{"id":18912,"date":"2023-04-01T12:46:45","date_gmt":"2023-04-01T10:46:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18912"},"modified":"2023-01-03T20:43:22","modified_gmt":"2023-01-03T19:43:22","slug":"domenica-delle-palme-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/domenica-delle-palme-2.html","title":{"rendered":"Domenica delle Palme"},"content":{"rendered":"<p><strong>Passione di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo secondo Matteo<\/strong><\/p>\n<p><em>In quel tempo Ges\u00f9 comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrog\u00f2 dicendo: \u00abSei tu il re dei Giudei?\u00bb. Ges\u00f9 rispose: \u00abTu lo dici\u00bb. E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. <\/em><\/p>\n<p><em> Allora Pilato gli disse: \u00abNon senti quante testimonianze portano contro di te?\u00bb. Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libert\u00e0 per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perci\u00f2, alla gente che si era radunata, Pilato disse: \u00abChi volete che io rimetta in libert\u00e0 per voi: Barabba o Ges\u00f9, chiamato Cristo?\u00bb. Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.<!--more--><\/em><\/p>\n<p><em> Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mand\u00f2 a dire: \u00abNon avere a che fare con quel giusto, perch\u00e9 oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua\u00bb. Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Ges\u00f9. Allora il governatore domand\u00f2 loro: \u00abDi questi due, chi volete che io rimetta in libert\u00e0 per voi?\u00bb. Quelli risposero: \u00abBarabba!\u00bb. Chiese loro Pilato: \u00abMa allora, che far\u00f2 di Ges\u00f9, chiamato Cristo?\u00bb. Tutti risposero: \u00abSia crocifisso!\u00bb. Ed egli disse: \u00abMa che male ha fatto?\u00bb. Essi allora gridavano pi\u00f9 forte: \u00abSia crocifisso!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em> Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell\u2019acqua e si lav\u00f2 le mani davanti alla folla, dicendo: \u00abNon sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!\u00bb. E tutto il popolo rispose: \u00abIl suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli\u00bb. Allora rimise in libert\u00e0 per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges\u00f9, lo consegn\u00f2 perch\u00e9 fosse crocifisso.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora i soldati del governatore condussero Ges\u00f9 nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: \u00abSalve, re dei Giudei!\u00bb. Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. <\/em><\/p>\n<p><em>Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto G\u00f2lgota, che significa \u00abLuogo del cranio\u00bb, gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggi\u00f2, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: \u00abCostui \u00e8 Ges\u00f9, il re dei Giudei\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em> Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.<\/em><\/p>\n<p><em>Quelli che passavano di l\u00ec lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: \u00abTu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!\u00bb. Cos\u00ec anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: \u00abHa salvato altri e non pu\u00f2 salvare se stesso! \u00c8 il re d\u2019Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: \u201cSono Figlio di Dio\u201d!\u00bb. Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.<\/em><\/p>\n<p><em>A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Ges\u00f9 grid\u00f2 a gran voce: \u00abEl\u00ec, El\u00ec, lem\u00e0 sabact\u00e0ni?\u00bb, che significa: \u00abDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: \u00abCostui chiama Elia\u00bb. E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzupp\u00f2 di aceto, la fiss\u00f2 su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: \u00abLascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!\u00bb. Ma Ges\u00f9 di nuovo grid\u00f2 a gran voce ed emise lo spirito.<\/em><\/p>\n<p><em> Ed ecco, il velo del tempio si squarci\u00f2 in due, da cima a fondo, la terra trem\u00f2, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella citt\u00e0 santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Ges\u00f9, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: \u00abDavvero costui era Figlio di Dio!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #990000;\">Siamo ormai alle soglie della Settimana Santa e il Vangelo di Giovanni pone sulle nostre labbra la stessa domanda che alcuni greci, presenti tra la folla dei pellegrini recatasi a Gerusalemme per la Pasqua, posero a Filippo e Andrea: &#8220;Vogliamo vedere Ges\u00f9&#8221;. \u00c8 una richiesta che facciamo nostra particolarmente in questi giorni. C&#8217;\u00e8 una spiritualit\u00e0 dei giorni della passione, che \u00e8 anzitutto non perdere di vista il Signore. In questa settimana \u00e8 bene che i nostri occhi si fermino ogni giorno a leggere una pagina evangelica, magari della passione, per poter comprendere il cuore, i pensieri, i sentimenti e l&#8217;amore di Ges\u00f9. \u00c8 un momento di grazia per ciascuno di noi.