{"id":18463,"date":"2013-11-26T06:43:46","date_gmt":"2013-11-26T05:43:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18463"},"modified":"2014-01-14T12:56:47","modified_gmt":"2014-01-14T11:56:47","slug":"le-traduzioni-della-bibbia-per-la-vita-della-chiesa-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/le-traduzioni-della-bibbia-per-la-vita-della-chiesa-cattolica.html","title":{"rendered":"Le traduzioni della Bibbia per la vita della Chiesa cattolica"},"content":{"rendered":"<p><em style=\"line-height: 1.5em;\">Intervento al convegno promosso dal Patriarcato di Mosca dal 26 al 28 novembre 2013<\/em><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 discutere all\u2019infinito su come tradurre un testo e, in special modo, su quali criteri adottare per le traduzioni della Bibbia in lingua corrente. Tuttavia, l\u2019interrogativo di fondo, al quale non \u00e8 impossibile rispondere, pur ammettendo pi\u00f9 di una risposta, \u00e8: \u201cPerch\u00e9 tradurre\u201d? Si tratta della domanda di senso che qui vorrei considerare a proposito delle traduzioni della Bibbia per la vita della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Ci conforta assai sapere che la gente ha ancora sete della Parola di Dio e che molte persone sono disposte a investire una parte del loro tempo nella meditazione e nell\u2019approfondimento della Sacra Scrittura. Di fatti, anche se l\u2019uomo e la donna contemporanei vivono nell\u2019era della globalizzazione e navigano su autostrade d\u2019informazioni, spesso si riducono a un tipo di conoscenza \u2013 o di relazione \u2013 virtuale e impersonale, ove tempo concreto da dedicare all\u2019ascolto, al silenzio, alla meditazione, alla contemplazione del volto d\u2019altri, non ci \u00e8 dato.<\/p>\n<p>Il rapporto con Dio attraverso la Sacra Scrittura ci educa a un dialogo interpersonale che ha bisogno di essere curato in tutte le sue relazioni: con il creato, con la Parola, con il mondo, con gli altri\u2026 Affinch\u00e9 questo dialogo si realizzi concretamente nella nostra vita abbiamo bisogno di mediazioni, quindi anche di traduzioni\u2026<\/p>\n<p><i>1. Dio parla il nostro linguaggio<\/i><\/p>\n<p>Nel linguaggio, la Parola di Dio e la parola dell\u2019uomo sono la medesima realt\u00e0<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn1\">[1]<\/a>. Infatti, nel linguaggio, l\u2019io \u00e8 raggiunto dall\u2019altro in modo autentico e reale. Che si tratti di Dio o dell\u2019uomo o delle cose, la lingua \u00e8 <i>forma <\/i>e <i>mediazione<\/i> dell\u2019incontro fra diversi. Se \u00e8 vero che il linguaggio \u00e8 la rivelazione dell\u2019essere e di quello che siamo, allora Dio si rivela attraverso la parola dei suoi profeti e dei suoi mediatori, vincolandosi ad essi (al loro mondo, al loro modo di esprimersi e di pensare) per sempre. In questo parlare le nostre parole, Dio stesso vive gi\u00e0 una sua certa spogliazione o inizio di <i>kenosis<\/i>.<\/p>\n<p>In tal senso, la fede d\u2019Israele nella parola profetica come parola di Dio continua inalterata \u00abanche quando quel messaggio non lo si intende pi\u00f9 dalla viva voce dell\u2019inviato divino, bens\u00ec viene ritrovato scritto in un libro e viene ascoltato nella proclamazione liturgica. Anche qui, come nel caso del libro della Torah divina, Israele professa e accoglie la voce di Dio, il suo giudizio, la sua volont\u00e0\u00bb<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p><i>2. Un principio biblico da non dimenticare: \u201cAscolta Israele\u201d<\/i><\/p>\n<p>Le traduzioni della Bibbia si realizzano nella convinzione che il credente si trova sempre innanzi alla Parola che \u00e8 chiamato ad ascoltare. Le traduzioni, in tal senso, servono a far scorrere meglio la Parola nelle culture e nei contesti sociali e religiosi delle comunit\u00e0 credenti. Per la Chiesa cattolica, la Bibbia, e in modo particolare il Vangelo, \u00e8 prima di tutto un \u00abannuncio\u00bb. Quindi, soprattutto nella proclamazione liturgica, la Bibbia esprime in modo pi\u00f9 evidente e immediato la sua vera natura e finalit\u00e0, e allo stesso tempo rivela il suo rapporto con il credente. Di questo rapporto tra la Scrittura e il popolo di Dio ne d\u00e0 testimonianza la stessa Bibbia. Nel libro di Neemia \u00e8 scritto, infatti, che \u00abIl primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra port\u00f2 la legge davanti