{"id":19965,"date":"2014-12-12T16:18:41","date_gmt":"2014-12-12T15:18:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19965"},"modified":"2015-01-20T16:25:27","modified_gmt":"2015-01-20T15:25:27","slug":"19965","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/19965.html","title":{"rendered":"Non disperdere il tesoro del Sinodo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Luciano Moia<\/strong><\/p>\n<p>Nella storia del Vangelo il primato spetta all&#8217;incontro, cio\u00e8 alla creativit\u00e0 pastorale, non alla dottrina. Anzi, sono gli incontri all&#8217;insegna della misericordia che determinano poi lo sviluppo dottrinale. Su questa premessa l&#8217;arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia &#8211; all&#8217;indomani della diffusione del nuovo questionario per il Sinodo ordinario e della lettera del Papa che conferma la sua partecipazione all&#8217;Incontro mondiale di Philadelphia, nel settembre 2015 -fonda la speranza di dare concretezza alla svolta pastorale avviata, per non \u00abdisperdere il tesoro\u00bb accumulato in questi mesi di incontri, dibattiti, riflessioni.<br \/>\n<strong><br \/>\nSiamo a met\u00e0 strada di un cammino sinodale che si annuncia come una svolta straordinaria per la pastorale familiare. Il prossimo anno avremo anche l&#8217;Incontro mondiale delle famiglie a Philadelphia. Quali speranze e quali timori alla vigilia di questo doppio appuntamento? <\/strong><\/p>\n<p>Credo che il cammino di riflessione che la Chiesa sta facendo sulla famiglia &#8211; cammino esemplare che tante altre a istituzioni dovrebbero prendere ad esempio &#8211; mostra l&#8217;intelligenza pastorale della Chiesa, davvero maestra in umanit\u00e0. Papa Francesco chiede, dopo il Sinodo straordinario, che si torni a riflettere ancora in vista di\u00a0 quello ordinario, come se il cammino fatto finora richiedesse ulteriore approfondimento. Il tema tuttavia non \u00e8 innanzi tutto di natura dottrinale. L&#8217;apporto riguarda in particolare la creativit\u00e0 pastorale, ossia la creativit\u00e0 in quell&#8217;arte dell&#8217;accompagnamento che non \u00e8 una formula ma appunto un discernimento e per questo richiede un&#8217;attenzione ancora pi\u00f9 profonda.<br \/>\n<strong><br \/>\nA questo proposito, nell&#8217;introduzione del nuovo questionario diffuso marted\u00ec si raccomanda di evitare risposte &#8220;secondo schemi e prospettive proprie di una pastorale meramente applicativa della dottrina che non rispetterebbe la conclusioni dell&#8217;Assemblea sinodale straordinaria&#8221;. Significa che la pastorale, per essere adeguata alle tante emergenze familiari del nostro tempo, dev&#8217;essere gi\u00e0 un passo oltre la dottrina? <\/strong><\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che il primato nella vita della Chiesa spetta all&#8217;incontro con Ges\u00f9 e all&#8217;incontro tra di noi, compreso quello con i poveri. La storia evangelica non corre sul filo delle ideologie o della dottrine, fossero anche le pi\u00f9 elevate e brillanti. La tradizione evangelica \u00e8 un intrecciarsi di incontri all&#8217;insegna della misericordia. E da essi che emerge la dottrina. Quello spirito che esorta a vivere un &#8220;anno di grazia&#8221; \u00e8 lo stesso che ci deve rendere abili a trovare le parole e a determinarne i concetti.