{"id":18105,"date":"2013-09-25T14:14:30","date_gmt":"2013-09-25T12:14:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18105"},"modified":"2013-09-25T14:34:05","modified_gmt":"2013-09-25T12:34:05","slug":"la-carta-dei-diritti-della-famiglia-lettura-e-commento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-carta-dei-diritti-della-famiglia-lettura-e-commento.html","title":{"rendered":"La Carta dei diritti della famiglia &#8211; Lettura e commento"},"content":{"rendered":"<p>I trenta anni che sono passati dalla pubblicazione a cura del <em>Pontificio Consiglio per la Famiglia <\/em>della <em>Carta dei diritti della famiglia<\/em> non ne hanno affievolito l\u2019attualit\u00e0. Anzi, \u00e8 facile rilevare, da parte di chiunque legga la <em>Carta <\/em>attentamente, che tutte le indicazioni che sono presenti in essa, <em>nessuna esclusa, <\/em>mantengono una forte, duplice valenza: quella di una descrizione dell\u2019identit\u00e0 della famiglia (affidata al <em>Preambolo<\/em>) estremamente corretta e quella di un\u2019altrettanto corretta (e condivisibile) esortazione (ai governi, agli Stati, alle societ\u00e0 civili, alle Organizzazioni internazionali, alle famiglie stesse e <em>last but non least <\/em>a tutti gli uomini e a tutte le donne <em>di buona volont\u00e0<\/em>) perch\u00e9 l\u2019impegno per la tutela e la promozione della famiglia siano potenziato e non venga mai meno (esortazione che costituisce il filo rosso dei dodici, densi articoli della <em>Carta <\/em>stessa). Un documento attuale, quindi, che \u00e8 doveroso leggere e rileggere e di cui \u00e8 ancor pi\u00f9 doveroso diffondere la conoscenza.<\/p>\n<p>Che la <em>Carta dei diritti della famiglia <\/em>appartenga al novero dei pi\u00f9 bei documenti di respiro internazionale degli ultimi decenni \u00e8 quindi fuori questione. <em>E\u2019 un bel documento. <\/em>Potremmo anche considerarlo\u00a0 un documento <em>rassicurante, <\/em>proprio per la sua perdurante attualit\u00e0<em>, <\/em>per la forza con cui ribadisce verit\u00e0 condivise fino al limite dell\u2019auto-evidenza e proprio per l\u2019impegno con cui reitera esortazioni di cui non si pu\u00f2 minimizzare la rilevanza? Ci piacerebbe rispondere affermativamente a questa domanda, ma non \u00e8 possibile. Riletta <em>oggi, <\/em>la <em>Carta <\/em>non \u00e8 un documento rassicurante, ma \u00e8 un documento <em>inquietante. <\/em>Questa \u00e8 la vera ragione per la quale \u00e8 utile rileggerla e tornare a riflettere su di essa: non \u00e8 un documento da archiviare e da affidare alle letture degli storici; \u00e8 un testo che, al di l\u00e0 della serena pacatezza delle sue affermazioni e delle sue indicazioni, <em>ci provoca.<\/em><\/p>\n<p>Dunque <em>documento<\/em> <em>inquietante<\/em>? Dunque un <em>documento provocatorio? <\/em>\u00a0S\u00ec, perch\u00e9 la sua lettura ci impone di prendere atto che in questi ultimi trent\u2019anni \u00e8 ampiamente mutata la sensibilit\u00e0 collettiva, quella delle persone, delle societ\u00e0, dei governi. Chi ha occhi per vedere e orecchie per ascoltare non pu\u00f2 non rendersi conto che, nel contesto di un\u2019<em>accelerazione della storia <\/em>senza eguali, siamo divenuti testimoni del manifestarsi di una <em>duplice frenesia<\/em>, che vede al suo centro proprio la famiglia, cio\u00e8 l\u2019istituzione comunemente ritenuta la pi\u00f9 solida e la pi\u00f9 stabile e che la scuote dalle fondamenta, da una parte <em>riconfermandola nel suo valore, <\/em>ma dall\u2019altra <em>alterandola nella sua identit\u00e0<\/em>. Una duplice frenesia, cio\u00e8 una dinamica culturale francamente paradossale, che lascia sconcertati e in merito alla quale ancora non abbiamo elaborato tutte le dovute riflessioni.