all\u2019assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere [\u2026] tutto il popolo porgeva l\u2019orecchio a sentire il libro della legge\u00bb (Nee 8,2-3). Il popolo \u00e8, quindi, \u00abdavanti\u00bb al libro in atteggiamento di ascolto. Per la comunit\u00e0 cristiana questo atteggiamento di ascolto assume un significato ancora pi\u00f9 profondo nella santa liturgia, come ricorda la <i>Sacrosanctum Concilium<\/i> quando afferma che Cristo: \u00ab\u00e8 presente nella sua parola, giacch\u00e9 \u00e8 lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura\u00bb (n. 7). Gi\u00e0 Origene, all\u2019inizio del III secolo, spiegava ai suoi uditori: \u00abQuando leggi che Ges\u00f9 insegnava nelle sinagoghe, onorato da tutti, sta attento a non considerare fortunate soltanto le persone che potevano ascoltarlo, ritenendoti escluso dal suo insegnamento. Se la Scrittura \u00e8 la verit\u00e0, allora Dio non ha parlato soltanto una volta nelle riunioni degli ebrei, ma parla ancora oggi nella nostra assemblea\u00bb<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>La traduzione della Bibbia in lingua corrente, anche se compito particolare degli esegeti, non \u00e8 tuttavia loro monopolio poich\u00e9 essa coinvolge nella Chiesa aspetti che vanno al di l\u00e0 dell\u2019analisi scientifica dei testi. La Chiesa, infatti, non considera la Bibbia semplicemente un insieme di documenti storici concernenti le sue origini; l\u2019accoglie come Parola di Dio che si rivolge ad essa, e al mondo intero nel tempo presente. Questa convinzione di fede ha come conseguenza uno sforzo di attualizzazione e di inculturazione del messaggio biblico, come pure l\u2019elaborazione di diversi modi di uso di testi ispirati, nella liturgia, nella lectio divina, nel ministero pastorale.<\/p>\n<p><i>3. Un largo accesso alla Scrittura<\/i><\/p>\n<p>Il fenomeno moderno delle traduzioni della Sacra Scrittura rientra in quel processo di attualizzazione della Bibbia che \u00e8 molto caro al Concilio Vaticano II, per il quale, come afferma <i>Dei Verbum<\/i> 22, \u00ab\u00e8 necessario che i fedeli abbiano largo accesso alla Sacra Scrittura\u00bb. Se \u00e8 vero che tradurre \u00e8 sempre un po\u2019 tradire il testo che abbiamo di fronte \u2013 sia perch\u00e9 a volte appare difficile riporre in lingua corrente un idioma o riformulare un particolare uso di un verbo al passato, sia perch\u00e9 si corre il rischio di svilire il Mistero stesso che avvolge le Parole sante \u2013, \u00e8 altrettanto vero, per\u00f2, che il processo ermeneutico per la comprensione e l\u2019attualizzazione della Parola di Dio \u00e8 intrinseco alla vita stessa della Chiesa, visto che la Parola deve essere \u00aba disposizione di tutti in ogni tempo\u00bb (<i>Dei Verbum<\/i> 22).<\/p>\n<p>A tale scopo, la Chiesa cura con materna sollecitudine affinch\u00e9 ci siano traduzioni appropriate e corrette nelle varie lingue, di preferenza a partire dai testi originali dei sacri libri. Se, per una ragione di opportunit\u00e0 e con il consenso dell\u2019autorit\u00e0 della Chiesa, queste saranno fatte in collaborazione con i fratelli delle altre tradizioni cristiane, potranno essere usate da tutti i cristiani.<\/p>\n<p>\u00abLa Chiesa fin dagli inizi fece sua l\u2019antichissima traduzione greca del Vecchio Testamento detta dei <i>Settanta<\/i>, e ha sempre in onore le altre versioni orientali e le versioni latine, particolarmente quella che \u00e8 detta <i>Volgata<\/i>\u00bb (<i>Dei Verbum<\/i> 22). Le traduzioni della Bibbia sono necessarie affinch\u00e9 tra i fedeli si raggiunga un\u2019intelligenza sempre pi\u00f9 profonda della Scrittura per poter nutrire di continuo il popolo di Dio. Perci\u00f2, a ragione, la Chiesa cattolica \u00abfavorisce anche lo studio dei santi Padri d\u2019Oriente e d\u2019Occidente e delle sacre liturgie\u00bb (<i>Dei Verbum<\/i> 23).