{"id":18540,"date":"2013-10-24T12:17:33","date_gmt":"2013-10-24T10:17:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18540"},"modified":"2014-01-24T12:48:41","modified_gmt":"2014-01-24T11:48:41","slug":"18540","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/18540.html","title":{"rendered":"Nuovi orizzonti antropologici e pastorale familiare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><em>Relazione introduttiva all&#8217;Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la famiglia (23 ottobre 2013)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Signori Cardinali,<\/p>\n<p>Venerati confratelli nell\u2019Episcopato e nel Sacerdozio,<\/p>\n<p>care sorelle e cari fratelli,<\/p>\n<p>\u00e8 con qualche emozione che apro questa XXIa Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia; la prima per me. Grato per la vostra presenza mi auguro che in questi giorni possiamo vivere e gustare quello \u201cspirito di famiglia\u201d proprio della Chiesa e che qui deve possibilmente eccellere. Ce ne da l\u2019esempio per primo Papa Francesco a cui va il nostro deferente saluto, anche come antico membro della Presidenza di questo Dicastero. Un grazie particolare glielo rivolgiamo per l\u2019indizione di un Sinodo Straordinario dei Vescovi sulla Famiglia. E\u2019 un chiaro segno del posto che il Papa intende dare al tema della famiglia nella Chiesa. Potremmo dire che \u00e8 un grande atto d\u2019amore per le famiglie cristiane e per quelle del mondo intero. E questa nostra Plenaria non pu\u00f2 non tenerne conto.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che non siamo qui per nostra scelta, ma perch\u00e9 chiamati dal Santo Padre per offrire un contributo su ci\u00f2 che concerne la Famiglia e la Vita. In tal senso il nostro servizio \u00e8 di natura prettamente ecclesiale, ossia un servizio alla Chiesa. E quello \u201cspirito di famiglia\u201d, ch\u2019\u00e8 proprio di essa, riveste per noi un significato particolare. Quanto scrive il Vangelo di Matteo: \u201cDove sono due o tre riuniti nel mio nome, l\u00ec sono io in mezzo a loro\u201d(18,20), vale anche per noi in questi giorni. C\u2019\u00e8 una grazia particolare del Signore quando ci raduniamo, quando siamo fisicamente gli uni accanto agli altri, quando discutiamo assieme, quando preghiamo insieme, quando trascorriamo ore del giorno assieme. E\u2019 la grazia della \u201csinodalit\u00e0\u201d. Non mi dilungo su questo, ma \u00e8 bene ricordare che stiamo qui per svolgere un\u2019opera che richiede anzitutto l\u2019ascolto dello Spirito e il discernimento della realt\u00e0 per offrire al papa e alle Chiese il nostro contributo di sapienza.<\/p>\n<p>Queste mie riflessioni vogliono essere un semplice aiuto per la nostra riflessione. Saranno scandite in tre tappe. Con la prima vorrei offrire uno sguardo generale sulla situazione della famiglia per immaginare un rinnovamento della pastorale familiare; con la seconda fermerei l\u2019attenzione su due tempi pi\u00f9 specifici, ossia la questione dei divorziati risposati e i procedimenti di nullit\u00e0; mentre con la terza accennerei ad alcune linee di indirizzo del Dicastero. Ritengo indispensabili le vostre osservazioni mentre si avvia una nuova fase di vita del Dicastero, non tanto per la mia presenza, quanto per il nuovo pontificato di papa Francesco e, come ho accennato, per l\u2019imminente Sinodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><i>\u00a0<\/i>I Parte<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Per una rinnovata pastorale familiare<\/strong><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><i>La famiglia vive una situazione paradossale<\/i><\/p>\n<p>La sta vivendo una situazione che potremmo dire paradossale: da un lato si attribuisce un grande valore ai legami familiari, sino a farne la chiave della felicit\u00e0, dall\u2019altro la famiglia \u00e8 divenuta il crocevia di tutte le fragilit\u00e0. Vediamo famiglie che si disperdono, si dividono, si ricompongono, tanto che \u00e8 divenuto normale affermare che ci sono molte forme di famiglia. Si \u00e8 convinti che gli individui possono \u201cfare famiglia\u201d nelle maniere pi\u00f9 diverse: qualsiasi forma di \u201cvivere insieme\u201d pu\u00f2 essere reclamata come famiglia, l\u2019importante \u2013 si sottolinea &#8211; \u00e8 l\u2019amore. In tale orizzonte, la famiglia non \u00e8 negata, ma viene posta accanto a nuove forme di vita e di esperienza relazionale che sono <i>apparentemente <\/i>compatibili con essa, anche se in verit\u00e0 la <i>scardinano<\/i>. E i dati gi\u00e0 dimostrano l\u2019affermarsi di una sorta di circuito disincentivante verso il fare famiglia.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><i>Processo di \u201cindividualizzazione\u201d della societ\u00e0<\/i><\/p>\n<p>Ci troviamo di fronte ad un mutamento antropologico che pu\u00f2 condurre alla deflagrazione della famiglia. La sintesi di tale cambiamento si pu\u00f2 leggere nell\u2019affermazione sempre pi\u00f9 forte dell\u2019individualismo. Qualche studioso parla di una \u201c<i>seconda rivoluzione individualista<\/i>\u201d(Gilles Lipovetsky) nella quale anche le istituzioni vengono agli interessi individuali, alla affermazione dell\u2019 \u201cio\u201d e al suo culto. In tale contesto, l\u2019altro \u2013 anche il familiare \u2013 \u00e8 sentito come un nemico di questo progetto, come un rivale, e non \u00a0invece come un compagno nel percorso di vita.<\/p>\n<p>La societ\u00e0, in effetti, \u00e8 sempre pi\u00f9 un ammasso di individui, ove l\u2019<i>io<\/i> prevale sul <i>noi<\/i> e l\u2019<i>individuo<\/i> sulla <i>societ\u00e0, <\/i>i diritti dell\u2019<i>individuo<\/i> su quelli della <i>famiglia<\/i>. Si preferisce la coabitazione al matrimonio, l\u2019indipendenza individuale alla dipendenza reciproca. Un esempio tra i pi\u00f9 drammatici di come una dissennata ricerca dei diritti individuali distrugge i diritti altrui \u00e8 la pratica della \u201c<i>maternit\u00e0 surrogata<\/i>\u201d, ossia trovare donne che prestano a pagamento il proprio grembo per generare \u201cfigli\u201d di altri. Questa pratica dell\u2019utero in affitto in conto terzi, per il carattere mercantile che ha assunto e gli intrecci che consente nell\u2019affidamento dei figli, testimonia la deriva drammatica di un individualismo esasperato, e per nulla frenato.