{"id":19547,"date":"2023-09-16T21:38:52","date_gmt":"2023-09-16T19:38:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19547"},"modified":"2023-09-14T16:37:46","modified_gmt":"2023-09-14T14:37:46","slug":"xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XXIV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di Matteo 18,21-35<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Allora Pietro gli si avvicin\u00f2 e gli disse: &#8220;Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovr\u00f2 perdonargli? Fino a sette volte?&#8221;. E Ges\u00f9 gli rispose: &#8220;Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.<\/em><br \/>\n<em>Per questo, il regno dei cieli \u00e8 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poich\u00e9 costui non era in grado di restituire, il padrone ordin\u00f2 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cos\u00ec saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: &#8220;Abbi pazienza con me e ti restituir\u00f2 ogni cosa&#8221;. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasci\u00f2 andare e gli condon\u00f2 il debito. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>Appena uscito, quel servo trov\u00f2 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: &#8220;Restituisci quello che devi!&#8221;. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: &#8220;Abbi pazienza con me e ti restituir\u00f2&#8221;. Ma egli non volle, and\u00f2 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.<\/em><br \/>\n<em>Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l&#8217;accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell&#8217;uomo e gli disse: &#8220;Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perch\u00e9 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver piet\u00e0 del tuo compagno, cos\u00ec come io ho avuto piet\u00e0 di te?&#8221;. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finch\u00e9 non avesse restituito tutto il dovuto. Cos\u00ec anche il Padre mio celeste far\u00e0 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Pietro chiede al Signore quante volte dovr\u00e0 perdonare al fratello che pecca contro di lui. Indica una misura generosa, sette volte. Noi non sappiamo perdonare nemmeno una volta. Pietro sceglie di farlo, ma fino ad un certo punto. Vuole un limite per potere accettare pi\u00f9 facilmente il sacrificio del perdono. S\u00ec: il perdono \u00e8 incomprensibile per la nostra giustizia. \u00c8 ingiusto. Chi mai pu\u00f2 meritare il perdono? Ges\u00f9 non lo condiziona a niente: si perdona e basta. Perch\u00e9 condonare i debiti? Se io perdono oggi l\u2019altro peccher\u00e0 ancora contro di me o contro gli altri! Che garanzie ho? Facilmente l\u2019avere subito un torto ci fa sentire immediatamente in diritto di essere maestri e giudici degli altri, implacabili difensori della giustizia. Perdonare appare un\u2019evidente debolezza, come se non fossimo capaci di reagire o di ricordare. Pensiamo ci renda vulnerabili, tanto che l\u2019altro se ne pu\u00f2 approfittare. Qualche volta perdonare pu\u00f2 sembrare complicit\u00e0 con il male o, peggio, indifferenza verso le vittime della colpa, pu\u00f2 sembrare tradire il loro stesso dolore. Finiamo per sacrificare amicizie e legami, anche profondissimi, pur di non perdere le nostre ragioni. \u201cPecca lui ed io debbo perdonare? Perch\u00e9?\u201d. Nel perdono c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di ingiusto. Come l\u2019amore. Ma cosa cambia il cuore degli uomini e lo libera dal male? L\u2019amore \u0096 sapiente, intelligente, forte, appassionato, personale, non superficiale, povero di vita e di cuore \u0096 oppure la giustizia? Il perdono non cancella il passato, non \u00e8 fare finta di nulla. Ges\u00f9 non chiude gli occhi sul nostro peccato, come un uomo distratto o tanto accondiscendente da non accorgersi di niente. Ges\u00f9 riconosce il male, lo rifiuta e ci insegna a non accettarlo per la nostra vita, anche nelle cose piccole. Per questo perdona, anche dalla croce. Perdono \u00e8 non farsi irretire dalla logica del male, con i suoi risentimenti, le sue catene interminabili di una giustizia mai sazia. Perdono \u00e8 condonare il debito, solo per piet\u00e0, non per calcolo. Perdono \u00e8 camminare un altro miglio con chi ti costringe a farne uno, per scoprire il motivo della sua richiesta, per rispondere alla sua domanda di amore, per cercare la chiave del suo cuore e piegare con la dolcezza la sua ostinazione o il suo malanimo. \u201cAmate i vostri nemici\u201d. Il perdono ridona il futuro, a chi lo riceve e a chi lo da. Un futuro diverso dall\u2019inimicizia, dalla colpa, dal peccato.