<\/p>\n<p><i>4. Uso pastorale e missionario della Scrittura<\/i><\/p>\n<p>Il Vaticano II ha inserito il riferimento alle traduzioni della Bibbia in lingua corrente nel capitolo sesto della <i>Dei Verbum<\/i> intitolato \u201cLa sacra Scrittura nella vita della Chiesa\u201d. Il Concilio, volendo facilitare l\u2019accesso alla Bibbia da parte di tutti i fedeli, ritiene necessario che la Bibbia sia nelle mani di tutti i fedeli e che la Parola di Dio sia l\u2019ispiratrice di tutta l\u2019azione pastorale della Chiesa. Per aiutare tale prospettiva pastorale \u00e8 nata, nel seno della Chiesa cattolica, la \u201cFederazione Biblica Cattolica\u201d, un organismo che raccoglie le diverse istituzioni di pastorale biblica per un\u2019azione coordinata al fine di far conoscere la Bibbia tra il popolo cristiano. E in quest\u2019ultimo tempo il Pontificio Consiglio per la Famiglia sta sviluppando la prospettiva di aiutare ogni famiglia ad avere la Bibbia come il libro da cui attingere per la preghiera e per la meditazione. In tale orizzonte il testo conciliare esorta alla collaborazione con gli altri cristiani per la traduzione della Bibbia perch\u00e9 tutti possano comprenderla nella propria lingua.<\/p>\n<p>\u00c8 per la materna sollecitudine della Chiesa (<i>Ecclesia materna sollecitudine curat<\/i>) nei confronti dei fedeli che si \u00e8 proceduto alla traduzione in lingua corrente della Sacra Scrittura che resta tale pur cambiando il codice linguistico. Alla base di questa concezione c\u2019\u00e8 un motivo pastorale sostenuto dal principio teologico dell\u2019incarnazione di Dio, della sua <i>kenosis<\/i>. In altri termini, Dio parla le parole umane: egli si rivela nella nostra storia, prendendo in tutto il nostro essere linguaggio, cio\u00e8 cultura. Ha scritto Serghiej Averintsev: \u201cSolo il cristianesimo pu\u00f2 spiegare il carattere terreno della lingua in cui ci parla la Rivelazione, collocandolo nel contesto della Incarnazione e della <i>Kenosis<\/i> divina. Il linguaggio umano, goffo, affannoso, talvolta balbuziente, di cui si riveste la Parola di Dio, \u00e8 anch\u2019esso un aspetto della accondiscendenza kenotica, assunta dal <i>Logos<\/i> per amor per noi\u201d.<\/p>\n<p>A questo proposito, anche la Conferenza episcopale italiana, gi\u00e0 durante il Concilio, affront\u00f2 la questione di una traduzione italiana della Bibbia, dietro sollecitazione del cardinale Giovanni Urbani (1900-1969), patriarca di Venezia<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn4\">[4]<\/a>. <i>Dei Verbum <\/i>22 fa riferimento alle <i>versiones orientale et versiones latinas<\/i>. La presenza di un plurale al posto di un singolare riferito alle traduzioni \u00e8 il risultato di un intervento del 9 ottobre 1965 della Commissione dottrinale. In quell\u2019occasione, Charue, Butler, Garofalo e Rahner domandarono l\u2019uso del plurale, che la Commissione accett\u00f2 senza alcuna discussione.<\/p>\n<p>Conosciamo quanto \u00e8 avvenuto nei passati due millenni di storia della Chiesa: prima della sua fondazione, gi\u00e0 l\u2019Antico Testamento ebraico-aramaico fu tradotto in greco (i LXX); furono poi fatte di tutta la Scrittura versioni nelle lingue orientali (ad esempio, la versione siriana) e in latino, tra cui la versione tutta attribuita a san Girolamo (la <i>Vulgata<\/i>). Sappiamo, inoltre, che per conoscere e amare la Sacra Scrittura dobbiamo poterla leggere nella nostra lingua materna. Tutti i popoli hanno questa esigenza che diviene anche un diritto. Il tradurre la Bibbia nelle lingue di ulteriori trib\u00f9 e clan di persone \u00e8 azione evangelizzatrice e, ancor prima, d\u2019inculturazione della fede<\/p>\n<p><i>5. Lasciarsi illuminare e interpellare dalla Parola<\/i><\/p>\n<p>Il bisogno di tradurre la Bibbia risponde anche a un altro grande principio: la Scrittura \u00e8 il punto di partenza e l\u2019orizzonte permanente che illumina la vita cristiana, ogni nostro agire, pensare, credere. In questo orizzonte le traduzioni della Bibbia aiutano le tre funzioni che la parola svolge in ogni situazione. La parola \u00e8 infatti <i>informazione<\/i>. Essa, infatti, informa sui fatti, sugli avvenimenti, sulle cose che accadono. E l\u2019informazione \u00e8 propria soprattutto della scienza, della didattica, della storiografia che fa uso del racconto. La parola \u00e8 anche e<i>spressione<\/i>. Ogni persona che parla si esprime, dice qualcosa di s\u00e9. In effetti, per comunicare la persona deve <i>ex-primersi<\/i>, mettere in moto il suo essere, rischiare l\u2019uscita da s\u00e9, disporsi a mostrare la sua interiorit\u00e0. E, infine, la parola \u00e8 anche <i>appello<\/i>. La parola, per sua natura, cerca l\u2019altro, ha la passione dell\u2019altro, perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 relazione. Se \u00e8 cos\u00ec per ogni parlare umano, ancor pi\u00f9 lo \u00e8 per la Parola di Dio: essa chiama l\u2019uomo ad entrare in comunione con lui. La funzione appellativa della parola primeggia in alcune tipiche forme letterarie, quali la chiamata, la vocazione, il comando.