{"id":19585,"date":"2023-07-29T13:09:46","date_gmt":"2023-07-29T11:09:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19585"},"modified":"2023-06-14T14:49:10","modified_gmt":"2023-06-14T12:49:10","slug":"xxvii-domenica-del-tempo-ordinario-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxvii-domenica-del-tempo-ordinario-2.html","title":{"rendered":"XXVII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 21,33-43<\/p>\n<p><em>Ascoltate un&#8217;altra parabola: c&#8217;era un uomo che possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna. La circond\u00f2 con una siepe, vi scav\u00f2 una buca per il torchio e costru\u00ec una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne and\u00f2 lontano. Quando arriv\u00f2 il tempo di raccogliere i frutti, mand\u00f2 i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mand\u00f2 di nuovo altri servi, pi\u00f9 numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mand\u00f2 loro il proprio figlio dicendo: &#8220;Avranno rispetto per mio figlio!&#8221;. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: &#8220;Costui \u00e8 l&#8217;erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredit\u00e0!&#8221;. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verr\u00e0 dunque il padrone della vigna, che cosa far\u00e0 a quei contadini?&#8221;.\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p><em>Gli risposero: &#8220;Quei malvagi, li far\u00e0 morire miseramente e dar\u00e0 in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><em>E Ges\u00f9 disse loro: &#8220;Non avete mai letto nelle Scritture:<\/em><\/p>\n<p><em>La pietra che i costruttori hanno scartato<br \/>\n\u00e8 diventata la pietra d&#8217;angolo;<br \/>\nquesto \u00e8 stato fatto dal Signore<br \/>\ned \u00e8 una meraviglia ai nostri occhi?<\/em><\/p>\n<p><em>Perci\u00f2 io vi dico: a voi sar\u00e0 tolto il regno di Dio e sar\u00e0 dato a un popolo che ne produca i frutti.<\/em><\/p>\n<p>Da tre domeniche le Scritture ci parlano della vigna. Quando Ges\u00f9 pronunciava questi discorsi, i suoi ascoltatori sentivano riecheggiare nelle loro orecchie i numerosi testi dell\u2019Antico Testamento relativi alla vigna del Signore. Tornava loro in mente la suggestiva preghiera: \u201cDio degli eserciti, ritorna! Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato!\u201d (Salmo 80). Sapevano bene che la vigna era il popolo del Signore, come aveva detto Isaia: \u201cLa vigna del Signore degli eserciti \u00e8 la casa d\u2019Israele\u201d. E ogni volta i testi sottolineano la cura premurosa di Dio; una cura piena di attenzioni, di premure, di preoccupazioni, come pu\u00f2 averle un innamorato. In verit\u00e0, si tratta proprio di un amore senza limiti da parte del Signore. Talora gli autori biblici, prendendo spunto dalle serenate d\u2019amore, applicano la stessa scena al Signore che canta un canto d\u2019amore per la sua vigna: \u201cVoglio cantare per il mio diletto il mio cantico d\u2019amore per la sua vigna\u201d, scrive Isaia. E il profeta continua: \u201cEgli l\u2019aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino\u201d.<br \/>\nPossiamo paragonare anche le nostre comunit\u00e0 a questa vigna di cui ci parlano le Sante Scritture. Il Signore non ha mai mancato di mandare suoi servi a curarle, ma dobbiamo riconoscere che purtroppo spesso cresceva uva selvatica. Sono cresciute cio\u00e8 l\u2019asprezza delle nostre azioni, l\u2019aridit\u00e0 del nostro cuore, l\u2019avarizia dei nostri sentimenti, la durezza nell\u2019accogliere coloro che il Signore ci manda. Credo si possa applicare anche a noi il lamento del Signore sulla sua vigna che non produce frutti buoni: \u201cChe cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?