<\/p>\n<p>Si comprende bene perch\u00e9 in un contesto come questo, la famiglia cos\u00ec come \u00e8 stata concepita per secoli, non trovi pi\u00f9 un orizzonte nel quale iscriversi ed essere quindi non considerata nella sua effettiva forza e dignit\u00e0. Ma con l\u2019indebolimento della \u201ccultura della famiglia\u201d, si indebolisce anche quella della stessa societ\u00e0. Vediamo ovunque che non \u00e8 lo \u201cstare insieme\u201d ma l\u2019evitarsi e lo stare separati ad essere diventate le principali strategie per sopravvivere nelle megalopoli contemporanee. E\u2019 una vera e propria crisi della socialit\u00e0 e delle tante forme comunitarie conosciute siano ad oggi, dagli storici partiti di massa alla comunit\u00e0 citt\u00e0, alla famiglia stessa intesa come dimensione associata di esistenza.<\/p>\n<p><i>Verso una societ\u00e0 de-familiarizzata?<\/i><\/p>\n<p>Debbono far riflettere le riflessioni che alcuni studiosi ricavano dalle loro rilevazioni statistiche sull\u2019andamento dei matrimoni e delle famiglie. I dati statistici fanno emergere la notevole crescita delle cosiddette famiglie \u201cunipersonali\u201d. Se, da una parte, c\u2019\u00e8 il crollo dei matrimoni e delle famiglie \u201cnormo-costituite\u201d, ossia composte da padre-madre-figli, dall\u2019altra crescono quelle formate da una sola persona, uni-personali (in Italia \u2013 per fare due soli esempi &#8211; quest\u2019ultime sono passate da 5,2 milioni nel 2001 a\u00a0 7,2 milioni tra il 2001 e il 2011, e in Francia i <i>single<\/i> rappresentano pi\u00f9 del 28% dei nuclei familiari francesi). Insomma, la forte diminuzione dei matrimoni sia religiosi che civili non si \u00e8 trasferita nella formazione di altre forme di convivenza, ma nella crescita di persone che scelgono di stare da sole. E questo perch\u00e9 qualsiasi legame che richiede all\u2019individuo un qualche impegno, \u00e8 insopportabile. E quindi da fuggire. La deriva \u00e8 chiara: si va verso una societ\u00e0 de-familiarizzata, fatta cio\u00e8 di persone sole che si uniscono senza alcun impegno. E\u2019 la contraddizione di fondo che oggi sembra schiacciare la societ\u00e0: mentre si cerca in ogni modo di fuggire la solitudine, di fatto \u00e8 la conclusione ove porta una cultura individualista.<\/p>\n<p><i>Solitudine delle famiglie e fragilit\u00e0 dei membri pi\u00f9 deboli <\/i><i>(bambini, anziani, malati) <\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">E\u2019 purtroppo una realt\u00e0 generalizzata l\u2019indebolimento e l\u2019isolamento delle famiglie rispetto ad un orizzonte pi\u00f9 ampio. Molte si sentono povere soprattutto di relazioni, sia fuori che al proprio interno. I genitori sono pi\u00f9 disorientati che disimpegnati, in quanto non sentono la propria autorit\u00e0 riconosciuta dagli altri adulti e nelle relazioni con loro. L\u2019inserimento delle famiglie in un insieme pi\u00f9 ampio \u00e8 comunque necessario anche per vivere i riti di passaggio nei momenti importanti della vita. In ogni caso, le famiglie soffrono ovunque della mancanza di coesione sociale. \u00c8 venuta meno la famiglia allargata, con cugini, zii, nipoti, che in passato poteva essere pesante da sopportare, ma forniva anche un aiuto reciproco sia materiale che morale. Resistono ancora i nonni che, quando ci sono, danno stabilit\u00e0. Le famiglie povere poi sono le pi\u00f9 esposte all\u2019assenza di un modello genitoriale, unita talvolta alla mancanza di un orizzonte culturale e alla difficolt\u00e0 a proiettarsi nel futuro. Vivere con un solo genitore, costretto a stare tutto il giorno fuori casa per lavoro,\u00a0 quando non ci sono i soldi per pagare qualcuno che se ne occupi, vuol dire lasciare\u00a0 i figli nella solitudine e nell\u2019abbandono. In tale contesto sono i pi\u00f9 poveri ad essere i pi\u00f9 aggrediti dalla societ\u00e0 dei consumi, che sa essere molto violenta nella sua propaganda.<\/span><\/p>\n<p>Fra i giovani degli ambienti popolari si riscontra una grande precariet\u00e0 affettiva. Essi si scontrano con le difficolt\u00e0 a inserirsi nella vita lavorativa e spesso non hanno nessuno a cui appoggiarsi e a cui chiedere consiglio. Questo lo si riscontra anche nelle famiglie con un solo genitore: in genere sono donne giovani che allevano da sole il proprio figlio o i propri figli. La societ\u00e0 non le aiuta, ed esse non si sentono riconosciute e accettate dalla collettivit\u00e0. Sono la prova concreta di quanto la famiglia solida e duratura sia necessaria alla societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il problema dell\u2019individualizzazione dei percorsi si estende anche alle separazioni nelle coppie anziane. Nemmeno invecchiare insieme \u00e8 oggi automatico: la libert\u00e0 individuale viene reclamata a tutte le et\u00e0 e il negoziato coniugale continua al di l\u00e0 dei 65 anni. L\u2019idea di rinuncia o di sacrificio per gli altri appare incompatibile con la felicit\u00e0 del singolo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista educativo i genitori spesso non hanno fiducia in se stessi e non riescono a coordinarsi ragionevolmente con le altre istanze educative. Tipico \u00e8 lo scollamento tra genitori e scuola, che spesso non riescono pi\u00f9 a collaborare e che propongono modelli diversi. Non vi \u00e8 pi\u00f9 rispetto automatico per la parola dell\u2019anziano e, visto che i rapporti familiari sono diventati rapporti puramente affettivi, i genitori non osano pi\u00f9 dire \u00abno\u00bb ai propri figli per timore di non essere pi\u00f9 amati. \u00c8 evidente che poi si fa fatica ad accettare a scuola il rispetto delle regole valide per tutti. Occorre imparare anche a dire \u00abno\u00bb con saggezza, specialmente, ad esempio, nell\u2019educazione affettiva e sessuale dei ragazzi.<\/p>\n<p>Nonostante tali enormi difficolt\u00e0, le famiglie rimangono il luogo privilegiato di un\u2019educazione al rispetto dell\u2019altro e della costruzione del rispetto di s\u00e9 in una logica di gruppo. L\u2019altro non \u00e8 un nemico, ma un <i>alter ego<\/i>, che ha diritto al suo posto nella famiglia. Non si deve inoltre dimenticare che se i genitori restano i primi educatori dei loro figli, la famiglia pu\u00f2 essere anche un luogo di grande pericolo per un ragazzo. Lo dimostrano le innumerevoli violenze intra-familiari, i maltrattamenti dei bambini e gli incesti che fanno ancora parte della realt\u00e0 di non poche famiglie.