{"id":19507,"date":"2014-09-01T13:58:15","date_gmt":"2014-09-01T11:58:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19507"},"modified":"2014-09-01T13:58:15","modified_gmt":"2014-09-01T11:58:15","slug":"messa-al-congresso-latinoamericano-di-pastorale-familiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-al-congresso-latinoamericano-di-pastorale-familiare.html","title":{"rendered":"Messa al Congresso latinoamericano di pastorale familiare"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,<\/p>\n<p>iniziamo questo nostro congresso con la celebrazione eucaristica che ci vede tutti raccolti attorno al\u2019&#8217;altare del Signore. Il Vangelo di Matteo ce lo mostra sul monte, in disparte dalla folla, a pregare. Aveva appena congedato quella folla entusiasta e grata per il miracolo della moltiplicazione dei pani, un evento che tutti e quattro i Vangeli riportano, tanto aveva colpito le prime comunit\u00e0 cristiane. Matteo racconta che erano presenti cinquemila uomini senza contare le donne e i bambini. Potremmo pensare perci\u00f2 che attorno a Ges\u00f9 non c\u2019era gente singola, ma intere famiglie con tutti i componenti, appunto anche le donne e i bambini, tutti bisognosi di essere sfamati sia nel cuore che nel corpo.<\/p>\n<p>Terminata la giornata Ges\u00f9 per\u00f2 non si ferma in quel luogo. L\u2019ansia di comunicare il Vangelo \u2013 \u00e8 questo il senso pi\u00f9 profondo della missione \u2013 lo spinge ad andare altrove. Potremmo dire che l\u2019intera esistenza di Ges\u00f9 \u00e8 uscire: uscire dal cielo per venire sulla terra, uscire da Nazareth per andare nelle strade e nelle piazze della Galilea prima e della Giudea dopo per predicare il vangelo, uscire dalla terra di Israele per andare a Cesarea di Filippi e altrove perch\u00e9 anche l\u00ec doveva essere predicato l\u2019amore di Dio e testimoniata la sua misericordia. L\u2019evangelista, nel narrare il proseguimento della scena, sembra suggerire che i discepoli non erano dello stesso parere di Ges\u00f9, tanto che \u2013 cos\u00ec scrive Matteo \u2013 li \u201ccostrinse\u201d a salire sulla barca e a precederlo all\u2019altra riva. Se li costrinse probabilmente non volevano andare all\u2019altra riva. Magari pensavano fosse pi\u00f9 utile restare con quella gente, oppure avevano timore delle frequenti tempeste del lago.<\/p>\n<p>Cari amici, \u00e8 una tentazione abituale anche per i discepoli di oggi restare l\u00e0 dove si \u00e8 abituati a stare e a svolgere i propri compiti e non preoccuparsi pi\u00f9 di tanto della comunicazione del vangelo dell\u2019amore sino ai confini della terra, nelle periferie geografiche ed esistenziali. Vorrei comprendere il senso di questo Congresso alla luce di questa pagina evangelica: credo perci\u00f2 che il Signore ci spinga \u2013 ci costringa, meglio &#8211; a salire sulla barca e a precederlo sull\u2019altra riva. Vorrei dire che Papa Francesco stesso si \u00e8 fatto eco di questa \u201ccostrizione\u201d per salire sulla barca e andare all\u2019altra riva. Il Papa ha chiesto a tutta la Chiesa di andare oltre, di uscire da stessa, di rimettersi in cammino. Lo chiede a tutti, nessuno escluso. Anzi, avverte a non fare sconti a questa sua chiamata. E ascoltare questa pagina evangelica a Panama, un paese noto per il suo canale che permette di passare da un mare all\u2019altro, superando dislivelli a prima vista impossibili, ci aiuta a comprendere ancor pi\u00f9 la necessit\u00e0 e l\u2019urgenza di metterci tutti \u201cin stato di missione\u201d. Forse non sappiamo bene cosa questo significhi per ciascuno di noi. Cosa significa per la pastorale familiare mettersi in stato di missione?