{"id":18416,"date":"2014-01-06T13:14:24","date_gmt":"2014-01-06T12:14:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18416"},"modified":"2014-01-07T13:56:22","modified_gmt":"2014-01-07T12:56:22","slug":"seconda-domenica-dopo-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/seconda-domenica-dopo-natale.html","title":{"rendered":"Seconda Domenica dopo Natale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dal vangelo di Giovanni 1,1-18<\/strong><\/p>\n<p><em>In principio era il Verbo, <\/em><br \/>\n<em>il Verbo era presso Dio <\/em><br \/>\n<em>e il Verbo era Dio. <\/em><br \/>\n<em> Egli era in principio presso Dio: <\/em><br \/>\n<em> tutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui, <\/em><br \/>\n<em>e senza di lui niente \u00e8 stato fatto di tutto ci\u00f2 che <\/em><br \/>\n<em>esiste. <\/em><br \/>\n<em> In lui era la vita <\/em><!--more--><br \/>\n<em>e la vita era la luce degli uomini; <\/em><br \/>\n<em> la luce splende nelle tenebre, <\/em><br \/>\n<em>ma le tenebre non l&#8217;hanno accolta. <\/em><br \/>\n<em> Venne un uomo mandato da Dio <\/em><br \/>\n<em>e il suo nome era Giovanni. <\/em><br \/>\n<em> Egli venne come testimone <\/em><br \/>\n<em>per rendere testimonianza alla luce, <\/em><br \/>\n<em>perch\u00e9 tutti credessero per mezzo di lui. <\/em><br \/>\n<em> Egli non era la luce, <\/em><br \/>\n<em>ma doveva render testimonianza alla luce. <\/em><br \/>\n<em> Veniva nel mondo <\/em><br \/>\n<em>la luce vera, <\/em><br \/>\n<em>quella che illumina ogni uomo. <\/em><br \/>\n<em> Egli era nel mondo, <\/em><br \/>\n<em>e il mondo fu fatto per mezzo di lui, <\/em><br \/>\n<em>eppure il mondo non lo riconobbe. <\/em><br \/>\n<em> Venne fra la sua gente, <\/em><br \/>\n<em>ma i suoi non l&#8217;hanno accolto. <\/em><br \/>\n<em> A quanti per\u00f2 l&#8217;hanno accolto, <\/em><br \/>\n<em>ha dato potere di diventare figli di Dio: <\/em><br \/>\n<em>a quelli che credono nel suo nome, <\/em><br \/>\n<em> i quali non da sangue, <\/em><br \/>\n<em>n\u00e9 da volere di carne, <\/em><br \/>\n<em>n\u00e9 da volere di uomo, <\/em><br \/>\n<em>ma da Dio sono stati generati. <\/em><br \/>\n<em> E il Verbo si fece carne <\/em><br \/>\n<em>e venne ad abitare in mezzo a noi; <\/em><br \/>\n<em>e noi vedemmo la sua gloria, <\/em><br \/>\n<em>gloria come di unigenito dal Padre, <\/em><br \/>\n<em>pieno di grazia e di verit\u00e0. <\/em><br \/>\n<em> Giovanni gli rende testimonianza <\/em><br \/>\n<em>e grida: &#8220;Ecco l&#8217;uomo di cui io dissi: <\/em><br \/>\n<em>Colui che viene dopo di me <\/em><br \/>\n<em>mi \u00e8 passato avanti, <\/em><br \/>\n<em>perch\u00e9 era prima di me&#8221;. <\/em><br \/>\n<em> Dalla sua pienezza <\/em><br \/>\n<em>noi tutti abbiamo ricevuto <\/em><br \/>\n<em>e grazia su grazia. <\/em><br \/>\n<em> Perch\u00e9 la legge fu data per mezzo di Mos\u00e8, <\/em><br \/>\n<em>la grazia e la verit\u00e0 vennero per mezzo di Ges\u00f9 Cristo. <\/em><br \/>\n<em> Dio nessuno l&#8217;ha mai visto: <\/em><br \/>\n<em>proprio il Figlio unigenito, <\/em><br \/>\n<em>che \u00e8 nel seno del Padre, <\/em><br \/>\n<em>lui lo ha rivelato.<\/em><\/p>\n<p>La Liturgia di oggi ci immerge nuovamente nel mistero del Natale. \u00c8 facile per noi dimenticare, essere presi dai ritmi della nostra vita e lasciarci dominare da essi. E forse, in questi giorni, non siamo stati attenti come Maria che, invece, \u201cconservava nel cuore tutto quanto accadeva\u201d attorno a Ges\u00f9. Il \u201cclima natalizio\u201d, purtroppo, non sempre aiuta a comprendere e soprattutto a vivere il mistero del Natale. \u00c8 il mistero che sta all\u2019origine della nostra salvezza, eppure rischiamo di coprirlo sino a renderlo inefficace per la nostra vita e per quella del mondo. Accadde la stessa cosa agli abitanti di Betlemme. Anche oggi il Natale vero pu\u00f2 passare senza che la maggioranza se ne sia accorta. Del resto anche allora il Natale non avvenne nel clamore della citt\u00e0, ma nel silenzio. Scrive il libro della Sapienza: \u201cMentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a met\u00e0 del suo rapido corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, guerriero implacabile, si lanci\u00f2 in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo decreto irrevocabile\u201d (Sap 18,14-15).