{"id":18080,"date":"2013-09-12T11:52:42","date_gmt":"2013-09-12T09:52:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=18080"},"modified":"2017-08-24T00:35:03","modified_gmt":"2017-08-23T22:35:03","slug":"xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-2.html","title":{"rendered":"XXIV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><em>Dal vangelo di Luca 16,1-13<\/em><\/p>\n<p><em>Diceva anche ai discepoli: &#8220;C&#8217;era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiam\u00f2 e gli disse: Che \u00e8 questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perch\u00e9 non puoi pi\u00f9 essere amministratore. L&#8217;amministratore disse tra s\u00e9: Che far\u00f2 ora che il mio padrone mi toglie l&#8217;amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perch\u00e9, quando sar\u00f2 stato allontanato dall&#8217;amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.Chiam\u00f2 uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d&#8217;olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. <!--more-->\u00a0Il padrone lod\u00f2 quell&#8217;amministratore disonesto, perch\u00e9 aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono pi\u00f9 scaltri dei figli della luce.\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perch\u00e9, quand&#8217;essa verr\u00e0 a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.<\/em><br \/>\n<em>Chi \u00e8 fedele nel poco, \u00e8 fedele anche nel molto; e chi \u00e8 disonesto nel poco, \u00e8 disonesto anche nel molto.<\/em><br \/>\n<em>Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affider\u00e0 quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi dar\u00e0 la vostra?<\/em><br \/>\n<em>Nessun servo pu\u00f2 servire a due padroni: o odier\u00e0 l&#8217;uno e amer\u00e0 l&#8217;altro oppure si affezioner\u00e0 all&#8217;uno e disprezzer\u00e0 l&#8217;altro. Non potete servire a Dio e a mammona&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Il Vangelo parla di un amministratore e dei suoi traffici pi\u00f9 o meno leciti. \u00c8 un brano che a prima vista appare molto strano. Sembra, infatti, che Ges\u00f9 porti ad esempio per i discepoli un uomo che si mostra leggero e truffaldino nell\u2019amministrazione dei beni altrui. Ma, per comprendere correttamente il testo evangelico, \u00e8 necessario inserirlo nel contesto. L\u2019evangelista Luca nel capitolo 16 pone l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 sull\u2019uso della ricchezza (vi \u00e8 una certa consequenzialit\u00e0 con il capitolo precedente ove, con la vicenda del \u201cfigliol prodigo\u201d, si mostrano i guasti che provoca il voler usare le ricchezze solo per s\u00e9). Il testo evangelico vuol dire, in sintesi, che il problema non sta nei beni in se stessi, ma nel cuore di chi li usa, come \u00e8 scritto nel Vangelo di Matteo: \u201cLa dov\u2019\u00e8 il tuo tesoro, sar\u00e0 anche il tuo cuore\u201d (Mt 6,21). La questione centrale sta nel vedere dove abbiamo il nostro cuore, dove sono dirette le nostre vere preoccupazioni.<br \/>\nIn questo contesto Ges\u00f9 parla dell\u2019amministratore di una grande propriet\u00e0. Costui viene accusato presso il padrone di svolgere in modo illecito il suo ufficio. E le accuse debbono essere talmente evidenti che il padrone decide di licenziarlo immediatamente; gli concede solo il tempo di preparare e consegnare i registri. Ma la vicenda ha una svolta inattesa. L\u2019amministratore vede davanti a s\u00e9 un\u2019alternativa impossibile: mettersi a fare il mendicante, oppure zappare la terra; due sbocchi per lui insopportabili. Per sfuggirvi escogita un\u2019altra truffa ai danni del padrone. Fa un giro presso i debitori del padrone, riesce a corromperli e defalca le somme dei loro debiti. In compenso essi si impegnano ad accoglierlo e mantenerlo appena licenziato. Ne emerge un uomo con pochi scrupoli; e meraviglia leggere la conclusione dell\u2019evangelista: \u201cIl padrone (Dio) lod\u00f2 quell\u2019amministratore disonesto, perch\u00e9 aveva agito con scaltrezza\u201d (v. 8).