{"id":19578,"date":"2023-09-23T14:05:22","date_gmt":"2023-09-23T12:05:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19578"},"modified":"2023-09-14T16:38:10","modified_gmt":"2023-09-14T14:38:10","slug":"xxv-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxv-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"XXV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di Matteo 20,1-16<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Il regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che usc\u00ec all&#8217;alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord\u00f2 con loro per un denaro al giorno e li mand\u00f2 nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: &#8220;Andate anche voi nella vigna; quello che \u00e8 giusto ve lo dar\u00f2&#8221;. Ed essi andarono. Usc\u00ec di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano l\u00ec e disse loro: &#8220;Perch\u00e9 ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?&#8221;. Gli risposero: &#8220;Perch\u00e9 nessuno ci ha presi a giornata&#8221;. Ed egli disse loro: &#8220;Andate anche voi nella vigna&#8221;.\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: &#8220;Chiama i lavoratori e da&#8217; loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi&#8221;. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di pi\u00f9. Ma anch&#8217;essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, per\u00f2, mormoravano contro il padrone dicendo: &#8220;Questi ultimi hanno lavorato un&#8217;ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo&#8221;. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: &#8220;Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest&#8217;ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perch\u00e9 io sono buono?&#8221;. Cos\u00ec gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">La lunga serie di domeniche dopo la Pentecoste ci ha coinvolti nel viaggio di Ges\u00f9 verso Gerusalemme. Il Vangelo di questa domenica si colloca poco prima dell\u2019ingresso di Ges\u00f9 nella citt\u00e0 santa. Subito dopo confider\u00e0 ai discepoli la sua prossima fine. Era ormai evidente che le sue parole suonavano in modo totalmente estraneo alla religiosit\u00e0 allora dominante, sino al punto da sconvolgerne l\u2019assetto. Il fronte dell\u2019opposizione, non solo si era allargato, ma aveva maturato la decisione di eliminare Ges\u00f9. E lui ne era cosciente: sapeva bene che se avesse continuato su quella via per lui sarebbe stata la fine. Ma non si ferm\u00f2. Non poteva smussare il suo Vangelo, n\u00e9 ridurne le esigenze. Del resto gi\u00e0 i profeti avevano sottolineato la distanza che intercorreva tra il modo di pensare di Dio e quello degli uomini. Nel capitolo 55 del profeta Isaia si legge: \u201cI miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri\u201d. La distanza tra il cielo e la terra (ossia i modi di ragionare, di pensare, di comportarsi nei due mondi), era uno dei dogmi dell\u2019antico Israele. Semmai si auspicava che il cielo scendesse sulla terra; e con tutta la sua diversit\u00e0. \u00c8 racchiuso tutto qui il mistero della storia della salvezza che in Ges\u00f9 ha trovato il suo culmine e quindi anche il massimo della diversit\u00e0. Ges\u00f9 \u00e8 altro da questo mondo, pur vivendo in esso fino in fondo.<br \/>\nAnche la parabola degli operai dell\u2019ultima ora, riportata da Matteo all\u2019inizio del capitolo ventesimo, si iscrive in questo contesto di alterit\u00e0. Apparve molto strana agli ascoltatori di Ges\u00f9: era, infatti, completamente fuori della comune giustizia salariale il gesto del padrone della vigna che dava la stessa paga sia a coloro che avevano lavorato per tutto il giorno che a quelli che avevano invece lavorato per un\u2019ora sola. La vicenda narrata si sviluppa attorno all\u2019iniziativa di un imprenditore agricolo, viticoltore, che per l\u2019intera giornata \u00e8 preoccupato di assumere lavoratori per la sua vigna (qualcuno ipotizza che il padrone sia preoccupato di terminare la vendemmia entro breve tempo prima della stagione delle piogge). Quel giorno esce di casa ben cinque volte. Si reca sulla piazza sin dall\u2019alba e pattuisce con i primi lavoratori un denaro di compenso (era la paga ordinaria di una giornata lavorativa); esce ancora alle nove del mattino, poi a mezzogiorno, alle tre e infine alle cinque.<br \/>\nLa risposta che danno questi ultimi lavoratori al suo invito (\u201cnessuno ci ha presi a giornata\u201d) fa pensare a tanti, giovani e meno giovani, disoccupati, non solo o non tanto nel lavoro remunerato, quanto nel lavoro per costruire una vita solidale. Peggio se occupati in et\u00e0 giovanissima e in situazioni di degrado umano. Sono tanti i disoccupati in questo senso: sono quei giovani, magari disillusi oppure soggiogati dal consumismo che si ripiegano su se stessi, esecutori e vittime allo stesso tempo. E forse dobbiamo dire che sono cos\u00ec anche perch\u00e9 \u201cnessuno li prende a giornata\u201d. Venuta la sera, continua la parabola, inizia il pagamento. Gli ultimi ricevono un denaro ciascuno. I primi, visto quanto accade, pensano di ricevere di pi\u00f9. \u00c8 logico pensarlo, forse anche giusto. La sorpresa nel vedersi trattare come gli ultimi li porta alla mormorazione contro il padrone: \u201cquesto non \u00e8 giusto\u201d sono tentati di dire. E in effetti gli ascoltatori della parabola (forse anche noi) sono portati a condividere questi sentimenti. Ma \u00e8 proprio qui la distanza tra il cielo e la terra.<br \/>\n\u00c8 anzitutto da chiarire che Ges\u00f9 non vuole impartire una lezione di giustizia sociale, n\u00e9 presentare uno dei comuni padroni di questo mondo che, giustamente, ricompensa secondo le prestazioni date. Egli presenta un personaggio assolutamente eccezionale, il quale tratta i suoi sottoposti al di fuori delle regole legalitarie. Ges\u00f9 vuole mostrare l\u2019agire del Padre, la sua bont\u00e0, la sua magnanimit\u00e0, la sua misericordia, che superano il comune modo di pensare degli uomini. E lo superano davvero quanto il cielo dista dalla terra. Lavorare per il Signore, per il Vangelo, per la vita e non per la sopraffazione o addirittura per la morte \u00e8 gi\u00e0 una grande ricompensa. Questa straordinaria bont\u00e0 e misericordia crea mormorazione e scandalo. Ma non \u00e8 che Dio distribuisca a capriccio la sua ricompensa, donando a casaccio a chi pi\u00f9 e a chi meno. Dio non fa ingiustizia a nessuno e tanto meno \u00e8 un dissennato. In verit\u00e0, Egli \u00e8 guidato dalla larghezza della sua bont\u00e0 a donare a tutti secondo il loro bisogno. La giustizia di Dio non risiede in un astratto principio di equit\u00e0, ma si misura sul bisogno dei suoi figli. Questa parabola ci spinge perci\u00f2 a considerare la grande sapienza che risiede in questa via indicataci. La ricompensa consiste nell\u2019essere chiamati a lavorare per la vigna del Signore e nella consolazione che da questo viene, non importa se si \u00e8 da tanto o da poco tempo nella vigna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 20,1-16 Il regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che usc\u00ec all&#8217;alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord\u00f2 con loro per un denaro al giorno e li mand\u00f2 nella sua vigna. 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