{"id":18695,"date":"2014-02-16T04:39:18","date_gmt":"2014-02-16T03:39:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18695"},"modified":"2014-02-16T04:41:04","modified_gmt":"2014-02-16T03:41:04","slug":"sesta-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/sesta-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"Sesta Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dal vangelo di Matteo 5,17-37<\/strong><\/p>\n<p><em>Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verit\u00e0 vi dico: finch\u00e9 non siano passati il cielo e la terra, non passer\u00e0 neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredir\u00e0 uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegner\u00e0 agli uomini a fare altrettanto, sar\u00e0 considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserver\u00e0 e li insegner\u00e0 agli uomini, sar\u00e0 considerato grande nel regno dei cieli.<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 io vi dico: se la vostra giustizia non superer\u00e0 quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.<\/em><!--more--><\/p>\n<p><em>Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avr\u00e0 ucciso sar\u00e0 sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sar\u00e0 sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sar\u00e0 sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sar\u00e0 sottoposto al fuoco della Geenna.<\/em><\/p>\n<p><em>Se dunque presenti la tua offerta sull&#8217;altare e l\u00ec ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia l\u00ec il tuo dono davanti all&#8217;altare e v\u00e0 prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.<\/em><\/p>\n<p><em>Mettiti presto d&#8217;accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perch\u00e9 l&#8217;avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verit\u00e0 ti dico: non uscirai di l\u00e0 finch\u00e9 tu non abbia pagato fino all&#8217;ultimo spicciolo!<\/em><\/p>\n<p><em>Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore.<\/em><\/p>\n<p><em>Se il tuo occhio destro ti \u00e8 occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti \u00e8 occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l&#8217;atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all&#8217;adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.<\/em><br \/>\n<em><br \/>\nAvete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: n\u00e9 per il cielo, perch\u00e9 \u00e8 il trono di Dio; n\u00e9 per la terra, perch\u00e9 \u00e8 lo sgabello per i suoi piedi; n\u00e9 per Gerusalemme, perch\u00e9 \u00e8 la citt\u00e0 del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perch\u00e9 non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare s\u00ec, s\u00ec; no, no; il di pi\u00f9 viene dal maligno.<\/em><\/p>\n<p>Il brano del Vangelo di Matteo, che ci viene annunciato in questa domenica, continua la lettura del sermone della montagna con la sezione che viene chiamata \u201cDiscorso delle antitesi\u201d, ove si solleva il decisivo problema del rapporto tra Ges\u00f9 e la legge, tra il Vangelo e le norme etiche. Con una frase che a guisa di ritornello scandisce i versetti 17-37, sembra che Ges\u00f9 prenda una drastica posizione contro la Legge: \u201cAvete inteso che fu detto&#8230; ma io vi dico&#8230;\u201d. In verit\u00e0 subito aggiunge: \u201cNon sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento\u201d. Ed \u00e8 proprio il \u201ccompimento\u201d della Legge il cuore di questo brano evangelico. Per Ges\u00f9 compiere la Legge vuol dire diventare \u201cperfetti come \u00e8 perfetto il Padre vostro celeste\u201d (v. 48). Avendo presente questo esigente obiettivo non fa meraviglia ascoltare l\u2019ammonizione che apre l\u2019odierna pericope: \u201cse la vostra giustizia non superer\u00e0 quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli\u201d. \u00c8 a dire che essere buoni alla pari dei farisei vale non esserlo per nulla. La giustizia dei farisei viene giudicata da Ges\u00f9 cos\u00ec poco grande, che nemmeno basta per entrare nella salvezza. \u00c8 un giudizio durissimo, che non pu\u00f2 non stupire se si tiene conto che il fariseismo del tempo agli occhi dei pi\u00f9 era cosa assolutamente rispettabile e rispettata.