{"id":18418,"date":"2014-01-07T14:18:13","date_gmt":"2014-01-07T13:18:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18418"},"modified":"2014-01-07T14:24:10","modified_gmt":"2014-01-07T13:24:10","slug":"epifania-del-signore-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/epifania-del-signore-2.html","title":{"rendered":"Epifania del Signore"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dal vangelo di Matteo 2,1-12<\/strong><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: &#8220;Dov&#8217;\u00e8 il re dei Giudei che \u00e8 nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo&#8221;. All&#8217;udire queste parole, il re Erode rest\u00f2 turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s&#8217;informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: &#8220;A Betlemme di Giudea, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 scritto per mezzo del profeta: <\/em><!--more--><\/p>\n<p><em> E tu, Betlemme, terra di Giuda, <\/em><br \/>\n<em>non sei davvero il pi\u00f9 piccolo capoluogo di Giuda: <\/em><br \/>\n<em>da te uscir\u00e0 infatti un capo <\/em><br \/>\n<em>che pascer\u00e0 il mio popolo, Israele. <\/em><\/p>\n<p><em> Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li invi\u00f2 a Betlemme esortandoli: &#8220;Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l&#8217;avrete trovato, fatemelo sapere, perch\u00e9 anch&#8217;io venga ad adorarlo&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><em> Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finch\u00e9 giunse e si ferm\u00f2 sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un&#8217;altra strada fecero ritorno al loro paese.<\/em><\/p>\n<p>\u201cAlza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio\u201d. Queste parole del profeta aprono la festa dell\u2019Epifania. La Liturgia vuole mostrare il cammino degli uomini verso il Signore. C\u2019\u00e8 come un\u2019ansia di universalit\u00e0 e assieme di urgenza che percorre questo giorno: \u00e8 il desiderio profondo della Chiesa che i popoli e le nazioni della terra non aspettino ancora troppo tempo per incontrare Ges\u00f9. Egli \u00e8 appena nato, non sa ancora parlare, e tutti i popoli possono gi\u00e0 incontrarlo, vederlo, accoglierlo e adorarlo. \u201cAbbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti ad adorarlo\u201d, dissero i magi ad Erode appena giunti a Gerusalemme. Erano uomini di regioni lontane, ricchi e intellettuali, incamminatisi dall\u2019Oriente verso la terra d\u2019Israele per adorare il \u201cre\u201d che era nato. La Chiesa da sempre ha visto in essi l\u2019intera umanit\u00e0 e, con la celebrazione dell\u2019Epifania, vuole quasi guidare ogni uomo e ogni donna di questo mondo verso il Bambino che \u00e8 nato. Nella notte di Natale Ges\u00f9 si \u00e8 manifestato ai pastori, uomini d\u2019Israele, anche se tra i pi\u00f9 disprezzati; furono loro i primi a portare un po\u2019 di calore in quella fredda stalla di Betlemme. Ora giungono i magi dal lontano Oriente e anch\u2019essi possono vedere quel bambino.<br \/>\nI pastori e i magi, molto diversi tra loro, hanno per\u00f2 una cosa in comune: il cielo. I pastori si mossero non perch\u00e9 erano buoni, ma perch\u00e9 alzando gli occhi al cielo videro gli angeli, ascoltarono la loro voce e fecero quel che avevano udito. Cos\u00ec pure i magi. Non lasciarono la loro terra per una nuova avventura o per chiss\u00e0 quale strano desiderio; certo, speravano e attendevano un mondo diverso, pi\u00f9 giusto. Si misero a scrutare il cielo: videro una \u201cstella\u201d e fedelmente la seguirono. Gli uni e gli altri suggeriscono a noi tutti che per incontrare Ges\u00f9 \u00e8 necessario alzare lo sguardo da se stessi, scrutare le parole e i segni che il Signore pone lungo il nostro cammino. Per i magi, come del resto per i pastori, non fu tutto chiaro fin dall\u2019inizio. L\u2019evangelista non a caso nota che la stella ad un certo punto scomparve. E tuttavia quei pellegrini non si persero d\u2019animo; il loro desiderio di salvezza non era superficiale e la stella aveva davvero toccato il loro cuore. Giunti a Gerusalemme andarono da Erode per chiedere spiegazioni; le ascoltarono con attenzione e continuarono subito il loro cammino. Si potrebbe dire che la Scrittura aveva sostituito la stella. Ma il Signore non \u00e8 avaro di segni: all\u2019uscire da Gerusalemme la stella ricomparve \u201ced essi provarono una grandissima gioia\u201d, nota l\u2019evangelista. A noi, che spesso ci autocondanniamo ad essere guide di noi stessi, viene rubata la gioia di avere la \u201cstella\u201d. S\u00ec, c\u2019\u00e8 un sollievo nel vedere la stella, ossia nel sentirsi guidati e non abbandonati a se stessi e al proprio destino.<br \/>\nI magi ci esortano a riscoprire la gioia di dipendere dalla stella. E la stella \u00e8 il Vangelo, la Parola del Signore, come dice il salmo: \u201cLa tua parola \u00e8 luce sul mio cammino\u201d (119,105). Questa luce ci guida verso il Bambino. Senza l\u2019ascolto del Vangelo, senza leggerlo, non \u00e8 possibile incontrare Ges\u00f9. I magi, infatti, seguendo la stella giunsero sino al luogo ove si trovava Ges\u00f9. E qui \u201cvidero il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono\u201d. Probabilmente era la prima volta che si prostravano. Ma, sapendo ormai guardare oltre se stessi, avevano riconosciuto, in quel bambino, il Salvatore. Quel gesto era la cosa pi\u00f9 vera. Assieme a Maria, a Giuseppe e ai pastori, capirono che la salvezza consiste nell\u2019accogliere nel proprio cuore quel bambino, debole e indifeso.<br \/>\nBen diversa fu la reazione di Erode e degli abitanti di Gerusalemme. Appena seppero del bambino non sentirono gioia come i magi o i pastori; al contrario, tutti si turbarono ed Erode lo fu a tal punto da deciderne addirittura la morte. Sono i magi ora a salvare il Bambino e a sottrarlo alla ferocia di Erode. Quei sapienti, per un\u2019altra strada, fecero ritorno al loro paese, nota l\u2019evangelista. Del resto, quando si ha il Signore nel cuore non si pu\u00f2 pi\u00f9 percorrere la strada di sempre. I magi sono oggi accanto a noi, forse un poco pi\u00f9 avanti di noi, per aiutarci ad alzare lo sguardo da noi stessi e a dirigerlo verso la stella. Sono accanto a noi per guidarci verso le tante mangiatoie di questo mondo ove giacciono i piccoli e i deboli. Beati noi, se con i pastori e con i magi ci facciamo pellegrini verso quel bambino e con affetto ci prendiamo cura di lui. In verit\u00e0, sar\u00e0 lui a prendersi cura di noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo 2,1-12 Ges\u00f9 nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: &#8220;Dov&#8217;\u00e8 il re dei Giudei che \u00e8 nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo&#8221;. 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