{"id":19488,"date":"2020-08-21T00:47:34","date_gmt":"2020-08-20T22:47:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19488"},"modified":"2020-08-04T16:24:01","modified_gmt":"2020-08-04T14:24:01","slug":"xxi-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxi-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XXI Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\" style=\"color: #3d3d3d;\">Dal vangelo di <strong>Matteo 16,13-20<\/strong><\/p>\n<p class=\"brano\" style=\"color: #3d3d3d;\"><em>Ges\u00f9, giunto nella regione di Cesar\u00e8a di Filippo, domand\u00f2 ai suoi discepoli: &#8220;La gente, chi dice che sia il Figlio dell&#8217;uomo?&#8221;. Risposero: &#8220;Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti&#8221;. Disse loro: &#8220;Ma voi, chi dite che io sia?&#8221;. Rispose Simon Pietro: &#8220;Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente&#8221;. E Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perch\u00e9 n\u00e9 carne n\u00e9 sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che \u00e8 nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te dar\u00f2 le chiavi del regno dei cieli: tutto ci\u00f2 che legherai sulla terra sar\u00e0 legato nei cieli, e tutto ci\u00f2 che scioglierai sulla terra sar\u00e0 sciolto nei cieli&#8221;. Allora ordin\u00f2 ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\" style=\"color: #3d3d3d;\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\" style=\"color: #3d3d3d;\">Il brano evangelico che abbiamo ascoltato \u00e8 noto come \u201cil testo del primato di Pietro\u201d. \u00c8 un brano tuttavia che va anche oltre i dibattiti sul \u201cprimato\u201d di Pietro e interpella la fede di ciascun credente. Gli stessi padri della Chiesa, che non avevano le preoccupazioni circa il primato del Papa, hanno dato a queste parole evangeliche una interpretazione pi\u00f9 spirituale e pi\u00f9 legata alla vita ordinaria del cristiano. Per comprendere bene tale episodio \u00e8 necessario anzitutto inserirlo nella nuova situazione in cui Ges\u00f9 si \u00e8 venuto a trovare (in questo ci aiuta il brano parallelo di Marco 8,27-30). Dopo la sua predicazione in Galilea, Ges\u00f9 si ritrova praticamente solo. Aveva cercato di fare delle folle che lo seguivano il \u201cnuovo popolo\u201d di Dio, ma ha dovuto constatare una prima sconfitta: tutti lo hanno abbandonato. Si ritrova solo, con quel piccolo gruppetto di discepoli. Sembrano fedeli, \u00e8 vero; ma resisteranno sino alla fine? accetteranno un Messia crocifisso? Questi e altri analoghi interrogativi affollano la mente di Ges\u00f9. Raduna perci\u00f2 quel piccolo gruppo in un luogo appartato, nella regione di Cesarea di Filippo, e chiede loro cosa pensi la gente di lui. Vi era in effetti una grande attesa tra la gente riguardo alla venuta del Messia, ma altrettanto vasta era l\u2019incertezza sulla sua figura e sul suo compito. In genere tuttavia si era d\u2019accordo nel ritenere il Messia un uomo potente politicamente e militarmente. In ogni caso, l\u2019animo della folla era surriscaldato riguardo a tale argomento, tanto da poter parlare di una sorta di febbre messianica tra la gente. C\u2019era stato gi\u00e0 qualcuno che si era presentato come Messia e aveva sollevato gruppi armati, che furono prontamente repressi dall\u2019autorit\u00e0 romana. Le risposte dei discepoli alla domanda di Ges\u00f9 riflettono l\u2019incertezza generale: c\u2019era chi vedeva in lui il Battista redivivo, chi pensava fosse Elia, chi Geremia o qualcuno dei profeti. Tutti comunque lo guardavano come un grande profeta, ma non come colui nel quale \u00e8 Dio stesso che parla e agisce. Tuttavia, la vera intenzione di Ges\u00f9 era quella di conoscere quale fosse il loro pensiero a suo riguardo: \u201cMa voi, chi dite che io sia?