<\/p>\n<p>Parlare pertanto di traduzioni della Scrittura significa riconoscere che la Bibbia, nata dalla Chiesa e sua espressione privilegiata, torna alla Chiesa, al popolo di Dio per edificarlo, nutrirlo, illuminarne il cammino sino alla fine dei tempi<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn5\">[5]<\/a>. E questo accade perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 l\u2019estensione dell\u2019incarnazione, \u00e8 Cristo Dio-uomo che diventa Dio-umanit\u00e0 e nella Chiesa continua a parlare attraverso il Libro Sacro.<\/p>\n<p><i>6. Inculturarsi per evangelizzare<\/i><\/p>\n<p>La prima tappa dell\u2019inculturazione consiste nel tradurre in un\u2019altra lingua la Scrittura ispirata. A tal proposito, ha affermato Benedetto XVI, nell\u2019Esortazione apostolica post-sinodale <i>Verbum Domini<\/i> (30-9-2010), n.115: \u00abSe l\u2019inculturazione della Parola di Dio \u00e8 parte imprescindibile della missione della Chiesa nel mondo, un momento decisivo di questo processo \u00e8 la diffusione della Bibbia mediante il prezioso lavoro di traduzione nelle differenti lingue\u00bb<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn6\">[6]<\/a>. Questa tappa ha avuto inizio fin dai tempi dell\u2019Antico Testamento quando il testo ebraico della Bibbia fu tradotto oralmente in aramaico (cf. <i>Nee<\/i> 8,8.12) e, pi\u00f9 tardi, per iscritto in greco. Una traduzione, infatti, \u00e8 sempre qualcosa di pi\u00f9 di una semplice trascrizione del testo originale. Il passaggio da una lingua a un\u2019altra comporta necessariamente un cambiamento di contesto culturale: i concetti non sono identici e la portata dei simboli \u00e8 differente, perch\u00e9 mettono in rapporto con altre tradizioni di pensiero e altri modi di vivere.<\/p>\n<p>Il Nuovo Testamento, scritto in greco, \u00e8 segnato tutto quanto da un dinamismo di inculturazione, perch\u00e9 traspone nella cultura giudaico-ellenistica il messaggio semitico di Ges\u00f9, manifestando con ci\u00f2 una chiara volont\u00e0 di superare i limiti di un ambiente culturale unico. Ha osservato Averintsev che al cristianesimo \u00e8 estranea la concezione di una lingua sacrale in cui sola possa essere espressa la Rivelazione. \u201cI Vangeli \u2013 ha scritto il grande studioso russo \u2013 nascono fin dall\u2019inizio come una trasposizione dell\u2019insegnamento di Ges\u00f9 dall\u2019aramaico al greco, come un prodotto di \u2018inculturazione\u2019, un lavoro di traduzione nel senso ampio del termine\u201d.<\/p>\n<p>La traduzione dei testi biblici, tappa fondamentale, non pu\u00f2 per\u00f2 essere sufficiente ad assicurare una vera inculturazione. Questa deve costituirsi grazie a un\u2019interpretazione che metta il messaggio biblico in rapporto pi\u00f9 esplicito con i modi di sentire, di pensare, di vivere e di esprimersi propri della cultura locale. Dall\u2019interpretazione si passa poi ad altre tappe dell\u2019inculturazione, che portano alla formazione di una cultura locale cristiana, che si estende a tutte le dimensioni dell\u2019esistenza (preghiera, lavoro, vita sociale, costumi, legislazione, scienza e arte, riflessione filosofica e teologica). La Parola di Dio \u00e8, infatti, un seme che trae dalla terra in cui si trova gli elementi utili alla sua crescita e alla sua fecondit\u00e0. Di conseguenza, i cristiani devono cercare di discernere \u00abquali ricchezze Dio nella sua munificenza ha dato ai popoli; ma nello stesso tempo devono tentare di illuminare queste \u00a0ricchezze alla luce del vangelo, di liberarle e di riferirle al dominio di Dio salvatore\u00bb (cf. <i>AG<\/i> 11).<\/p>\n<p>Non si tratta, come si vede, di un processo a senso unico, ma di una \u00abreciproca fecondazione\u00bb. Da una parte le ricchezze contenute nelle diverse culture permettono alla Parola di Dio di produrre nuovi frutti e, dall\u2019altra, la luce della Parola di Dio permette di operare una scelta in ci\u00f2 che le culture apportano, per rigettare gli elementi nocivi e favorire lo sviluppo di quelli validi. La piena fedelt\u00e0 alla persona di Cristo, al dinamismo del suo mistero pasquale e al suo amore per la Chiesa fa evitare due false soluzioni: quella dell\u2019\u201cadattamento\u201d superficiale del messaggio e quella della confusione sincretista (cf. <i>AG <\/i>22).