{"id":18925,"date":"2025-04-18T07:41:28","date_gmt":"2025-04-18T05:41:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18925"},"modified":"2025-03-05T12:33:44","modified_gmt":"2025-03-05T11:33:44","slug":"venerdi-santo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/venerdi-santo-2.html","title":{"rendered":"Venerdi Santo"},"content":{"rendered":"<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-18925-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/quaresima\/santasettimana\/venerdisanto.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/quaresima\/santasettimana\/venerdisanto.mp3\">http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/quaresima\/santasettimana\/venerdisanto.mp3<\/a><\/audio>\n<h3>Gv 18,1-19,42<\/h3>\n<p><b><i>[1]<\/i><\/b><i>Detto questo, Ges\u00f9 usc\u00ec con i suoi discepoli e and\u00f2 di l\u00e0 dal torrente C\u00e8dron, dove c&#8217;era un giardino nel quale entr\u00f2 con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perch\u00e9 Ges\u00f9 vi si ritirava spesso con i suoi discepoli.<!--more--> Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si rec\u00f2 l\u00e0 con lanterne, torce e armi.\u00a0Ges\u00f9 allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: \u00abChi cercate?\u00bb. Gli risposero: \u00abGes\u00f9, il Nazareno\u00bb. Disse loro Ges\u00f9: \u00abSono io!\u00bb. Vi era l\u00e0 con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse \u00abSono io\u00bb, indietreggiarono e caddero a terra. Domand\u00f2 loro di nuovo: \u00abChi cercate?\u00bb. Risposero: \u00abGes\u00f9, il Nazareno\u00bb. Ges\u00f9 replic\u00f2: \u00abVi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano\u00bb. Perch\u00e9 s&#8217;adempisse la parola che egli aveva detto: \u00abNon ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato\u00bb. Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colp\u00ec il servo del sommo sacerdote e gli tagli\u00f2 l&#8217;orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Ges\u00f9 allora disse a Pietro: \u00abRimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?\u00bb. <b>\u00a0<\/b>Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Ges\u00f9, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell&#8217;anno. Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: \u00abE&#8217; meglio che un uomo solo muoia per il popolo\u00bb. Intanto Simon Pietro seguiva Ges\u00f9 insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perci\u00f2 entr\u00f2 con Ges\u00f9 nel cortile del sommo sacerdote; Pietro invece si ferm\u00f2 fuori, vicino alla porta. Allora quell&#8217;altro discepolo, noto al sommo sacerdote, torn\u00f2 fuori, parl\u00f2 alla portinaia e fece entrare anche Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: \u00abForse anche tu sei dei discepoli di quest&#8217;uomo?\u00bb. Egli rispose: \u00abNon lo sono\u00bb. Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perch\u00e9 faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. Allora il sommo sacerdote interrog\u00f2 Ges\u00f9 riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Ges\u00f9 gli rispose: \u00abIo ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perch\u00e9 interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ci\u00f2 che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto\u00bb. Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Ges\u00f9, dicendo: \u00abCos\u00ec rispondi al sommo sacerdote?\u00bb. Gli rispose Ges\u00f9: \u00abSe ho parlato male, dimostrami dov&#8217;\u00e8 il male; ma se ho parlato bene, perch\u00e9 mi percuoti?\u00bb. Allora Anna lo mand\u00f2 legato a Caifa, sommo sacerdote. Intanto Simon Pietro stava l\u00e0 a scaldarsi. Gli dissero: \u00abNon sei anche tu dei suoi discepoli?\u00bb. Egli lo neg\u00f2 e disse: \u00abNon lo sono\u00bb. Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l&#8217;orecchio, disse: \u00abNon ti ho forse visto con lui nel giardino?\u00bb. Pietro neg\u00f2 di nuovo, e subito un gallo cant\u00f2. Allora condussero Ges\u00f9 dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l&#8217;alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Usc\u00ec dunque Pilato verso di loro e domand\u00f2: \u00abChe accusa portate contro quest&#8217;uomo?