\u00a0 O meglio cosa significa per noi che stiamo qui e per le nostre Chiese diocesane una pastorale familiare missionaria? Ne parleremo in questi giorni. Di una cosa siamo certi: l\u2019impresa \u00e8 davvero ardua. Ed \u00e8 forse per questo che c\u2019\u00e8 bisogno di essere \u201ccostretti\u201d. Non che noi siamo stati costretti a venire qui per partecipare al Congresso. E tuttavia, leggendo questi giorni alla luce della nuova prospettiva lanciata da Papa Francesco, ci accorgiamo che la costrizione viene dall\u2019urgenza con cui il Papa vuole che ci concentriamo sulla Famiglia. Ha voluto trattare questo tema al Concistoro, ha poi scelto di interpellare chiunque volesse attraverso un questionario sul tema, cosa mai avvenuta prima, e ha deciso di convocare due assemblee sinodali legate l\u2019una all\u2019altra da mesi di lavoro. Non \u00e8 tutto questo una \u201ccostrizione\u201d a salire sulla barca della famiglia \u2013 se cos\u00ec posso dire \u2013 perch\u00e9 affrontassimo questo tema con l\u2019attenzione dovuta? Ecco perch\u00e9 possiamo parlare di un \u201ckair\u00f2s\u201d, di un tempo opportuno che chiede a tutti uno scatto nuovo nella preghiera, nella riflessione e nell\u2019i impegno missionario. Anche questo Congresso \u2013 sebbene sia stato programmato da tempo \u2013 deve acquisire una urgenza nuova, una creativit\u00e0 nuova.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 per primo conosce le difficolt\u00e0 della traversata, per questo sale sul monte a pregare. Sa che deve fare non la sua ma ala volont\u00e0 del Padre. E dalla contemplazione del Padre, dal colloquio con Lui, tutto deriva. Possiamo vivere questa celebrazione eucaristica collocandoci sul monte accanto a lui, in preghiera. E chiediamo al Signore il Suo Spirito perch\u00e9 ci illumini e ci dia la forza di compiere l\u2019indispensabile traversata. Abbiamo bisogno del suo aiuto e della sua stessa forza. Non dobbiamo temere. Agli apostoli tremebondi il Signore disse: \u201cChi crede in me, anch\u2019egli compir\u00e0 le opere che io compio e ne compir\u00e0 di pi\u00f9 grandi, perch\u00e9 io vado al Padre\u201d(Gv 14, 12).<\/p>\n<p>La traversata che siamo chiamati a compiere non \u00e8 semplice. Il vento contrario di cui parla l\u2019evangelista possiamo paragonarlo a quello della cultura contemporanea che tanto spesso suscita onde avverse per ferire se non distruggere le famiglie. Tutti noi ne siamo ben consapevoli. E in questi giorni rifletteremo su questo. La missione chiede anzitutto di avere gli occhi ben aperti. Non vogliamo n\u00e9 possiamo restare alla riva per paura dei venti contrari. Non possiamo n\u00e9 vogliamo ritardare la traversata fermandoci sulla riva stigmatizzando i venti e le onde. Il Signore ci chiede di prendere il largo &#8211; pensiamo al \u201cduc in altum\u201d dell\u2019amato San Giovanni Paolo II che Papa Francesco ha voluto porre a protettore del prossimo Sinodo \u2013 e di entrare dentro questo vento contrario e affrontare le onde avverse suscita e che mettono in difficolt\u00e0 la famiglia e suoi membri. Dobbiamo portare tutti all\u2019altra riva. E\u2019 l\u2019invito pressante che Papa Francesco non cessa di rivolgere a tutti. Alcuni mesi fa chiese ai capi dei Dicastero Romani cosa significava per ciascun Dicastero l\u2019Esortazione Aposotolica Evangelii Gaudium. Per parte mia, riflettendo sui compiti del Pontificio Consiglio per la Famiglia, risposi che chiedeva tutti noi certamente di custodire la ricca dottrina sul Matrimonio, Famiglia e Vita, ma soprattutto ci chiedeva di uscire e di scendere in un \u201ccorpo a corpo\u201d con la realt\u00e0 effettiva delle famiglie di oggi e di sentire sulla nostra pelle le tragedie, le angosce, come pure le speranze delle famiglie di oggi per aiutarle, per sostenerle, per incoraggiarle. Siamo chiamati s\u00ec a difendere i principi, ma soprattutto dobbiamo sentire l\u2019inquietudine \u2013 quella angosciata di una madre, la Chiesa &#8211; della Salus animarum, della Salus familiarum. Davanti ai nostri occhi ci sono quelli delle madri dei padri, dei bambini, degli anziani, dei malati, dei soli che chiedono, che gridano il bisogno di essere amati e custoditi. Tutti, indistintamente, sentono il bisogno di famiglia. Molti di loro stanno affondando e stendono la mano.