<\/span><\/p>\n<p>Quando Filippo e Andrea riferiscono a Ges\u00f9 la richiesta dei due greci, egli risponde che \u00e8 giunta la sua &#8220;ora&#8221;. Quell&#8217;ora che non era ancora &#8220;arrivata&#8221; a Cana, che &#8220;stava venendo&#8221; nell&#8217;incontro con la samaritana al pozzo di Giacobbe, quella &#8220;ora&#8221; per cui era venuto sulla terra, stava per arrivare. \u00c8 un&#8217;ora del tutto diversa da quella che aspettiamo noi, quella del trionfo, della riscossa, dell&#8217;affermazione di se stessi, della vittoria sugli altri. Per Ges\u00f9 \u00e8 l&#8217;ora della sua passione e morte. Non c&#8217;era mai stata per lui l&#8217;ora dell&#8217;interesse per s\u00e9, sebbene pi\u00f9 volte avesse sub\u00ecto la tentazione di fuggire il pericolo della cattura che vedeva avvicinarsi sempre pi\u00f9, oppure di allontanarsi da Gerusalemme come gli stessi discepoli pi\u00f9 volte lo avevano esortato a fare. L&#8217;ora, ormai giunta, non era certo un momento facile per Ges\u00f9. Era anzi fortemente drammatica, tanto da fargli esclamare: &#8220;L&#8217;anima mia \u00e8 turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest&#8217;ora? Ma per questo sono giunto a quest&#8217;ora! Padre glorifica il tuo nome&#8221;. E decise di restare, anzi di entrare a Gerusalemme anche se questo gli sarebbe costato la morte. Ne era ben consapevole. Pi\u00f9 volte l&#8217;aveva detto, scandalizzando anche i pi\u00f9 vicini a lui. Nel tempio lo ripete a tutti i presenti, sotto forma di parabola: &#8220;Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto&#8221;. Non gli era bastato venire sulla terra; voleva donare la vita sino alla fine. Peraltro queste parole ci riportano anche ai giorni della morte di Giovanni Paolo II e all&#8217;incredibile numero di persone accorse intorno a lui: era il frutto del suo amore senza limiti.<\/p>\n<p>Nella Lettera agli Ebrei abbiamo ascoltato: &#8220;Cristo, nei giorni della sua vita terrena offr\u00ec preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua piet\u00e0&#8221;. Tuttavia ? ed \u00e8 qui il grande mistero della Croce ? l&#8217;obbedienza al Vangelo e l&#8217;amore per gli uomini erano per Ges\u00f9 pi\u00f9 preziosi della sua stessa vita. Non era venuto sulla terra per &#8220;rimanere solo&#8221;, ma per portare &#8220;molto frutto&#8221;. E l&#8217;unica via per portare frutto, ossia per raccogliere i dispersi, Ges\u00f9 la indica cos\u00ec: &#8220;Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserver\u00e0 per la vita eterna&#8221;. Sono parole che sembrano incomprensibili, e per certi versi lo sono; esse suonano talmente estranee al comune sentire da risultare indecifrabili dal punto di vista semantico. Tutti amiamo conservare la vita, custodirla, preservarla, risparmiarla dalla fatica; nessuno \u00e8 portato ad &#8220;odiarla&#8221;, come invece sembra suggerire il testo evangelico. Basti pensare alle cure che abbiamo per il nostro corpo al di l\u00e0 dell&#8217;ordinaria attenzione per la salute.<\/p>\n<p>Il Vangelo parla un altro linguaggio; potrebbe apparire duro, eppure a guardarci bene dentro \u00e8 profondamente realista. Il senso dei due termini (odiare e amare) \u00e8 da intendersi sulla scia della stessa vita di Ges\u00f9, del suo modo di comportarsi e di voler bene, del suo modo di impegnarsi, di pensare e di preoccuparsi. Insomma, Ges\u00f9 ha vissuto tutta la sua vita amando gli uomini pi\u00f9 di se stesso. La morte in croce rappresenta l&#8217;ora in cui questo amore si manifesta nella sua pienezza. S\u00ec, la croce \u00e8 l&#8217;ora della salvezza; potremmo dire che \u00e8 il momento culminante dell&#8217;intera storia umana, il punto pi\u00f9 alto di amore che l&#8217;uomo ha potuto e possa esprimere. E forse \u00e8 proprio questa l&#8217;ora di cui parla la profezia di Geremia quando si prevedono &#8220;giorni nei quali il Signore concluder\u00e0 un&#8217;alleanza nuova con la casa d&#8217;Israele e con la casa di Giacobbe&#8221;(Ger 31, 31). Sono poche parole, ma rappresentano uno dei vertici spirituali del Vecchio Testamento: l&#8217;antico patto del Sinai \u00e8 superato dalla &#8220;nuova alleanza&#8221; che il Signore stabilisce con il suo popolo. Ges\u00f9 stesso rievocher\u00e0 durante l&#8217;ultima cena questa profezia di Geremia, quando definir\u00e0 la coppa pasquale &#8220;il calice della nuova alleanza&#8221;.<\/p>\n<p>Tale nuova alleanza non sar\u00e0 pi\u00f9 scritta su tavole di pietra ma nel cuore stesso degli uomini. E il primo cuore su cui essa \u00e8 scritta \u00e8 quello stesso di Ges\u00f9: sulla croce, squarciato dalla lancia, quel cuore effonde il suo sangue sino all&#8217;ultima goccia. Come restare distanti e freddi di fronte a tale amore? Come resistere ad una passione cos\u00ec alta d portare un uomo a dare tutta la sua vita sino alla morte in croce? Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 pu\u00f2 dire: &#8220;Quando sar\u00f2 alzato da terra attrarr\u00f2 tutti a me!&#8221; (Gv 12, 32). \u00c8 la grazia che chiediamo in questi giorni per ciascuno di noi e per tutte le comunit\u00e0 cristiane. \u00c8 la grazia che chiediamo anche per il mondo perch\u00e9 gli uomini, guardando quel volto crocifisso, si commuovano e possano scoprire che l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte di ogni presunta forza umana, di ogni potere violento, di ogni egocentrismo. Da quella croce, da quel cuore squarciato, sgorga la fonte della salvezza per il mondo intero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passione di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo secondo Matteo In quel tempo Ges\u00f9 comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrog\u00f2 dicendo: \u00abSei tu il re dei Giudei?\u00bb. Ges\u00f9 rispose: \u00abTu lo dici\u00bb. E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. 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