<\/p>\n<p>Da una parte \u00e8 facile rilevare che, grazie al dilatarsi di quella che nel <em>Preambolo <\/em>della <em>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo <\/em>venne a suo tempo correttamente definita come una vera e propria <em>fede nei diritti umani, <\/em>la famiglia negli ultimi anni ha ottenuto in tutto il mondo il riconoscimento che le \u00e8 dovuto (il che \u00e8 il presupposto indispensabile per l\u2019impegno contro tutte le torsioni e le deformazioni che continuano a tormentarla). Ed infatti il dibattito sull\u2019identit\u00e0 della famiglia e sulla sua dignit\u00e0 appare, da un punto di vista teoretico e dottrinale, sostanzialmente concluso. I principi indicati nel <em>Preambolo <\/em>della <em>Carta dei diritti della Famiglia <\/em>non trovano pi\u00f9 <em>dottrinalmente <\/em>confutazione alcuna (se non su punti marginali, sui quali \u00e8 opportuno continuare a impegnarsi, ma il cui mancato riconoscimento non incrina la considerazione appena fatta) e, cosa ancor pi\u00f9 significativa, essi sembrano essersi definitivamente incarnati in tutte le culture interculturali che caratterizzano il mondo contemporaneo. I fenomeni migratori, di cui abbiamo tutti una forte percezione, ma di cui solo pochi sono in grado di valutare l\u2019ampiezza e la profondit\u00e0, hanno contribuito, anche e soprattutto grazie alla costituzione di nuove famiglie inter-etniche, alla formazione di quel fenomeno che \u00e8 stato efficacemente qualificato come <em>meticciato culturale\u00a0 <\/em>(un\u2019 espressione, questa,che pu\u00f2 suonare gradevole cos\u00ec come sgradevole, ma che certamente \u00e8 molto efficace per descrivere e nello stesso tempo avvalorare una delle dinamiche pi\u00f9 significative del mondo di oggi come mondo <em>globalizzato<\/em>).<\/p>\n<p>Queste rasserenanti osservazioni colgono per\u00f2 solo un aspetto della realt\u00e0 in cui viviamo. Se infatti a livello <em>dottrinale <\/em>il concetto di <em>famiglia <\/em>presentato e difeso nella <em>Carta <\/em>appare inoppugnabile, se a livello di <em>esperienza vissuta<\/em> la famiglia si rivela dotata di una incredibile vivacit\u00e0\u00a0 e solidit\u00e0 inter-culturale, a livello <em>sociologico <\/em>le cose sembrano andare ben diversamente: la famiglia, come dinamica sociale, appare sempre pi\u00f9 sfocata e, per dir cos\u00ec, appannata. Si osservi: non \u00e8 l\u2019idea della famiglia che entra in crisi, ma l\u2019idea della sua necessariet\u00e0 sociale. E\u2019 passato il tempo in cui la famiglia veniva messa sul banco degli imputati e in cui si ipotizzava una rivoluzione capace di scuotere, oltre che l\u2019assetto economico e pubblico, anche quello privato del vivere umano. La famiglia non viene pi\u00f9 oggi n\u00e9 confutata, n\u00e9 negata: la scandalosa (un tempo) esclamazione di Andr\u00e9 Gide, contenuta nelle <em>Nourritures Terrestres<\/em> (del lontano 1897), <em>Familles<\/em>, <em>je<\/em> <em>vous<\/em> <em>hais<\/em>! appare incredibilmente lontana dalla nostra sensibilit\u00e0. La contemporaneit\u00e0, quella che si \u00e8 venuta cristallizzando negli ultimi decenni, ci obbliga a percepire un fenomeno nuovo e diverso: senza che la famiglia venga negata, e nemmeno confutata, si accetta che accanto ad essa emergano forme di vita e di esperienza relazionale che sono <em>apparentemente <\/em>compatibili con essa, ma che nella realt\u00e0 delle cose la <em>scardinano. <\/em>Uno degli atteggiamenti pi\u00f9 tipici del tempo in cui viviamo, quello non solo della tolleranza, ma del riconoscimento della legittimit\u00e0 di ogni <em>stile di vita, <\/em>ci sta portando a modellare il vivere sociale secondo paradigmi caratterizzati da un individualismo che non ha solo natura psicologica (fenomeno questo proprio di ogni tempo e ordinariamente designato col termine di <em>egoismo<\/em>), ma ha inedite ricadute <em>socio-relazionali<\/em>. Ci\u00f2 che si sta appannando \u00e8 la percezione che nella logica della <em>durata, <\/em>che qualifica in modo cos\u00ec forte l\u2019esperienza umana, i vincoli familiari non sono riducibili al prodotto di una <em>scelta di vita, <\/em>ma costituiscono al contrario il presupposto di ogni scelta dotata di senso.