<\/p>\n<p>Nell\u2019Oriente e nell\u2019Occidente cristiano l\u2019inculturazione della Bibbia si \u00e8 effettuata fin dai primi secoli e ha manifestato una grande fecondit\u00e0. Non pu\u00f2, tuttavia, mai essere considerata conclusa; al contrario, deve essere ripresa costantemente, in rapporto con la continua evoluzione delle culture. Nei paesi di pi\u00f9 recente evangelizzazione il problema si pone in termini diversi. I missionari, infatti, portano inevitabilmente la Parola di Dio nella forma in cui si \u00e8 inculturata nel loro paese di origine. \u00c8 necessario che le nuove Chiese locali compiano sforzi enormi per passare da questa forma straniera d\u2019inculturazione della Bibbia a un\u2019altra forma, che corrisponda alla cultura del proprio paese, con traduzioni adatte alla lingua locale.<\/p>\n<p><i>7. Bibbia, Liturgia, preghiera<\/i><\/p>\n<p>Il Vaticano II mettendo in relazione strettissima la Sacra Scrittura con l\u2019Eucarestia fa della Divina Liturgia il luogo per eccellenza dell\u2019ascolto e della trasmissione della Sacra Scrittura. Nel testo conciliare sulla Santa Liturgia, si afferma: \u201cLa liturgia della parola e la liturgia eucaristica sono congiunte tra loro cos\u00ec strettamente da formare un solo atto di culto\u201d(<i>Sacr Conc<\/i> 56). Si supera quella separazione che un teologo ortodosso, Aleksandr Schmemann, ha definito la rottura tra la Parola e il sacramento, causa dell\u2019impoverimento del ruolo nella vita della Chiesa dell\u2019una e dell\u2019altro: \u00abOserei dire che il processo di graduale \u201cdecomposizione\u201d della Scrittura, dissolta da una critica sempre pi\u00f9 specialistica e negativa, sia dovuto al fatto che essa \u00e8 stata staccata dall\u2019eucarestia, cio\u00e8 in realt\u00e0 dalla Chiesa stessa come esperienza e realt\u00e0 spirituale. A sua volta, questo priva il sacramento del suo contenuto evangelico, per trasformarlo in un mezzo di santificazione autonomo\u00bb. Secondo il teologo russo solo grazie all\u2019unione indivisibile di Parola e sacramento si pu\u00f2 cogliere la portata dell\u2019affermazione che \u00absolo la Chiesa custodisce il verso senso della Scrittura\u00bb.<\/p>\n<p>Nella <i>Dei Verbum<\/i> si scrive: \u201cLa Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture, come ha fatto con il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella Santa Liturgia, di nutrirsi del Pane della vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerle ai fedeli\u201d (21). Queste parole furono un chiaro passo in avanti per riportare la Sacra Scrittura nella vita della Chiesa e nelle mani di ciascun credente: la Parola viene assimilata alla Eucarestia, sino a parlare di una \u201cpresenza reale\u201d di Cristo nella sua Parola (<i>Eucharisticum mysterium<\/i>, 9). Del resto, gi\u00e0 gli antichi Padri della Chiesa erano stati chiari su questo punto. Il vescovo Cesario di Arles scriveva ai suoi fedeli: \u201cIo vi chiedo miei fratelli e mie sorelle di dirmi ora: credete pi\u00f9 importante la Parola di Dio o il Corpo di Cristo? Se volete rispondere la verit\u00e0, dovete certamente rispondermi che la Parola di Dio non \u00e8 meno importante del Corpo di Cristo! Infatti, come abbiamo cura, quando viene distribuito il Corpo di Cristo, di non lasciar cadere nulla per terra, cos\u00ec dobbiamo avere la stessa cura per non lasciar sfuggire dal nostro cuore la Parola di Dio che ci \u00e8 rivolta, parlando o pensando ad altro. Poich\u00e9 chi ascolta la Parola di Dio con negligenza non sar\u00e0 meno colpevole di colui che lascia cadere a terra, per negligenza, il Corpo del Signore\u201d (<i>Sermone <\/i>78,2).<\/p>\n<p>E\u2019 tornata ad essere centrale nella Chiesa cattolica la <i>lectio divina<\/i>, ossia l\u2019ascolto della Sacra Scrittura come fonte della preghiera: \u201cLa lettura della Scrittura dev\u2019essere accompagnata dalla preghiera, affinch\u00e9 possa svolgersi il colloquio tra Dio e l\u2019uomo\u201d. La <i>lectio divina<\/i>, infatti, immette in un dinamismo che porta all\u2019incontro con Dio. Il brano della Scrittura che viene letto non porta semplicemente a sapere le cose di Dio, oppure a parlare di Dio, quanto piuttosto a parlare a Dio. L\u2019ascolto conduce il credente alla preghiera. Sant\u2019Agostino avverte con chiarezza che la preghiera \u00e8 necessaria alla comprensione stessa del testo della Scrittura. E