<br \/>\n<strong><br \/>\nNella stessa introduzione si specifica che il cammino in questo senso \u00e8 &#8220;ormai tracciato&#8221; e che dobbiamo essere pronti a &#8220;riconoscere l&#8217;opera libera del Signore anche fuori dai nostri schemi consueti&#8221;. Dobbiamo quindi ammettere che alcuni schemi pastorali ci hanno finora impedito di accompagnare la vita delle famiglie in modo efficace? <\/strong><\/p>\n<p>Comincerei a rispondere dall&#8217;esempio del Sinodo: esperienza di grande libert\u00e0 e creativit\u00e0. In tal senso ci \u00e8 chiesto non solo di lucidare a nuovo la pastorale finora messa in campo, o se si vuole di ripettinarla per bene, ma di cercare un&#8217;ispirazione nuova di tutta la pastorale. E, per questo, oserei dire che ci \u00e8 chiesto non tanto un adattamento quanto un&#8217;ispirazione dell&#8217;intera pastorale in uno spirito familiare che sconfigga individualismi e protagonismi, e ci aiuti ad accompagnare tutte le et\u00e0 della vita perch\u00e9 nessuno sia lasciato solo, riscoprendo cos\u00ec quel legame &#8211; oggi purtroppo molto debole &#8211; che si deve realizzare tra famiglia e comunit\u00e0 cristiana.<br \/>\n<strong><br \/>\nNell&#8217;introduzione al terzo gruppo di domande, quelle relative alle prospettive pastorali, si invita a tenere presente la &#8220;svolta pastorale&#8221; che si \u00e8 cominciata a delineare e si raccomanda di non &#8220;ricominciare da zero&#8221;. Vuol dire che la tentazione di fare un passo indietro rispetto a quanto emerso dal Sinodo pu\u00f2 essere un rischio?<\/strong><\/p>\n<p>Pu\u00f2 esistere la tentazione della fuga in avanti ma, certo, anche quella del gambero. La tradizione della Chiesa \u00e8 per sua natura viva e deve seguire la legge dello sviluppo graduale perch\u00e9 nulla sia irrigidito e possa crescere nella consonanza ampia della comunione. Solo in questo modo l&#8217;ombra della misericordia pu\u00f2 raggiungere le pieghe pi\u00f9 nascoste della vita quotidiana. In questo senso si pu\u00f2 parlare di un vero e proprio itinerario di crescita. Abbiamo gi\u00e0 percorso un cammino, prima con il questionario diffuso nel 2013, poi con il Concistoro, quindi con il dibattito sinodale ed ora &#8211; proprio perch\u00e9 non abbiamo corso invano &#8211; abbiamo tra le mani un piccolo tesoro. Sarebbe davvero irresponsabile metterlo sottoterra per paura.<\/p>\n<p><strong>A proposito dell&#8217;accoglienza alle famiglie ferite, al di l\u00e0 delle iniziative compiute, ci si domanda quali passi si potrebbero ancora compiere per &#8220;far sperimentare loro la misericordia del Padre&#8221;. Quali potrebbero essere concretamente questi passi? <\/strong><\/p>\n<p>Credo che papa Francesco sia stato molto chiaro, e non da questi giorni. Il primo nutrimento di cui hanno bisogno le famiglie ferite \u00e8 la vicinanza della comunit\u00e0 cristiana. Se posso riprendere l&#8217;esempio del Buon Samaritano, direi che il primo bisogno di quell&#8217;uomo assalito dai briganti era la prossimit\u00e0. In questa logica dobbiamo superare quegli egoismi, quelle pigrizie, quei giudizi rigidi, quelle cecit\u00e0 che offuscano tanti di noi, per prendere sulle nostre spalle coloro che hanno bisogno di aiuto. S\u00ec, dobbiamo aiutarli ad uscire da ogni tristezza. Su questa strada \u00e8 certamente possibile l&#8217;integrazione nella Chiesa. Sar\u00f2 lo Spirito che ci suggerir\u00e0 le vie della guarigione.<br \/>\n<strong><br \/>\nIn questo itinerario come si pone l&#8217;evento di Philadelphia del prossimo settembre?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 dubbio che le giornate mondiali di Philadelphia, a differenza degli altri eventi analoghi del passato, hanno un particolare significato perch\u00e9 si realizzano all&#8217;interno del cammino sinodale. Nella lettera che il Papa mi ha inviato, si sottolinea questo legame per favorire in ogni modo l&#8217;emergere della bellezza della famiglia. A me piace immaginare l&#8217;evento di Philadelphia come una grande, straordinaria festa della famiglia che accompagna i partecipanti al Sinodo. Una grande festa che si lega alla grande speranza del Sinodo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luciano Moia Nella storia del Vangelo il primato spetta all&#8217;incontro, cio\u00e8 alla creativit\u00e0 pastorale, non alla dottrina. Anzi, sono gli incontri all&#8217;insegna della misericordia che determinano poi lo sviluppo dottrinale. 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