<\/p>\n<p>Se rileggiamo la <em>Carta dei diritti della famiglia<\/em> sotto questa angolatura, essa, sottolineando verit\u00e0 di principio a cui non corrispondono pi\u00f9 (se non in parte) pratiche ad esse coerenti, ci fornisce un aiuto prezioso a capire i paradossi che caratterizzano il mondo di oggi. Il <em>Preambolo <\/em>della <em>Carta <\/em>da questo punto di vista \u00e8 particolarmente prezioso: ad ogni suo punto sembra corrispondere, nella prassi, un punto simmetricamente alternativo. Il punto A rileva come i diritti dell\u2019individuo abbiano una <em>fondamentale dimensione sociale: <\/em>l\u2019individualismo contemporaneo, per\u00f2, non riesce pi\u00f9 a cogliere questo punto, perch\u00e9 non riuscendo a riconoscere oggettivit\u00e0 alle dimensioni sociali in cui si manifesta l\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo (come appunto \u00e8 il caso della famiglia), le vede come il prodotto <em>artificiale <\/em>di scelte private, eventuali e insindacabili.\u00a0 La nitida affermazione del punto B, che vede nel matrimonio un\u2019unione intima di vita <em>nella complementariet\u00e0 tra un uomo e una donna, <\/em>appare oggi sfocata, a seguito della martellante riproposizione delle diverse forme dell\u2019ideologia del <em>gender, <\/em>che sostengono (contro ogni buon senso) il primato della scelta soggettiva del <em>genere <\/em>nei confronti dell\u2019oggettivit\u00e0 della sessualit\u00e0 biologica. Che il matrimonio (punto C del <em>Preambolo<\/em>) costituisca l\u2019<em>istituzione naturale <\/em>alla quale \u00e8 affidata <em>in maniera esclusiva <\/em>la missione di trasmettere la vita \u00e8 diventata anch\u2019essa un\u2019osservazione problematica, non perch\u00e9 gli Stati e gli ordinamenti abbiano deciso di degiuridicizzare i vincoli coniugali, ma perch\u00e9 essi si sono rivelati assolutamente disposti a riconoscere un valore assolutamente pari alla generativit\u00e0 coniugale e a quella extra-coniugale (senza considerare come la migliore tutela dei diritti dei figli esiga invece il riconoscimento dei primato della prima sulla seconda). Potremmo continuare, analizzando in maniera similare tutti gli ulteriori punti del <em>Preambolo, <\/em>fino alla fine, fino alla lettera M.<\/p>\n<p>Dobbiamo comprendere che quello della famiglia, oggi, non pu\u00f2 essere posto come un problema dottrinale, n\u00e9 tanto meno come un problema accademico. Non \u00e8 la <em>teoria della famiglia <\/em>quella che oggi merita di essere oggetto di dibattito; anzi, \u00e8 percezione abbastanza diffusa quella per la quale discutere <em>oggi <\/em>di famiglia \u00e8 divenuto pressoch\u00e9 impossibile, a fronte del vuoto argomentativo che occupa ogni riferimento ad essa. Ci\u00f2 che \u00e8 in gioco non \u00e8 il <em>pensato <\/em>e nemmeno il <em>pensabile <\/em>in tema di famiglia<em>:<\/em> \u00e8 piuttosto il <em>vissuto <\/em>o, per meglio dire, il <em>vivibile<\/em>: \u00e8 la stessa <em>esperienza <\/em>che rende <em>umana <\/em>la nostra vita quotidiana. Dominata dalla logica della <em>funzionalit\u00e0, <\/em>in particolare tecnologica (che in s\u00e9 e per s\u00e9 non \u00e8 affatto da condannare, perch\u00e9 \u00e8 anzi il frutto dell\u2019uso ottimale della ragione umana) l\u2019esperienza contemporanea si sta assuefacendo all\u2019idea che quello della vita privata, quello degli affetti, quello delle convivenze, l\u2019ordine in una sola espressione riassuntiva della <em>nuda vita, <\/em>come \u00e8 stato efficacemente definito, non sia un <em>ordine oggettivo, <\/em>ma