{"id":18474,"date":"2013-11-16T18:44:24","date_gmt":"2013-11-16T17:44:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18474"},"modified":"2014-01-14T18:50:38","modified_gmt":"2014-01-14T17:50:38","slug":"globalizzazione-e-crisi-della-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/globalizzazione-e-crisi-della-famiglia.html","title":{"rendered":"Globalizzazione e crisi della famiglia"},"content":{"rendered":"<p><em>Intervento al convegno &#8220;Ortodossi e cattolici insieme per la famiglia&#8221; &#8211; Roma, 13 novembre 2013<\/em><\/p>\n<p>Sono particolarmente lieto di aprire questo incontro su \u201cOrtodossi e Cattolici, uniti per la Famiglia\u201d, organizzato congiuntamente dal Dipartimento delle Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca, dal Pontificio Consiglio per la Famiglia e il Pontificio Consiglio per l\u2019Unit\u00e0. E\u2019 un evento che, mentre consolida il gi\u00e0 fecondo rapporto tra le due Chiese, manifesta l\u2019intenzione di offrire una comune testimonianza sulla preziosit\u00e0 del grande dono che il Signore ha fatto all\u2019umanit\u00e0 con il matrimonio e la famiglia. Ed oggi \u00e8 ancor pi\u00f9 necessario che nel passato. Lo sottolineava sua Santit\u00e0 il Patriarca Kirill, nell\u2019incontro che ebbi con lui nel dicembre scorso: \u201coggi \u2013 affermava il patriarca &#8211; il tema della famiglia \u00e8 uno dei temi centrali nelle relazioni della Chiesa con il mondo circostante. Se dobbiamo poi parlarne nel contesto delle relazioni bilaterali tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica, la famiglia \u00e8 quel tema, attorno al quale noi oggi possiamo insieme attivamente cooperare, perch\u00e9 condividiamo la stessa visione praticamente su tutte le questioni\u201d. E aggiungeva: \u201csia gli ortodossi che i cattolici si confrontano nel tempo presente con tendenze inquietanti alla distruzione dell\u2019istituto della famiglia nella societ\u00e0 contemporanea, che sono da molti ritenute come non costruttive e pericolose\u201d.<\/p>\n<p>Questo incontro segna una tappa significativa che vede le due Chiese l\u2019una accanto all\u2019altra \u2013 era gi\u00e0 in parte avvenuto nel quadro europeo in occasione del Forum cattolico-ortodosso a Trento nel 2008 \u2013 nel promuovere e nel difendere la famiglia, \u201cmotore del mondo e della storia\u201d, come ha detto Papa Francesco. Se la famiglia \u00e8 in crisi lo \u00e8 anche la societ\u00e0, cos\u00ec come il benessere della famiglia rifluisce su quello della societ\u00e0. Questa convinzione spinge ad affrettare i passi. L\u2019indizione del Sinodo Straordinario dei Vescovi voluto da Papa Francesco sul tema \u201cLe sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell\u2019evangelizzazione\u201d \u00e8 un provvidenziale momento per realizzare passi significativi.<\/p>\n<p><strong><i>\u00a0<\/i><i>Una situazione paradossale<\/i><\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 davanti ai nostri occhi la profonda crisi che oggi sta traversando la famiglia in tutti i paesi industrializzati che hanno fatto propria la cultura occidentale; ma lo \u00e8 anche negli altri paesi quando tale cultura viene accolta e quando cresce il tenore di vita, indipendentemente dall\u2019identit\u00e0 religiosa delle popolazioni.\u00a0 L\u2019egemonia di una cultura individualista e consumista \u2013 che va di pari passo con la globalizzazione del solo mercato &#8211; sembra avere come primo effetto l\u2019indebolimento sino alla distruzione della famiglia e, con la famiglia, di ogni forma associata stabile. Non \u00e8 un progetto esplicito, anche perch\u00e9 tutti si rendono conto della grande utilit\u00e0 dell\u2019istituto familiare nel creare una forma stabile di tessuto sociale, \u00e8 piuttosto la conseguenza di una serie di processi economici, sociali e culturali messi in moto dal progresso economico e dalla modernizzazione culturale.