{"id":19866,"date":"2023-12-30T18:20:07","date_gmt":"2023-12-30T17:20:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19866"},"modified":"2023-12-30T21:04:42","modified_gmt":"2023-12-30T20:04:42","slug":"festa-della-santa-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/festa-della-santa-famiglia.html","title":{"rendered":"Festa della Santa Famiglia"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><strong>Dal vangelo di Luca <\/strong>(2,22-40)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mos\u00e8, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore &#8211; come \u00e8 scritto nella legge del Signore:Ogni maschio primogenito sar\u00e0 sacro al Signore &#8211; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.<\/em><br \/>\n<em>Ora a Gerusalemme c&#8217;era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d&#8217;Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Mosso dallo Spirito, si rec\u00f2 al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Ges\u00f9 per fare ci\u00f2 che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch&#8217;egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo<\/em><br \/>\n<em>vada in pace, secondo la tua parola,<\/em><br \/>\n<em>perch\u00e9 i miei occhi hanno visto la tua salvezza,<\/em><br \/>\n<em>preparata da te davanti a tutti i popoli:<\/em><br \/>\n<em>luce per rivelarti alle genti<\/em><br \/>\n<em>e gloria del tuo popolo, Israele&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Il padre e la madre di Ges\u00f9 si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: &#8220;Ecco, egli \u00e8 qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione &#8211; e anche a te una spada trafigger\u00e0 l&#8217;anima -, affinch\u00e9 siano svelati i pensieri di molti cuori&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della trib\u00f9 di Aser. Era molto avanzata in et\u00e0, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.<\/em><br \/>\n<em>Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro citt\u00e0 di N\u00e0zaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Sono passati pochi giorni dal Natale e la liturgia ci porta a Nazareth per farci incontrare la famiglia di Ges\u00f9. La Chiesa sembra sentire il bisogno di sottolineare che anche Ges\u00f9 ha avuto bisogno di una famiglia, di essere cio\u00e8 circondato dall&#8217;affetto e dalle premure dei propri cari. I Vangeli, a dire il vero, danno poco spazio alla vita familiare di Ges\u00f9 e riportano solo alcuni episodi della sua infanzia; essi, tuttavia, proiettano la loro luce su tutti i trent&#8217;anni vissuti a Nazareth. La frase finale del brano evangelico che abbiamo ascoltato ne \u00e8 come la sintesi. Scrive Luca che Ges\u00f9 &#8220;era loro sottomesso. E la madre custodiva nel suo cuore tutte queste cose, e Ges\u00f9 cresceva in sapienza, in et\u00e0 e in grazia davanti a Dio e davanti agli uomini&#8221; (Lc 2,51-52). Queste poche parole valgono, appunto, i trent&#8217;anni\u00a0di &#8220;vita nascosta&#8221; a Nazareth.<br \/>\nA noi, malati di ambiguo efficientismo, sorge immediata la domanda: perch\u00e9 Ges\u00f9 ha vissuto tanto tempo cos\u00ec nascostamente? Non avrebbe potuto impiegare quegli anni, o almeno una parte di essi, in modo pi\u00f9 fruttuoso, annunciando il Vangelo, guarendo i malati, aiutando insomma quanto pi\u00f9 era possibile? Ma se ponessimo maggiore attenzione al Vangelo forse ci sentiremmo rispondere: &#8220;non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini&#8221; (Mc 8,33). Certo \u00e8 che quei trenta anni fanno comprendere ancor meglio le parole di Paolo: &#8220;Egli si \u00e8 fatto simile agli uomini&#8221;; Ges\u00f9 \u00e8 vissuto in famiglia, come tutti, quasi a dire che la salvezza non \u00e8 estranea alla vita ordinaria degli uomini. E forse anche per questo la Chiesa ha ritenuto &#8220;apocrifi&#8221; tutti quei racconti creati dalla tenera curiosit\u00e0 dei primi cristiani che volevano rendere straordinaria e miracolosa l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza di Ges\u00f9.<br \/>\nDal Vangelo sappiamo che la vita a Nazareth \u00e8 segnata dalla normalit\u00e0: non ci sono miracoli o guarigioni, non sono riportate predicazioni, non si vedono folle che accorrono; tutto accade &#8220;normalmente&#8221;, secondo le consuetudini di una pia famiglia israelita. Ebbene, anche questi anni sono stati santi, ci suggerisce la festa odierna. La famiglia di Ges\u00f9 era una famiglia ordinaria, composta da persone che vivevano del lavoro delle proprie mani; quindi n\u00e9 miseri n\u00e9 benestanti, forse un po&#8217; precari. Senza dubbio per\u00f2 erano esemplari: si volevano davvero bene, anche se non mancarono incomprensioni, rimproveri e anche correzioni, come si arguisce dall&#8217;episodio dello smarrimento nel tempio.