{"id":19951,"date":"2015-01-20T14:44:04","date_gmt":"2015-01-20T13:44:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19951"},"modified":"2015-01-20T14:48:31","modified_gmt":"2015-01-20T13:48:31","slug":"oscar-romero-il-beato-che-amava-gli-ultimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/oscar-romero-il-beato-che-amava-gli-ultimi.html","title":{"rendered":"Oscar Romero, Il beato che amava gli ultimi"},"content":{"rendered":"<p>Romero assassinato \u00abin odium fidei\u00bb. Come padre Pino Puglisi. E si potrebbe dire, come trapela da chi sta valutando le carte sul processo di beatificazione del vescovo salvadoregno, che sia stato lo sblocco della causa per il sacerdote palermitano assassinato dalla mafia ad aiutare a superare le ultime obiezioni che ritardavano l&#8217;iter del processo per Romero. Arrivando, anche in questo caso, alla conclusione, come hanno deciso all&#8217;unanimit\u00e0 i teologi della Congregazione per le cause dei santi, che, ad armare la mano degli assassini sia stata la volont\u00e0 di contrastare il modo evangelico di vivere la fede e non le posizioni politiche. Sembra, dunque, pi\u00f9 vicina, anche se si dovr\u00e0 ancora passare per la valutazione dei vescovi e dei cardinali della Congregazione e poi dal Papa, la data in cui si potr\u00e0 celebrare come beato monsignor Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador. Potrebbe anche essere, azzarda qualcuno, che si riesca a completare il tutto entro il 24 marzo, anniversario del martirio del vescovo.<br \/>\nIn quella data, 35 anni fa, alle 18.30, monsignor Romero veniva assassinato con l&#8217;ostia in mano mentre celebrava l&#8217;Eucaristia e dopo aver appena pronunciato le parole: \u00abIn questo calice c&#8217;\u00e8 del vino che aspetta di farsi sangue\u00bb. Erano passati solo 3 anni da quando, nel 1977, Romero, nato nel 1917 a Ciudad, aveva assunto la guida della Diocesi. La sua nomina, caldeggiata da quanti vedevano in lui un conservatore che avrebbe difeso lo status quo, cominci\u00f2 invece presto a infastidire la dittatura. \u00abFu ucciso\u00bb, scrisse di lui padre David Turoldo, \u00abperch\u00e9 aveva detto a tutte le autorit\u00e0 e ai soldati di non uccidere pi\u00f9; ucciso perch\u00e9 voleva\u00a0 con il suo corpo (corpo di vescovo fatto popolo, cio\u00e8 Chiesa) fare scudo ai poveri non ancora uccisi, scudo protettivo dei poveri in lista per essere uccisi\u00bb. Un potere che, nonostante Romero fosse stato subito riconosciuto santo dal suo popolo, ha fatto di tutto per ostacolare la causa di canonizzazione. Ci sono voluti 17 anni, fino al 1997, perch\u00e9, chiusa la fase diocesana, si potesse aprire quella vaticana, e c&#8217;\u00e8 voluta tutta la testardaggine del postulatore monsignor Vincenzo Paglia per non demordere neppure quando le opposizioni sembravano avere la meglio.<br \/>\nLa travagliata vicenda della causa di beatificazione aveva avuto un primo sblocco nel 2007 quando Benedetto XVI aveva dichiarato che monsignor Romero era pronto per gli altari e, recentemente, nell&#8217;aprile del 2013, con la conferma da parte della Congregazione per la dottrina della fede che erano state superate le riserve di carattere \u00abdottrinale e prudenziale\u00bb. Papa Francesco, di ritorno dal viaggio in Corea, in agosto, aveva chiosato: \u00abAdesso i postulatori devono muoversi perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 impedimenti\u00bb.<br \/>\nNon \u00e8 un mistero che, in questi anni, sono stati contrari alla beatificazione alcuni degli stessi vescovi salvadoregni e che il Governo, a lungo guidato dallo stesso partito accusato di aver organizzato l&#8217;assassinio dell&#8217;arcivescovo, abbia fatto in passato pressioni.<br \/>\nEppure, le responsabilit\u00e0 di chi cercava di rallentare la causa erano da lungo tempo note. La Commissione della verit\u00e0, istituita sotto l&#8217;egida dell&#8217;Onu in seguito agli accordi di pace del 1992 che ponevano formalmente fine a 12 anni di guerra con 80 mila morti, aveva chiaramente indicato nel ministro della Difesa, generale Ren\u00e9 Emilio Ponce, uno dei mandanti dell&#8217;omicidio dei sei gesuiti dell&#8217;Uca uccisi nel 1989 e nel leader del partito nazionalista Arena, Roberto D&#8217;Aubuisson, il mandante dell&#8217;assassinio di Romero. Secondo la relazione finale della Commissione, i militari portavano la responsabilit\u00e0 dell&#8217;85 per cento delle violazioni dei diritti umani durante la guerra. Ma l&#8217;amnistia proclamata il 20 marzo 1993, cinque giorni dopo la pubblicazione del documento della Commissione, fece s\u00ec che rimanessero impuniti i crimini pi\u00f9 gravi commessi durante il conflitto. \u00abSi prefer\u00ec il perdono e la dimenticanza\u00bb, dichiara\u00a0 Rosa Chavez, vescovo ausiliare di San Salvador, \u00abe abbiamo avuto per anni al Governo il partito che ha organizzato l&#8217;assassinio di Romero. Un partito di estrema destra che non ha alcuna volont\u00e0 di affrontare il problema della democrazia, delle radici dell&#8217;ingiustizia, della povert\u00e0\u00bb.<br \/>\nQuella povert\u00e0 e quell&#8217;ingiustizia per le quali Romero \u00e8 morto. E non \u00e8 politica, ma Vangelo, come ha evidenziato la Commissione dei teologi. \u00abUna Chiesa che vuol essere fedele al Vangelo\u00bb, sono parole di Romero, \u00abdeve svegliare la coscienza dei salvadoregni, perch\u00e9 non siano solo massa, ma figli di Dio, comunit\u00e0 dove regni il vero amore\u00bb. Senza avere paura del martirio. Perch\u00e9, come ha ricordato papa Francesco con le parole pronunciate nel 1977 dallo stesso Romero: \u00abTutti dobbiamo essere disposti a morire per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore\u00bb.<\/p>\n<div class=\"pressReviewPageAuthor\"><strong>Annachiara Valle<\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Romero assassinato \u00abin odium fidei\u00bb. Come padre Pino Puglisi. 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