aggiunge: \u201cQuando leggi la Scrittura, Dio parla a te; quando preghi, tu parli a Dio\u201d. La lettura della Bibbia \u00e8 come circondata dalla preghiera. La Sacra Scrittura si comprende pregando. Presentando i salmi, Sant\u2019Agostino suggerisce: \u201cSe il testo \u00e8 preghiera, pregate; se \u00e8 gemito, gemete; se \u00e8 riconoscenza, siate nella gioia; se \u00e8 un testo di speranza, sperate, se esprime il timore, temete. Perch\u00e9 le cose che sentite nel testo biblico sono lo specchio di voi stessi\u201d. La preghiera \u00e8 come far tornare a Dio la Parola che egli ci ha rivolto. Il tempo dell\u2019orazione \u00e8 quindi il momento del dialogo con Dio, un dialogo singolare, che si sviluppa in modi diversificati. Infatti, non si tratta semplicemente di rivolgersi a Dio per ottenere questa o quella grazia, cosa sempre possibile evidentemente, ma di un dialogo che assume tutte le caratteristiche di un colloquio a due.<\/p>\n<p><i>8. Alcuni rilievi<\/i><\/p>\n<p>Da quanto \u00e8 stato detto nel corso di questa esposizione, che rimane troppo breve su molti punti, la prima conclusione che emerge \u00e8 la seguente: la traduzione della Bibbia nella Chiesa cattolica adempie a un compito indispensabile: quello della comunicazione del vangelo a tutti i popoli della terra. Volerne fare a meno sarebbe un\u2019illusione e dimostrerebbe una mancanza di rispetto per la Scrittura ispirata.<\/p>\n<p>I fondamentalisti pretendendo di ridurre gli esegeti al ruolo di traduttori (ignorando che tradurre la Bibbia significa gi\u00e0 fare opera di esegesi) e, rifiutando di seguirli pi\u00f9 avanti nei loro studi, si rendono conto che, per un\u2019encomiabile preoccupazione di piena fedelt\u00e0 alla Parola di Dio, si incamminano in realt\u00e0 su strade che li allontanano dal senso esatto dei testi biblici, come anche dalla piena accettazione delle conseguenze dell\u2019Incarnazione. La Parola eterna si \u00e8 incarnata in un momento preciso della storia, in un ambiente sociale e culturale ben determinato. Chi desidera ascoltare deve umilmente cercarla l\u00e0 dove essa si \u00e8 resa percettibile, accettando il necessario aiuto del sapere umano. Per parlare agli uomini e alle donne, fin dal tempo dell\u2019Antico Testamento, Dio ha sfruttato tutte le possibilit\u00e0 del linguaggio umano, ma nello stesso tempo ha dovuto sottomettere la sua Parola a tutti i condizionamenti di questo linguaggio. Il vero rispetto per la Scrittura esige che si compiano tutti gli sforzi necessari perch\u00e9 si possa cogliere bene il suo significato. Certo, non \u00e8 possibile che ogni cristiano faccia personalmente le ricerche di ogni tipo che consentano di comprendere meglio i testi biblici. Questo compito \u00e8 affidato agli esegeti, responsabili, in questo settore, del bene di tutti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi una ulteriore considerazione: la natura stessa dei testi biblici esige che, per interpretarli, si continui a usare il metodo storico-critico, almeno nella sue operazioni principali. La Bibbia, infatti, non si presenta come una rivelazione diretta di verit\u00e0 atemporali, bens\u00ec come l\u2019attestazione scritta di una serie di interventi attraverso i quali Dio si rivela nella storia umana. Diversamente da molte dottrine sacre di altre religioni, il messaggio biblico \u00e8 solidamente radicato nella storia. Ne consegue che gli scritti biblici non possono essere compresi correttamente senza un esame del loro condizionamento storico. Le ricerche \u201cdiacroniche\u201d saranno sempre indispensabili all\u2019esegesi. Gli approcci \u201csincronici\u201d, qualunque sia il loro interesse, non sono in grado di sostituirle. Per funzionare in modo fecondo, devono prima accettarne le conclusioni, almeno nelle loro grandi linee.<\/p>\n<p>Ma, una volta adempiuta questa condizione, gli approcci sincronici (retorico, narrativo, semiotico e altri) possono rinnovare in parte l\u2019esegesi e fornire un contributo molto utile. Il metodo storico-critico, infatti, non pu\u00f2 pretendere di avere il monopolio, ma deve prendere coscienza dei suoi limiti, come pure dei pericoli cui pu\u00f2 andare incontro. Preoccupato, infatti, di fissare bene il significato dei testi situandoli nel loro contesto storico di origine, questo metodo si mostra talvolta insufficientemente attento all\u2019aspetto dinamico del significato e alle sue possibilit\u00e0 di sviluppo. Quando non arriva fino allo studio della redazione, ma si concentra unicamente sui problemi delle fonti e della stratificazione dei testi, esso non adempie completamente al compito esegetico.