<\/p>\n<p><i>La famiglia deve tornare\u00a0 al centro della cultura, della politica, dell\u2019economia<\/i><\/p>\n<p>Un obiettivo chiaro che dovremmo aver presente e per cui impegnarci con urgenza \u00e8 ridare dignit\u00e0 culturale alla famiglia nel contesto della societ\u00e0 contemporanea. La famiglia va riportata nel cuore del dibattito, nel centro della visione della politica e della stessa economia, come pure della Chiesa. La decisione di Papa Francesco di tenere un Sinodo Straordinario sulla Famiglia va in questo senso. Ed \u00e8 in effetti una saggia e opportuna scelta pastorale. Le altre istituzioni dovrebbero imitare tale scelta. Anche perch\u00e9 una societ\u00e0 globalizzata come l\u2019attuale potr\u00e0 trovare un futuro di civilt\u00e0 se e nella misura in cui sar\u00e0 capace di promuovere una \u201ccultura della famiglia\u201d che ripensi questa istituzione come nesso vitale tra la felicit\u00e0 privata e la felicit\u00e0 pubblica. Altrimenti si affermer\u00e0 sempre pi\u00f9 la globalizzazione della solitudine e della indifferenza.<\/p>\n<p>Dobbiamo affermare con coraggio che la famiglia non \u00e8 morta. Nonostante il difficilissimo momento che essa sta traversando, resta nei fatti la risorsa pi\u00f9 importante delle societ\u00e0 contemporanee. Nessun\u2019altra forma di vita pu\u00f2 creare pu\u00f2 creare quei beni relazionali che la famiglia realizza. Nessun altra forma relazionale ha le sue potenzialit\u00e0 associative. Il suo genoma non cessa di esistere perch\u00e9 rappresenta quanto di pi\u00f9 umanizzante vi \u00e8 nella societ\u00e0. Alcune ricerche promosse da questo Dicastero sulla famiglia come risorsa della societ\u00e0 confermano saldamente questa convinzione: la famiglia \u00e8 ancora oggi la risorsa pi\u00f9 preziosa della societ\u00e0. E\u2019 in essa che si apprende il <i>noi<\/i> dell\u2019oggi e del futuro attraverso la generazione dei figli. Ci troviamo qui di fronte a un tema delicatissimo vista la crisi della natalit\u00e0. Certamente \u00e8 poco lungimirante la tendenza ad avere un solo figlio (se questo fenomeno crescer\u00e0, come purtroppo sembra accadere, che ne sar\u00e0 tra qualche anno del termine \u201cfratello\u201d, \u201csorella\u201d?). Ancor peggiore sar\u00e0 la condizione di quella societ\u00e0 che non genera figli. E pretendere poi il matrimonio solo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019amore \u2013 \u00e8 questo il motivo per sostenerlo anche tra persone dello stesso sesso -, significa non comprendere la differenza che c\u2019\u00e8 tra l\u2019amore coniugale, che per sua natura \u00e8 finalizzato alla generazione, anche solo simbolicamente, e le altre molteplici <i>forme<\/i> di amore-amicizia, ovviamente legittime che non rappresentano per\u00f2 la coppia maschio e femmina da cui sola viene il generare. Va spiegato che l\u2019amore coniugale ha una sua propria dimensione che lo distingue dagli altri. Dire che tutti i legami basati sull\u2019amore sono uguali non corrisponde a verit\u00e0, perch\u00e9 non \u00e8 solo la categoria affettiva e definire l\u2019uguaglianza. Se si considerano uguali cose diverse solo per garantirne uguali dignit\u00e0 e uguali diritti, significa fondare sulla falsit\u00e0 un riconoscimento che \u00e8 dovuto anche \u2013 e forse soprattutto \u2013 alla differenza.<\/p>\n<p>Oggi, ci troviamo in un delicatissimo crinale storico: uno spartiacque antropologico. In estrema sintesi si potrebbe dire che da una parte vi \u00e8 l\u2019affermazione biblica \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d (da cui \u00e8 originata la famiglia e la stessa societ\u00e0), e dall\u2019altra il suo esatto opposto, ossia \u201c\u00e8 bene che l\u2019individuo sia solo\u201d (da cui deriva l\u2019individualismo sociale e d economico). L\u2019<i>io<\/i>, l\u2019individuo, sciolto da qualsiasi vincolo, viene contrapposto al <i>noi<\/i>. E la famiglia, fondamento del disegno di Dio sull\u2019umanit\u00e0, \u00e8 divenuta la pietra d\u2019inciampo di un individualismo senza freno. Essa, tuttavia, nonostante gli attacchi, resta salda, per sua forza interna: non esistono sostituti o equivalenti funzionalit\u00e0 della famiglia. Ma tale ideale chiede stabilit\u00e0: rifondare una \u201ccultura della famiglia\u201d \u00e8 uno dei cardini di quel nuovo umanesimo di questo nuovo millennio.<\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em;\">Globalizzazione senza amore e indebolimento dei rapporti<\/i><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che nel profondo del cuore degli uomini e nelle donne di questa mostra societ\u00e0 globalizzata sta crescendo una tristezza di fondo a motivo della mancanza di amore. La societ\u00e0 ha globalizzato il mercato ma non l\u2019amore; siamo diventati tutti pi\u00f9 vicini, ma non pi\u00f9 fratelli. E senza l\u2019amore i legami inaridiscono, scompare la forza di sognare, il futuro diventa incerto e resta solo il presente dell\u2019autoreferenzialit\u00e0. Saltano cos\u00ec gli affetti, i legami e la responsabilit\u00e0. Questa condizione non fa bene a nessuno. Anzi, si scavano abissi di dolore in coloro che si separano, come anche nei figli e nelle stesse societ\u00e0. Quando alcuni studiosi parlano di \u201csociet\u00e0 liquida\u201d intendono fotografare una societ\u00e0 segnata dalla incertezza strutturale dei rapporti: non ci si pu\u00f2 fidare pi\u00f9 di nessuno. E\u2019 ovvio che se i rapporti stabili sono ritenuti impossibili, \u00e8 inutile cercarli. Eppure, nel profondo dell\u2019animo umano c\u2019\u00e8 un ineliminabile desiderio di stabilit\u00e0. Ma non appena esce allo scoperto viene contrastato e ricacciato indietro. Tuttavia, la ricerca di legami affettivi forti, che durano nel tempo e capaci di aiutare nelle vicende difficili della vita, continua a essere un\u2019aspirazione di tutti, consapevoli, magari senza volerlo ammettere, che l\u2019utopia dell\u2019essere umano dignitoso in quanto autonomo non \u00e8 fondata sulla realt\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario comprendere e far comprendere che quando la cultura contemporanea prospetta l\u2019obiettivo dell\u2019autonomia assoluta dell\u2019individuo, inganna perch\u00e9 prospetta un obiettivo che \u00e8 completamente irreale, e non prepara gli esseri umani ad affrontare le fatiche e i sacrifici che richiede un rapporto duraturo e vero fra esseri umani. E l\u2019inganno avviene prospettando facili ideologie delle quali l\u2019ultima, quella propagandata dalla rivoluzione sessuale, \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 perniciosa. Ovviamente non \u00e8 in questione la bont\u00e0 e l\u2019opportunit\u00e0 della valorizzazione del soggetto e delle scelte consapevoli che \u00e8 chiamato a fare. In quest\u2019ultimo versante \u00e8 stato quanto mai opportuno e lodevole il progresso di liberazione della soggettivit\u00e0. Ma la crisi umana in cui siamo immersi \u00e8 grave e anche molto dolorosa. Chiunque guarda un po\u2019 pi\u00f9 in profondit\u00e0 la societ\u00e0 nella quale vive si rende conto degli abissi di dolore e di solitudini. E gli \u201cimpazzimenti\u201d che si riscontrano soprattutto nelle citt\u00e0 non sono che la punta dell\u2019iceberg di una patologia profonda.