{"id":17911,"date":"2013-08-22T12:16:35","date_gmt":"2013-08-22T10:16:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=17911"},"modified":"2017-08-24T00:34:34","modified_gmt":"2017-08-23T22:34:34","slug":"xxi-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxi-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"XXI Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><em>In quel tempo, Ges\u00f9 passava insegnando per citt\u00e0 e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.<br \/>\nUn tale gli chiese: \u00abSignore, sono pochi quelli che si salvano?\u00bb.<br \/>\nDisse loro: \u00abSforzatevi di entrare per la porta stretta, perch\u00e9 molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. <!--more--><br \/>\nQuando il padrone di casa si alzer\u00e0 e chiuder\u00e0 la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: \u201cSignore, aprici!\u201d. Ma egli vi risponder\u00e0: \u201cNon so di dove siete\u201d. Allora comincerete a dire: \u201cAbbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze\u201d. Ma egli vi dichiarer\u00e0: \u201cVoi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!\u201d.<br \/>\nL\u00e0 ci sar\u00e0 pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.<br \/>\nVerranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>La liturgia di questa domenica si apre con la visione della salvezza come intesa da Dio: \u201cIo \u2013 dice il Signore &#8211; verr\u00f2 a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria\u201d (Is 66,18). Dio, potremmo dire, non nasconde il suo progetto di salvezza, ossia fare di tutti i popoli della terra una sola famiglia; anzi, lo mostra sin dai tempi della prima alleanza con Israele. Isaia, infatti, sebbene parlasse solo al popolo d\u2019Israele, prefigurava il giorno in cui tutti i popoli della terra si sarebbero raccolti sul monte santo per lodare l\u2019unico Signore. In verit\u00e0, gi\u00e0 nella prima pagina della Scrittura appare con evidenza questo respiro universale di salvezza: in Adamo ed Eva sono raccolti tutti gli uomini e tutte le donne, di ogni terra e di ogni tempo. E No\u00e8, salvato dal diluvio, riceve un patto di alleanza da Dio a nome dell\u2019intera umanit\u00e0. Il Signore da sempre \u00e8 amico dei popoli e sin dalle origini vuole la salvezza di ogni uomo e di ogni donna. La salvezza \u00e8 un dono del cielo per tutti; e a tutti il Signore vuole darla. Ma nessuno pu\u00f2 reclamarla per diritto, o appropriarsene per nascita o per mera appartenenza esteriore. La salvezza non \u00e8 propriet\u00e0 di una etnia, di un gruppo, di una comunit\u00e0, di un popolo, di una nazione. Il Vangelo di Luca, annunciato in questa domenica, fa domandare a Ges\u00f9: \u201cSignore, sono pochi quelli che si salvano?\u201d. L\u2019opinione corrente, in verit\u00e0, si basava sulla convinzione che bastasse appartenere al popolo eletto per partecipare al regno futuro. Questa domanda, invece, sembra suggerire che non basta appartenere al popolo eletto per ottenere la salvezza. Ges\u00f9, \u00e8 d\u2019accordo, ma va oltre. Non risponde direttamente all\u2019interlocutore e si rivolge a tutti dicendo: \u201cSforzatevi di entrare per la porta stretta, perch\u00e9 molti cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno\u201d. Ges\u00f9 sottolinea che la porta \u00e8 stretta; che \u00e8 ancora aperta, ma che il tempo si \u00e8 fatto breve e sta per essere chiusa. Bisogna perci\u00f2 entrare, perch\u00e9 il padrone di casa \u201csi alzer\u00e0 e chiuder\u00e0 la porta\u201d. E se si resta fuori, magari perch\u00e9 si indugia troppo nelle proprie cose, non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente mettersi a bussare ripetutamente, vantando appartenenze, consuetudini, e persino meriti. Il padrone non aprir\u00e0. Ecco perci\u00f2 la questione centrale posta da Ges\u00f9 attraverso l\u2019immagine della porta: \u00e8 urgente accogliere il Vangelo. E\u2019 a dire che la salvezza non consiste nell\u2019essere membro di un popolo e neppure nella semplice appartenenza ad una comunit\u00e0. E\u2019 necessario aderire al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita. Anche nella Chiesa si pu\u00f2 avere la stessa consuetudine rimproverata al fariseismo: vivere cio\u00e8 con la superbia e la sicurezza di non dover correggere nulla dei propri comportamenti; vivere osservando pratiche esteriori, ma avendo il cuore indurito, lontano da Dio e dagli uomini. Mentre l\u2019indifferenza sembra prendere il sopravvento e l\u2019abitudine a rinchiudersi in se stessi appare rafforzarsi, \u00e8 necessario che ognuno ascolti fedelmente il Vangelo e lo metta in pratica. Non di rado invece i singoli credenti, come anche le stesse comunit\u00e0 cristiane, si lasciano sorprendere dalla mentalit\u00e0 gretta ed egoista di questo mondo e si rinchiudono nei propri problemi. Lo sappiamo: la porta dell\u2019egoismo \u00e8 larga e frequentata. Ha ragione perci\u00f2 la Lettera agli Ebrei a ricordarci la correzione del cuore e dei comportamenti. E la porta \u00e8 il Vangelo. E\u2019 stretta, ma non tanto da non potervi entrare. E\u2019 stretta rispetto ai numerosi e lunghi rami spuntati dal nostro egoismo. Per entrare in questa porta \u00e8 necessario tagliare questi rami; i rami dell\u2019orgoglio, dell\u2019odio, dell\u2019avarizia, della maldicenza, dell\u2019indifferenza, dell\u2019invidia, e tanti altri ancora. Questi rami si sono come sviluppati a tal punto da renderci difficile l\u2019ingresso in quella porta. Chi accoglie il Vangelo con il cuore ritrova la vera misura di s\u00e9 e si lascia condurre. Ed \u00e8 vero, come scrive la Lettera agli Ebrei, che \u201csul momento non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo per\u00f2 arreca un frutto di pace e di giustizia\u201d. E il frutto \u00e8 entrare nella grande sala preparata dal Signore. Qui: \u201cverranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa del regno di Dio\u201d. Noi gi\u00e0 da ora, in questa santa liturgia, possiamo gustare questa festa e gioirne con uomini e donne che prima ci erano estranei ed ora sono divenuti fratelli e sorelle partecipi dell\u2019unica famiglia di Dio. Per questo Ges\u00f9 pu\u00f2 ripetere a noi quello che gi\u00e0 disse a coloro che lo ascoltavano: \u201cBeati gli occhi che vedono ci\u00f2 che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ci\u00f2 che voi vedete, ma non lo videro, e udire ci\u00f2 che voi udite, ma non l\u2019udirono\u201d (Lc 10, 23-24).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quel tempo, Ges\u00f9 passava insegnando per citt\u00e0 e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: \u00abSignore, sono pochi quelli che si salvano?\u00bb. 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