{"id":18797,"date":"2025-03-22T07:30:55","date_gmt":"2025-03-22T06:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18797"},"modified":"2025-03-05T12:23:44","modified_gmt":"2025-03-05T11:23:44","slug":"seconda-settimana-di-quaresima-sabato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/seconda-settimana-di-quaresima-sabato.html","title":{"rendered":"Seconda settimana di Quaresima &#8211; sabato"},"content":{"rendered":"<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-18797-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/quaresima\/22\/sabato.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/quaresima\/22\/sabato.mp3\">http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/quaresima\/22\/sabato.mp3<\/a><\/audio>\n<h3>Le 15,1-3.11-32<\/h3>\n<p><i>Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: \u00abCostui riceve i peccatori e mangia con loro\u00bb. Allora egli disse loro questa parabola \u00abUn uomo aveva due <\/i><i>figli.<!--more--> Il pi\u00f9 giovane <\/i><i>disse <\/i><i>al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra <\/i><i>loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio pi\u00f9 giovane, raccolte le sue cose, part\u00ec per un paese lontano e l\u00e0 sperper\u00f2 le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominci\u00f2 a trovarsi nel bisogno. Allora and\u00f2 e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mand\u00f2 nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientr\u00f2 in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi lever\u00f2 e andr\u00f2 da mio padre e gli dir\u00f2: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono pi\u00f9 degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Part\u00ec e si incammin\u00f2 verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gett\u00f2 al collo e lo baci\u00f2. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono pi\u00f9 degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito pi\u00f9 bello e rivestitelo, mettetegli l&#8217;anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perch\u00e9 questo mio figlio era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, ud\u00ec la musica e le danze; chiam\u00f2 un servo e gli domand\u00f2 che cosa fosse tutto ci\u00f2. Il servo gli rispose: E&#8217; tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perch\u00e9 lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbi\u00f2, e non voleva entrare. Il padre allora usc\u00ec a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute \u00e8 tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ci\u00f2 che \u00e8 mio \u00e8 tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch\u00e9 questo tuo fratello era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>Molta folla seguiva Ges\u00f9, ed era composta per lo pi\u00f9 di malati, di peccatori, di gente abbandonata. Ed \u00e8 ovvio che tutto ci\u00f2 non passava inosservato. Anzi, questo rapporto privilegiato con i peccatori era uno dei motivi di accusa. Ges\u00f9 mostra che tale rapporto non \u00e8 casuale; anzi, fa parte della sua stessa missione e, si potrebbe dire, della stessa immagine di Dio. Per questo risponde all&#8217;accusa parlando non di se stesso ma di Dio, di come agisce Dio, di com&#8217;\u00e8 Dio. La parabola del figlio prodigo, forse, andrebbe chiamata parabola del padre misericordioso. Essa infatti \u00e8 tutta centrata, pi\u00f9 che sulle decisioni del figlio, sull&#8217;insolito comportamento del padre, il quale nonostante tutto aspetta che il figlio minore tomi a casa per abbracciarlo e fare festa. Ambedue i figli sono lontani dai sentimenti del padre, il quale mostra una misericordia senza limiti per entrambi. Aspetta che il minore tomi, e appena lo vede gli corre incontro. \u00c8 vero, Dio ci corre incontro pur di riaverci. \u00c8 questo il senso del perdono cristiano: esso parte da Dio, ancor prima che da noi. A noi \u00e8 chiesto solo di accoglierlo, di riconoscerlo. Potremmo dire che la scena del padre che abbraccia il figlio \u00e8 l&#8217;icona pi\u00f9 chiara della confessione. Il padre sembra non saper stare senza i figli. Esce perci\u00f2 anche verso il figlio maggiore che non voleva entrare: vuole che anche lui abbracci il fratello. Dio \u00e8 fatto cos\u00ec: precede sempre nell&#8217;amore e corre verso di noi, peccatori, per abbracciarci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/quaresima\/22\/sabato.mp3 Le 15,1-3.11-32 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: \u00abCostui riceve i peccatori e mangia con loro\u00bb. 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