<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 venuto nel mondo come ogni bambino, eppure in quella nascita si realizzava la pi\u00f9 alta e incredibile realt\u00e0: Dio continuava, anzi aumentava il suo amore per noi e per il mondo. Dopo averci amati con la creazione, ci ha amati ancor pi\u00f9 radicalmente con la redenzione. \u00c8 un movimento in discesa, si potrebbe dire, un movimento di totale abbassamento di Dio verso di noi. Egli sembra non trattenere nulla di se stesso pur di starci accanto. \u00c8 una sorta di viaggio di Dio fuori da se stesso. Quanto la nostra vita cambierebbe se solo un poco comprendessimo tale amore! Il libro della Sapienza e il Vangelo di Giovanni, sebbene con angolature e accenti diversi, descrivono questo misterioso viaggio di Dio che esce da se stesso per venire incontro agli uomini. La Sapienza che \u201cesce dalla bocca dell\u2019Altissimo\u201d e che sostiene ogni cosa prepara il prologo di Giovanni che afferma: \u201cIn principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio&#8230;Tutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente \u00e8 stato fatto\u201d. Nella pienezza dell\u2019eternit\u00e0 di Dio risuona la parola divina, creatrice del mondo e rivelatrice del suo grande amore per gli uomini. \u00c8 il momento della creazione che possiamo immaginare come la prima tappa di questo viaggio di Dio che esce da se stesso. Tutto il creato respira l\u2019amore del Signore: \u201cI cieli narrano la gloria di Dio e l\u2019opera delle sue mani annunzia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia\u201d, canta il Salmo 19.<br \/>\nMa il viaggio continua, sembra dire il testo sapienziale. La Sapienza riceve un ordine: \u201cFissa la tenda in Giacobbe e prendi eredit\u00e0 in Israele&#8230; E cos\u00ec mi sono stabilita in Sion. Nella citt\u00e0 che egli ama mi ha fatto abitare\u201d. La piccola citt\u00e0 di Sion e la modesta nazione di Giacobbe diventano la dimora di Dio sulla terra. L\u2019immagine della tenda, evocatrice del tempio di Gerusalemme, viene usata anche da Giovanni per descrivere l\u2019ultima e la definitiva discesa di Dio in mezzo agli uomini. La Lettera agli Ebrei riassume con efficacia questa compagnia di Dio all\u2019uomo: \u201cDio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio\u201d (Eb 1,1-2). Il Verbo che era presso Dio \u00e8 entrato nella nostra storia, prendendo la nostra stessa \u201ccarne\u201d, vivendo i nostri stessi giorni. E ha fatto tutto questo per amarci.<br \/>\nMa perch\u00e9 questo viaggio di Dio verso di noi? Si potrebbe rispondere che Dio ha una grande ambizione su di noi: ci vuole santi e immacolati. Cos\u00ec del resto ci ha scelti prima ancora della creazione. Scrive Paolo: \u201c(il Padre) in lui (Cristo) ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carit\u00e0\u201d. \u00c8 una scelta alta, per nulla banale e modesta, che ci precede; \u00e8 un \u201cprima\u201d assoluto che va al di l\u00e0 di ogni nostro merito. Il Padre, pensando a Ges\u00f9, aveva in mente anche noi, perch\u00e9 fossimo come lui \u201csanti e immacolati\u201d. Ma non si tratta semplicemente di una bont\u00e0 morale, ossia di pensare a uomini e a donne che si comportano in modo corretto e onesto. Paolo descrive un uomo nuovo, una donna nuova, assolutamente diversi dall\u2019uomo vecchio, Adamo, il quale confidava in se stesso e nelle sue forze, tanto da pensare di poter persino fare a meno di Dio. Diventare \u201csanti e immacolati\u201d vuol dire anzitutto \u201cessere figli\u201d, affidarsi a Dio e non a se stessi, vivere di Dio e della sua volont\u00e0 e non di noi stessi e dei nostri capricci. \u00c8 diventare figli, appunto, come Ges\u00f9. Natale, nel suo significato pi\u00f9 vero, significa rinascere, ossia tornare ad essere figli di Dio, a sentirsi profondamente tali. Ma come rinascere quando si \u00e8 gi\u00e0 vecchi, ci chiediamo con Nicodemo? La risposta \u00e8 semplice: ascoltando il Vangelo! Nella notte di Natale, e in questa domenica, ci \u00e8 stata aperta la prima pagina del Vangelo, quella della nascita di Ges\u00f9. Da questa prima pagina possiamo ripartire; di qui possiamo iniziare a scrivere di nuovo la nostra vita. E cresceremo, giorno dopo giorno, come cresceva il bambino Ges\u00f9, se sfoglieremo pagina dopo pagina il piccolo libro del Vangelo, cercando di metterlo in pratica. A Natale il Verbo si \u00e8 fatto carne. Il Vangelo deve diventare la nostra vita, la nostra carne, in tutti i nostri giorni. Nell\u2019anno che ci sta davanti, di domenica in domenica, il Signore fedelmente ci doner\u00e0 il Vangelo nella Santa Liturgia. Non abbiamo paura di accoglierlo! Non temiamo! Non ci ruber\u00e0 la vita, gli affetti, la gioia. Al contrario, il Vangelo dona a chiunque l\u2019accoglie l\u2019amore, la pace e la gioia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 1,1-18 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente \u00e8 stato fatto di tutto ci\u00f2 che esiste. 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