{"id":19100,"date":"2023-04-15T08:09:09","date_gmt":"2023-04-15T06:09:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=19100"},"modified":"2023-01-03T20:44:28","modified_gmt":"2023-01-03T19:44:28","slug":"domenica-della-divina-misericordia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/domenica-della-divina-misericordia.html","title":{"rendered":"Domenica della Divina Misericordia"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\" style=\"color: #3d3d3d;\"><strong>Dal vangelo di Giovanni 20,19-31<\/strong><\/p>\n<p class=\"brano\" style=\"color: #3d3d3d;\"><em>La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, si ferm\u00f2 in mezzo a loro e disse: &#8220;Pace a voi!&#8221;. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Ges\u00f9 disse loro di nuovo: &#8220;Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch&#8217;io mando voi&#8221;. Dopo aver detto questo, alit\u00f2 su di loro e disse: &#8220;Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9. Gli dissero allora gli altri discepoli: &#8220;Abbiamo visto il Signore!&#8221;. Ma egli disse loro: &#8220;Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non creder\u00f2&#8221;.\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p><em>Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c&#8217;era con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, si ferm\u00f2 in mezzo a loro e disse: &#8220;Pace a voi!&#8221;. Poi disse a Tommaso: &#8220;Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere pi\u00f9 incredulo ma credente!&#8221;. Rispose Tommaso: &#8220;Mio Signore e mio Dio!&#8221;. Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Perch\u00e9 mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Molti altri segni fece Ges\u00f9 in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio e perch\u00e9, credendo, abbiate la vita nel suo nome.\u00a0<\/em><br \/>\n<!--more--><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\" style=\"color: #3d3d3d;\">Il Vangelo che ci \u00e8 stato annunciato sembra voler scandire il tempo dei credenti sull\u2019evento pasquale: \u00e8 la Pasqua che d\u00e0 il ritmo alla vita dei discepoli. E questo fin dall\u2019inizio. Ges\u00f9 risorto, infatti, dopo essere apparso ai discepoli nel giorno di Pasqua, torna nuovamente in mezzo a loro otto giorni dopo. Potremmo dire, la domenica seguente. Questa volta c\u2019\u00e8 anche Tommaso. E cos\u00ec, di domenica in domenica sino ad oggi, ininterrottamente da duemila anni, i discepoli di Ges\u00f9 si radunano in ogni parte della terra per poter rivivere l\u2019incontro con il Signore risorto.<br \/>\nGli apostoli se ne stavano rintanati nel Cenacolo, a porte chiuse, per paura. Paura di perdere la loro vita e la loro tranquillit\u00e0 o anche quel poco che era loro rimasto dopo la morte di Ges\u00f9. Erano tristi e rassegnati; tanto che avevano preso in giro le donne che con timore e gioia si erano recate da loro per annunciare la resurrezione di Ges\u00f9. Ma il Signore quel giorno apr\u00ec il loro cuore e vinse la loro incredulit\u00e0. Al vedere il Signore \u0096 scrive l\u2019evangelista \u0096 i discepoli gioirono e furono ripieni di Spirito Santo. Furono trasformati profondamente come da una nuova e irresistibile energia interiore. Non erano pi\u00f9 come prima. E subito lo dissero a Tommaso: \u201cAbbiamo visto il Signore!\u201d. Ma Tommaso non volle credere alle loro parole: \u201cSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non creder\u00f2\u201d. Eppure non era un cattivo o un mediocre discepolo, n\u00e9 era il freddo razionalista, l\u2019uomo del fatto concreto, dell\u2019esperienza, l\u2019uomo positivo che non si lascia andare all\u2019emozione e al sentimento come le donne di cui parla il Vangelo. Tommaso era in verit\u00e0 un uomo dai sentimenti forti: quando Ges\u00f9 decise di recarsi dall\u2019amico Lazzaro, malgrado i pericoli di morte, fu il primo a dire: \u201cAndiamo anche noi a morire con lui\u201d.<br \/>\nE quando Ges\u00f9 parl\u00f2 della sua dipartita, Tommaso a nome di tutti si fece avanti per chiedere: \u201cSignore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via\u201d. Tommaso non era un uomo incapace di sentimenti. Tuttavia, aveva ormai accettato che la resurrezione, di cui Ges\u00f9 aveva pure parlato, fosse solo un discorso, solo parole. E quando gli altri dieci gli annunciarono il Vangelo di Pasqua, egli rispose con il suo discorso, con il suo \u201ccredo\u201d: se non vedo e non metto la mano nel suo costato, non creder\u00f2. \u00c8 il \u201ccredo\u201d di un uomo non cattivo, anzi generoso. Ma per lui esiste solo ci\u00f2 che vede e tocca. \u00c8 il credo di tanti uomini e di tante donne, i quali pi\u00f9 che razionalisti sono egocentrici. \u00c8 il credo di coloro che sono prigionieri del proprio orizzonte ristretto, prigionieri delle proprie sensazioni, chiusi appunto unicamente in quello che vedono e che toccano. Costoro non credono a quello che non riescono a toccare, non credono a ci\u00f2 che \u00e8 lontano da loro e dai loro interessi. \u00c8 il \u201cnon credo\u201d di un mondo di egocentrici, che facilmente diventa pigro, violento e ingiusto. S\u00ec, perch\u00e9 l\u2019egocentrismo porta sempre a chiudersi e ad essere increduli. Per questo non di rado il credo di Tommaso \u00e8 anche il nostro credo.<br \/>\nOtto giorni dopo la Pasqua Ges\u00f9 ritorna in mezzo ai discepoli. Questa volta c\u2019\u00e8 anche Tommaso. Potremmo aggiungere: ci siamo anche noi. E Ges\u00f9, dopo aver ripetuto il saluto di pace, invita Tommaso a toccare le sue ferite. In verit\u00e0 \u00e8 Ges\u00f9 che tocca il cuore incredulo del discepolo chiamandolo per nome e dicendogli \u201cnon essere incredulo, ma credente\u201d. Queste parole piene di affetto e di tenero rimprovero, fanno cadere in ginocchio Tommaso. Egli non ha avuto bisogno di toccare, perch\u00e9 \u00e8 stato toccato lui nel cuore dal Vangelo. Certo ha visto il Signore ancora segnato dalle ferite. E forse \u00e8 stata proprio la visione del corpo ferito, il veicolo attraverso cui le parole del Signore sono arrivate al cuore di Tommaso. \u201cMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco\u201d, dice Ges\u00f9 a Tommaso. S\u00ec, \u00e8 necessario mettere le mani nei tanti corpi feriti, malati e indeboliti che noi incontriamo, se si vuole incontrare il Signore risorto. La vittoria sulla nostra incredulit\u00e0 e sull\u2019incredulit\u00e0 del mondo inizia proprio di qui: ascoltare il Vangelo di Pasqua e toccare le ferite del corpo di Ges\u00f9 ancora piagato in tanti uomini e donne vicini e lontani da noi. Di qui nasce la gioia della Pasqua. L\u2019apostolo Pietro ce lo ricorda: \u201cVoi lo amate, pur senza averlo visto, e ora, senza vederlo, credete in lui. Perci\u00f2 esultate di gioia indicibile e gloriosa\u201d (1 Pt 1,8).<\/p>\n<p class=\"brano\" style=\"color: #3d3d3d;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 20,19-31 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, si ferm\u00f2 in mezzo a loro e disse: &#8220;Pace a voi!&#8221;. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il costato. 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