<\/p>\n<p>La stessa esegesi biblica deve tener conto della dimensione liturgica e di preghiera intimamente connessa alla Sacra Scrittura. Per questo deve mantenere la sua identit\u00e0 di disciplina teologica, il cui scopo principale \u00e8 l\u2019approfondimento della fede. Ci\u00f2 non significa diminuire l&#8217;impegno nella ricerca scientifica. E\u2019 ovvio che ogni settore della ricerca (critica testuale, studi linguistici, analisi letterarie, ecc.) ha le sue proprie regole, che deve seguire in piena autonomia. Ma nessuna di queste specialit\u00e0 \u00e8 fine a se stessa. Ed \u00e8 indispensabile \u2013 nel tradurre i testi \u2013 fare riferimento alla grande tradizione della Chiesa e al contributo originalissimo e preziosissimo dei Padri. Per Gregorio Magno, ad esempio, la Parola di Dio \u00e8 una lampada che illumina la notte nella vita presente, \u00e8 un bosco che con la sua ombra offre refrigerio contro la calura di questo mondo, \u00e8 la guida dei pastori che assicura l\u2019unit\u00e0 della Chiesa e conduce il gregge<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>La Sacra Scrittura \u00e8, nella tradizione cristiana d\u2019Oriente e d\u2019Occidente, la fonte della vita per ogni credente. Per questo \u00e8 necessario tradurla. La Parola di Dio, resa nelle parole umane, \u00e8 il cardine dell\u2019agire e del conoscere del vero discepolo<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn8\">[8]<\/a>. La Scrittura \u2013 la sua comprensione \u2013 cresce con il lettore: <i>Scriptura crescit cum legente<\/i> \u2013 scriveva Gregorio Magno<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn9\">[9]<\/a>. Il lettore viene a trovarsi in un rapporto spirituale con il Verbo di Dio e vede cambiare la sua vita. Anzi, vede la sua vita crescere spiritualmente ed entrare in una nuova condizione dove \u00e8 rinsaldato il suo legame con Dio. Tale modo dinamico, esistenziale e progressivo di accostarsi alla Parola dell\u2019Eterno \u00e8 molto frequente nella tradizione dei Padri. Per esempio, Giovanni Cassiano afferma che, \u00abnella misura in cui attraverso lo studio il nostro spirito si rinnova, anche la visione delle Scritture comincia a innovarsi\u00bb<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftn10\">[10]<\/a>. Trovarsi innanzi alla Parola fatta carne e nascosta nella Scrittura significa ricevere una nuova rivelazione, un vero e proprio giudizio che non \u00e8 contro di noi, bens\u00ec a nostro vantaggio, per noi, per la nostra salvezza.<\/p>\n<h5><i>Un nuovo entusiasmo per la Parola di Dio<\/i><\/h5>\n<p>Vorrei chiudere queste mie riflessioni con un brano dell\u2019omelia pronunciata dal beato Giovanni XXIII quando prese possesso della Basilica di san Giovanni in Laterano e che mi pare debba guidare l\u2019intera vita pastorale e presiedere anche l\u2019impegno nel tradurre la Sacra Scrittura: \u00abSe tutte le sollecitudini del ministero pastorale ci sono care e ne avvertiamo l&#8217;urgenza, soprattutto sentiamo di dover sollevare da per tutto e con continuit\u00e0 di azione l&#8217;entusiasmo per ogni manifestazione del libro divino, che \u00e8 fatto per illuminare dall&#8217;infanzia alla pi\u00f9 tarda et\u00e0 il cammino della vita\u00bb. Questo entusiasmo per la Parola di Dio di cui parla Giovanni XXIII \u00e8 ci\u00f2 di cui tutti noi abbiamo bisogno all\u2019inizio di questo nuovo millennio, dai pi\u00f9 piccoli agli anziani.<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref1\">[1]<\/a> \u00c8 detto in <i>Dei Verbum <\/i>13: \u00abLe parole di Dio, espresse con lingue umane, si sono fatte simili al linguaggio degli uomini, come gi\u00e0 il Verbo dell\u2019eterno Padre, avendo assunto le debolezze della natura umana, si fece simile agli uomini\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref2\">[2]<\/a> I.A. Marangon, <i>La Bibbia parla di s\u00e9<\/i>, in C.M. MARTINI &#8211; L. PACOMIO (dirr.), <i>I libri di Dio. Introduzione generale alla Sacra Scrittura<\/i>, Genova 1975, 28.<i><\/i><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref3\">[3]<\/a> Origene, <i>Omelia<\/i> 32.