<\/p>\n<p>La situazione che si \u00e8 creata nei confronti della famiglia \u00e8 paradossale: da un lato si attribuisce un grande valore ai legami familiari, sino a farne la chiave della felicit\u00e0 e il luogo della sicurezza, del rifugio, del sostegno per la propria vita; dall\u2019altro lato, la famiglia \u00e8 divenuta il crocevia di tutte le fragilit\u00e0: i legami vanno a pezzi, le rotture coniugali sono sempre pi\u00f9 frequenti e, con esse, l\u2019assenza di uno dei due genitori. Le famiglie si disperdono, si dividono, si ricompongono, e c\u2019\u00e8 chi afferma che \u201cla deflagrazione delle famiglie \u00e8 il problema numero uno della societ\u00e0 odierna\u201d. Per di pi\u00f9 si stanno moltiplicando le forme di \u201cfamiglia\u201d. E\u2019 ormai scontato che gli individui possono \u201cfare famiglia\u201d nelle maniere pi\u00f9 diverse, l\u2019importante \u2013 si sottolinea \u2013 \u00e8 l\u2019\u201camore\u201d. La famiglia non viene pi\u00f9 negata, ma posta accanto a nuove forme di esperienza relazionale che sono <i>apparentemente <\/i>compatibili con essa, anche se in verit\u00e0 la <i>scardinano<\/i>.<\/p>\n<p><strong><i style=\"line-height: 1.5em;\">Processo di \u201cindividualizzazione\u201d della societ\u00e0<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">L\u2019orizzonte culturale dominante nel quale si pone la questione del matrimonio e della famiglia \u00e8 il processo di \u201cindividualizzazione\u201d della societ\u00e0 stessa. L<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u2019affermarsi della soggettivit\u00e0 \u2013 un passo decisamente positivo che ha permesso il manifestarsi della dignit\u00e0 delle singole persone \u2013 sta per\u00f2 <\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">portando verso la deriva patologica di un individualismo esasperato. C\u2019\u00e8 chi parla di <\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">una <\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u201c<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">seconda rivoluzione individualista<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u201d, come il noto filosofo francese, <\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">Gilles Lipovetsky, o dell\u2019affermarsi di un \u201cindividuo ipermoderno\u201d, come il sociologo francese, Nicole Aubert. Uno psichiatra italiano, Massimo Recalcati, rileva una \u201cesasperazione interna\u201d della modernit\u00e0, passata dalla centralit\u00e0 teologica di Dio a quella morale e psicologica dell\u2019<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">io<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">. Ed ecco <\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">l\u2019<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">io<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\"> prevalere ovunque sul <\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">noi<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\"> e l\u2019<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">individuo<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\"> sulla <\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">societ\u00e0, <\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">cos\u00ec pure i diritti dell\u2019<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">individuo<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\"> avanzare su quelli della <\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">famiglia<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">. In una cultura individualista si preferisce la coabitazione al matrimonio, l\u2019indipendenza individuale alla dipendenza reciproca. La famiglia, con un capovolgimento totale, pi\u00f9 che \u201ccellula base della societ\u00e0\u201d viene sempre pi\u00f9 concepita come \u201ccellula base per l\u2019individuo\u201d.\u00a0 Nella coppia matrimoniale ciascuno dei due cerca la propria singolare individualizzazione pi\u00f9 che la creazione di un \u201cnoi\u201d, di un \u201csoggetto plurale\u201d che trascende le individualit\u00e0 senza ovviamente annullarle, semmai rendendole pi\u00f9 autentiche, libere e re-sponsabili. L\u2019<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">io<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, nuovo padrone della realt\u00e0, lo \u00e8 anche della famiglia. La cultura dominante esaspera a tal punto la nozione di individualit\u00e0, che finisce per provocare una vera e propria idolatria cinica dell\u2019<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">io<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">. E\u2019 quanto il sociologo italiano, Giuseppe De Rita, intende dire quando parla di \u201cegolatri\u201d, il nuovo culto dell\u2019<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">io<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">.