del dicastero vaticano &#8211; era il punto sorgivo del suo operare, delle parole che pronunciava e dei gesti che compiva nel contesto stravolto in cui era chiamato a operare e a vivere come arcivescovo.<\/p>\n<p>Il pronunciamento dei teologi della Congregazione fa piazza pulita di decenni di operazioni volte a propagandare un\u2019interpretazione solo politica dell\u2019eliminazione di Romero. Il riconoscimento del suo martirio in odium fidei conferma che nel Salvador degli squadroni della morte e della guerra civile, la Chiesa subiva una persecuzione feroce da parte di persone che almeno sociologicamente erano cristiane. Lo scatenarsi dell\u2019odio che lo uccise era coltivato e condiviso anche da settori dell\u2019oligarchia abituati a andare a messa o a fare offerte e donazioni alle istituzioni ecclesiastiche. Comprese le associazioni di sedicenti \u00abdonne cattoliche\u00bb che pubblicavano sui giornali accuse e cattiverie fabbricate a arte contro di lui.<\/p>\n<p>Il nihil obstat dei teologi dissipa anche la cortina fumogena di insinuazioni montate a arte per accreditare la favola del Romero filo-guerrigliero, agitatore politico, influenzato e soggiogato dal marxismo. Il processo per la causa di beatificazione \u2013 di cui \u00e8 postulatore l\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia \u2013 ha verificato autorevolmente e in via definitiva quello\u00a0 che ripetevano da sempre tutti gli amici del vescovo martire: Romero \u2013 come ha scritto il professore Roberto Morozzo della Rocca \u2013 era \u00abun sacerdote e vescovo romano, obbediente alla Chiesa e al Vangelo attraverso la Tradizione\u00bb, chiamato a svolgere il suo ministero di pastore \u00abin quell\u2019Occidente estremo e stravolto che era l\u2019America Latina di quegli anni\u00bb. Dove le forze militari e gli squadroni della morte reprimevano con ferocia un popolo intero per conto dell\u2019oligarchia. Dove i sacerdoti e i catechisti venivano ammazzati e nelle campagne diventava pericoloso possedere un Vangelo. Dove bastava chiedere giustizia per essere bollato come comunista sovversivo. Dove la Chiesa era perseguitata perch\u00e9 si sottraeva al ruolo di braccio spirituale del potere oligarchico.<\/p>\n<p>Eppure per anni, dopo il duemila, la causa di Romero \u00e8 rimasta ferma con la motivazione che tutte le omelie e gli scritti del vescovo salvadoregno dovevano essere sottoposti ad esame presso la Congregazione per la dottrina della fede per verificarne l\u2019ortodossia. In quegli anni, a assumere un ruolo preponderante nella gestione del dossier-Romero \u2014 e a spingere perch\u00e9 la\u00a0 causa non andasse avanti &#8211; fu in particolare il cardinale colombiano Alfonso L\u00f2pez Trujillo, a quel tempo influente consultore dell\u2019ex Sant\u2019Uffizio, scomparso nel 2008.<\/p>\n<p>In quel frangente, alla Congregazione per le cause dei santi arrivarono disposizioni orientate in senso dilatorio. Secondo alcuni settori, portare Romero agli onori degli altari equivaleva a beatificare la Teologia della liberazione\u00a0 o addirittura i movimenti popolari d\u2019ispirazione marxista e le guerriglie rivoluzionarie degli anni Settanta. Per questo, secondo alcuni, le motivazioni del martirio in odium fidei non potevano essere applicate al suo caso. Mentre erano servite per far salire all\u2019onore degli altari gi\u00e0 nel 2010 Jerzy Popieluszko, il sacerdote 37enne trucidato nel 1984 da un commando dei servizi di sicurezza della Polonia comunista.<\/p>\n<p>Adesso sembra arrivato il momento anche per Oscar Arnulfo Romero. Non resta che aspettare. E non si dovr\u00e0 aspettare molto, se si tiene conto che per la beatificazione dei martiri non \u00e8 richiesto l\u2019accertamento canonico di un miracolo realizzato per loro intercessione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2015\/01\/09\/esteri\/vatican-insider\/it\/riconosciuto-il-martirio-di-romero-wIekRVEqJ7l670BfpMliIP\/pagina.html\"><em>(da <strong>Vatican Insider<\/strong>)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Romero \u00e8 martire. \u00c8 stato ucciso in odium fidei. Lo ripeteva con voce fioca Giovanni Paolo II gi\u00e0 nel novembre 2003, parlando con alcuni vescovi salvadoregni venuti a Roma in visita ad limina. 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