<\/p>\n<p><i>La responsabilit\u00e0 di comunicare la buona notizia della famiglia<\/i><\/p>\n<p>La Chiesa, in questo contesto, ha il dovere grave e urgente di comunicare quel \u201cmistero grande\u201d che \u00e8 il matrimonio e la famiglia. La famiglia deve diventare parte della predicazione evangelica agli uomini e alle donne del nostro tempo. Non dobbiamo lasciarci intimorire dalle difficolt\u00e0 e neppure da uno spirito di rassegnazione di fronte alle difficolt\u00e0 che si abbattono sulla famiglia. Dobbiamo essere consapevoli del \u201ctesoro\u201d straordinario che il Signore ha dato alla Chiesa e che \u00e8 stato arricchito nella lunga tradizione di santit\u00e0. Tale tesoro sgorga direttamente dal \u201cNoi\u201d trinitario, dall\u2019essenza stessa di Dio, che \u00e8 amore, relazione e dono. Giovanni Paolo II scrive: \u201cDio \u00e8 amore (1Gv 4,8) e vive in se stesso un mistero di comunione personale d\u2019amore. Creandola a sua immagine e continuamente conservandola nell\u2019essere, Dio iscrive nell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 dell\u2019amore e della comunione (cfr <i>Gaudium et Spes<\/i>, 12). L\u2019amore \u00e8 pertanto la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano\u201d(<i>Familiaris consortio<\/i>, 11). Nonostante tutti gli attacchi, il matrimonio e la famiglia sono \u201cindistruttibili\u201d perch\u00e9 radicati nella natura umana; sono \u201csacramento primordiale\u201d nel piano della creazione e \u201csacramento di grazia\u201d in quello della redenzione. Per questo non ci lasciamo prendere dai \u201cprofeti di sventura\u201d circa il futuro della famiglia.<\/p>\n<p>Il tesoro che abbiamo ricevuto non \u00e8 una dottrina, ma una realt\u00e0. E\u2019 la realt\u00e0, ovviamente, che rende salda la dottrina, non viceversa. E\u2019 decisivo perci\u00f2 che i cristiani, in particolare gli sposi e le famiglie cristiane, facciano risplendere questo tesoro riproponendolo come una realt\u00e0 bella e appassionante. Benedetto XVI, aprendo il Sinodo dei Vescovi sulla \u201cnuova evangelizzazione\u201d affermava che \u201cil matrimonio \u00e8 chiamato ad essere non solo oggetto, ma soggetto della nuova evangelizzazione\u201d E aggiungeva: \u201cil matrimonio costituisce in se stesso un Vangelo, una Buona Notizia per il mondo di oggi, in particolare per il mondo scristianizzato\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 parte integrante della nuova evangelizzazione riproporre, con i fatti e quindi anche con le parole, la buona notizia della famiglia. Il matrimonio e la famiglia \u2013 proprio a partire dalla realt\u00e0 vissuta \u2013 debbono apparire come una \u201cbuona notizia\u201d che i cristiani vivono e comunicano agli uomini e alle donne di questo tempo. Il momento \u00e8 peraltro favorevole, non perch\u00e9 sia semplice comunicare tale buona notizia, ma perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica risposta davvero efficace al bisogno di amore che sale da ogni parte del mondo. Il nuovo contesto culturale e le numerose problematiche ancora irrisolte chiedono alla Chiesa il coraggio e l\u2019audacia di riproporre il messaggio alto del matrimonio e della famiglia.<\/p>\n<p>E dobbiamo riproporlo con la gioia nel volto. E\u2019 meritatamente famosa questa pagina di Tertulliano: \u00abCome sar\u00f2 capace di esporre la felicit\u00e0 di quel matrimonio che la Chiesa unisce, l&#8217;offerta eucaristica conferma, la benedizione suggella, gli angeli annunciano e il Padre ratifica?&#8230; Quale giogo quello di due fedeli uniti in un&#8217;unica speranza, in un&#8217;unica osservanza, in un&#8217;unica servit\u00f9! Sono tutt&#8217;e due fratelli e tutt&#8217;e due servono insieme; non vi \u00e8 nessuna divisione quanto allo spirito e quanto alla carne. Anzi sono veramente due in una sola carne e dove la carne \u00e8 unica, unico \u00e8 lo spirito\u00bb (Tertulliano \u00abAd uxorem\u00bb, II; VIII, 6-8: CCL I, 393).<\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em;\">Ripensare la pastorale matrimoniale e familiare<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">E\u2019 urgente ripensare la pastorale familiare per esprimerla con un linguaggio meno autoreferenziale e che parli di cose vere e soprattutto che sia in grado di rispondere alle richieste \u2013 talora davvero dolorose &#8211; dell\u2019uomo globalizzato contemporaneo. E\u2019 fondamentale per questo elaborare una nuova cultura del matrimonio e della famiglia, che mentre approfondisce la dimensione teologica, sa cogliere anche le novit\u00e0 della societ\u00e0 di oggi (penso alla maggiore consapevolezza della dignit\u00e0 che l\u2019uomo e la donna hanno della propria soggettivit\u00e0), senza condannarle, ma considerandole come la condizione di partenza alla quale rispondere liberando tutte le potenzialit\u00e0 positive che ci sono. Non dobbiamo dimenticare che lo Spirito del Signore non cessa di operare nella storia umana anche oltre i confini della comunit\u00e0 cristiana.<\/span><\/p>\n<p>Va poi ricordato che procedere all\u2019elaborazione di una nuova cultura della famiglia senza coinvolgere le donne \u00e8 di fatto impossibile: le donne oggi non accettano pi\u00f9 nulla di cui anch\u2019esse non facciano parte, e parte costruttiva. Le donne, inoltre, sono proprio al centro di questa cultura della cura dell\u2019altro che non pu\u00f2 che essere considerata la base di ogni forma di legame familiare. Esse sono al centro perch\u00e9 sono loro le prime a praticarla, con i figli. E sono state anche le prime ad averla rifiutata in un malinteso senso di emancipazione. Senza un\u2019attiva presenza femminile nell\u2019elaborazione di una nuova pastorale familiare si farebbe un lavoro pressoch\u00e9 inutile. Oggi cresce il numero delle donne che se ne vanno, che disfano i legami familiari; anche se sono sempre loro a sostenere il peso del lavoro di cura per bambini, malati e anziani.<\/p>\n<p>Il problema dell\u2019identit\u00e0 di genere, di cosa significhi oggi essere un uomo ed essere una donna, deve quindi essere premesso a ogni discorso sulla famiglia, senza ricorrere al troppo facile discorso sulla complementariet\u00e0, che si rivela poi sempre, per le donne, l\u2019assunzione di un peso maggiore di responsabilit\u00e0 e di lavoro. La distruzione della specificit\u00e0 sessuale, proposta dalla nuova cultura di genere, trionfante oggi in tutti i contesti internazionali, deve trovare risposte convincenti e non solo critiche difensive. Senza famiglia si fa impossibile la trasmissione culturale fra le generazioni, e quindi anche la trasmissione della fede: l\u2019evangelizzazione non pu\u00f2 radicarsi e fiorire che in un contesto in cui la famiglia sia vitale e vera.