{"id":19741,"date":"2023-12-03T14:12:13","date_gmt":"2023-12-03T13:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19741"},"modified":"2023-11-28T15:24:14","modified_gmt":"2023-11-28T14:24:14","slug":"prima-domenica-di-avvento-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/prima-domenica-di-avvento-2.html","title":{"rendered":"Prima Domenica di Avvento"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di Marco (13,33-37)<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Fate attenzione, vegliate, perch\u00e9 non sapete quando \u00e8 il momento. \u00c8 come un uomo, che \u00e8 partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritorner\u00e0, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all&#8217;improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Oggi inizia l&#8217;anno liturgico. Non \u00e8 una replica di una storia gi\u00e0 conosciuta. Siamo peraltro tutti analfabeti della vita e di Dio.<\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">Ogni anno \u00e8 comunque diverso dall&#8217;altro. Anche noi non siamo gli stessi. Stare con il Signore non \u00e8 una ripetizione sempre uguale: lo diventa quando teniamo la nostra vita lontana da Lui o siamo superficiali. Le domeniche ci aiuteranno a capire nell&#8217;oggi il mistero della sua presenza tra gli uomini. Come ogni storia di amore, anche quella di Dio con noi ha vari momenti, tutti importanti.<\/p>\n<p class=\"brano\">Cercheremo di riviverli assieme, per non invecchiare, per riscoprire, per capire come dei bambini. Il suo amore dona senso e futuro ai nostri giorni. La prima cosa che viene chiesta, a tutti, \u00e8 di aspettarlo. Dice Ges\u00f9: &#8220;Vigilate dunque, poich\u00e9 non sapete quando il padrone di casa ritorner\u00e0&#8221;. Tutta la nostra vita \u00e8 un&#8217;attesa. Quando non aspettiamo pi\u00f9 nessuno, quando il domani sembra non esserci pi\u00f9, ecco che iniziamo un po&#8217; a morire. Quando lasciamo solo qualcuno lo aiutiamo a morire. Qualche volta pensiamo che in fondo gli altri non aspettino niente, che non serva loro nulla, che stiano bene cos\u00ec. Non \u00e8 vero. Chi aiuta gli uomini a sperare? Chi cerca di capire e rispondere all&#8217;attesa dell&#8217;altro o di interi popoli segnati dalla guerra e dalla violenza? Chi incoraggia e risponde all&#8217;attesa dei giovani? Anche per questo dobbiamo essere &#8220;vigilanti&#8221;. Il tempo liturgico viene scandito dal tempo di Dio; o meglio, \u00e8 il tempo di Dio che entra in quello degli uomini. Ed \u00e8 misurato dal mistero stesso di Ges\u00f9: inizia dalla sua nascita, alla predicazione in Galilea e in Giudea sino alla morte, resurrezione e ascensione al cielo. Ogni domenica, da questa prima di Avvento sino alla festa di Cristo Re, la Parola di Dio ci prende per mano, ci sottrae in certo modo alla schiavit\u00f9 dei nostri ritmi, e ci introduce dentro il mistero di Cristo, per renderci partecipi della sua stessa vita. Con il tempo liturgico riceviamo il grande dono di divenire contemporanei di Ges\u00f9. \u00c8 questa la &#8220;forza&#8221; delle domeniche, che faceva dire ai primi cristiani: &#8220;Per noi \u00e8 impossibile vivere senza la domenica&#8221;.<\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Avvento&#8221;, lo sappiamo bene, significa &#8220;venuta&#8221;, ossia la nascita di Ges\u00f9 in mezzo a noi. E fin dai tempi antichi la Chiesa ha sentito il bisogno di preparare il cuore dei fedeli ad accogliere il Signore. La Liturgia di oggi mette sulle nostre labbra le parole di Isaia: &#8220;Perch\u00e9 Signore ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, cos\u00ec che non ti tema? Ritorna, per amore dei tuoi servi\u0085 Se tu squarciassi i cieli e scendessi!