<\/span><\/p>\n<p>In effetti, non \u00e8 lo \u201cstare insieme\u201d, ma lo stare separati ad essere diventata la principale strategia per sopravvivere nelle megalopoli contemporanee. E\u2019 sotto gli occhi di tutti la crisi della socialit\u00e0 e delle numerose forme comunitarie conosciute siano ad oggi, dagli storici partiti di massa alla comunit\u00e0 cittadina, alla famiglia stessa intesa come dimensione associata di esistenza. Alain Touraine, un sociologo francese, parla esplicitamente di <i>La fin des soci\u00e9t\u00e9s<\/i>.<\/p>\n<p><strong><i>Globalizzazione senza amore e indebolimento dei rapporti<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">E\u2019 una sorpresa amara constatare la crescita delle famiglie \u201cunipersonali\u201d, per usare un ossimoro. Se da una parte c\u2019\u00e8 il crollo dei matrimoni e delle famiglie ordinarie (padre-madre-figli), dall\u2019altra crescono le famiglie formate da una sola persona (in Italia \u2013 per fare un solo esempio &#8211; quest\u2019ultime sono passate da 5,2 milioni nel 2001 a\u00a0 7,2 milioni tra il 2001 e il 2011). La diminuzione dei matrimoni religiosi e di quelli civili non si \u00e8 trasferita nella formazione di altre forme di convivenza (le cosiddette coppie di fatto), ma nella crescita di persone che scelgono di stare da sole. Insomma, qualsiasi legame impegnativo \u00e8 insopportabile. La deriva \u00e8 chiara: ci avviamo verso una societ\u00e0 de-familiarizzata, fatta di persone sole che si uniscono senza alcun impegno. All\u2019esaltazione assoluta dell\u2019individuo corrisponde lo sgretolamento di qualsiasi legame saldo e duraturo.<\/span><\/p>\n<p>La globalizzazione dell\u2019individualismo indebolisce ogni legame e rende incerto il futuro sia dei singoli che delle societ\u00e0. Quando qualche studioso \u2013 penso a Zygmunt Bauman &#8211; parla di \u201csociet\u00e0 liquida\u201d fotografa una societ\u00e0 strutturalmente incerta nei legami: non ci si pu\u00f2 fidare di nessuno. I rapporti stabili, ritenuti impossibili, non sono neppure da cercare. E il profondo desiderio di stabilit\u00e0 che c\u2019\u00e8 nell\u2019animo umano, viene falciato non appena spunta allo scoperto. Tuttavia, i legami affettivi forti, che durano nel tempo e capaci di aiutare nelle vicende difficili della vita, continuano a essere un\u2019aspirazione di tutti. Quando la cultura contemporanea prospetta l\u2019obiettivo dell\u2019autonomia assoluta dei singoli, inganna perch\u00e9 propone un obiettivo del tutto irreale e per di pi\u00f9 non prepara le persone ad affrontare le fatiche e i sacrifici che ogni rapporto duraturo e vero fra esseri umani richiede. Tale inganno \u00e8 il risultato di facili ideologie delle quali l\u2019ultima, quella propagandata dalla rivoluzione sessuale, resta tra le pi\u00f9 perniciose. E gli effetti sono drammatici: quanti abissi di dolore e di solitudini ci sono nelle nostre citt\u00e0 contemporanee!<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qui un nodo spirituale profondo del nostro tempo, che ha risvolti esistenziali, sociali e culturali di grande rilievo. Nikolaj Berdjaev, con capacit\u00e0 di analisi e di giudizio penetrante, scriveva nel 1931: \u201cIl mondo \u00e8 ridotto allo stato liquido, non vi sono pi\u00f9 corpi solidi, sta vivendo\u2026 un\u2019epoca di anarchia spirituale. L\u2019uomo vive nell\u2019angoscia come mai in passato, \u00e8 sotto una costante minaccia, \u00e8 sospeso sull\u2019abisso\u201d. Il pensatore russo individuava il punto centrale della crisi culturale e spirituale del mondo contemporaneo nella negazione del valore dell\u2019uomo, privato dello spazio della contemplazione e del rapporto