<\/p>\n<p>Il lavoro di riflessione culturale sulla famiglia deve quindi coinvolgere anche i laici \u2013 oggi spaventati dalla crisi sia del matrimonio che della famiglia \u2013 oltre alle donne e ai giovani, che sono le prime vittime di questa crisi. Soprattutto nei contesti economicamente disagiati, la crisi della famiglia significa infatti\u00a0 disgregazione della societ\u00e0,\u00a0 fine di ogni tentativo educativo, perch\u00e9 la famiglia \u00e8 l\u2019unica istituzione che coinvolge, potenzialmente, proprio tutti e in tutte le et\u00e0. E si deve essere consapevoli che sono stati proprio i laici cattolici a promuovere le iniziative pi\u00f9 significative di pastorale familiare in questi ultimi tempi contemporanei, basti pensare ai vari tipi di movimenti ecclesiali con il primario scopo dell\u2019aiuto alle famiglie. E\u2019 un interrogativo che riguarda anche l\u2019eventuale ristrutturazione del nostro Dicastero. Certamente si debbono investire molte pi\u00f9 energie in questo campo, intervenendo con coraggio e ammettendo i non pochi errori compiuti e i ritardi accumulati.<\/p>\n<p>Sulla linea tracciata gi\u00e0 dalla <i>Familiaris consortio<\/i> e dai numerosi interventi del magistero papale e dei vescovi \u00e8 particolarmente urgente iscrivere la pastorale familiare all\u2019interno dei diversi orizzonti che la coinvolgono, da quello dei diritti della famiglia come tale a quello della intergenerazionalit\u00e0, dai diritti dei bambini, degli anziani, dei malati al diritto al lavoro, al riposo, e cos\u00ec oltre. L\u2019orizzonte che deve presiedere l\u2019azione del nostro Dicastero deve allargarsi non poco. Le fide che si debbono affrontare in questo inizio di millennio sono molteplici e che richiedono una sapienza nuova.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>II Parte<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Verso una pastorale per le situazioni difficili<\/strong><\/p>\n<p>Permettetemi ora alcune brevissime riflessioni sulle famiglie che si trovano ad affrontare situazioni difficili. E\u2019 urgente porsi il problema in maniera pi\u00f9 attenta anche perch\u00e9 sono cresciute in numero e in complessit\u00e0. Far\u00f2 solo pochissimi cenni che affido alla vostra riflessione e all\u2019eventuale dibattito. Gi\u00e0 nella <i>Familiaris consortio <\/i>si scriveva: \u201cUn impegno pastorale ancor pi\u00f9 generoso, intelligente e prudente, sull&#8217;esempio del Buon Pastore, \u00e8 richiesto nei confronti di quelle famiglie che &#8211; spesso indipendentemente dalla propria volont\u00e0 o premute da altre esigenze di diversa natura &#8211; si trovano ad affrontare situazioni obiettivamente difficili\u201d(77). Il testo specifica che per esse si richiede un\u2019azione \u201cnon solo di assistenza, ma di un&#8217;azione pi\u00f9 incisiva sulla pubblica opinione e soprattutto sulle strutture culturali, economiche e giuridiche, al fine di eliminare al massimo le cause profonde dei loro disagi\u201d. Si tratta delle famiglie dei migranti o di quelle che versano in particolari condizioni di disagio \u2013 e qui le riflessioni da fare sarebbero molte \u2013 a cui si debbono aggiungere anche le situazioni familiari dei matrimoni misti, oppure quelle delle unioni libere di fatto e dei divorziati risposati. Per quel che riguarda queste ultime due situazioni \u2013 che Papa Francesco ha focalizzato nel viaggio di ritorno da Rio de Janeiro \u2013 \u00e8 utile porre qualche riflessione.<\/p>\n<p><i>Spunti per una rinnovata attenzione ai fedeli divorziati risposati<\/i><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che si richiede un rinnovamento nella pastorale verso i fedeli divorziati risposati da iscriversi nella pi\u00f9 generale pastorale familiare. Questo comporta che i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i membri attivi delle parrocchie in particolare i catechisti e gli animatori dei ragazzi e dei giovani, come pure i movimenti familiari e, infine, la gente comune debbono essere aiutati a comprendere una prospettiva attenta sia alla verit\u00e0 che alla misericordia verso tali situazioni. Non si pu\u00f2 essere indifferenti alla sofferenza di molti di loro, soprattutto se credenti. Tra di essi ci sono persone che subiscono ingiustizia e quindi sono quanto meno poco responsabili di ci\u00f2 che accade. E comunque la loro sofferenza non pu\u00f2 essere sottovalutata n\u00e9 liquidata con frasi spirituali troppo semplicistiche. Per le persone separate rimaste sole e per quelle entrate in una nuova unione, si dovrebbe agire sia sul piano psicologico sia su quello spirituale. E non vanno trattate in maniera massiva. Ciascun caso richiede un\u2019attenzione specifica.<\/span><\/p>\n<p>E\u2019 importante anzitutto far sentire loro che sono nella Chiesa. Certo, alcuni testi magisteriali pongono un primo problema teorico. Ad esempio, il Catechismo della Chiesa Cattolica, dice: \u201cIn coniuge risposato si trova&#8230; in una condizione di adulterio pubblico e permanente&#8221; <i>(CCC 2384) <\/i>ed \u00e8 tra coloro che non sono &#8220;ammessi alla sacra comunione&#8221; in quanto &#8220;ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto&#8221;(cfr. <i>CDC can. 915)<\/i>. Lo stesso magistero avverte per\u00f2 di astenersi &#8220;dal giudicare l&#8217;intimo della coscienza, dove solo Dio vede e giudica&#8221; <i>(DPF 215)<\/i>, e che, &#8220;nonostante la loro situazione, continuano ad appartenere alla Chiesa&#8221;(SC 29), che &#8220;sono e restano sue membra, perch\u00e9 hanno ricevuto il battesimo e conservano la fede cristiana&#8221; (Giovanni Paolo <i>II, Discorso 24 <\/i>gennaio 1997).<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 rilevato, i fedeli divorziati risposati non possono accedere n\u00e9 alla Comunione eucaristica n\u00e9 alla Confessione. Va notato che nei testi non si dice che non possono accedere all\u2019Eucarestia perch\u00e9 sono in peccato grave. Si afferma che \u201cil loro stato e la loro condizione di vita oggettivamente contraddicono quell\u2019unione tra Cristo e la Chiesa che \u00e8 significata e attuata nell\u2019Eucarestia\u201d(Sacramentum Caritatis 29,1). Si aggiunge poi il divieto di &#8220;esercitare certe responsabilit\u00e0 ecclesiali&#8221;(CCC 1650): il lettore e il ministro straordinario della Comunione, l&#8217;ufficio di catechista, di padrino o madrina, membri del Consiglio Pastorale. La ragione riportata si riferisce alla esemplarit\u00e0 che questi ruoli comportano e che non si accorda con la situazione oggettiva dei divorziati risposati. C\u2019\u00e8 chi pensa sia opportuno rivedere almeno queste ultime disposizioni canoniche.