{"id":19351,"date":"2014-07-02T13:03:10","date_gmt":"2014-07-02T11:03:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19351"},"modified":"2014-07-02T13:08:41","modified_gmt":"2014-07-02T11:08:41","slug":"festa-dei-santi-pietro-e-paolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/festa-dei-santi-pietro-e-paolo.html","title":{"rendered":"Festa dei santi Pietro e Paolo"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><strong><em>Dal vangelo di Matteo 16,13-19<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Ges\u00f9, giunto nella regione di Cesar\u00e8a di Filippo, domand\u00f2 ai suoi discepoli: &#8220;La gente, chi dice che sia il Figlio dell&#8217;uomo?&#8221;. Risposero: &#8220;Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti&#8221;. Disse loro: &#8220;Ma voi, chi dite che io sia?&#8221;. Rispose Simon Pietro: &#8220;Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente&#8221;. E Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perch\u00e9 n\u00e9 carne n\u00e9 sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che \u00e8 nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te dar\u00f2 le chiavi del regno dei cieli: tutto ci\u00f2 che legherai sulla terra sar\u00e0 legato nei cieli, e tutto ci\u00f2 che scioglierai sulla terra sar\u00e0 sciolto nei cieli&#8221;.\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">Celebriamo oggi la festa dei santi apostoli Pietro e Paolo, una memoria che accompagna la storia quasi bimillenaria della Chiesa. La tradizione ritiene che Pietro e Paolo morirono martiri nello stesso giorno, il 29 giugno dell\u2019anno 67 o 68, l\u2019uno crocifisso sulla col-lina vaticana \u0096 forse nel luogo ove sorge oggi la chie-sa di San Pietro in Montorio \u0096 e l\u2019altro decapitato sul-la Via Ostiense. Essi sono chiamati le colonne della Chie-sa, in particolare della Chiesa romana che non solo li venera santi ma si gloria di averli come fondamenta del proprio edificio spirituale. L\u2019antico scrittore cristiano, Tertulliano, ricorda che Pietro e Paolo donarono a Roma la loro dottrina assieme al lo-ro sangue. Possiamo allora cantare, uniti anche alla Chiesa d\u2019Oriente: \u201cSia lode a Pietro e a Paolo, queste due grandi lu-ci della Chiesa; essi brillano nel firmamento della fe-de\u201d. Essi brillano non solo nel cielo di Roma, ma anche nel cuore di quei credenti che conservano la loro pre-dicazione e custodiscono la preziosa testimonianza di una fede vissuta sino all\u2019 effusione del sangue. \u00c8 sulla fede di questi due martiri che si fonda la Chiesa di Ro-ma; ed \u00e8 su questa fede che poggia la nostra povera, fragile e debole fede di cristiani dell\u2019ultima ora. La lo-ro immagine \u00e8 davanti a noi perch\u00e9 ricordiamo il loro esempio secondo quanto scrive la lettera agli Ebrei: \u201cNon avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato\u201d (12,4). Pietro e Paolo resistettero sino al sangue.<br \/>\nEssi tornano oggi in mezzo a noi e predicano anco-ra con le loro parole e la loro stessa vita. Scrive Matteo che il Signore chiam\u00f2 i Dodici e li mand\u00f2 due a due. Ebbene due di loro, Pietro e Paolo, dalla lontana Palestina, sono stati mandati sino a Roma, per predicare il Vangelo. Erano due uomini molto diversi l\u2019uno dall\u2019altro: \u201cumile pescatore di Galilea\u201d il primo, \u201cmaestro e dottore\u201d l\u2019altro, come canta il prefazio della Santa Liturgia di questo giorno. Diversa fu anche la loro storia di credenti. Pietro fu chiamato da Ges\u00f9 mentre riassettava le reti sulle rive del mare di Galilea. Era un semplice pescatore che