<br \/>\nCertamente Giuseppe e Maria osservavano le tradizioni religiose d&#8217;Israele, e sentivano l&#8217;obbligo dell&#8217;educazione di Ges\u00f9. Sapevano dalla Scrittura: &#8220;Questi precetti che ti do staranno nel tuo cuore: li insegnerai ai tuoi figli, li mediterai in casa e lungo il viaggio, andando a dormire e alzandoti&#8221; (Dt 6,6). Sarebbe utile ripercorrere le tradizioni religiose di una pia famiglia ebraica del tempo per poter comprendere ancor pi\u00f9 la vita di Ges\u00f9 e della famiglia di Nazareth. Ci commuoveremmo nel conoscere anche noi le preghiere che dicevano al mattino e alla sera; saremmo edificati nell&#8217;apprendere come Ges\u00f9 adolescente affrontava i primi appuntamenti religiosi e civili, come da giovane operaio lavorava con Giuseppe; e poi il suo impegno nell&#8217;ascolto delle Scritture, nella preghiera dei salmi e in tante altre consuetudini. E quanto le mamme potrebbero apprendere dalle premure di Maria\u00a0per quel figlio! Quanto i pap\u00e0 potrebbero ricavare dall&#8217;esempio di Giuseppe, uomo giusto, che dedic\u00f2 la sua vita a sostenere e a difendere non se stesso ma il bambino e la donna!<br \/>\nTuttavia c&#8217;\u00e8 una profondit\u00e0, in quella famiglia, che rest\u00f2 nascosta agli occhi dei contemporanei, ma che a noi viene svelata dal Vangelo, ed \u00e8 la &#8220;centralit\u00e0&#8221; di Ges\u00f9 in quel nucleo familiare: &#8220;Egli cresceva in sapienza, et\u00e0 e grazia&#8221;, nota l&#8217;evangelista. Questo \u00e8 il &#8220;tesoro&#8221; della &#8220;vita nascosta&#8221;: Maria e Giuseppe avevano accolto quel Figlio, lo custodivano e lo vedevano crescere in mezzo a loro, anzi dentro il loro cuore, e aumentavano parimenti il loro affetto e la loro comprensione. Ecco perch\u00e9 la famiglia di Nazareth \u00e8 santa; e in questo mostra anche alle nostre famiglie la via della santit\u00e0. Abbiamo bisogno che Ges\u00f9 cresca nel nostro cuore e nella nostra vita e cresca dentro la vicenda umana. Ges\u00f9 deve ancora crescere nella vita delle famiglie, della nostra societ\u00e0 e nel nostro stesso cuore.<br \/>\nIn questo contesto si pu\u00f2 inserire l&#8217;episodio di Simeone ed Anna; un episodio ricco, peraltro, di tanti significati. In certo modo, raccogliendo assieme le scene evangeliche dell&#8217;infanzia, essi completano la famiglia di Ges\u00f9, potremmo dire che ne sono come i membri anziani. Nella loro vecchiaia, Simeone ed Anna accolgono questo bambino e ne restano trasfigurati. Simeone \u00e8 colmo di consolazione e si ritiene sazio di giorni; Anna si mette a parlare del bambino a tutti coloro che incontra, ritrovando cos\u00ec una seconda giovinezza. L&#8217;uno sente crescere nel cuore il Signore e l&#8217;altra fa crescere Ges\u00f9 nel cuore di chi l&#8217;ascolta.<br \/>\nQuando si accoglie il Vangelo e lo si lascia crescere, la vita ringiovanisce, riprende vigore e porta frutto. Cos\u00ec avvenne anche nell&#8217;altra famiglia di cui ci parla la Liturgia: la famiglia di Abramo. &#8220;Abramo credette al Signore&#8221; \u0096 scrive il libro della Genesi, ripreso anche dalla Lettera agli Ebrei \u0096, lo accolse nella sua vita e divenne padre dei credenti. La sua fede fu potente, pi\u00f9 forte del riso scettico di Sara, al punto che sconfisse la sterilit\u00e0\u00a0di lei; per la fede di Abramo, l&#8217;anziana e rassegnata Sara concep\u00ec il figlio della discendenza.<br \/>\nNazareth, villaggio periferico della Galilea e luogo della vita ordinaria della Santa Famiglia, rappresenta l&#8217;intera vita del discepolo che, appunto, accoglie, custodisce e fa crescere il Signore. Non \u00e8 allora solo un caso che &#8220;Nazareth&#8221; significhi &#8220;Colei che custodisce&#8221;: Nazareth \u00e8 Maria, che &#8220;custodiva nel suo cuore tutte queste cose&#8221;, \u00e8 la patria e la vocazione di ogni discepolo. Anche se il mondo continuer\u00e0 a dire: &#8220;Da Nazareth pu\u00f2 mai venire qualcosa di buono?&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (2,22-40) Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mos\u00e8, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore &#8211; come \u00e8 scritto nella legge del Signore:Ogni maschio primogenito sar\u00e0 sacro al Signore &#8211; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-19866","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-testo"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-5aq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19866"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23615,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19866\/revisions\/23615"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}