{"id":17907,"date":"2013-09-03T11:56:08","date_gmt":"2013-09-03T09:56:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=17907"},"modified":"2013-09-03T12:12:08","modified_gmt":"2013-09-03T10:12:08","slug":"festa-di-santegidio-messa-a-santa-maria-in-trastevere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/festa-di-santegidio-messa-a-santa-maria-in-trastevere.html","title":{"rendered":"Festa di Sant&#8217;Egidio &#8211; messa a Santa Maria in Trastevere"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle\u00a0 cari fratelli,<\/p>\n<p>questa domenica, che ci vede nuovamnente raccolti per riprendere la nostra vita ordinaria, \u00e8 arricchita dalla memoria di sant\u2019Egidio, un santo divenuto caro a questa Basilica, non solo per il poco spazio che la separa dalla piccola chiesa di sant\u2019Egidio, ma per una vicinanza ancor pi\u00f9 profonda. La storia di Santa Maria in Trastevere, frutto dell\u2019incontro tra l\u2019Oriente e l\u2019Occidente di cui l\u2019Icona della Clemenza \u00e8 uno dei segni pi\u00f9 intensi, incrocia in certo modo la vicenda di Egidio, questo antico monaco che partito dall\u2019Oriente, dalla Grecia, \u00e8 venuto in Occidente, nel sud della Francia, e qui \u00e8 morto. La Chiesa era allora indivisa e gli incontri e gli scambi tra le due tradizioni erano frequenti. Si potrebbe dire perci\u00f2 che come questa Basilica \u00e8 il frutto delle due tradizioni cos\u00ec pure Egidio \u00e8 in qualche modo un santo che respira con i due polmoni. Egli scelse di vivere in maniera radicale il primato di Dio e si fece monaco. Ma non rest\u00f2 solo. Divenne padre di una comunit\u00e0 di figli che attorno a lui cercarono anch\u2019essi di vivere quel primato dell\u2019amore che solo salva. Egidio divenne difensore dei deboli, come ricorda il simbolo della cerva protetta dalla sua mano che ferm\u00f2 la freccia omicida del re. E il luogo della sua morte, posto sulla via verso Compostela, permise alla sua memoria di diffondersi in ogni angolo dell\u2019Europa, come a tessere una rete di misericordia e di amore in questo antico continente. Il suo nome infatti \u00e8 stato per secoli il nome di un santo monaco invocato per la guarigione dal male, da tanti tipi di male.<\/p>\n<p>Oggi, la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, che per un misterioso disegno di Dio custodisce la piccola chiesa qui accanto sino a prenderne il nome e che ogni sera si raduna per la preghiera in questa Basilica, \u00e8 divenuta in certo modo erede di questa lunghissima tradizione che unisce l\u2019Oriente e l\u2019Occidente e che spinge a non cessare di commuoversi e di fermarsi accanto ai poveri per mostrare loro la misericordia di Dio e per tessere legami di pace tra tutti i popoli. Proprio nel settembre di quaranta anni fa, nel 1973, la piccola chiesa di sant\u2019Egidio veniva consegnata alla Comunit\u00e0; e da allora ne \u00e8 divenuto il cuore pulsante, il santuario che custodisce l\u2019icona del Volto Santo che accompagna ovunque le Comunit\u00e0 nel mondo. Anche da questo altare il volto del Signore non cessa di vegliare su chiunque si accosta. E\u2019 per noi una grazia partecipare al misterioso disegno di Dio di comunicare il Vangelo con il carisma della Comunit\u00e0. Il Signore l\u2019ha suscitato per il bene della Chiesa e del mondo. E noi che lo abbiamo ricevuto in dono possiamo sentire rivolte le parole della lettera agli Ebrei per viverlo con pi\u00f9 consapevolezza: \u201cNon vi siete accostati a qualcosa di tangibile n\u00e9 a un fuoco ardente n\u00e9 a oscurit\u00e0, tenebra e tempesta\u201d. L\u2019autore sacro si riferisce al roveto ardente e alla antica alleanza del Sinai che \u00e8 stata per\u00f2 compiuta da quella stabilita da Ges\u00f9. Avverte perci\u00f2 dal rischio di non riconoscere la grandezza del dono ricevuto: \u201cVoi vi siete accostati al monte Sion, alla citt\u00e0 del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli nell\u2019adunanza festosa e all\u2019assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli\u201d.