<\/p>\n<p>Se potessi riprendere l\u2019immagine evangelica di Pietro che obbedisce al Signore direi che Papa Francesco per primo si \u00e8 calato nella condizione di queste persone, di queste famiglie, con il rischio di affondare con loro. Non abbiamo davanti un Pietro seduto a poppa sul trono papale, non abbiamo davanti a noi un Pietro tranquillo ripete formule sante gi\u00e0 collaudate, abbiamo davanti un Pietro che si getta alle spalle la paura del fantasma e accetta il rischio dell\u2019obbedienza a camminare sulle acque agitate. E\u2019 la Chiesa in uscita nel mare in tempesta. E Pietro \u00e8 ancora una volta il primo tra tutti. Esce dalla barca che, seppure sballottata, \u00e8 comunque sicura, e a piedi nudi si avventura sulle acque agitate dal vento contrario. Del resto, quante volte papa Francesco, afferma di preferire una Chiesa accidentata ma in uscita che una Chiesa autoreferenziale e chiusa in se stesa e che non riesce a toccare pi\u00f9 il cuore della gente? Lo so che \u00e8 azzardato commentare cos\u00ec questo passaggio evangelico. Ma san Roberto Bellarmino affermava che sarebbe andato anche all\u2019inferno pur di salvare una sola anima, non solo in mare aperto. E Ges\u00f9 stesso, il sabato santo, \u00e8 sceso negli inferi per salvare gli uomini dall\u2019abisso della morte. Papa Francesco ci sta davanti come il primo missionario della Famiglia: scrutiamo le sue parole e i suoi gesti, ci sta indicando la via della pastorale per le famiglie.<\/p>\n<p>Cari amici, credo di dover sottolineare l\u2019indispensabilit\u00e0 anche per noi, anche per voi operatori della Pastorale Familiare, di leggere e rileggere l\u2019Evangelii Gaudium. E\u2019 uno scrigno pieno di sapienza evangelica per affrontare il momento che stiamo vivendo. Dentro quelle pagine \u00e8 racchiuso un vento forte che, se liberato, \u00e8 capace di far arretrare i venti contrari che vogliono impedire alla barca di traversare illesa il mare e giungere all\u2019altra riva. Non credo di esagerare nel dire che accogliere nelle nostre riflessioni \u2013 e mi auguro non solo tra noi, ma soprattutto nelle assemblee sinodali e negli incontri che faremo nelle nostre Chiese locali \u2013 la ricchezza delle ispirazioni contenute in quelle pagine, vuol dire essere come presi per mano dal Signore e trovare l\u2019ispirazione e la forza per giungere all\u2019altra riva non solo noi ma i tanti che aspettano di essere consolati e confortati.<\/p>\n<p>Siano questi giorni per noi un momento di grazia, di preghiera, di lavoro, di fraternit\u00e0 e di gioia avendo nel cuore lo spirito di Pietro, lo spirito di papa Francesco e davanti ai nostri occhi i volti concreti delle nostre famiglie dell\u2019America Latina e dei Caraibi. E il Signore ci aiuter\u00e0 a raggiungere la riva e ad essere simili al bordo del suo mantello. Scrive il Vangelo nel versetto seguente: \u201cquanti lo toccavano venivano guariti\u201d. E cos\u00ec sia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, iniziamo questo nostro congresso con la celebrazione eucaristica che ci vede tutti raccolti attorno al\u2019&#8217;altare del Signore. Il Vangelo di Matteo ce lo mostra sul monte, in disparte dalla folla, a pregare. 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