{"id":20001,"date":"2015-01-14T17:22:02","date_gmt":"2015-01-14T16:22:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20001"},"modified":"2015-01-20T17:23:57","modified_gmt":"2015-01-20T16:23:57","slug":"dialogo-interreligioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/dialogo-interreligioso.html","title":{"rendered":"Dialogo interreligioso"},"content":{"rendered":"<p>\u201cMa se Dio che \u00e8 nei cieli \u00e8 Uno solo, ed \u00e8 Quello che si \u00e8 rivelato in Ges\u00f9 Cristo, perch\u00e9 ha permesso tante religioni?\u201d. Questa domanda fu fatta da Vittorio Messori a Giovanni Paolo II. Il Papa non solo non si scandalizz\u00f2, ma rispose con grande profondit\u00e0 e sapienza spirituale. Si richiam\u00f2 al noto testo del Concilio Vaticano II che inizia con queste parole: \u201cNel nostro tempo in cui il genere umano si unifica di giorno in giorno pi\u00f9 strettamente cresce l\u2019interdipendenza tra i vari popoli, la Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni con le religioni non cristiane. Nel suo dovere di promuovere l\u2019unit\u00e0 e la carit\u00e0 tra gli uomini, ed anzi tra i popoli, essa in primo luogo esamina qui (in questo documento) tutto ci\u00f2 che gli uomini hanno in comune e che li spinge a vivere assieme il loro comune destino\u201d. Sono parole scritte nel 1965. Il Concilio aveva gi\u00e0 una grande visione. C\u2019\u00e8 un fondo comune a tutti gli uomini, ossia di essere nati tutti da Dio e tutti debbono tornare verso di Lui. Le religioni ci fanno capire che tutti dobbiamo andare verso Dio, verso la Verit\u00e0. Riconoscere questa dimensione propria dell\u2019uomo spinge i credenti delle diverse religioni a non combattersi, a non alimentare conflitti, a non approfondire fossati di odio. E purtroppo continua ad accadere che tanti strumentalizzano le religioni per odiarsi, per attaccarsi, persino per uccidersi. Ma il fine di questi signori non \u00e8 accrescere la fede in Dio, ma difendere la propria etnia, il proprio potere, i propri confini, le proprie ricchezze\u2026e cos\u00ec oltre. Chi crede davvero in Dio non pu\u00f2 uccidere in suo nome. Ed ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario che i credenti delle diverse religioni si incontrino: essi potranno cos\u00ec approfondire la loro fede e vedere che non si pu\u00f2 uccidere in nome di Dio, anzi, comprenderanno che, senza rinnegare la propria fede, debbono operare assieme per la pace, per aiutare i poveri, per non deturpare il creato, e tante altre cose buone. Questo non vuol dire che tutte le religioni sono uguali. E tanto meno vuol dire che i cristiani debbono rinunciare ad annunciare il vangelo di Ges\u00f9. Assolutamente no. I cristiani sono chiamati sia a comunicare il Vangelo sia a dialogare con amore con gli altri credenti. E oggi abbiamo davanti ai nostri occhi lo straordinario esempio del beato Giovanni Paolo II. Verso la fine della sua vita, guardandosi indietro, disse: <strong>\u201c<\/strong>In tutto il mio pontificato la mia preoccupazione costan\u00adte \u00e8 stata quella di adempiere questa duplice missione di proclamazione e di dialogo. Nel corso delle mie visite pastorali in tutto il mondo ho cercato di incoraggiare e di confer\u00admare la fede dei cattolici nonch\u00e9 di altri cristiani. Nello stesso tempo sono stato lieto di incontrarmi con i capi di tutte le reli\u00adgioni nella speranza di promuovere una maggiore comprensione e cooperazione interreligiosa per il bene della famiglia umana\u201d. Il papa aveva compreso l\u2019importanza di tale prospettiva per la stessa vita della Chiesa: \u201cLe altre religioni costitui\u00adscono una sfida positiva per la Chiesa: la stimolano, infatti, sia a scoprire e a riconoscere i segni della presenza del Cristo e dell\u2019a\u00adzione dello Spirito, sia ad approfondire la propria identit\u00e0 e a testimoniare l&#8217;integrit\u00e0 della rivelazione, di cui \u00e8 depositaria per il bene di tutti\u201d. E, rispondendo a Messori, ad un certo punto non teme di notare: \u201cInvece di meravigliarci che la Provvidenza permetta una tanto grande variet\u00e0 di religioni, ci si dovrebbe piuttosto stupire dei numerosi elementi comuni che in essa si riscontrano\u201d. Deve restare chiaro che i credenti delle diverse religioni non debbono attutire la loro identit\u00e0 alla ricerca (del tutto impossibile) di una sorta di religione universale comune. Il dialogo deve servire a spingere ciascun credente a scendere sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0 nel proprio Credo. Per noi cristiani, dialogare significa aumentare la fede in Ges\u00f9 Cristo. E pi\u00f9 andiamo al fondo della nostra fede, pi\u00f9 riusciamo a comprendere la posizione e la ricchezza altrui. Come ha fatto il beato Giovanni Paolo II. Il dialogo in questo senso \u00e8 una vera e propria rivoluzione spirituale e culturale. Forse \u00e8 una via lunga, poco visibile, faticosa, ma \u00e8 decisiva. Tra il fondamentalismo, che crede in un\u2019unica verit\u00e0 posseduta in modo pieno ed esclusivo, e il relativismo, che nega persino l\u2019idea di una sola verit\u00e0, c\u2019\u00e8 la posizione di chi concepisce la verit\u00e0 come una, ma che non \u00e8 posseduta interamente ed esclusivamente dai singoli credenti. Tutti siamo pellegrini verso la Verit\u00e0, come non si stanca di ripetere Benedetto XVI.<\/p>\n<p>Vincenzo Paglia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMa se Dio che \u00e8 nei cieli \u00e8 Uno solo, ed \u00e8 Quello che si \u00e8 rivelato in Ges\u00f9 Cristo, perch\u00e9 ha permesso tante religioni?\u201d. Questa domanda fu fatta da Vittorio Messori a Giovanni Paolo II. Il Papa non solo non si scandalizz\u00f2, ma rispose con grande profondit\u00e0 e sapienza spirituale. 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