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref4\">[4]<\/a> Alcuni criteri che hanno ispirato e accompagnato la traduzione dei nuovi Lezionari, si possono cos\u00ec sintetizzare. La traduzione attuale \u00e8 stata rivista in base ai testi originali (ebraici, aramaici e greci), secondo le migliori edizioni critiche oggi disponibili, dalle quali \u00e8 stata tradotta anche la <i>Nova Vulgata<\/i> e secondo i principi classici della critica testuale e dell\u2019esegesi. Nei casi di lezioni testuali dubbie o discusse, ci si \u00e8 riferiti in primo luogo alla versione dei <i>Settanta<\/i>, per l\u2019Antico Testamento, e poi alla <i>Vulgata<\/i>, tenendo conto delle scelte compiute dalla <i>Nova Vulgata<\/i>. Si \u00e8 cercato di recuperare un\u2019aderenza maggiore al tono e allo stile delle lingue originali, orientandosi verso una traduzione pi\u00f9 letterale, senza compromettere tuttavia l\u2019intelligibilit\u00e0 del testo fin dal momento della lettura o dell\u2019ascolto. Ci si \u00e8 preoccupati di rendere il testo in buona lingua italiana, con modalit\u00e0 espressive di immediata comprensione e comunicative in rapporto al contesto culturale odierno, evitando forme arcaiche del lessico e della sintassi.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref5\">[5]<\/a> Si consideri pure Pontificia Commissione Biblica, <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/pcb_documents\/rc_con_cfaith_doc_19930415_interpretazione_it.html\"><i>L\u2019interpretazione della Bibbia nella Chiesa<\/i><\/a> (15-4-1993).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref6\">[6]<\/a> Durante i lavori sinodali, si \u00e8 dovuto constatare che varie Chiese locali non dispongono ancora di una traduzione integrale della Bibbia nelle proprie lingue. Tantissimi popoli hanno oggi fame e sete della Parola di Dio, ma purtroppo non possono ancora avere un largo accesso alla sacra Scrittura. Per questo, il Sinodo ha ritenuto importante, anzitutto, la formazione di specialisti che si dedichino a tradurre la Bibbia nelle varie lingue e, personalmente, Benedetto XVI ha incoraggiato a investire risorse in questo ambito. In particolare, ha raccomandato di sostenere l\u2019impegno della Federazione Biblica Cattolica perch\u00e9 sia ulteriormente incrementato il numero delle traduzioni della sacra Scrittura e la loro capillare diffusione. \u00c8 bene che, per la natura stessa di un tale lavoro, esso sia fatto, per quanto possibile, in collaborazione con le diverse Societ\u00e0 Bibliche.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref7\">[7]<\/a> Cf. Gregorio Magno, <i>Regola pastorale<\/i> 2, 11; 3,24, a cura di G. Cremascoli, Roma 2008, 83; 174; Id., <i>Omelie su Ezechiele<\/i> I,5,1, a cura di V. Recchia, E. Gandolfo, Roma 1992, I, 169;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref8\">[8]<\/a> Quando Giovanni Crisostomo commenta la terza domanda dell\u2019uomo ricco che chiede ad Abramo di inviare Lazzaro sulla terra per ammonire i suoi fratelli, osserva che il principale errore che l\u2019uomo ricco aveva commesso in vita era quello di non rispettare la Scrittura come la vera fonte della vita. La risposta di Abramo \u00e8 categorica: \u00abHanno Mos\u00e8 e i profeti; ascoltino loro\u00bb (<i>Lc<\/i> 16,29). \u00c8 questa l\u2019opinione di Giovanni Crisostomo sul ruolo delle Scritture durante la vita: sono la fonte principale, la fonte di vita che guida il credente alla salvezza. Affinch\u00e9 la Scrittura sia fonte di vita, \u00e8 necessario leggerla incessantemente e continuamente. Per il Crisostomo, la Bibbia deve essere letta da tutti e non solo dai monaci e principalmente in famiglia. Cf. Giovanni Crisostomo, <i>Discorsi sul povero Lazzaro<\/i> IV,1, a cura di M. Signifredi, Roma 2009, 101.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref9\">[9]<\/a> Cf, Gregorio Magno, <i>Omelie su Ezechiele<\/i> I,7,8: <i>PL<\/i> 76,843.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/arnaldocasali\/Downloads\/Relazione%20Mosca%20Traduzioni%20della%20Bibbia.docx#_ftnref10\">[10]<\/a> Giovanni Cassiano, <i>Conferenze spirituali<\/i> II,14,11: <i>SCh<\/i> 54,197.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento al convegno promosso dal Patriarcato di Mosca dal 26 al 28 novembre 2013 Si pu\u00f2 discutere all\u2019infinito su come tradurre un testo e, in special modo, su quali criteri adottare per le traduzioni della Bibbia in lingua corrente. 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