\u201d. Pietro, a nome di tutti (\u201ccorifeo\u201d lo chiama la Chiesa d\u2019Oriente), risponde con la professione di fede: \u201cTu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente\u201d. E Ges\u00f9 gli risponde: \u201cBeato sei tu, Simone, figlio di Giona, perch\u00e9 n\u00e9 carne n\u00e9 sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che \u00e8 nei cieli\u201d. Pietro ha ricevuto la rivelazione di Dio. Egli fa parte di quel gruppo di \u201cpiccoli\u201d ai quali \u00e8 stato rivelato il mistero nascosto sin dalla fondazione del mondo (Mt 11,25-26). Egli, come scrive Paolo, ha potuto gustare la \u201cprofondit\u00e0 della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio\u201d(Rm 11,33). E poi Ges\u00f9 gli dona un nuovo nome: \u201cSimone, ti chiamerai Kefa\u201d (\u201cPetros\u201d in greco). Ricevere un nuovo nome significa ricevere una nuova vocazione, iniziare una nuova storia. Il nuovo nome che Ges\u00f9 d\u00e0 a Simone, richiama l\u2019idea della costruzione. \u00c8 vero che \u201cla pietra\u201d \u00e8 certamente solo Ges\u00f9; e su di lui \u201cpietra angolare\u201d si costruisce la casa. Ma Pietro diviene il prototipo dei discepoli, esempio per i credenti di ogni luogo e di ogni tempo: tutti cio\u00e8 dobbiamo partecipare alla sua fede. Egli stesso ce lo suggerisce quando scrive: \u201cAvvicinandovi a lui, pietra viva, &#8230;quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale\u201d (1 Pt 2,4-5). Ogni credente deve partecipare al nome, alla storia, alla vocazione di Pietro per la costruzione dell\u2019edificio spirituale. In questo impegno di costruzione, tutti, ciascuno a suo modo si potrebbe dire, riceviamo il \u201cpotere delle chiavi\u201d, ossia il potere di \u201csciogliere\u201d e di \u201clegare\u201d. Come scrive anche il profeta Isaia a proposito dell\u2019eletto di Dio, Eliakim: \u201cGli porr\u00f2 sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuder\u00e0; se egli chiude, nessuno potr\u00e0 aprire\u201d(22,22). Si tratta di un potere reale. Ma cosa vuol dire, sciogliere e legare? Sciogliere significa slegare le funi che ci tengono legati al nostro egoismo, che ci bloccano saldamente sulla sponda dell\u2019amore per noi stessi, che ci costringono inesorabilmente ad essere soggetti agli egoismi personali o di gruppo, di clan, di etnia, di nazione. Sono legami che rendono schiavi e violenti. \u00c8 urgente scioglierli e prendere il largo verso il Regno di Dio, ove l\u2019amicizia, la solidariet\u00e0, il servizio vicendevole sono la nuova legge. Questi sono i \u201clegami\u201d da realizzare. Ebbene, dice Ges\u00f9, tali legami realizzati sulla terra saranno confermati nel cielo. Non saranno cio\u00e8 intaccati e resteranno saldi anche oltre la morte. \u00c8 davvero una grande consolazione sapere che tutto ci\u00f2 che legheremo sulla terra sar\u00e0 legato anche nei cieli, ossia per sempre. \u00c8 come dire che quel che conta nella vita \u00e8 l\u2019amore; quel che resta \u00e8, appunto, l\u2019amicizia che leghiamo tra noi e con tutti. \u00c8 su \u201cquesta pietra\u201d, su pietre di questa qualit\u00e0, che Ges\u00f9 costruisce la sua Chiesa e il mondo nuovo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 16,13-20 Ges\u00f9, giunto nella regione di Cesar\u00e8a di Filippo, domand\u00f2 ai suoi discepoli: &#8220;La gente, chi dice che sia il Figlio dell&#8217;uomo?&#8221;. Risposero: &#8220;Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti&#8221;. Disse loro: &#8220;Ma voi, chi dite che io sia?&#8221;. 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