{"id":18140,"date":"2013-09-30T13:57:08","date_gmt":"2013-09-30T11:57:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18140"},"modified":"2013-10-02T18:10:00","modified_gmt":"2013-10-02T16:10:00","slug":"bisogno-di-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/bisogno-di-famiglia.html","title":{"rendered":"Bisogno di famiglia"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\"><em>Il coraggio della speranza &#8211; religione e culture in dialogo<\/em><br \/>\n<em>Intervento al Panel\u00a0 del Teatro del Collegio Urbano, luned\u00ec 30 settembre<\/em><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"18147\" data-permalink=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/bisogno-di-famiglia.html\/panel_16__bisogno_di_famiglia_1\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1.jpg?fit=960%2C600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"960,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1.jpg?fit=260%2C162&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1.jpg?fit=260%2C162&amp;ssl=1\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18147\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1-260x162.jpg?resize=260%2C162\" alt=\"Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1\" width=\"260\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1.jpg?resize=260%2C162&amp;ssl=1 260w, https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1.jpg?resize=256%2C160&amp;ssl=1 256w, https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Panel_16__Bisogno_di_famiglia_1.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"docs-internal-guid-27186910-6e99-e6bf-1dc1-286ff091f932\" dir=\"ltr\"><strong>Una cultura individualista<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">La famiglia si trova in una situazione paradossale: da una parte si attribuisce un grande valore ai legami familiari, sino a farne la chiave della felicit\u00e0. In effetti, la gran parte delle persone in et\u00e0 da matrimonio spera di avere la stessa donna o lo stesso uomo per tutta la vita. Dall\u2019altra vediamo che le rotture coniugali sono sempre pi\u00f9 frequenti sino a pensare che impossibile immaginare una famiglia che continui nel tempo. In ogni caso, la cultura non sostiene la famiglia come un ideale possibile. Di qui molti dei problemi che pongono in crisi sia il matrimonio che la famiglia. L\u2019orizzonte nel quale si iscrive questa crisi \u00e8 quella che un filoso francese, Gilles Lipovetsky, chiama \u201cseconda rivoluzione individualista\u201d, nel senso che l\u2019esaltazione dell\u2019 \u201cio\u201d giunge a piegare anche la societ\u00e0. Questo processo, Giuseppe De Rita, socilogo italiano, lo chiama \u201cegolatria\u201d, culto dell\u2019io. Ciascuno \u00e8 spinto a vivere per s\u00e9, alla realizzazione di s\u00e9, al raggiungimento del proprio benessere individuale, a considerare l\u2019altro (la famiglia, la societ\u00e0\u2026) come uno strumento per raggiungere tale fine.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Insomma, l\u2019io prevale sul noi e l\u2019individuo sulla societ\u00e0 e sulla famiglia. Si preferisce cos\u00ec la coabitazione al matrimonio, l\u2019indipendenza individuale alla dipendenza reciproca. In una sorta di ribaltamento, si potrebbe dire: la famiglia pi\u00f9 che \u201ccellula base della societ\u00e0\u201d diviene \u201ccellula base per l\u2019individuo\u201d.\u00a0L\u2019altro \u00e8 pensato in funzione di s\u00e9: ciascuno cerca la propria individuale realizzazione e non la creazione di un \u201cnoi\u201d, di un \u201csoggetto plurale\u201d che trascende le individualit\u00e0 senza ovviamente annullarle, anzi rendendole pi\u00f9 autentiche, libere e re-sponsabili.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">E\u2019 ovvio che in un contesto come questo, la famiglia cos\u00ec come \u00e8 stata concepita per secoli, non trovi pi\u00f9 un orizzonte nel quale iscriversi. Ma non solo la famiglia viene indebolita. Si indebolisce anche la stessa societ\u00e0: ovunque nel mondo quel che prevale non l\u2019impegno a \u201cstare insieme\u201d ma l\u2019evitarsi e lo stare separati. In effetti, sono in crisi le tante forme comunitarie conosciute siano ad oggi, dagli storici partiti di massa alla citt\u00e0 intesa come communitas, alla famiglia stessa intesa come dimensione associata di esistenza.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">E fa pensare che, in Europa almeno, assistiamo ad una crescita senza precedenti delle cosiddette famiglie \u201cunipersonali\u201d. In Italia \u2013 per fare un solo esempio \u2013 queste \u201cfamiglie\u201d sono passate da 5,2 milioni nel 2001 a\u00a0 7,2 milioni tra il 2001 e il 2011. La diminuzione dei matrimoni religiosi e di quelli civili non si \u00e8 trasferita nella formazione di altre forme di convivenza, ma soprattutto nella crescita di persone che scelgono di stare da sole. Qualsiasi legame impegnativo \u2013 come quello richiesto dal matrimonio, ma non solo -, viene sentito poco sopportabile. Il rischio \u00e8 una societ\u00e0 non solo de-familiarizzata ma soprattutto individualizzata, fatta cio\u00e8 di persone sole che, se si uniscono, \u00e8 per il tempo che dura. E comunque il bene comune non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019opzione fondamentale. E\u2019 la deriva amara di una cultura individualista.