<br \/>\n\u00c8 ovvio che il padrone non approva il furto perpetrato ai suoi danni per ben due volte. Resta, invece, sorpreso dall\u2019abilit\u00e0 dell\u2019amministratore nel cavarsi dal guaio in cui si era cacciato con la sua condotta disonesta. Insomma, Ges\u00f9 non loda l\u2019inganno. E ancor meno raccomanda ai suoi discepoli di rubare con abilit\u00e0 per farsi cos\u00ec degli amici. Tant\u2019\u00e8 vero che quest\u2019uomo viene messo non tra i \u201cfigli della luce\u201d, ma tra i \u201cfigli di questo mondo\u201d. Quel che viene portato ad esempio \u00e8 l\u2019abilit\u00e0 di quest\u2019uomo nel cercare la sua salvezza. Tale abilit\u00e0, che in tanti pongono nelle cose della vita ordinaria, Ges\u00f9 vuole trasferirla sul piano della salvezza. In altri termini, Ges\u00f9 sembra dire agli ascoltatori: \u201cQuell\u2019amministratore come conquista la salvezza? Come evita di zappare la terra o di mendicare? Come assicura il suo futuro?\u201d. La risposta \u00e8: \u201cEssendo generoso verso i debitori\u201d. In effetti, il suo futuro e la sua stessa vita dipesero dalla sua generosit\u00e0. Con essa leg\u00f2 a s\u00e9 i debitori. E Ges\u00f9 aggiunge: \u201cProcuratevi amici con la disonesta ricchezza, perch\u00e9 quand\u2019essa verr\u00e0 a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne\u201d (v. 9).<br \/>\nProcurarsi amici. Ma, si badi bene, l\u2019amicizia non si compra, si costruisce con la generosit\u00e0, con un cuore pronto e disponibile. Qui sta il centro della parabola odierna: la generosit\u00e0 verso i debitori (ossia verso i poveri e i deboli) salva la nostra vita e il nostro futuro. Siate amici dei poveri e sarete salvi. Questa \u00e8 la scaltrezza che chiede oggi il Vangelo. Lo chiede a noi suoi discepoli. E lo chiede ai paesi ricchi perch\u00e9 comprendano che la loro salvezza, anche terrena, dipende da una rinnovata attenzione ai paesi poveri; dal non lasciarli soli in balia dei loro problemi. E, perch\u00e9 no!, a condonare a essi quel debito che mai riusciranno a pagare e che li spinge sempre di pi\u00f9 verso l\u2019abisso.<br \/>\nIl commento pi\u00f9 efficace a questa parabola \u00e8 forse la frase di Ges\u00f9 riportata da Paolo mentre sta dando il suo addio ai responsabili della comunit\u00e0 di Efeso: \u201cC\u2019\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere\u201d (At 20,35). Paolo lasciava loro questa frase quasi a compendio della vita. \u00c8 una indicazione semplice circa la via della felicit\u00e0 e della gioia. Perch\u00e9 siamo tristi? Perch\u00e9 le nostre giornate scorrono spesso senza gioia? Non abbiamo capito che la gioia non sta nel ricevere, ma nel dare. Noi, abituati come siamo a cercare per noi stessi, ad accumulare per noi, talora anche in modo forsennato, non riusciamo a gustare la bellezza della generosit\u00e0 e della gratuit\u00e0, la gioia del dono della propria vita per gli altri. Non si parla qui di eroismo. A volte basta dare un\u2019ora di tempo ma con generosit\u00e0 e volentieri, a chi ha bisogno ed \u00e8 solo. \u00c8 sufficiente dare un filo di amicizia, un aiuto materiale, una visita in ospedale, una semplice parola di conforto. Ritornano le altre parole di Ges\u00f9: \u201cHo avuto fame e mi avete dato da mangiare\u201d (Mt 25,35). \u00c8 questa la via della gioia. L\u2019altra, quella della difesa e del cercare anzitutto per s\u00e9, porta alla tristezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca 16,1-13 Diceva anche ai discepoli: &#8220;C&#8217;era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. 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