<\/p>\n<p>S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, siamo stati accolti in un popolo grande, partecipi di un\u2019assemblea di primogeniti, ossia di figli che il Signore ha riscattato dal peccato per renderli pi\u00f9 che figli, primogeniti, come a sottolineare un privilegio d\u2019amore. Certo, non \u00e8 per i nostri meriti, ma per grazia. E se l\u2019autore ci avverte che ci troviamo in un luogo pi\u00f9 santo del roveto ardente, non dovremmo noi toglierci ben pi\u00f9 che i sandali dai piedi mentre entriamo in questo santuario, mentre partecipiamo a questa assemblea? Pu\u00f2 accadere che non solo non ci togliamo i sandali, ma addirittura \u2013 come suggerisce il Vangelo che abbiamo ascoltato \u2013 di cercare i primi posti, ossia di pensare a noi stessi, alle nostre cose, ai nostri problemi. Il Signore ha preparato questa santa assemblea per essere il luogo dell\u2019amore, della misericordia, della fraternit\u00e0 e del servizio. E lui per primo ne d\u00e0 l\u2019esempio quando afferma \u201cNon sono venuto per essere servito, ma per servire\u201d. La scelta del primo posto non signifca la ricerca della prima panca o della prima sedia, ma porre se stessi davanti agli altri; piegare tutto ai propri comodi; pretendere di essere serviti piuttosto che di servire; essere onorati piuttosto che essere disponibili; essere considerati prima di amare. Insomma, antepor\u00adre se stessi a ogni cosa.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 stigmatizza questo comportamento. Non solo non giova. E\u2019 dannoso perch\u00e9 ferisce la fraternit\u00e0, la comunione. Ed \u00e8 anche umiliante, aggiunge Ges\u00f9. E\u2019 bene invece non avere una grande considerazione di s\u00e9. L\u2019apostolo Paolo esorta: \u201cciascuno di voi, con tutta umilt\u00e0, consideri gli altri superiori a se stesso\u201d(Fil 2,3). E\u2019 bene vergognarsi davanti a Dio del propriuo peccato, delle propie debolezze. La Santa Liturgia ce lo insegna quando pone sulle nostre labbra la preghiera del \u201cSignore, piet\u00e0!\u201d. Sar\u00e0 allora il Signore stesso a dirci: \u00abAmico, passa pi\u00f9 avanti! \u00bb. S\u00ec! L\u2019umile viene portato in avanti dal Signore che \u00e8 il \u00abPadre degli umili\u00bb. \u00abFiglio \u2013 abbiamo ascoltato dal Siracide &#8211; nella tua attivit\u00e0 sii modesto, sarai amato dall&#8217;uomo gradito a Dio. Quanto pi\u00f9 sei grande, tanto pi\u00f9 umiliati; cos\u00ec troverai grazia davanti al Signore; perch\u00e9 dagli umili egli \u00e8 glorificato\u00bb(3,17-20). L&#8217;umile capisce, sa amare, sa essere fratello, sorel\u00adla, sa pregare, sa essere mite, sa smuovere le mon\u00adtagne pi\u00f9 alte e colmare gli abissi pi\u00f9 profondi. L&#8217;u\u00admile comprende e prende parte a quella tavola di cui parla il Vangelo: \u00abQuando of\u00adfri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, n\u00e9 i tuoi fratelli&#8230; perch\u00e9 anch&#8217;essi non ti invitino&#8230;Al contrario&#8230; invita pove\u00adri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perch\u00e9 non han\u00adno da ricambi arti \u00bb (vv. 12.13). E\u2019 il miracolo che questa Basilica compie, in maniera visibile, ogni anno a Natale con il pranzo per i poveri. Ma \u00e8 quello quotidiano a cui il Signore chiede di prendere parte perch\u00e9 ovunque nel mondo si allarghi l\u2019assemblea degli umili e dei poveri, segno di quel nuovo mondo che il Signore \u00e8 venuto a inaugurare gi\u00e0 ora sulla terra.<strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle\u00a0 cari fratelli, questa domenica, che ci vede nuovamnente raccolti per riprendere la nostra vita ordinaria, \u00e8 arricchita dalla memoria di sant\u2019Egidio, un santo divenuto caro a questa Basilica, non solo per il poco spazio che la separa dalla piccola chiesa di sant\u2019Egidio, ma per una vicinanza ancor pi\u00f9 profonda. 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