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><strong>Bisogno di comunione<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tale dittatura dell\u2019individualismo &#8211; che fa saltare affetti, legami e responsabilit\u00e0 -, non fa bene a nessuno; al contrario, scava abissi di dolore in coloro che si separano, si allontanano, si combattono. Un dolore che coinvolge soprattutto i pi\u00f9 deboli, nelle famiglie e nelle societ\u00e0. Quando gli studiosi parlano di \u201csociet\u00e0 liquida\u201d intendono fotografare una societ\u00e0 segnata dalla incertezza strutturale dei rapporti. Non ci si pu\u00f2 fidare pi\u00f9 di nessuno. I rapporti stabili sono ritenuti impossibili e quindi inutile cercarli. E se nel profondo dell\u2019animo umano c\u2019\u00e8 quel desiderio di stabilit\u00e0, viene falciato non appena esce allo scoperto. La cultura dominante non lo sostiene, anzi lo contrasta, lo ricaccia indietro.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tuttavia, la ricerca di legami affettivi forti, che durano nel tempo e capaci di aiutare nelle vicende difficili della vita, continua a essere un\u2019aspirazione di tutti, consapevoli, magari senza volerlo ammettere, che l\u2019utopia dell\u2019essere umano dignitoso in quanto autonomo non \u00e8 fondata sulla realt\u00e0 della vita. Del resto, nessuno di noi sarebbe qui se\u00a0 avesse dovuto far conto solo sulla sua autonomia: questa \u00e8 una realt\u00e0 che \u2013 nel campo familiare &#8211; soprattutto le donne che crescono i bambini conoscono molto bene. Quando perci\u00f2 la cultura contemporanea prospetta l\u2019obiettivo dell\u2019autonomia assoluta dell\u2019individuo, inganna perch\u00e9 prospetta un obiettivo che \u00e8 completamente irreale, e non prepara gli esseri umani ad affrontare le fatiche e i sacrifici che richiede un rapporto duraturo e vero fra esseri umani. Ovviamente non \u00e8 in questione la conquista della soggettivit\u00e0 e la valorizzazione delle scelte consapevoli che ciascuno \u00e8 chiamato a fare. Ma chiunque guarda un po\u2019 pi\u00f9 in profondit\u00e0 la societ\u00e0 individualizzata nella quale tutti viviamo si rende conto degli abissi di dolore e di solitudini. Del resto non pu\u00f2 che essere cos\u00ec, visto che l\u2019uomo e la donna sono fatti per la comunione, non per la solitudine.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Per i credenti delle tre religioni abramitiche il testo della creazione \u00e8 illuminante. Nella Bibbia si trovano due racconti della creazione dell\u2019uomo e della donna. Nel secondo (2, 18), Dio, dopo aver creato l\u2019uomo, si rese conto che mancava qualcosa a quel capolavoro, tanto da dire: \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d. E Dio intervenne per creare la donna, una compagnia \u201cche gli fosse simile\u201d. E\u2019 a dire che la vocazione profonda dell\u2019uomo non \u00e8 la solitudine, ma la comunione. Tanto che, si potrebbe dire in maniera paradossale, lo stesso Dio non basta all\u2019uomo, se \u00e8 solo. In altri termini possiamo dire che davanti a Dio si pu\u00f2 stare solo dentro un \u201cnoi\u201d e non da soli. Nel primo racconto (1, 27) si sottolinea esattamente questo: \u201cDio cre\u00f2 l\u2019uomo a sua immagine: a immagine di Dio lo cre\u00f2; maschi e femmina li cre\u00f2\u201d. La persona umana, fin \u00a0dalle origini, non \u00e8 un singolo, ma un \u201cnoi\u201d. E\u2019 a dire che non \u00e8 possibile un \u201cio\u201d senza l\u2019 \u201caltro\u201d da me. L\u2019io senza l\u2019altro non \u00e8 un\u2019immagine piena di Dio, che \u00e8 invece il \u201cnoi\u201d, l\u2019unione complementare tra l\u2019uomo e la donna che diviene emblematica dell\u2019esistenza. Nella creazione stessa \u00e8 iscritto il bisogno di un \u201cnoi\u201d, il bisogno di una comunione di cui la famiglia \u00e8 in certo modo l\u2019archetipo. Per questo credo sia importante affermare che, nonostante le difficili prove a cui la famiglia \u00e8 sottoposta, il \u201cnoi\u201d resta il genoma della societ\u00e0 umana.