svolgeva onestamente il suo lavoro, talora molto pesante. Tuttavia, non era assente dal suo animo l\u2019inquietudine per una vita sempre uguale, e soprattutto sentiva il desiderio di un mondo nuovo ove non fosse rara la carit\u00e0 e fossero sconfitte invece l\u2019indifferenza e l\u2019inimicizia. Non appena quel giovane maestro di Nazareth lo chiam\u00f2 a una vita pi\u00f9 larga e a pescare uomini e non pesci, \u201csubito lasciate le reti, lo segu\u00ec\u201d. Lo troviamo poi tra i Dodici, con il tipico temperamento dell\u2019uomo focoso e sicuro; eppure bast\u00f2 una serva per portarlo al tradimento. Il vero Pietro \u00e8 quello debole che si lascia toccare dallo Spirito di Dio e, primo tra tutti, proclama: \u201cTu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente\u201d, come abbiamo ascoltato dal Vangelo (Mt 16,16). E il Signore fece di questa debolezza la \u201cpietra\u201d che avrebbe dovuto confermare i fratelli.<br \/>\nPaolo, da giovane, era accanto a coloro che lapidarono Stefano; faceva la guardia ai mantelli dei lapidatori. Era zelante nel combattere la giovane comunit\u00e0 cristiana. Si fece persino autorizzare a perseguitarla. Ma sulla via di Damasco il Signore lo fece cadere dal cavallo delle sue sicurezze e del suo orgoglio ben pi\u00f9 forti del cavallo su cui stava. Trovatosi a terra, nella polvere, alz\u00f2 gli occhi al cielo e vide il Signore. Questa volta, come Pietro dopo il tradimento, anche Paolo si sent\u00ec toccare il cuore: non sgorgarono le lacrime ma gli occhi rimasero chiusi e non vedeva pi\u00f9. Lui, abituato a guidare gli altri, dovette essere afferrato per mano e condotto a Damasco. Il Vangelo predicato da Anania gli apr\u00ec il cuore e gli occhi. Paolo predic\u00f2, prima agli ebrei e poi ai pagani, fondando molte comunit\u00e0. Per compiere questa sua missione non manc\u00f2 di opporsi neppure a Pietro. \u201cIl Signore per\u00f2 mi \u00e8 stato vicino \u0096 scrive a Timoteo \u0096 e mi ha dato forza, perch\u00e9 io potessi portare a compimento l\u2019annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e cos\u00ec fui liberato dalla bocca del leone. Il Signore mi liberer\u00e0 da ogni male e mi porter\u00e0 in salvo nei cieli, nel suo regno\u201d (2 Tm 4,17-18).<br \/>\nLa Chiesa fin dall\u2019inizio li ha voluti ricordare assieme, quasi a ricomporre in unit\u00e0 la loro testimonianza. Essi, con le loro diverse ricchezze, con il loro carisma, hanno fondato un\u2019unica Chiesa di Cristo. Le loro caratteristiche fanno in certo modo parte della fede e della vita di questa Chiesa; vorrei dire, della nostra stessa fede. Si potrebbe affermare che non si pu\u00f2 essere cristiani in modo piattamente identico. La nostra fede dovrebbe respirare con lo spirito di questi due testimoni: con la fede umile e salda di Pietro, e il cuore ampio e universale di Paolo. Se ogni credente, se ogni Chiesa deve vivere non per se stessa ma perch\u00e9 il Vangelo sia annunciato, tanto pi\u00f9 \u00e8 un dovere per la Chiesa di Roma e per ogni suo membro. Oggi, gli apostoli Pietro e Paolo tornano a sedersi in mezzo a noi e ci esortano a non rinchiuderci, a non pensare unicamente ai nostri problemi, fossero anche religiosi, ma a sentire l\u2019urgenza di confermare la fede dei fratelli e di uscire ad annunciare il Vangelo a coloro che ancora non lo hanno accolto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 16,13-19 Ges\u00f9, giunto nella regione di Cesar\u00e8a di Filippo, domand\u00f2 ai suoi discepoli: &#8220;La gente, chi dice che sia il Figlio dell&#8217;uomo?&#8221;. 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