<\/p>\n<p>Esclusa la via della Confessione e della Comunione, i testi magistrali suggeriscono alle persone divorziate risposate la pratica delle devozioni e le opere di carit\u00e0 (FC 84, RP 34, SC29, SPDR 6). In questo contesto c\u2019\u00e8 da porsi anzitutto una domanda: come, tali pratiche, effettuano la riconciliazione con Dio e quindi conducono alla salvezza? C\u2019\u00e8 una &#8220;via&#8221; extrasacramentale di salvezza che permette a questi fedeli di ottenere il dono e la grazia della riconciliazione con Dio che ha infinite possibilit\u00e0 di salvare? La FC 84 suggerisce di esercitare tali pratiche &#8220;per implorare cos\u00ec, di giorno in giorno, la grazia di Dio&#8221;. Non mi dilungo su questo, ma \u00e8 necessario un approfondimento teologico per poter chiarire anche la dimensione pastorale.<\/p>\n<p>Benedetto XVI, che ha trattato varie volte tale questione, afferma che il problema dei fedeli divorziati risposati, in particolare il loro accesso ai sacramenti, \u00e8 \u201cspinoso e complesso\u201d (SC 29) ed anche \u201cdoloroso, e la ricetta semplice che lo risolva, certamente non c&#8217;\u00e8&#8221; (DCB), &#8220;anche perch\u00e9 le situazioni sono sempre diverse&#8221; (DCA). Nel suggerire le indicazioni appropriate, Benedetto XVI aggiungeva: la Chiesa esprime un &#8220;desiderio&#8221; e &#8220;incoraggia&#8221; (SC 29). Non parla di obblighi. Insiste invece sulla necessit\u00e0 di fare &#8220;riscoprire il valore della sofferenza e del dolore&#8221; (DCB) e di amare &#8220;queste persone che soffrono anche per noi. E dobbiamo anche noi soffrire con loro.&#8221;(DCA). C\u2019\u00e8 poi una saggia insistenza perch\u00e9 costoro abbiano un sacerdote o un maestro di vita spirituale (SC 29) con cui confidarsi per trovare &#8220;un cammino possibile per salvare quanti sono implicati in quella situazione irregolare e pericolosa&#8221; (DAVB).<\/p>\n<p>Non si danno norme tassative circa la liceit\u00e0 ed il modo di continuare la nuova convivenza coniugale o circa l&#8217;obbligo di interromperla. Il fatto che nei documenti ufficiali non si diano norme tassative uguali per tutti, e si consigli invece un cammino appropriato caso per caso, fa supporre che anche chi ha il compito di accompagnare o guidare in questo cammino possa, nel caso concreto, suggerire o approvare la scelta del matrimonio civile: naturalmente osservando la proibizione &#8220;di porre in atto, a favore dei divorziati, che si risposano, cerimonie di qualsiasi genere&#8221; (FC 84 cf SC 29; DVF).<\/p>\n<p>Non va dimenticato che i fedeli divorziati risposati sono chiamati a vivere la vocazione battesimale anche nella loro nuova situazione. Spesso i percorsi pastorali verso di loro non considerano che la loro nuova unione non \u00e8 immune delle sfide di ogni rapporto di coppia. La loro unione, secondo le ricerche statistiche, \u00e8 pi\u00f9 instabile delle altre. Essi dovrebbero vivere bene alla luce del Vangelo anche nella nuova situazione \u201cirregolare\u201d. L\u2019esclusione dalla piena comunione porta di frequente molti nostri fedeli alla richiesta rivolta al Papa e ai vescovi di un auspicato e ipotetico cammino penitenziale sul modello orientale o antico. E Papa Francesco chiede che questo tema venga approfondito dal punto di vista teologico e storico. In ogni caso \u00e8 importante ristabilire una vera spiritualit\u00e0 battesimale che dovrebbe aiutare anche nella nuova situazione in cui essi si trovano. Il sacramento delle nozze cristiane non si realizza o ricostruisce a partire dalla relazione di coppia, ma dal battesimo di entrambi i fedeli. E\u2019 sorprendente come la teologia nuziale recente faccia poco riferimento a questo legame. Solo a partire da questo si comprende che il senso dell\u2019esclusione dalla comunione eucaristica non ha il carattere di scomunica.<\/p>\n<p>In questo senso, occorre dare concretezza al fatto che i fedeli che vivono in una relazione spezzata non perdono la loro condizione di battezzati. Pertanto la definizione del loro modo d\u2019appartenere alla Chiesa non \u00e8 data dalla condizione di oggettiva contraddizione con la comunione. In analogia con il processo che ha permesso di strutturare il\u00a0 sacramento della Penitenza, anche in questo caso \u00e8 il Battesimo che chiede una sua applicazione alla nuova situazione. I Padri proposero una <i>secunda post naufragium tabula<\/i> in forza della prima, appunto. Cos\u00ec la chiamata del Battesimo a morire al peccato per vivere la vita nuova d\u00e0 costantemente inizio a una prassi di conversione.<\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em;\">Verso uno snellimento dei procedimenti di nullit\u00e0 matrimoniale<\/i><\/p>\n<p>L\u2019affermazione di Papa Francesco sulla considerazione fatta dal cardinale Quarracino, ossia che \u201cper lui la met\u00e0 dei matrimoni sono nulli\u201d, pone in maniera ancor pi\u00f9 urgente il tema di una riforma dei procedimenti delle cause di nullit\u00e0. Credo sia anzitutto necessario far conoscere questa possibilit\u00e0 ai fedeli che ne sono per lo pi\u00f9 ignari. Semmai \u00e8 ben radicato nella mentalit\u00e0 della maggioranza dei fedeli un pregiudizio negativo nei confronti dei procedimenti di nullit\u00e0, ritenuti erroneamente possibili solo per chi ha denaro. A questo si aggiunge l\u2019inadeguatezza di non pochi tribunali ecclesiastici, sia nel personale sia nel procedimento.<\/p>\n<p>Ovviamente, accanto a questo aspetto che riguarda una corretta informazione si deve attuare una procedura canonica che eviti lentezze inutili e che cancelli ritardi del tutto ingiustificati. Non si deve dimenticare che dietro ogni causa matrimoniale ci sono drammi di non poche persone compresi bambini piccoli che richiedono una attenta educazione e non una situazione di litigio che le lentezze burocratiche aggravano. E\u2019 quanto mai opportuno studiare i possibili modi canonici per sveltire i processi di nullit\u00e0 matrimoniale. Non si deve dimenticare che la <i>salus animarum<\/i> resta, anche per il Codice di Diritto Canonico, la <i>suprema lex<\/i>.