&#8221; (Is 63,17.19). S\u00ec, chiediamo al Signore: &#8220;ritorna, Signore, per amore dei tuoi servi&#8221;. Ne abbiamo bisogno. Ne ha bisogno il mondo intero. Ne hanno bisogno i paesi pi\u00f9 poveri ove milioni e milioni di uomini e di donne muoiono di fame ogni giorno. Ne hanno bisogno le grandi citt\u00e0 dei paesi ricchi che emarginano schiere innumerevoli di deboli, di anziani, di malati. Ne hanno bisogno i cuori di tanti perch\u00e9 si allontanino dalla durezza e dalla violenza, si commuovano sui poveri e sui deboli e si adoperino per edificare un nuovo futuro di pace per tutti.<br \/>\nCon il profeta gridiamo ancora: &#8220;Se tu squarciassi i cieli e scendessi!&#8221;. \u00c8 la nostra preghiera dell&#8217;Avvento; \u00e8 la preghiera universale di questo tempo. L&#8217;Avvento irrompe nelle nostre giornate per ricordarci questa invocazione del profeta e per fare nostre le grida dei tanti che aspettano qualcuno che li salvi dalla tristezza della vita. Queste grida, spesso lontane dalle nostre orecchie, sono in realt\u00e0 la vera nostra coscienza. Esse ci aiutano a comprendere il senso concreto dell&#8217;Avvento e ci spingono a non restare addormentati nella nostra ricchezza e nella nostra avara tranquillit\u00e0. Noi, pur cos\u00ec smaliziati, abbiamo forse smarrito il senso dell&#8217;attesa; siamo convinti che non verr\u00e0 nessuno a salvarci; tanto vale rassegnarci e ciascuno pensi a se stesso. Che triste una societ\u00e0 senza Avvento, senza un po&#8217; d&#8217;inquietudine! Dio non lascia &#8220;avvizzire la nostra vita&#8221;; non vuole che vaghiamo come chi cammina senza sapere verso dove; non lascia senza forma l&#8217;argilla, la creta della nostra vita. Squarcia i cieli e diventa lui la via per il cielo. Ci fa scoprire il desiderio di cielo, di speranza, che c&#8217;\u00e8 in ognuno di noi e in ogni uomo. E quando aspettiamo qualcuno c&#8217;\u00e8 in noi la speranza, anzi la gioia dell&#8217;attesa. E a gioirne per primo \u00e8 il Signore che ci viene incontro per stare con noi. Egli viene come uno che ci ama. La richiesta dell&#8217;Avvento \u00e8 fare spazio nel nostro cuore al Signore che viene.<br \/>\nEgli si avvicina alla porta del nostro cuore. Dobbiamo vigilare in questo tempo come quando aspettiamo qualcuno che deve tornare a casa e stiamo attenti a sentire il suo rumore, i suoi passi, per potergli aprire subito la porta della casa. &#8220;Ecco \u0096 dice il Signore, nell&#8217;Apocalisse \u0096 sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verr\u00f2 da lui, cener\u00f2 con lui ed egli con me&#8221;. L&#8217;Avvento ci invita a stare svegli, a non lasciarci sorprendere dal sonno. Svegliamoci dal tepore dolce di chi pensa di stare a posto, perch\u00e9 ha gi\u00e0 fatto molto; dal sonno triste del pessimismo, per cui non vale la pena fare nulla; dal sonno agitato e sempre insoddisfatto degli affanni e dell&#8217;affermazione di s\u00e9. Svegliamoci dal sonno distratto di chi non ascolta pi\u00f9, dal sonno dell&#8217;impaziente che vuole tutto e subito, che non sa attendere, che resta deluso e anche addormentato. Diciamo invece al Signore: &#8220;Vieni Signore Ges\u00f9, vieni presto, dona consolazione e pace. Squarcia i cieli e apri un futuro per chi \u00e8 schiacciato dal male. Liberaci dall&#8217;amore per noi stessi che addormenta il cuore. Insegnaci a stare attenti per riconoscerti e aprirti la porta del cuore, dolce ospite, amico di sempre, speranza nostra&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco (13,33-37) Fate attenzione, vegliate, perch\u00e9 non sapete quando \u00e8 il momento. \u00c8 come un uomo, che \u00e8 partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 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