{"id":18645,"date":"2014-02-07T14:34:13","date_gmt":"2014-02-07T13:34:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18645"},"modified":"2014-02-07T14:41:51","modified_gmt":"2014-02-07T13:41:51","slug":"quinta-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quinta-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"Quinta Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\">+\u00a0<\/span><span>Dal Vangelo secondo Matteo<\/span><\/p>\n<p><em>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli:<\/em><br \/>\n<em>\u00abVoi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si render\u00e0 salato? A null\u2019altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.<\/em><br \/>\n<em>Voi siete la luce del mondo; non pu\u00f2 restare nascosta una citt\u00e0 che sta sopra un monte, n\u00e9 si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e cos\u00ec fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Cos\u00ec risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perch\u00e9 vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che \u00e8 nei cieli\u00bb.<!--more--><\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9, immediatamente dopo il Vangelo delle beatitudini, si rivolge ai discepoli e dice loro che sono sale della terra e luce del mondo. Siamo ancora all\u2019inizio della predicazione evangelica e senza dubbio i discepoli non possono vantare una esemplare condotta da \u201cuomini delle beatitudini\u201d. Non fa quindi meraviglia che queste parole, sia a loro che a noi, appaiano eccessive, esagerate. Ma Ges\u00f9 insiste: \u201cSe anche il sale perde il sapore, con che cosa verr\u00e0 salato?\u201d. C\u2019\u00e8 come una domanda di responsabilit\u00e0, una chiamata audace da parte di Ges\u00f9, quasi a dire: non ho altro che voi per l\u2019annuncio del Vangelo. Oppure, detto in altri termini: se la vostra funzione viene meno, se il vostro comportamento \u00e8 insipido e senza gusto, non ho altro rimedio per l\u2019annuncio evangelico. \u00c8 quel che accade se la lucerna accesa la si mette sotto il secchio (a volte, rovesciato, serviva anche da mensola). Anche in questo caso non c\u2019\u00e8 rimedio: si resta al buio.<br \/>\nTutto ci\u00f2 non era vero solo allora, lo \u00e8 altrettanto oggi. La funzione di essere sale della terra e luce del mondo non deve essere mai disattesa. Ognuno di noi sa bene, di fronte a queste parole, di essere una povera persona. Davvero siamo poca cosa, rispetto al compito che ci viene assegnato e alla beatitudine che abbiamo ascoltato domenica scorsa. Com\u2019\u00e8 possibile essere sale e luce? Non siamo tutti al di sotto della sufficienza? L\u2019apostolo Pietro, in un momento di consapevolezza, quando riconobbe il Signore, disse: \u201cAllontanati da me, perch\u00e9 sono un peccatore.\u201d Questa frase, che tutti possiamo, anzi dovremmo pronunciare, troppe poche volte sale alle nostre labbra. Ognuno di noi ha una buona considerazione di se stesso. E se talora insistiamo sulla nostra povert\u00e0, lo facciamo pi\u00f9 che per un senso di vera umilt\u00e0, per un atteggiamento rinunciatario, quindi per non illuminare e per non salare pur potendolo fare. \u00c8 come dire che la presunta indegnit\u00e0 diventa pian piano passivit\u00e0, quindi pigrizia ed infine rinuncia. Ma il Vangelo di Matteo insiste a dire che noi, poveri uomini e povere donne, siamo sale e luce. Non lo siamo da noi stessi, ma solo partecipando al vero sale e alla vera luce che \u00e8 Ges\u00f9 di Nazareth. Scrive l\u2019evangelista Giovanni: \u201cVeniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo\u201d. La luce non viene dalle doti personali di ciascuno o da una cosiddetta natura buona, n\u00e9 dalle nostre virt\u00f9. L\u2019apostolo Paolo, nella sua lettera ai cristiani di Corinto, ricorda che egli non si present\u00f2 in mezzo a loro con sublimit\u00e0 di parole: \u201cMi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione\u201d. Eppure, malgrado la sua debolezza, il suo timore e la sua trepidazione, difende l\u2019onest\u00e0 del suo ministero: \u201cIo ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Ges\u00f9 Cristo, e Cristo crocifisso\u201d. La debolezza dell\u2019apostolo non oscura la luce dell\u2019annuncio, n\u00e9 diminuisce la forza della predicazione e della testimonianza. Al contrario ne \u00e8 un pilastro e ne d\u00e0 la ragione: \u201cPerch\u00e9 la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana ma sulla potenza di Dio\u201d.<br \/>\nIn queste parole c\u2019\u00e8 un profondo senso di liberazione. Noi cristiani, a differenza di quel che avviene tra gli uomini, non siamo condannati a nascondere davanti a Dio la debolezza e la miseria di cui siamo impastati. Esse non attentano alla potenza di Dio, non la mettono in crisi, non la cancellano, semmai la esaltano se noi l\u2019accogliamo. Siamo perci\u00f2 ben lontani dal confondere la debolezza con la pigrizia e la povert\u00e0 con l\u2019avarizia. Siamo tuttavia consapevoli che \u201cabbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinch\u00e9 appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi\u201d (2 Cor 4,7). Il primo a non vergognarsi della nostra debolezza \u00e8 proprio il Signore. La sua luce non \u00e8 smorzata dalle nostre tenebre. Non c\u2019\u00e8 alcun disprezzo per l\u2019uomo da parte del Vangelo e non c\u2019\u00e8 alcuna antipatia da parte del Signore, che a ragione viene chiamato \u201cl\u2019amico degli uomini\u201d. Paolo aggiunge: \u201cChi si vanta, si vanti nel Signore\u201d. Il nostro vanto non \u00e8 mai in noi stessi. La grazia di Dio, il suo amore, rifulge nella nostra debolezza; non ce ne possiamo appropriare, ci supera sempre e non ci abbandona. Aggiunge il Vangelo: \u201cCos\u00ec risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perch\u00e9 vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che \u00e8 nei cieli\u201d. \u00c8 l\u2019invito che il Signore fa a noi perch\u00e9 diventiamo operatori del Vangelo. E il profeta spiega in cosa questo consiste: \u201cnel dividere il pane con l\u2019affamato, nell\u2019introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti\u201d. \u00c8 la carit\u00e0, la luce del Signore, una carit\u00e0 ampia che allarga le pareti del cuore. Essa \u00e8 diretta soprattutto verso i poveri e i deboli, e nello stesso tempo non dimentica chi ci \u00e8 vicino. Solo \u201callora \u0096 aggiunge il profeta \u0096 briller\u00e0 fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sar\u00e0 come il meriggio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>+\u00a0Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abVoi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si render\u00e0 salato? A null\u2019altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. 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