con Dio: \u201cIl problema fondamentale dei nostri giorni non \u00e8 il problema di Dio, il problema fondamentale dei nostri giorni \u00e8 innanzitutto il problema dell\u2019uomo. Il problema di Dio \u00e8 un problema eterno&#8230; Gli uomini hanno rinnegato Dio, ma cos\u00ec facendo non hanno messo in dubbio la dignit\u00e0 di Dio, bens\u00ec la dignit\u00e0 dell\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una stretta connessione tra l\u2019eliminazione di Dio e l\u2019eliminazione dell\u2019altro. Olivier Cl\u00e9ment ha scritto: \u201cDio \u00e8 talmente uno, che non \u00e8 solitudine neanche in lui stesso. E\u2019 talmente uno che porta in se stesso il mistero dell\u2019altro, il mistero della comunione e dell\u2019amore. E gli uomini, che sono ad immagine di Dio, sono quindi chiamati a vivere questo stesso mistero dell\u2019unit\u00e0 e della diversit\u00e0. [\u2026] Bisogna capire che l\u2019alterit\u00e0 \u00e8 altrettanto assoluta che l\u2019unit\u00e0. Questo \u00e8 assolutamente fondamentale per la tradizione biblica e per la tradizione evangelica: il mistero dell\u2019alterit\u00e0 associata al mistero dell\u2019unit\u00e0, \u00e8 la comunione\u201d. La percezione dell\u2019alterit\u00e0 come dimensione qualificante l\u2019esperienza umana \u00e8 radicata nella coscienza cristiana. Joseph Ratzinger ha scritto parole che echeggiano una sensibilit\u00e0 simile: \u201cNella sua natura profonda l\u2019io \u00e8 sempre collegato al tu e viceversa: una relazione autentica che diviene \u2018comunicazione\u2019 non pu\u00f2 nascere che dalla profondit\u00e0 della persona\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 in questa dinamica del rapporto con l\u2019altro che si colloca la famiglia. Lo rilevava con finezza Sergej Averintsev in alcune sue note sul concetto cristiano di famiglia, un luogo \u2013 scriveva \u2013 \u201cdove ciascuno di noi si avvicina in modo inaudito al personaggio pi\u00f9 importante della nostra vita: l\u2019Altro\u201d. E aggiungeva: \u201cMa questo Altro \u00e8, secondo la parola del Vangelo, il Prossimo. [\u2026] All\u2019infuori dell\u2019Altro non c\u2019\u00e8 salvezza. Il cammino cristiano verso Dio \u00e8 attraverso il Prossimo\u2026 Mt 25 ci insegna a cercare Dio prima di tutto nel prossimo: la diversit\u00e0 assoluta di Dio nella relativa diversit\u00e0 dell\u2019Altro, le esigenze di Dio nelle esigenze del prossimo\u201d. Mettere l\u2019io al posto di Dio conduce alla eliminazione dell\u2019altro.<\/p>\n<p><strong><i>La famiglia deve tornare\u00a0 al centro della cultura, della politica, dell\u2019economia<\/i><\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 urgente ridare centralit\u00e0 alla famiglia nella politica e nell\u2019economia, nel diritto e nella cultura, ed anche nelle nostre Chiese. La societ\u00e0 globalizzata potr\u00e0 trovare un futuro di civilt\u00e0 se e nella misura in cui sar\u00e0 capace di promuovere una cultura della famiglia. La famiglia resta la risorsa pi\u00f9 importante delle societ\u00e0. Nessun\u2019altra forma di vita, infatti, pu\u00f2 realizzare quei beni relazionali che la famiglia crea. Ha scritto Vladimir Solov\u2019\u00ebv: nella famiglia \u201cogni membro \u00e8 uno scopo per tutti, non solo nelle intenzioni e nelle aspirazioni, ma realmente; ognuno \u00e8 riconosciuto come qualcuno che ha una importanza assoluta percettibile, ciascuno \u00e8 insostituibile. Da questo punto di vista, la famiglia appare come il modello e la cellula elementare costitutiva della fraternit\u00e0 universale o della societ\u00e0 umana, cos\u00ec come deve essere\u201d. La famiglia \u00e8 unica nella sua capacit\u00e0 generatrice di relazioni. In essa si apprende il <i>noi<\/i> dell\u2019oggi e si pongono le basi per il futuro attraverso la generazione dei figli. Papa Francesco ci diceva qualche giorno fa che essa \u201c\u00e8 il luogo dove si impara ad amare, il centro naturale della vita umana. E\u2019 fatta di volti, di persone che amano, dialogano, si sacrificano per gli altri e difendono la vita, soprattutto quella pi\u00f9 fragile, pi\u00f9 debole. Si potrebbe dire, senza esagerare, che la famiglia \u00e8 il motore del mondo e della storia\u201d.