<br \/>\nEppure la giustizia dei discepoli del Vangelo deve essere superiore, e di molto, a quella dei farisei. Ges\u00f9 non intende parlare qui di una maggiore quantit\u00e0 di precetti da osservare. In altra parte del Vangelo rimprovera i farisei: \u201cGuai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili\u201d (Lc 11,46). Egli parla di una giustizia diversa, una giustizia che non va neppure confusa con quella di cui si tratta sul piano legislativo. La giustizia di cui parla Ges\u00f9 va collegata all\u2019agire di Dio, il quale non si comporta come un freddo calcolatore che bilancia il dare e l\u2019avere, le colpe e i meriti. Dio agisce con un cuore grande e misericordioso. La giustizia di Dio, potremmo dire, \u00e8 andare oltre ogni limite, anche quello della legge. Il problema non \u00e8 nel rapporto tra precetto ed osservanza, bens\u00ec tra amore e indifferenza, o se si vuole, tra calore e freddezza. Non \u00e8 in gioco, infatti, la semplice osservanza delle leggi, che \u00e8 semplicemente una sorta di primo gradino nella scala della convivenza, bens\u00ec la vita stessa della comunit\u00e0.<br \/>\nIl primo tema che Ges\u00f9 tocca \u00e8 tratto dal quinto comandamento: \u201cAvete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avr\u00e0 ucciso dovr\u00e0 essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovr\u00e0 essere sottoposto al giudizio\u201d. Come appare chiaro non si tratta di una nuova casistica (con le altre due scansioni: chi dice stupido e pazzo al proprio fratello) o di una nuova prassi giuridica, magari pi\u00f9 severa della precedente, bens\u00ec di un nuovo modo di intendere e di praticare il comandamento del \u201cnon uccidere\u201d. Sono in gioco i rapporti tra di noi e il rapporto con Dio. Essi, vuol dire Ges\u00f9, sono a tal punto importanti da decidere del proprio destino definitivo. \u00c8 un modo diverso per dire che l\u2019amore, tra noi e con Dio, \u00e8 il compimento della Legge. In tal senso si tratta di passare, anche verbalmente, da un precetto in negativo all\u2019affermazione del primato dell\u2019amore. Suona perci\u00f2 molto lontano dal Vangelo quel detto popolare che tante volte sentiamo ripetere: \u201cNon ho fatto male a nessuno; mi sento la coscienza a posto\u201d. Non \u00e8 questione di non fare il male, quanto piuttosto di fare il bene. L\u2019amore \u00e8 la giustizia chiesta ai discepoli del Vangelo.<br \/>\nGes\u00f9 giunge a dire: \u201cSe dunque tu presenti la tua offerta all\u2019altare e l\u00ec ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia l\u00ec il tuo dono davanti all\u2019altare, va\u2019 prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono\u201d. Non dice \u201cse tu hai qualcosa contro tuo fratello\u201d, ma \u201cse lui ha qualcosa contro di te\u201d, per indicare che la riconciliazione va fatta anche se la colpa \u00e8 dell\u2019altro e non nostra. Ebbene, Ges\u00f9 chiede di interrompere persino l\u2019atto supremo del culto per ristabilire l\u2019armonia del perdono e dell\u2019amicizia. La \u201cmisericordia\u201d vale pi\u00f9 del \u201csacrificio\u201d. Il culto, inteso come segno della relazione con Dio, non pu\u00f2 prescindere da un rapporto umanamente serio e amichevole tra gli uomini. \u00c8 in questo contesto che va intesa anche l\u2019affermazione seguente: \u201cAvete inteso che fu detto: non commettere adulterio; chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel proprio cuore\u201d.<br \/>\nViene poi la questione del giuramento: \u201cAvete anche inteso che fu detto agli antichi: Non giurerai il falso&#8230; ma io vi dico: non giurate affatto\u201d. La proposta evangelica esclude qualsiasi forma di giuramento nella sua duplice valenza, religiosa e sociale. Il giuramento viene visto come un abuso dell\u2019autorit\u00e0 di Dio, chiamato a coprire la deficienza di veracit\u00e0 delle parole e degli impegni umani. Il Signore ha creato l\u2019uomo con la dignit\u00e0 della parola (purtroppo, anche se motivi storici lo hanno sollecitato, la pratica cristiana ha persino istituito canonicamente il giuramento). Ges\u00f9 dice: \u201cSia invece il vostro parlare: s\u00ec s\u00ec, no no; il resto viene dal maligno\u201d. Ges\u00f9 crede davvero alla parola degli uomini. Cos\u00ec si conclude il brano evangelico di questa domenica. Esso ci riporta al principio della parola evangelica, nella sua novit\u00e0 e nella sua forza. Chi ha mai osato pronunciare parole come queste? L\u2019apostolo Paolo afferma che si tratta di una \u201csapienza che non \u00e8 di questo mondo\u201d e aggiunge: \u201cQuelle cose che occhio non vide, n\u00e9 orecchio ud\u00ec, n\u00e9 mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito\u201d (1 Cor 2,9). \u00c8 la consegna ai credenti di una nuova \u201clegge\u201d, non fatta di norme o di disposizioni giuridiche, ma di un cuore nuovo, di uno spirito nuovo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 5,17-37 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verit\u00e0 vi dico: finch\u00e9 non siano passati il cielo e la terra, non passer\u00e0 neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. 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