\u00bb. Gli risposero: \u00abSe non fosse un malfattore, non te l&#8217;avremmo consegnato\u00bb. Allora Pilato disse loro: \u00abPrendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!\u00bb. Gli risposero i Giudei: \u00abA noi non \u00e8 consentito mettere a morte nessuno\u00bb. Cos\u00ec si adempivano le parole che Ges\u00f9 aveva detto indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientr\u00f2 nel pretorio, fece chiamare Ges\u00f9 e gli disse: \u00abTu sei il re dei Giudei?\u00bb. Ges\u00f9 rispose: \u00abDici questo da te oppure altri te l&#8217;hanno detto sul mio conto?\u00bb. Pilato rispose: \u00abSono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abIl mio regno non \u00e8 di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perch\u00e9 non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non \u00e8 di quaggi\u00f9\u00bb. Allora Pilato gli disse: \u00abDunque tu sei re?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abTu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verit\u00e0. Chiunque \u00e8 dalla verit\u00e0, ascolta la mia voce\u00bb. Gli dice Pilato: \u00abChe cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?\u00bb. E detto questo usc\u00ec di nuovo verso i Giudei e disse loro: \u00abIo non trovo in lui nessuna colpa. Vi \u00e8 tra voi l&#8217;usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?\u00bb. Allora essi gridarono di nuovo: \u00abNon costui, ma Barabba!\u00bb. Barabba era un brigante. <b>\u00a0<\/b>Allora Pilato fece prendere Ges\u00f9 e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: \u00abSalve, re dei Giudei!\u00bb. E gli davano schiaffi. Pilato intanto usc\u00ec di nuovo e disse loro: \u00abEcco, io ve lo conduco fuori, perch\u00e9 sappiate che non trovo in lui nessuna colpa\u00bb. Allora Ges\u00f9 usc\u00ec, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: \u00abEcco l&#8217;uomo!\u00bb. Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: \u00abCrocifiggilo, crocifiggilo!\u00bb. Disse loro Pilato: \u00abPrendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa\u00bb. Gli risposero i Giudei: \u00abNoi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perch\u00e9 si \u00e8 fatto Figlio di Dio\u00bb. All&#8217;udire queste parole, Pilato ebbe ancor pi\u00f9 paura ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Ges\u00f9: \u00abDi dove sei?\u00bb. Ma Ges\u00f9 non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: \u00abNon mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libert\u00e0 e il potere di metterti in croce?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abTu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall&#8217;alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa pi\u00f9 grande\u00bb. Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: \u00abSe liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare\u00bb. Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Ges\u00f9 e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Lit\u00f2stroto, in ebraico Gabbat\u00e0. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: \u00abEcco il vostro re!\u00bb. Ma quelli gridarono: \u00abVia, via, crocifiggilo!\u00bb. Disse loro Pilato: \u00abMetter\u00f2 in croce il vostro re?\u00bb. Risposero i sommi sacerdoti: \u00abNon abbiamo altro re all&#8217;infuori di Cesare\u00bb. Allora lo consegn\u00f2 loro perch\u00e9 fosse crocifisso. <b>\u00a0<\/b>Essi allora presero Ges\u00f9 ed egli, portando la croce, si avvi\u00f2 verso il luogo del Cranio, detto in ebraico G\u00f2lgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall&#8217;altra, e Ges\u00f9 nel mezzo. Pilato compose anche l&#8217;iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: \u00abGes\u00f9 il Nazareno, il re dei Giudei\u00bb. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perch\u00e9 il luogo dove fu crocifisso Ges\u00f9 era vicino alla citt\u00e0; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: \u00abNon scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei\u00bb. Rispose Pilato: \u00abCi\u00f2 che ho scritto, ho scritto\u00bb. I soldati poi, quando ebbero crocifisso Ges\u00f9, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d&#8217;un pezzo da cima a fondo. Perci\u00f2 dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Cos\u00ec si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio cos\u00ec.Stavano presso la croce di Ges\u00f9 sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cl\u00e8ofa e Maria di M\u00e0gdala. Ges\u00f9 allora, vedendo la madre e l\u00ec accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: \u00abDonna, ecco il tuo figlio!\u00bb. Poi disse al discepolo: \u00abEcco la tua madre!\u00bb. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Ges\u00f9, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: \u00abHo sete\u00bb. Vi era l\u00ec un vaso pieno d&#8217;aceto; posero perci\u00f2 una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l&#8217;aceto, Ges\u00f9 disse: \u00abTutto \u00e8 compiuto!\u00bb. E, chinato il capo, spir\u00f2. <b>\u00a0<\/b>Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perch\u00e9 i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all&#8217;altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti per\u00f2 da Ges\u00f9 e vedendo che era gia morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colp\u00ec il fianco con la lancia e subito ne usc\u00ec sangue e acqua. Chi ha visto ne d\u00e0 testimonianza e la sua testimonianza \u00e8 vera e egli sa che dice il vero, perch\u00e9 anche voi crediate. Questo infatti avvenne perch\u00e9 si adempisse la Scrittura: Non gli sar\u00e0 spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. <b>\u00a0<\/b>Dopo questi fatti, Giuseppe d&#8217;Arimat\u00e8a, che era discepolo di Ges\u00f9, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Ges\u00f9. Pilato lo concesse. Allora egli and\u00f2 e prese il corpo di Ges\u00f9. Vi and\u00f2 anche Nicod\u00e8mo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e port\u00f2 una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Ges\u00f9, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com&#8217;\u00e8 usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. L\u00e0 dunque deposero Ges\u00f9, a motivo della Preparazione dei Giudei, poich\u00e9 quel sepolcro era vicino. <\/i><\/p>\n<p>Inizia la passione di Ges\u00f9: queste pagine non narrano solo il momento finale della sua vita, riassumono tutta la sua passione per gli uomini. Ges\u00f9 ha amato i discepoli fino all\u2019ultimo. Esce dal cenacolo e si dirige verso l\u2019orto degli Ulivi, anche se sa bene che verranno a catturarlo. Ges\u00f9, infatti, non \u00e8 sorpreso da quanto sta per accadere; anzi, \u00e8 lui che va incontro a Giuda e ai soldati che stanno avvicinandosi e, come il vero padrone della situazione, li affronta. Se c\u2019era qualcuno che doveva cadere a terra non era lui, erano piuttosto i soldati e le guardie venuti ad arrestarlo. E avvenne proprio cos\u00ec. Quando Ges\u00f9 arriva davanti a loro chiede: \u201cChi cercate?\u201d. \u201cGes\u00f9 il Nazareno\u201d, rispondono; ed egli: \u201cSono io\u201d. A queste parole tutti i presenti arretrano e cadono a terra. Ges\u00f9 aveva veramente il potere nelle mani. Era un potere apparentemente debole, senza armi n\u00e9 soldati; possedeva solo la parola che per\u00f2 fu sufficiente per atterrare i soldati. A Pietro, che colpisce un servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio, rivolge un duro rimprovero e impone di rimettere la spada nel fodero. Ordina per\u00f2 ai soldati di non accanirsi sui discepoli visto che \u00e8 lui che cercano. Si adempivano fino in fondo le parole che aveva detto: \u201cLi ho custoditi e nessuno di loro si \u00e8 perduto\u201d. Ges\u00f9 cos\u00ec ama i suoi, anche durante la Passione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/quaresima\/santasettimana\/venerdisanto.mp3 Gv 18,1-19,42 [1]Detto questo, Ges\u00f9 usc\u00ec con i suoi discepoli e and\u00f2 di l\u00e0 dal torrente C\u00e8dron, dove c&#8217;era un giardino nel quale entr\u00f2 con i suoi discepoli. 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