\u201d. Il Signore s\u2019interroga quasi a cercare una sua colpa per la mancanza di frutti che invece dipendono da noi. Egli che ha lavorato certamente pi\u00f9 di noi, continua a chiedersi se doveva fare di pi\u00f9. Perch\u00e9 il Signore se lo chiede, e noi no? Forse siamo a tal punto pieni di orgoglio e di individualismo che continuiamo imperterriti a coltivare il nostro piccolo cespuglio. Non ci passa neppure per la mente il desiderio di alzare lo sguardo un poco pi\u00f9 in alto; oppure siamo cos\u00ec intontiti dai nostri lamenti\u00a0da non sentire altro che noi stessi; e siamo, invece, attenti ad allontanare dalle orecchie e dal cuore le parole che il Signore non manca di rivolgerci. Il cuore di questa pagina evangelica \u00e8 la storia di un amore senza confini; quella di Dio per la sua terra, per la nostra vita. Un amore grande, sconfinato, che non teme neppure l\u2019ingratitudine e la non accoglienza degli uomini, di quei vignaioli ribelli di cui parla il Vangelo, a cui egli ha affidato la terra. Nel brano evangelico c\u2019\u00e8 come l\u2019aumentare di un singolare contrasto: tanto cresce l\u2019amore tanto aumenta l\u2019ostilit\u00e0, o anche l\u2019inverso, quanto pi\u00f9 cresce la non accoglienza degli uomini, tanto pi\u00f9 aumenta l\u2019amore di Dio per loro.<br \/>\nQuando arriva il tempo della vendemmia, il padrone manda i suoi servi dai vignaioli per ritirare il raccolto. La reazione di questi ultimi \u00e8 violenta; colpiscono, uccidono, lapidano quei servi. Il padrone \u201cdi nuovo\u201d invia altri servi, in numero maggiore, ma la reazione \u00e8 come la volta precedente. Sembra di rileggere, in una sintesi efficace e tragica, l\u2019antica e sempre ricorrente storia dell\u2019opposizione violenta (anche fuori della tradizione giudaico-cristiana) ai \u201cservi\u201d di Dio, agli uomini della \u201cparola\u201d (i profeti), ai giusti e agli onesti di ogni luogo e tempo, di ogni tradizione e cultura, da parte di coloro che vogliono servire, come quei contadini \u201cmalvagi\u201d, solo se stessi e il proprio tornaconto. Ma il Signore \u0096 ed \u00e8 qui il vero filo di speranza che sottende la storia degli uomini e la salva \u0096 non diminuisce l\u2019amore per gli uomini, anzi lo accresce. \u201cAll\u2019ultimo\u201d, il padrone invia il suo stesso figlio, credendo che lo rispetteranno. Al contrario, la furia dei vignaioli esplode e decidono di ucciderlo per carpirne l\u2019eredit\u00e0. Lo afferrano, lo portano \u201cfuori della vigna\u201d e l\u2019uccidono. Queste parole erano forse chiare solo a Ges\u00f9, quando furono pronunciate. Oggi le capiamo bene anche noi: descrivono alla lettera quello che accadde a Ges\u00f9. Era nato fuori da Betlemme; muore fuori da Gerusalemme. Ges\u00f9, molto lucidamente e coraggiosamente, denuncia l\u2019infedelt\u00e0 e l\u2019inaccoglienza dei servi che giungono ad uccidere lo stesso figlio del padrone.<br \/>\nAlla fine della parabola Ges\u00f9 chiede agli ascoltatori che cosa far\u00e0 il padrone a quei suoi coloni. La risposta suona logica: li punir\u00e0, toglier\u00e0 loro la vigna e l\u2019affider\u00e0 ad altri perch\u00e9 la facciano fruttificare. Dio attende frutti. \u00c8 questo il criterio in base al quale viene fatto il trasferimento della vigna. L\u2019ammonimento travalica gli ascoltatori di Ges\u00f9 per giungere sino a noi. Il Vangelo dice di non farsi facili illusioni rivendicando un diritto di propriet\u00e0 inalienabile sulla \u201cvigna\u201d, che \u00e8 e rimane di Dio. I nuovi vignaioli sono qualificati solo dai frutti, non dalla semplice appartenenza. Sono i frutti di giustizia, di piet\u00e0, di misericordia, di amore che ci rendono partecipi del popolo di Dio. Sta scritto: \u201cOgni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia\u201d, scrive il Vangelo di Giovanni (15,2.1). E ancora: \u201cDai loro frutti li riconoscerete\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 21,33-43 Ascoltate un&#8217;altra parabola: c&#8217;era un uomo che possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna. La circond\u00f2 con una siepe, vi scav\u00f2 una buca per il torchio e costru\u00ec una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne and\u00f2 lontano. 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