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>III Parte<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Alcune linee di indirizzo del Dicastero<\/strong><\/p>\n<p>Ho accennato ad alcune delle sfide pi\u00f9 acute che riguardano la famiglia. Il Pontificio Consiglio per la Famiglia \u00e8 chiamato ad essere \u201cprossimo\u201d alle famiglie. E prossimo &#8211; superlativo di <i>proper<\/i> (pi\u00f9 vicino) \u2013 significa \u201cil pi\u00f9 vicino\u201d. Dobbiamo essere \u201ci pi\u00f9 vicini\u201d alle famiglie, cos\u00ec come esse sono e come esse vivono. C\u2019\u00e8 bisogno di un sussulto di intelligenza e di amore per vivere e testimoniare la \u201cbuona notizia\u201d della Famiglia, consapevoli che \u00e8 il crocevia delle questioni pi\u00f9 delicate della societ\u00e0 contemporanea. La risposta che dobbiamo offrire si pone anzitutto sul piano ecclesiale promuovendo una rinascita della spiritualit\u00e0 familiare, e poi su quello culturale per riconoscere alla Famiglia quel che essa \u00e8 per la societ\u00e0. E\u2019 quanto aveva intuito in maniera chiara gi\u00e0 il beato Giovanni Paolo II. Nella <i>Familiaris Consortio <\/i>(FC n\u00b0 2) &#8211; <i>Charta magna<\/i> del Pontificio Consiglio per la Famiglia e per la Vita \u2013 il Papa aveva affidato al Dicastero la cura della Famiglia sia nel versante ecclesiale che in quello civile e sociale. Mi permetto ora di suggerire alcune linee di indirizzo che per sintesi ho declinato nei diversi versanti.<\/p>\n<p><i>1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><i><span style=\"text-decoration: underline;\">Versante ecclesiale<\/span><\/i><\/p>\n<p>Come Dicastero dobbiamo offrire alle Chiese locali suggerimenti per ri-orientare la pastorale familiare. Questo richiede, come ho gi\u00e0 detto, un approfondimento, teologico e spirituale, del matrimonio e della famiglia. La predicazione \u2013 e la prassi pastorale \u2013 che concerne questo \u201cmistero grande\u201d (Ef 5,32), spesso \u00e8 troppo povera e inadeguata sia perch\u00e9 la famiglia cristiana\u00a0 esprima le sue potenzialit\u00e0 sia per tener fronte alle tempeste che si abbattono su di essa. Le famiglie non vanno lasciate sole. Per questo sono preziosissime le diverse <span style=\"text-decoration: underline;\">associazioni familiari<\/span> che possono costituire una rete di sostegno. E\u2019 da esse che nasce in maniera pi\u00f9 chiara quella \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">spiritualit\u00e0 familiare<\/span>\u201d sempre pi\u00f9 necessaria per riscoprire la vita familiare come via ordinaria alla santit\u00e0.<\/p>\n<p>Va promosso con molta pi\u00f9 forza e intelligenza pastorale il legame tra le singole famiglie e la comunit\u00e0 ecclesiale: solo vivendo nella \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Comunit\u00e0 parrocchiale<\/span>\u201d, la \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">comunit\u00e0 domestica<\/span>\u201d pu\u00f2 divenire il luogo ove si trasmette la fede e si sperimenta la gioia di essere cristiani. Molti vescovi, nell\u2019ultimo Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, hanno insistito sulla indispensabilit\u00e0 che la Famiglia sia il primo \u201csoggetto della evangelizzazione\u201d.<\/p>\n<p>La Domenica \u2013 \u00e8 stato sottolineato nel VII Incontro delle Famiglie a Milano \u2013 deve riprendere il suo primato sia nella vita delle parrocchie che nella vita delle famiglie. La direzione deve essere chiara: \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Tutte le famiglie a Messa la Domenica!<\/span>\u201d.<\/p>\n<p>Una rinnovata attenzione va rivolta alla promozione della preghiera nelle famiglie cristiane, come la recita del <i>Rosario<\/i> o la <i>Lectio Divina <\/i>familiare (ogni famiglia deve avere la sua Bibbia!). Nel contesto della pastorale familiare si deve avviare un pi\u00f9 evidente coinvolgimento nella <span style=\"text-decoration: underline;\">Iniziazione Cristiana<\/span>. Cos\u00ec pure va favorita un\u2019attenzione proporre una <span style=\"text-decoration: underline;\">spiritualit\u00e0 dell\u2019anziano<\/span> per sostenere negli ultimi anni della vita e spenderli al servizio della Chiesa e del mondo. Si deve inoltre profittare del momento della preparazione al matrimonio e dei primi passi delle nuove famiglie che si costituiscono: \u00e8 in preparazione un nuovo testo <span style=\"text-decoration: underline;\">Orientamenti per la preparazione al matrimonio e alla famiglia<\/span>, che mi auguro di presentare quanto prima.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 pensare alla istituzione \u2013 vari episcopati l\u2019hanno sollecitata &#8211; della \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Festa della famiglia<\/span>\u201d? E\u2019 un modo per testimoniare al mondo contemporaneo che la Famiglia \u00e8 possibile e bella. Il Papa potrebbe ogni anno accompagnare con un piccolo messaggio tale giornata. La festa della Famiglia di Nazaret \u2013 sarebbe molto opportuna per questo \u2013 ma cade in un momento che non facilita la raccolta dei fedeli.<\/p>\n<p>Nelle <i>Visite ad Limina<\/i> i vescovi, tra le molte problematiche che presentano, si soffermano su quelle relative alle <span style=\"text-decoration: underline;\">coppie dei divorziati risposati<\/span>, alla eccessiva lunghezza dei <span style=\"text-decoration: underline;\">processi di nullit\u00e0 matrimoniale<\/span>, ad alcune durezze nell\u2019amministrazione dei sacramenti come, ad esempio, la negazione del <span style=\"text-decoration: underline;\">battesimo ai figli dei divorziati<\/span>\u2026 Deve ipotizzarsi un <span style=\"text-decoration: underline;\">Vademecum per la Pastorale familiare <\/span>da realizzare da questo Dicastero?.<\/p>\n<p><i>2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><i><span style=\"text-decoration: underline;\">Versante civile-culturale<\/span><\/i><\/p>\n<p>L\u2019aspro accanimento contro la famiglia scaturisce, come ho accennato, da una cultura radicalmente individualistica che porta ad affermare il contrario della sapienza biblica. La riproposizione della verit\u00e0 della famiglia, non solo resta una buona notizia per il mondo di oggi, ma \u00e8 anche il modo pi\u00f9 efficace per rispondere al bisogno profondo dell\u2019uomo e per tener salda la societ\u00e0 umana da una pericolosissima frammentazione.