<br \/>\nGes\u00f9 per spiegare la sua risposta a un Pietro probabilmente interdetto, parla di un re che ha dei servi, con cui deve fare i conti. Ne arriva uno con un debito catastrofico: diecimila talenti. La cifra \u00e8 simbolica (100 miliardi di euro circa). Essa indica l\u2019illimitata fiducia del re che affida tanti beni ai suoi servi. Ma evidenzia anche il rischio grave e irresponsabile che quell\u2019amministratore si \u00e8 assunto, sapendo bene che si tratta di un debito mai pi\u00f9 solvibile. Ed \u00e8 anche del tutto irreale la richiesta del servo di una proroga di tempo per saldare \u201ctutto\u201d il debito. Il servo descritto da Ges\u00f9 non \u00e8 una eccezione, \u00e8 la norma. Siamo tutti infatti dei dissipatori di beni non nostri. La maggior parte di quello che abbiamo, \u00e8 frutto di grazia, dei talenti affidatici, non dei nostri meriti o delle nostre capacit\u00e0. Siamo tutti debitori, come quel servo, ed abbiamo accumulato verso il padrone un debito enorme. Come? Anzitutto credendoci padroni di quello che ci \u00e8 stato solo affidato. Eppoi con l\u2019attrazione adolescenziale e sconsiderata per il rischio, che finisce per non dare valore a niente. Oppure con l\u2019ubriacatura dell\u2019abbondanza, che porta solo a consumare le cose come una droga, divenendo cos\u00ec succubi del presente e della logica della soddisfazione di s\u00e9. E si potrebbe continuare, pensando alle furbizie meschine di ciascuno, ai mille aggiustamenti, al rimandare sempre, al correre dietro a se stessi. Ges\u00f9 viene a ricordarci che siamo tutti debitori, che ognuno ha accumulato un debito enorme, non misurabile, tanto che solo la grazia, la magnanimit\u00e0, la compassione del padrone lo pu\u00f2 sanare. Se questa coscienza diventa personale e profonda, come accadde a un altro \u201cdebitore\u201d del Vangelo qual era il figliol prodigo che \u201crientr\u00f2 in se stesso\u201d, ecco che si pu\u00f2 trasmettere ad altri la misericordia che viene usata, in un contagio opposto a quello della violenza e del male. Ma se, come per questo servo descritto da Ges\u00f9, si ritorna rapidamente prigionieri della stessa mentalit\u00e0 che permette di accumulare un debito enorme, ecco che si guarda con durezza, con atteggiamenti ed esigenze implacabili gli altri che domandano qualcosa. Noi che siamo rapidi a difendere noi stessi, sappiamo per\u00f2 quanto \u00e8 facile essere esigenti, pignoli, inflessibili, davanti alle richieste degli altri. Quel servo dimentica subito. Non \u00e8 riconoscente. Pensa che tutto gli \u00e8 dovuto e vive orgoglioso. Proprio lui, imbroglione, se la prende con gli altri. Non perdona. Non fa agli altri quello che ha voluto fosse fatto a s\u00e9. \u00c8 esigente, inflessibile con quell\u2019altro servo che gli doveva una sciocchezza. Affida tutto alla giustizia, che si rivela spietata. Come facciamo noi, che non diamo mai fiducia all\u2019altro. La vogliamo per noi, ci sentiamo in grado di potere fare una cosa impossibile, ma pensiamo che per gli altri sia diverso e diventiamo giudici severi e intransigenti. \u201cRimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori\u201d, insegna Ges\u00f9. Quel servo che ha scelto la giustizia senza amore per gli altri viene giudicato anche lui cos\u00ec.<br \/>\nPerdoniamo di cuore! Liberiamoci dalla catena del risentimento! Come Ges\u00f9. \u201cBenedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita. Ricorda che siamo polvere. Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe. Come dista l\u2019oriente dall\u2019occidente, cos\u00ec allontana da noi le nostre colpe\u201d (Sal 103). Perch\u00e9 la giustizia di Dio \u00e8 l\u2019amore. Lasciamoci amare e impariamo ad essere misericordiosi. Cos\u00ec troviamo la nostra beatitudine e liberiamo il mondo dal male.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 18,21-35 Allora Pietro gli si avvicin\u00f2 e gli disse: &#8220;Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovr\u00f2 perdonargli? Fino a sette volte?&#8221;. E Ges\u00f9 gli rispose: &#8220;Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. 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