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Se si vuole dare solidit\u00e0 alla societ\u00e0 \u00e8 necessario ridare dignit\u00e0 culturale alla famiglia e al \u201cnoi\u201d. In un contesto di globalizzazione questo \u00e8 ancor pi\u00f9 urgente, altrimenti si corre il rischio di globalizzare l\u2019individualismo, che tra l\u2019altro va bene a braccetto con la dittatura del mercato. La dimensione \u201cfamiliare\u201d che si apprende in famiglia si allarga alla societ\u00e0, perch\u00e9 sia fraterna, e si estende sino alla famiglia dei popoli. C\u2019\u00e8 un continuum che deve essere tessuto. In tale azione \u00e8 alto il compito delle comunit\u00e0 religiose: esse debbono avere in se stesse i tratti della famiglia per poter essere a loro volta fermento di fraternit\u00e0 tra i popoli. Mettere in forse la famiglia o comunque depotenziarla significa essere in balia dei sentimenti e dell\u2019incertezza dei loro mutamenti. Tale incertezza, che fa male a tutti, \u00e8 drammatica per i pi\u00f9 deboli. E\u2019 a partire da loro, dai pi\u00f9 deboli, che si comprende fino in fondo il \u201cbisogno di famiglia\u201d. Basti pensare ai bambini e agli anziani, ai soli e ai malati, ai disabili e ai disagiati. In famiglia \u00e8 pi\u00f9 facile essere accolti e non rifiutati, amati e non abbandonati, abbracciati e non scartati. La civilt\u00e0 di una societ\u00e0 si basa su questo discrimine.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><strong>L\u2019agape, amore per gli altri<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 un ulteriore punto su cui riflettere. La famiglia ha bisogno anch\u2019essa di aiuto. Se \u00e8 vero che \u201cnon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d, \u00e8 altrettanto vero che \u201cnon \u00e8 bene che la famiglia sia sola\u201d. Vi pu\u00f2 essere un individualismo familiare che porta all\u2019isolamento e quindi a sostenere quella cultura individualista che piega a se stessa anche le forme associate. E\u2019 indispensabile promuovere una cultura dell\u2019amore come dono, come servizio per gli altri. Anche la famiglia non deve vivere solo per se stessa, ma per l\u2019edificazione di un oltre. La famiglia ha bisogno della communitas per non restare in balia delle onde dell\u2019individualismo. In certo senso, la roccia su cui fondare la famiglia \u00e8 la comunit\u00e0. Nella tradizione cristiana questo \u00e8 chiarissimo. Basta leggere i vangeli per vedere la ricchezza ma anche i limiti della famiglia quando non permette l\u2019oltre da s\u00e9. Giovanni Crisostomo aveva intuito la correlazione tra la famiglia e la comunit\u00e0. Parla infatti della famiglia come \u201cchiesa della casa\u201d (domestica) legandola alla \u201cchiesa della citt\u00e0\u201d. L\u2019una ha bisogno dell\u2019altra. E ambedue sono innervate da quell\u2019amore che porta a non chiudersi in se stessi e ad amare anche gli altri.<\/p>\n<p>In conclusione potremmo affermare che, nel mondo individualizzato, il \u201cbisogno di famiglia\u201d \u00e8 uno di quei bisogni primari a cui rispondere, sapendo che il legame tra l\u2019 \u201cio\u201d e l\u2019 \u201caltro\u201d e l\u2019 \u201caltra\u201d sono i due fili con cui si tesse la tela del \u201cnoi\u201d. E questa tessitura inizia \u2013 per noi cristiani \u2013 tra la chiesa e la casa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/95676520@N08\/sets\/72157636082429775\/\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"18148\" data-permalink=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/bisogno-di-famiglia.html\/cerimonia_finale_del_meeting_il_coraggio_della_speranza_5\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5.jpg?fit=800%2C600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"800,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5.jpg?fit=260%2C195&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5.jpg?fit=260%2C195&amp;ssl=1\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18148\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5-260x195.jpg?resize=197%2C148\" alt=\"Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5\" width=\"197\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5.jpg?resize=260%2C195&amp;ssl=1 260w, https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5.jpg?resize=213%2C160&amp;ssl=1 213w, https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Cerimonia_Finale_del_Meeting_Il_Coraggio_della_Speranza_5.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/95676520@N08\/sets\/72157636082429775\/\">Le immagini dell&#8217;incontro per la pace Roma 2013<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il coraggio della speranza &#8211; religione e culture in dialogo Intervento al Panel\u00a0 del Teatro del Collegio Urbano, luned\u00ec 30 settembre Una cultura individualista La famiglia si trova in una situazione paradossale: da una parte si attribuisce un grande valore ai legami familiari, sino a farne la chiave della felicit\u00e0. In effetti, la gran parte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[3,8],"tags":[],"class_list":["post-18140","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","category-news"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/apertura.jpg?fit=425%2C284&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-4IA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18140"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18140\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}