<\/p>\n<p>Va promossa una \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">cultura della famiglia<\/span>\u201d; solo cos\u00ec potr\u00e0 riconquistare il centro della politica (sia a livello nazionale che internazionale), dell\u2019economia, della legislazione, dei mass media, della letteratura, della cultura in generale. Il Pontificio Consiglio ha avviato diverse iniziative in questo senso proponendo dibattiti sui temi che riguardano i diversi aspetti della famiglia e della vita. Ma \u00e8 necessario favorire ovunque un dibattito culturale che coinvolga in maniera larga credenti e persone di buona volont\u00e0. La scelta di\u00a0 fondo <i>non \u00e8 la via del conflitto e della contrapposizione<\/i>, che non porta comunque nessun vantaggio, ma quella della <i>promozione di una nuova cultura ispirata dalla fede<\/i>, indispensabile per la formazione delle coscienze.<\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em;\">3)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><i style=\"line-height: 1.5em;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Versante ecumenico e interreligioso<\/span><\/i><\/p>\n<p>In questa azione vanno coinvolti anche gli altri cristiani, a partire dalle Chiese Ortodosse. Il Patriarca di Mosca, Kirill, si \u00e8 dichiarato totalmente d\u2019accordo a intraprendere una strategia comune sui temi della famiglia nelle diverse sedi internazionali. E\u2019 in programma a Roma un Convegno sui \u201cDiritti della famiglia\u201d co-organizzato dal Pontificio Consiglio e dalla Chiesa Ortodossa Russa. Anche il Patriarca Ecumenico, Bartolomeo I \u00e8 dello stesso avviso, come pure le Chiese Ortodosse di Serba e di Romania. E\u2019 inoltre utile coinvolgere anche gli ebrei e i rappresentanti delle altre religioni, a partire dell\u2019Islam, oltre che gli intellettuali laici. La recente esperienza francese nella sfida del cosiddetto matrimonio tra le persone dello stesso sesso \u00e8 significativa in questo campo.<\/p>\n<p><i>4)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><i><span style=\"text-decoration: underline;\">Versante pastorale e sociale<\/span><\/i><\/p>\n<p>Il Dicastero, rilevando che la famiglia \u00e8 comunque una risorsa per la societ\u00e0, ritiene che si debba sviluppare un\u2019attenzione delle Chiese locali verso la Famiglia in tutti i suoi aspetti, compresi quelli che ruotano attorno al tema: <span style=\"text-decoration: underline;\">povert\u00e0 e famiglia<\/span>. E\u2019 stato avviato nel Dicastero un apposito Ufficio per le questioni relative all\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">infanzia<\/span> e alle problematiche legate ai <span style=\"text-decoration: underline;\">ragazzi<\/span>. In questo tempo di crisi economica e finanziaria sentiamo urgente trattare il problema <span style=\"text-decoration: underline;\">giovani e lavoro<\/span> per i risvolti diretti con il matrimonio e la famiglia. Abbiamo constatato l\u2019importanza della famiglia per i disabili. Ci sono strumenti, anche a livello teologico e pastorale, che occorre sviluppare.<\/p>\n<p>Per intervenire con maggiore efficacia sul dibattito internazionale sulla famiglia appare opportuno dotarsi, come Pontificio Consiglio per la Famiglia, di uno strumento di osservazione sistematica della realt\u00e0, che possa alimentare la difesa della famiglia e la richiesta di appropriate politiche familiari attraverso supporti empirici e dati comparativi affidabili. Con questi dati \u00e8 pi\u00f9 efficace un dialogo con i pi\u00f9 diversi interlocutori, di ambito sociale e politico, anche presso diversi organismi internazionali, fondando la difesa del valore della famiglia su dati empirici internazionali di valore consolidato.<\/p>\n<p>Vanno inoltre dedicate energie ulteriori per cogliere le diverse tematiche collegate alla famiglia, quali la demografia, le migrazioni, e le questioni riguardante tutto l\u2019arco della vita umana, delle questioni relative alla nascita e alla morte, da una prospettiva pastorale e sociale come indicato nella <i>Evangelium Vitae<\/i>.<\/p>\n<p><i>5) <span style=\"text-decoration: underline;\">Versante politico internazionale<\/span><\/i><\/p>\n<p>E\u2019 indispensabile seguire le iniziative e le proposte riguardanti l\u2019istituto matrimoniale e familiare nell\u2019ambito degli organismi internazionali (l\u2019ONU, il Consiglio d\u2019Europa, l\u2019Organizzazione degli Stati Americani, la Corte di Strasburgo\u2026) con lo scopo di intervenire a livello politico e soprattutto a livello giuridico nelle numerose sfide esistenti. E\u2019 stata avviata una sezione del Pontificio Consiglio che si dedica alla cura di tale aspetto. E\u2019 utile aiutare le Conferenze Episcopali a interagire con le parti politiche dei rispettivi paesi con intelligenza, senza dimenticare di sostenere l\u2019attuazione di politiche familiari che toccano in concreto la vita delle famiglie.<\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">6) Versante comunicazione<\/span><\/i><\/p>\n<p>E\u2019 stato avviato di recente il <span style=\"text-decoration: underline;\">sito web<\/span> in quattro lingue e varie sezioni con lo scopo di essere uno strumento di evangelizzazione e di conoscenza del magistero della Chiesa in questo campo che tutti possono facilmente consultare. Stiamo in questo momento consolidando i rapporti con il mondo dei social-network per permettere\u00a0 un dialogo a tutto campo fra questo Dicastero e queste moderne realt\u00e0 nel mondo della comunicazione.<\/p>\n<p>Sono inoltre gi\u00e0 stati avviati contatti con alcune reti radio-televisive per realizzare appositi programmi sulla Famiglia che raggiungano il grande pubblico.<\/p>\n<p>Cari amici, nel concludere queste mie riflessioni, vi ringrazio anzitutto della vostra pazienza e auguro un dialogo fruttuoso, consapevoli, come ho accennato all\u2019inizio, che \u00e8 particolarmente urgente e prezioso il servizio che possiamo e dobbiamo rendere alle Chiese locali e alla santa Sede, soprattutto, nell\u2019imminenza del prossimo Sinodo Sraordinaro dei Vescovi. La Madre di Ges\u00f9, Regina della Famiglia, ci sostenga in questo nostro lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione introduttiva all&#8217;Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la famiglia (23 ottobre 2013) Signori Cardinali, Venerati confratelli nell\u2019Episcopato e nel Sacerdozio, care sorelle e cari fratelli, \u00e8 con qualche emozione che apro questa XXIa Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia; la prima per me. Grato per la vostra presenza mi auguro che in questi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18542,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-18540","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/986.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18540"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18540\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18542"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}