{"id":18334,"date":"2013-11-25T23:39:00","date_gmt":"2013-11-25T22:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18334"},"modified":"2013-11-25T23:39:00","modified_gmt":"2013-11-25T22:39:00","slug":"xxxiv-domenica-del-tempo-ordinario-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxxiv-domenica-del-tempo-ordinario-2.html","title":{"rendered":"XXXIV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Dal vangelo di Giovanni 18,33-37<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Pilato allora rientr\u00f2 nel pretorio, fece chiamare Ges\u00f9 e gli disse: &#8220;Tu sei il re dei Giudei?&#8221;. Ges\u00f9 rispose: &#8220;Dici questo da te oppure altri te l&#8217;hanno detto sul mio conto?&#8221;. Pilato rispose: &#8220;Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?&#8221;. Rispose Ges\u00f9: &#8220;Il mio regno non \u00e8 di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perch\u00e9 non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non \u00e8 di quaggi\u00f9&#8221;. Allora Pilato gli disse: &#8220;Dunque tu sei re?&#8221;. Rispose Ges\u00f9: &#8220;Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verit\u00e0. Chiunque \u00e8 dalla verit\u00e0, ascolta la mia voce&#8221;.<!--more--><\/em><\/p>\n<p>Con questa trentaquattresima domenica si chiude l\u2019anno liturgico. \u00c8 vero che solo chi va in chiesa se ne accorge. Si tratta, infatti, di una data che non corrisponde a nessun avvenimento amministrativo, scolastico o di altro genere, che in qualche modo apre o chiude un periodo particolare. In verit\u00e0 l\u2019intero anno liturgico risponde a una misurazione del tempo ch\u2019\u00e8 al di fuori delle normali consuetudini degli uomini. Ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec. Il tempo liturgico, infatti, non nasce dal basso; non \u00e8 originato dalle misurazioni degli uomini e dalle loro scadenze. \u00c8 un tempo che viene dall\u2019alto, da Dio; \u00e8 il \u201cTempo\u201d di Dio che entra nel \u201ctempo\u201d degli uomini; \u00e8 la \u201cStoria\u201d che irrompe nella \u201cstoria\u201d degli uomini. Si potrebbe dire che l\u2019anno liturgico \u00e8 Cristo stesso, contemplato di domenica in domenica. In quest\u2019ultima domenica, che chiude il tempo liturgico, vediamo il Cristo alla fine dei tempi come \u201cre dell\u2019universo\u201d. La Parola di Dio anche in questa domenica, come ha fatto sempre, ci prende per mano e ci introduce nella contemplazione della regalit\u00e0 di Ges\u00f9. Non si tratta di vedere da esterni questo mistero: ci siamo dentro. L\u2019apostolo Paolo esorta ognuno di noi a ringraziare Dio \u201cche ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto\u201d (Col 1,13). Siamo davvero dei \u201ctrasferiti\u201d, o se volete degli \u201cemigrati\u201d, da questo mondo, dove regnano le tenebre, a un altro mondo, ove regna il Signore Ges\u00f9. E che questo mondo di Ges\u00f9 sia \u201caltro\u201d dal nostro appare evidente dalla scena evangelica che oggi ci viene proposta come immagine della regalit\u00e0: Ges\u00f9 inchiodato sulla croce con accanto due ladri.<br \/>\nQualcuno, scusandosi per la vena dissacrante nel paragone, ha detto che questa \u00e8 la foto ufficiale del nostro re (\u00e8 vero che l\u2019abbiamo messa in tanti luoghi, ma l\u2019abitudine con cui la guardiamo le ha fatto perdere il suo valore di scandalo, di pietra d\u2019inciampo, per divenire spesso unicamente un oggetto di ornamento). Non c\u2019\u00e8 dubbio che si tratta di uno strano trono (la croce) e di una corte ancor pi\u00f9 strana (due ladri). Eppure Ges\u00f9 afferma senza mezzi termini che lui \u00e8 re, e che lo \u00e8 proprio in questo modo. L\u2019apostolo Paolo raccolse questa convinzione e la trasmise alle Chiese, ben sapendo dello scandalo che avrebbe provocato. Ai cristiani di Corinto scriveva: \u201cNoi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani\u201d (l Cor 1,23). Ges\u00f9 \u00e8 re da crocifisso; in questo modo egli esercita il suo potere regale. Ges\u00f9, del resto, l\u2019aveva detto pi\u00f9 volte ai discepoli nei tre anni che era stato con loro. Poco prima di morire disse loro: \u201cI re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi per\u00f2 non sia cos\u00ec\u201d (Lc 22,25-26). E Ges\u00f9 lo mostra per primo con la sua vita e la sua morte. Mentre sta inchiodato sulla croce gli arriva un identico suggerimento da pi\u00f9 parti: \u201cSe tu sei il re dei giudei, salva te stesso\u201d (23,37). Glielo dicono i capi dei sacerdoti, glielo gridano i soldati, e glielo urla anche uno dei ladri appeso accanto a lui. Le persone sono diverse, ma il ritornello \u00e8 sempre lo stesso: \u201cSalva te stesso\u201d. In queste tre semplici parole \u00e8 racchiuso uno dei dogmi che fondano pi\u00f9 radicalmente la vita di ognuno di noi. E questa dottrina l\u2019abbiamo appresa fin dall\u2019infanzia. In essa \u00e8 racchiusa la regola di vita, \u00e8 sintetizzato il metro per giudicare ogni cosa, \u00e8 simboleggiata la discriminante che ci fa accettare questo e rifiutare quello.<br \/>\nEbbene, sulla croce \u00e8 sconfitto questo dogma. L\u2019amore ha annientato la convinzione pi\u00f9 profonda che presiede alla vita degli uomini. Tutti salvano se stessi in questo mondo. L\u2019unico che non ha salvato se stesso \u00e8 stato Ges\u00f9. In tal senso il potere regale trova proprio sulla croce il suo punto pi\u00f9 alto. E ne vediamo immediatamente l\u2019effetto. Ges\u00f9 re, non cedendo all\u2019ultima tentazione, appunto quella di salvare se stesso, salva uno dei due ladri solo perch\u00e9 questi ha intravisto fin dove l\u2019amore lo aveva condotto. La festa di Cristo, re dell\u2019universo, \u00e8 la festa di questo amore, un amore che ha dato tutto se stesso per gli uomini. Su di esso \u00e8 fondata tutta la nostra speranza, il nostro oggi e il nostro domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 18,33-37 Pilato allora rientr\u00f2 nel pretorio, fece chiamare Ges\u00f9 e gli disse: &#8220;Tu sei il re dei Giudei?&#8221;. Ges\u00f9 rispose: &#8220;Dici questo da te oppure altri te l&#8217;hanno detto sul mio conto?&#8221;. Pilato rispose: &#8220;Sono io forse Giudeo? 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