il mero frutto di scelte occasionali, singole, che possono essere esibite, ma non possono essere giustificate e a cui non ha senso attribuire vincoli o responsabilit\u00e0. E\u2019 per questo che le <em>alternative alla famiglia <\/em>non vengono presentate come conflittuali rispetto ad essa, ma come semplicemente <em>addizionali <\/em>o <em>integrative. <\/em>Esse pretendono di rappresentare un <em>di pi\u00f9, <\/em>non <em>un altro. <\/em>Ma, comunque si vogliano vedere le cose, \u00e8 un <em>di pi\u00f9 <\/em>corrosivo: corrosivo a livello di senso comune, di psicologia sociale e della stessa auto interpretazione dell\u2019uomo. Una <em>corrosivit\u00e0 <\/em>della quale stiamo in questi ultimi tempi prendendo forzosamente atto, grazie ai dibattiti e alle polemiche in merito all\u2019 <em>omoparentalit\u00e0 <\/em>e alla stessa impossibilit\u00e0 <em>linguistica <\/em>di denominare queste nuove forme di genitorialit\u00e0 omosessuale e multipla che stanno facendo pressione, in molti paesi, per accedere a un pieno riconoscimento legale. Un riconoscimento che viene sempre pi\u00f9 di frequente concesso (senza parlare della vecchia Europa, ormai un decimo degli stati degli USA riconoscono i matrimoni omosessuali) nella piena inconsapevolezza che la posta in gioco non \u00e8 il dilatarsi dei diritti umani (come si continua a ripetere), ma il fondamento della titolarit\u00e0 dei diritti umani, cio\u00e8 quella stessa <em>identit\u00e0 della persona, <\/em>che solo nella famiglia trova le sue radici.<\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 un <em>animale familiare: <\/em>\u00e8 solo nella famiglia che egli costruisce la sua identit\u00e0 psicologica, linguistica, morale, culturale, relazionale, sociale. Per assolvere a questo suo compito costitutivo, di formazione delle singole identit\u00e0 personali nel contesto delle generazioni, la famiglia ha bisogno di essere a sua volta riconosciuta nella sua <em>identit\u00e0.\u00a0 <\/em>La <em>Carta, <\/em>nel <em>Preambolo, <\/em>al punto E, la definisce <em>comunit\u00e0 di amore e di solidariet\u00e0. <\/em>Amore e solidariet\u00e0 sono esperienze umane <em>primarie, <\/em>personalissime, ma <em>non riducibili a esperienze soggettive, <\/em>inafferrabili e insindacabili. Amore e solidariet\u00e0 ci provocano, perch\u00e9 mettono in gioco la nostra responsabilit\u00e0. E la responsabilit\u00e0 \u00e8 un vincolo interpersonale, cui nessuno pu\u00f2 arbitrariamente e unilateralmente rinunciare o abdicare. Per questo la famiglia ha <em>diritti fondamentali <\/em>e, sempre per questo, i singoli hanno nei confronti della famiglia <em>doveri irrinunciabili. <\/em>La duplice frenesia che tormenta il mondo d\u2019oggi si illude di poter declinare amore e solidariet\u00e0 in una piena polivalenza di forme; si illude di poter trasformare il <em>politeismo etico, <\/em>che secondo Max Weber sarebbe il contrassegno della modernit\u00e0, in un <em>polimorfismo familiare<\/em>. Non \u00e8 possibile. Un\u2019attenta e rigorosa rilettura della <em>Carta dei diritti della famiglia <\/em>ci pu\u00f2 aiutare a percepire nello stesso tempo lo scollamento che caratterizza la rivendicazione odierna dei diritti umani tra vincolo e arbitrio e la profonda esigenza di superare tale scollamento, attraverso una riflessione onesta ed austera. Lasciamoci provocare e lasciamoci inquietare da questa <em>Carta<\/em>: il beneficio che possiamo trarre dalla sua lettura<em> <\/em>ci dar\u00e0 un adeguato compenso psicologico, morale,\u00a0 culturale e religioso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I trenta anni che sono passati dalla pubblicazione a cura del Pontificio Consiglio per la Famiglia della Carta dei diritti della famiglia non ne hanno affievolito l\u2019attualit\u00e0. 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