<\/p>\n<p>Oggi ci troviamo in un delicatissimo crinale storico che, in maniera sintetica, possiamo semplificare in questo modo: da una parte vi \u00e8 la chiara affermazione biblica che dice: \u201cnon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d (da cui \u00e8 originata la famiglia e la stessa societ\u00e0), e dall\u2019altra l\u2019esatto opposto della cultura contemporanea, ossia: \u201c\u00e8 bene che l\u2019individuo sia solo\u201d (da cui deriva l\u2019individualismo sociale ed economico). L\u2019<i>io<\/i>, l\u2019individuo, sciolto da qualsiasi vincolo, viene contrapposto al <i>noi<\/i>, alla famiglia e alla societ\u00e0. Di conseguenza, la famiglia, pur essendo il fondamento del disegno di Dio sull\u2019umanit\u00e0, diviene l\u2019ostacolo pi\u00f9 forte per frenare un individualismo senza freno.<\/p>\n<p><i style=\"line-height: 1.5em;\">La responsabilit\u00e0 di comunicare la buona notizia della famiglia<\/i><\/p>\n<p>In tale contesto si staglia per le nostre Chiese la grave responsabilit\u00e0 di comunicare al mondo il \u201cmistero grande\u201d di cui parla l\u2019apostolo Paolo nella lettera agli Efesini: \u201cquesto mistero \u00e8 grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!\u201d(Ef 5,32). La Chiesa ha ricevuto da Dio questo \u201ctesoro\u201d straordinario che nel corso dei secoli \u00e8 stato sempre pi\u00f9 compreso nella sua ricchezza spirituale ed umana. Esso trova la sua fonte originaria nel mistero stesso della Trinit\u00e0, in quel \u201cNoi\u201d che \u00e8 amore, relazione e dono. Giovanni Paolo II scriveva: \u201cDio \u00e8 amore (1Gv 4,8) e vive in se stesso un mistero di comunione personale d\u2019amore. Creandola a sua immagine e continuamente conservandola nell\u2019essere, Dio iscrive nell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 dell\u2019amore e della comunione. L\u2019amore \u00e8 pertanto la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano\u201d(<i>Familiaris consortio<\/i>, 11). Il matrimonio, possiamo dire, \u00e8 come un \u201csacramento primordiale\u201d nel piano della creazione e diviene \u201csacramento di grazia\u201d in quello della redenzione.<\/p>\n<p>Dobbiamo essere consapevoli di questo grande tesoro. Non \u00e8 una dottrina, ma una realt\u00e0 donata. E\u2019 decisivo che i cristiani, in particolare gli sposi e le famiglie cristiane, accolgano e vivano questo tesoro perch\u00e9 risplenda come una realt\u00e0 bella e appassionante, nonostante le difficolt\u00e0 e i problemi che la vita comporta. In un mondo segnato dalla solitudine e dalla violenza, il matrimonio e la famiglia cristiana sono una \u201cbuona notizia\u201d di cui la societ\u00e0 contemporanea ha estremo bisogno. Il momento \u00e8 peraltro favorevole, non perch\u00e9 sia semplice comunicare tale buona notizia, ma perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica risposta davvero efficace al bisogno di amore che sale da ogni parte del mondo.<\/p>\n<p>Certo, il nuovo contesto culturale e le numerose problematiche ancora irrisolte chiedono alle nostre Chiese il coraggio e l\u2019audacia di riproporre il messaggio del matrimonio e della famiglia in\u00a0 maniera alta, senza sconti, sapendo che la dimensione di \u201ceroicit\u00e0\u201d propria del Vangelo coinvolge anche i coniugi cristiani e l\u2019intera famiglia. E\u2019 in questa prospettiva alta che si deve collocare anche il nostro incontro. Si tratta infatti di suscitare una comune responsabilit\u00e0 perch\u00e9 il matrimonio e la famiglia siano via di santit\u00e0 per le famiglie cristiane e fermento di fraternit\u00e0 per l\u2019intera societ\u00e0. Dobbiamo estrarre dal grande tesoro delle nostre Chiese la ricchezza teologica, spirituale, culturale per affrontare in maniera pi\u00f9 efficace la grande sfida dei tempi moderni. Se saremo capaci di coniugare le nostre tradizioni potremo offrire agli uomini e alle donne contemporanee una prospettiva pi\u00f9 ricca, pi\u00f9 robusta e pi\u00f9 attraente circa il matrimonio e la famiglia. Se penso anche solo a quanto Pavel Evdokimov scrive sul matrimonio e sulla famiglia come non