{"id":19582,"date":"2017-09-27T14:57:44","date_gmt":"2017-09-27T12:57:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19582"},"modified":"2017-08-24T01:06:04","modified_gmt":"2017-08-23T23:06:04","slug":"xxvi-domenica-del-tempo-ordinario-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxvi-domenica-del-tempo-ordinario-2.html","title":{"rendered":"XXVI Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di Matteo 21,28-32<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>&#8220;Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: &#8220;Figlio, oggi va&#8217; a lavorare nella vigna&#8221;. Ed egli rispose: &#8220;Non ne ho voglia&#8221;. Ma poi si pent\u00ec e vi and\u00f2. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: &#8220;S\u00ec, signore&#8221;. Ma non vi and\u00f2. Chi dei due ha compiuto la volont\u00e0 del padre?&#8221;. Risposero: &#8220;Il primo&#8221;. E Ges\u00f9 disse loro: &#8220;In verit\u00e0 io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos\u00ec da credergli<\/em>.<\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">\u201cI pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio\u201d, disse Ges\u00f9 ai farisei che lo ascoltavano nel tempio. Senza dubbio, queste parole, suonarono come una bruciante sferzata. Essi, che si consideravano (ed erano ritenuti) \u201cpuri\u201d, sarebbero stati preceduti dai pubblici peccatori e dalle prostitute! Ma qual \u00e8 il rimprovero che Ges\u00f9 fa ai farisei? Rimarca anzitutto la distanza tra il loro \u201cdire\u201d e il loro \u201cfare\u201d. E lo esemplifica narrando una brevissima parabola. Un uomo aveva due figli; ad ambedue chiede di andare a lavorare nella vigna. Il primo si dichiara pronto, ma poi non ci va. Il secondo, invece, dapprincipio ricusa, ma poi si ravvede e va al lavoro. A questo punto Ges\u00f9 chiede ai farisei: \u201cChi dei due ha compiuto la volont\u00e0 del padre?\u201d. Essi non possono che rispondere: \u201cL\u2019ultimo\u201d. Era l\u2019unica risposta possibile. Sono perci\u00f2 gli stessi farisei a mettere a nudo la contrapposizione tra il \u201cdire\u201d e il \u201cfare\u201d. Pi\u00f9 volte nel Vangelo si ripete l\u2019esortazione che non bastano le parole; quel che conta \u00e8 \u201cfare la volont\u00e0 di Dio\u201d. Le parole da sole non salvano, occorre metterle in pratica. L\u2019esempio del secondo figlio \u00e8 efficace: egli adempie la volont\u00e0 del padre non a parole, che sono anzi contrarie ad essa, ma con i fatti.<br \/>\nNella figura del padre si manifesta il Signore Iddio che chiama a lavorare per la sua vigna. E ovviamente vuole che il lavoro sia svolto davvero: \u201cNon chiunque mi dice: Signore, Signore, entrer\u00e0 nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volont\u00e0 del Padre mio che \u00e8 nei cieli\u201d (Mt 7,21), aveva detto Ges\u00f9. Chi ascolta e non mette in pratica, oppure chi ama solo a parole e non con i fatti, \u00e8 come colui che costruisce sulla sabbia: cade la pioggia, scorrono i fiumi, soffiano i venti e la casa va in rovina. Costruisce, invece, sulla roccia chi ascolta il Vangelo e cerca di metterlo in pratica (Mt 7,24-27). La distanza tra il dire e il fare manifesta cos\u2019\u00e8 la religiosit\u00e0 farisaica stigmatizzata da Ges\u00f9. Ed \u00e8 ovvio che si tratta di un\u2019accusa rivolta non solo ai farisei del tempo di Ges\u00f9, ma a chiunque si comporta come loro, a chiunque bada pi\u00f9 all\u2019apparire che all\u2019essere, pi\u00f9 alle parole che al fare, pi\u00f9 all\u2019esteriorit\u00e0 che al cuore. E se ci esaminiamo un poco vediamo subito quanto ciascuno di noi somigli a quel primo figlio pronto pi\u00f9 a dire s\u00ec con le labbra che a fare concretamente la volont\u00e0 di Dio. Talora c\u2019\u00e8 anche un\u2019obbedienza che ha il tono e la forma della deferenza, dell\u2019apparenza e dell\u2019equilibrio, ma che nel profondo nasconde una sottile ribellione interiore. Come pu\u00f2 esserci un\u2019esteriore disobbedienza che presenta una superficie scomposta e indisciplinata ma che in realt\u00e0 ha nel profondo una sostanza valida ed esemplare di impegno.<br \/>\nGes\u00f9 afferma che \u00e8 pi\u00f9 facile che un peccatore si ravveda piuttosto che un benpensante, sicuro e altezzoso della sua giustizia, spezzi l\u2019involucro duro del suo autocompiacimento e delle sue abitudini. L\u2019esempio lo trae dall\u2019ascolto o meno della predicazione del Battista: i farisei l\u2019hanno respinta, mentre i peccatori si sono convertiti. Costoro, infatti, non si sono accontentati di ascoltare, ma hanno chiesto: \u201cChe cosa dobbiamo fare?\u201d (Lc 3,10-14); e hanno messo in atto quanto il predicatore diceva loro. Questa \u00e8 la fede: ascoltare l\u2019invito della predicazione del Vangelo e percepirlo come rivolto personalmente a se stessi, non come parole astratte su cui dibattere e discettare. Chi si lascia toccare il cuore dal Vangelo, si allontana da se stesso (in fondo la religiosit\u00e0 farisaica \u00e8 il compiacimento di se stessi, del proprio comportamento, delle proprie azioni) e si abbandona alla volont\u00e0 di Dio. L\u2019esempio di Francesco d\u2019Assisi che fra alcuni giorni festeggeremo \u00e8 l\u2019opposto della religiosit\u00e0 farisaica. Egli fu discepolo nel senso pieno del termine: ascolt\u00f2 il Vangelo e lo mise subito in pratica alla lettera. No, non \u00e8 stato un eroe. \u00c8 stato invece un uomo che si \u00e8 lasciato amare dal Signore sino in fondo e per questo lo ha seguito senza resistere. Ha lasciato tutto perch\u00e9 aveva trovato uno che lo amava pi\u00f9 di se stesso. \u00c8 cos\u00ec anche per noi, per lo meno da parte del Signore. Ges\u00f9 ci ha amati pi\u00f9 di noi stessi. Francesco d\u2019Assisi lo ha riconosciuto. Noi facciamo fatica, perch\u00e9 i nostri occhi sono pieni ancora di noi stessi e dei nostri problemi. Volgiamo il nostro sguardo al Signore e lasciamoci amare da lui<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 21,28-32 &#8220;Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: &#8220;Figlio, oggi va&#8217; a lavorare nella vigna&#8221;. Ed egli rispose: &#8220;Non ne ho voglia&#8221;. Ma poi si pent\u00ec e vi and\u00f2. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: &#8220;S\u00ec, signore&#8221;. 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