gustarne il prezioso il nutrimento sia teologico che spirituale? \u201cIl tipo dell\u2019amore coniugale \u00e8 essenzialmente pneumatoforo \u2013 scrive il teologo russo \u2013; la materia del sacramento \u00e8 l\u2019amore reciproco che ha il suo fine in se stesso, perch\u00e9 il dono dello Spirito Santo ne fa \u2018unione di amore indistruttibile\u2019 e consente a san Giovanni Crisostomo di darne una mirabile definizione: \u2018Il matrimonio \u00e8 il sacramento dell\u2019amore\u2019\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 urgente che il patrimonio cristiano fermenti la cultura contemporanea cogliendone le novit\u00e0 (penso, ad esempio, alla maggiore consapevolezza della dignit\u00e0 che l\u2019uomo e la donna hanno della propria soggettivit\u00e0, o anche alla valorizzazione della donna anche nella vita della Chiesa) e arricchendole ancor pi\u00f9 di senso. Vi sono poi non poche questioni di ordine culturale e politico che debbono essere affrontate. Penso, per fare un solo esempio, alla questione dell\u2019identit\u00e0 di genere, ossia di cosa significhi oggi essere un uomo ed essere una donna. La distruzione della specificit\u00e0 sessuale, proposta dalla nuova cultura di genere, trionfante oggi in tutti i contesti internazionali, deve trovare da parte nostra risposte chiare e convincenti. Averintsev sottolineava che nel matrimonio \u201cla caratteristica dell\u2019Altro di essere assolutamente Altro\u201d si realizza nel rapporto tra uomo e donna: \u201cL\u2019uomo deve unirsi con la donna e assumere la sua visione femminile delle cose, accogliere il suo animo femminile fino alla profondit\u00e0 della propria anima. E la donna ha un compito altrettanto difficile nei confronti del maschio\u201d. Il card. Bergoglio, da parte sua, affermava: \u201cNon si pu\u00f2 uniformare ci\u00f2 che \u00e8 diverso\u2026 L\u2019essenza dell\u2019essere umano tende all\u2019unione dell\u2019uomo e della donna come reciproca realizzazione, attenzione e cura, e come la via naturale per la procreazione. Ci\u00f2 conferisce al matrimonio trascendenza sociale e carattere pubblico\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure si deve riflettere \u2013 ed \u00e8 un altro tema particolarmente delicato \u2013 sulla trasmissione culturale fra le generazioni che coinvolge la stessa trasmissione della fede. Senza famiglia \u2013 e le donne in particolare &#8211; \u00e8 di fatto impossibile trasmettere la fede alle generazioni che salgono. L\u2019esperienza della Chiesa ortodossa russa \u00e8 esemplare: durante i drammatici anni della persecuzione comunista, sono state le donne anziane a mantenere e a trasmettere la fede alle nuove generazioni. E\u2019 un insegnamento di cui si dovrebbe fare tesoro anche oggi in Occidente.<\/p>\n<p>Altri temi dovrebbero essere iscritti in una rinnovata pastorale familiare che vuole raggiungere i cuori e la mente delle generazioni di oggi, da quello dei diritti della famiglia a quello della intergenerazionalit\u00e0, dai diritti dei bambini a quelli degli anziani, dei malati, al diritto al lavoro, al riposo, e cos\u00ec oltre. E\u2019 un campo vasto e complesso che richiede interventi culturali e politici oltre che spirituali. E le nostre Chiese debbono percorrerlo, ararlo e seminarlo assieme, ma con una sapienza nuova, una forza nuova. E\u2019 quel che ci auguriamo possa realizzarsi anche attraverso questo nostro incontro, consapevoli \u2013 per riprendere un\u2019affermazione di Benedetto XVI \u2013 che \u201cil matrimonio costituisce in se stesso un Vangelo, una Buona Notizia per il mondo di oggi, in particolare per il mondo scristianizzato\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento al convegno &#8220;Ortodossi e cattolici insieme per la famiglia&#8221; &#8211; Roma, 13 novembre 2013 Sono particolarmente lieto di aprire questo incontro su \u201cOrtodossi e Cattolici, uniti per la Famiglia\u201d, organizzato congiuntamente dal Dipartimento delle Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca, dal Pontificio Consiglio per la Famiglia e il Pontificio Consiglio per l\u2019Unit\u00e0. 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